Gridare

Ricardo Menéndez Salmón, Gridare, pp.176, € 14, Marcos y Marcos, Traduzione di Claudia Tarolo

Esiste, evidentemente, una tensione emotiva che in certi casi non può fare a meno di andare a braccetto con l’ammirazione, accompagnandone passi e movenze durante l’intera strada che ha deciso di percorrere al suo fianco. È pur vero che la si intravede appena: le sue squame opache non riflettono nemmeno una frazione minima del lucore che anima il manto della compagna, insomma nessuno se ne accorge – tanto meno il malcapitato che la sta calzando come un frack invisibile – perché lei, innominabile e rabbiosa clandestina, se ne sta in disparte, covando in segreto il rancore che le è proprio, insomma che è proprio dell’invidia, perché è di lei, della sua tragica insubordinazione che stiamo parlando, ossia dell’abilità con cui riesce a insinuarsi anche (soprattutto) nello sguardo esterrefatto di chi si è appena trovato al cospetto di una piccola, portentosa meraviglia.

E sembra proprio impossibile non ammettere di essere caduti in questo miracoloso tranello dopo aver chiuso Gridare, seconda opera di Ricardo Menéndez Salmón tradotta in italiano da Marcos y Marcos (l’anno scorso era stato dato alle stampe “L’offesa”, tanto breve quanto strabiliante romanzo, celebrato in patria come “Fenomeno letterario del 2007”). E allora diciamolo, facciamo pubblica ammenda, confessiamo già da subito l’inconfessabile: la bellezza di questo libro ci gonfia di ammirazione, sì, ma nel profondo ci avvelena di invidia. Perché è mai possibile che luoghi letterari ipervisitati, inflazionatissimi e usuranti come il male, la morte, o la solitudine dei corpi fra corpi riescano a sembrare ancora inediti, nuovi, scoperti ora per la prima volta grazie alle lenti di uno scrittore asturiano contemporaneo? Possibile che su argomenti così disonestamente consueti qualcuno sappia ancora ricamare geografie inedite? Ebbene sì, è possibile, e questo libro praticamente perfetto ne è la prova. Dieci storie che si rincorrono, bruciano, esplodono, gridano in silenzio. Parlando, appunto, delle solite cose: la vita, la passione, le sue illusioni, la morte delle illusioni stesse, il capitombolo definitivo nel terrore della fine. Dieci ritratti brevi, lucidamente visionari, di esistenze a due passi dalla deriva, ma ferme nella loro costanza, e perché no nella loro ironia più o meno spietata. Un uomo e una donna che consumano il proprio neonato amore scambiandosi urla in una stanza ovattata; un sondaggista scrittore che incontra il proprio alter-ego profeta di tragici fallimenti; un figlio che assiste il padre moribondo osservando il mondo fuori che brucia, si dissolve e rinasce; un tizio comune che abbandona grossi pezzi di sé per trasformarsi in assassino. Indimenticabili prigionieri di territori ai confini tra il sogno e la realtà, abitatori di incubi privati, combattenti: sono questi i personaggi che si contorcono fra le parole del loro autore, parole affilate come zampe di ragno, levigatissime, ordite con una perizia chirurgica in grado di restituire la certezza che in mezzo a tanta eleganza non ci sia nulla di superfluo, niente di inutile. Perché sì, questo libro che si legge in un ora o poco più, oltre a regalare visioni di indiscutibile potenza è scritto in modo eccelso, e non basterà certo la pur evidente scienza della traduttrice per giustificare la sensazione di una prosa tanto vicina alla perfezione. Nato a Gijón nel 1971, Salmón ha già all’attivo una ventina di volumi tra romanzi, racconti, poesie, saggi e teatro, insomma una furia eclettica, il cui talento è del resto confermato da un’impressionante quantità di riconoscimenti vinti, tra cui il Premio Asturias Joven de Narrativa e il prestigioso Juan Rulfo. Ci si potrà aspettare che ulteriori rivelazioni riescano a raggiungere le nostre librerie quanto prima? Speriamo proprio di sì, restiamo in attesa. Ammirati e invidiosi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.