“Breve confutazione del Tempo (in forma di video)”

Le cose non sono mai come appaiono. Cosa è la nostra concezione/immaginazione del tempo ? Il nostro essere coordinati mentalmente per attimi/secondi/minuti/ore/mesi/anni/secoli/millenni ?

Davvero non potremmo fare a meno del tempo ? Davvero siamo così schiavi del tempo che non riusciamo mai, neanche per un momento, a prescinderne, mai a fare a meno del nostro qui-e-ora, del nostro scorrere, inesausto, verso l’estuario della morte ?

Davvero la vita non ha senso, senza la successione meccanica di quei punti che insieme la formano, come il passaggio nel vetro risicato di una clessidra ?

In un saggio di qualche anno fa, intitolato “Breve confutazione del tempo”, Jorge Luis Borges riprendeva alcune delle tesi più ardite di George Berkeley, sulla totale illusorietà delle nostre percezioni temporali.

Per smascherare il tempo basta anche l’Ultra-slow motion di questo semplice video. Il volo di un aereo è una nuova cosa da esplorare, ben più misteriosa di quello che in modo un po’ superficiale, pensiamo di conoscere.

Ricordiamocelo, quando diamo tutto per scontato. Ricordiamocelo, quando è invece così chiaro che la vita è un mistero solo in parte penetrabile. Ma un mistero meraviglioso, che si può – e si dovrebbe – guardare da molti punti di vista, spogliandosi di ogni pre-giudizio, di ogni pre-sentimento.

12 pensieri su ““Breve confutazione del Tempo (in forma di video)”

  1. Anche io, Natàlia !

    Mi piace l’accento sulla prima ‘a’. E’ indubitabilmente molto più russo.

    F.

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  2. Probabilmente ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta nella vita una beatitudine indicibile (e il quadrante dell’orologio diviene vuoto…). Grazie Fabrizio.

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  3. rallentare il tempo è molto bello (in situazioni di gioia, beninteso….), ma non lo chiamerei confutarlo, in qualche modo lo si valorizza, lo si contempla con più calma, che dici?

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  4. In un famoso film di Woody Allen uno scienziato pazzo procurò quattro ore di orgasmo a Igor che però rimase storpiato dall’esperienza, sono d’accordo con Sparz, il momento di gioia per quanto intenso e apprezzato non confuta il tempo, lo rallenta, forse, ma lo lascia inesorabile nella sua corsa.
    Per me il tempo prende una dimensione diversa nella musica, in questo caso in qualche modo si spazializza e mette in discussione il flusso, lo governa quantomeno, ma ciò che può veramente confutarlo nel suo apparente dominio è il tempo liturgico, vera immagine dell’eternità, che non è una durata indefinita, ma un istante eterno nella pienezza, si dice che l’eternità sarà una liturgia senza fine nella luce divina rivelata nella sua interezza, povere anime nostre che fanno fatica a sopportare le poche ore di quella terrena, chi le riparerà quando non ci sarà più il filtro del corpo e delle idee.

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  5. Carissimo Fabrizio, grazie di questo video/intuizione.

    Il tempo, secondo Kant, è solo una funzione mentale dell’io terrestre, è cioè una condizione della NOSTRA esperienza del mondo, e non quindi un carattere del mondo in se stesso.
    La scienza posteinsteiniana mi pare che dica la stessa cosa.

    L’essere umano d’altronde ha sempre intuito di appartenere a questa dimensione spazio-temporale, in quanto soggetto mortale/corpo fisico, ma anche ad un’altra dimensione, sperimentabile come diverso stato della mente: non spazio-temporale, in quanto non ego-centrato, e quindi ubiquo ed eterno.

    Questa stato è dunque l’esperienza del Presente, come eternità, non cioè come punto nella successione temporale, ma come varco di questa successione, varco nella rete, direbbe Montale.
    L’adesso “prima della creazione del mondo”, di cui parla san Paolo nella Lettera agli Efesini: un prima che non può che porsi fuori da ogni successione, in quanto il tempo come durata è strutturale alla creazione stessa…un prima che è ORA: Ora è l’ora della salvezza.

    Il problema che sorge oggi mi sembra: è possibile vivere in nuovo modo questo astigmatismo che ci è proprio? vivere nel tempo centrandoci però nell’eterno ORA?
    E questo decentramento non attua una sorta di consumazione del tempo stesso?
    Non sarà questo processo di consumazione dei tempi (dell’ego) il tempo messianico, e cioè il tempo finale, inaugurato da Cristo, come Eterno Dio che scende appunto nella temporalità mortale dell’uomo in gabbia (nella gabbia spazio-temporale di questo mondo) per portarla a compimento, liberandocene?

    Un abbraccio forte, più forte ancora per la grande notizia….
    Marco

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  6. Non sono molto d’accordo con Sparz e Mario Pandiani, che ringrazio comunque per quello che scrivono. Rallentare il tempo può avere effetti paradossali: supponiamo (teoricamente) di rallentare con velocità ultra-motion, come in questo filmato, e poi di rallentare ancora, con la stessa proporzione, e poi ancora, e ancora…

    Qual è il limite ? Fino a ‘dove’ possiamo rallentare ?

    Fino a dove il movimento E’ movimento e il presente è futuro ?

    Del resto, per confutare il tempo ci vuole poco. Lo ha confutato in modo inoppugnabile circa un centinaio d’anni fa da Albert Einstein nella ‘Teoria della Relatività Generale’ -finora mai smentita a livello sperimentale – dimostrando che lo spazio-tempo si curvano in presenza di una massa. Oggi sappiamo anche che lo spazio-tempo ha senso soltanto fino a qualche miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, che prima di questa Singolarità il tempo non esiste (o non ha senso), e sappiamo anche che con ogni probabilità nel sistema del multiverso (che il nostro universo comprende) esistono altre e diverse dimensioni oltre alle tre+una (tempo) + gravità che conosciamo nel nostro.

    Ringrazio poi molto Marco Guzzi per il suo intervento che condivido pienamente. Penso infatti che abbia perfettamente ragione e che il nostro “strabismo” – di essere capaci di guardare soltanto il qui-e-ora degli eterni presenti che si succedono – sia la radice di gran parte dei mali che oggi ci opprimono.

    Storditi da questa minuta temporalità, siamo come inabili a sentire il respiro di un altro tempo, che ha altri modi, altre estensioni, altre profondità, di quelle che ci sono date di abitare, nella convenzione quotidiana.

    Fabrizio
    p.s. grazie Gaetano !

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