Vivalascuola. Il primo giorno di scuola


Ecco il primo giorno di scuola a Napoli, Torino, Milano 1 e 2, Bologna, Terni, Prato, Roma, Ancona, Reggio Calabria, Messina, Palermo… Comincia l’anno del taglio di 42.000 posti di lavoro, non supportato da alcun atto normativo (vedi qui). Il nuovo anno si apre nella incertezza delle norme (vedi qui) e nella protesta (vedi qui e qui). Vivalascuola augura un buono anno scolastico.

Per conoscere la scuola del ministro Gelmini

La scuola elementare

TAGLIO DEGLI ORGANICI E “MAESTRO UNICO”
Hanno ridotto il numero dei docenti: 16 000 in meno in tutta Italia, 470 solo nella provincia di Milano. La riduzione proseguirà inesorabile nei prossimi due anni fino ad ottenere i 30.000 tagli previsti. Anche gli specialisti di inglese sono destinati a sparire: ogni maestra/o dovrà insegnare inglese dopo un corso di 200 ore…
Anche il personale ATA è stato fortemente ridotto: i tagli a livello nazionale sono stati 15.000 mentre 30.000 sono quelli previsti per i prossimi due anni.
Obiettivo primario del ministro: imporre il maestro unico per ottenere il risparmio previsto dalla legge finanziaria (8 miliardi di Euro in 3 anni; per intenderci esattamente la metà di quanto ci costeranno i 131 cacciabombardieri JSF acquistati dal nostro paese).
Ma è possibile ritornare oggi alla formula del maestro “tuttologo” di cinquant’anni fa? Le mobilitazioni di genitori e insegnanti hanno sostanzialmente bocciato il modello del maestro unico (meno del 3% di richieste in tutta Italia) e anzi è aumentata
la richiesta di Tempo Pieno.

MENO TEMPO SCUOLA, MENO SOSTEGNO E ZERO COMPRESENZE
Prosegue inesorabile anche la riduzione del tempo scuola e del sostegno ai bambini e alle bambine con disabilità. Nella maggior parte delle classi il Tempo Pieno viene privato delle ore di compresenza, che saranno destinate a coprire i tagli e le supplenze. Togliere le compresenze vuol dire impedire laboratori (ad esempio quelli di informatica, impossibili da gestire da una sola maestra con 27 bambine/i), uscite (per legge 1 adulto ogni 15 bambini) e attività di recupero! In molte scuole è ormai impossibile attuare anche i modelli orari di 30 e 33 ore (ex modulo), quelli più diffusi al di fuori delle grandi città.
Il Tempo Pieno non è una formula oraria, è un modello didattico-pedagogico!
Se la scuola riduce l’orario settimanale dovrà per forza insegnare di meno.

Lo scorso anno i genitori hanno firmato in Lombardia oltre 28.000 domande di iscrizione “integrative” in cui hanno richiesto le 40 ore, il doppio organico e 4 ore di compresenza. Queste domande sono state consegnate al Ministero assieme alle altre 230.000 richieste analoghe raccolte in tutta Italia.

AFFOLLAMENTO
Per “risparmiare” oltre 4800 insegnanti in tre anni, dal prossimo anno si potrà arrivare a 27 alunni per classe. Sarà sempre più difficile realizzare interventi adeguati su tutti gli alunni e ampliare l’offerta formativa.

TAGLI AI BILANCI DELLE SCUOLE
Lo scorso anno le scuole non hanno ricevuto il contributo dallo Stato per pagare le spese di ordinaria gestione. Materiale di cancelleria, fotocopie, spese telefoniche, materiale di pulizia ecc. spesso sono stati finanziati dai contributi “volontari” (sic!) dei genitori. Tutte le scuole hanno bilanci drammaticamente in rosso e vantano crediti nei confronti dello Stato.
I fondi per le supplenze sono stati tagliati di oltre il 50%. I/le maestri/e assenti per malattia non verranno sostituite. Ciò compromette gravemente il normale svolgimento dell’attività didattica e lede il diritto allo studio dei bambini e delle bambine.

* * *

La scuola media inferiore

DOVE SONO LE ORE DI RECUPERO O POTENZIAMENTO? E I PROGETTI, CHE FINE FANNO?
Per effetto della riconduzione delle cattedre a 18 ore, l’aumento del numero di alunni per classe e la riduzione del tempo scuola sono state tagliate 1000 cattedre nel milanese (2.600 in Lombardia e 17.500 a livello nazionale). Gli insegnati di lettere, ad esempio, faranno solo lezioni frontali e non potranno più svolgere attività in compresenza (potenziamento, recupero e progetti). Per lo stesso motivo, non potranno più insegnare italiano agli alunni stranieri. Chi lo farà? Anche il personale ATA (non docente) è stato fortemente ridotto: i tagli a livello nazionale sono stati 15.000 mentre 30.000 sono quelli previsti per i prossimi due anni.

E I LABORATORI?
Siccome sono sparite le compresenze e sono stati ridotti gli orari, i laboratori sono a rischio. Prima infatti il laboratorio di informatica era spesso organizzato sfruttando le compresenze nelle ore di educazione tecnica. La classe era divisa in due gruppi che si alternavano nelle esercitazioni informatiche. Adesso non è più così e se la scuola non ha le risorse economiche per pagare esperti esterni, non può più garantire questo servizio.

TI PARE POSSIBILE?
Il numero degli alunni è aumentato fino a 30 per classe e non ci sono i docenti necessari a garantire le ore di sostegno di cui avrebbero diritto i ragazzi e le ragazze con disabilità. Per l’anno che inizia oggi c’è un docente di sostegno ogni quattro alunni diversamente abili.
In aule sovraffollate si insegna male ed è più difficile imparare. Bocciature e malessere non potranno che aumentare.

È ANCHE UNA QUESTIONE DI SICUREZZA!
Che succede se manca un docente?
I fondi per le supplenze sono stati tagliati di oltre il 50%, quindi è facile immaginare che in caso di assenza per malattia di un/una docente le classi saranno divise; si perderanno ore di lezione e i ragazzi e le ragazze si troveranno a condividere ambienti affollati e scomodi. Tutto ciò compromette gravemente il normale svolgimento dell’attività didattica e lede il diritto allo studio degli alunni e delle alunne.

BILANCI IN ROSSO
Non ci sono soldi per pagare le supplenze, né per il normale funzionamento della didattica. Materiale di cancelleria, fotocopie, spese telefoniche, materiale di pulizia ecc. spesso sono stati finanziati dai contributi dei genitori.
Tutte le scuole hanno bilanci drammaticamente in rosso e vantano crediti nei confronti dello Stato. Dirigenti e docenti fanno i salti mortali per assicurare la continuità dell’offerta formativa, ma quest’anno sarà quasi impossibile.

* * *

La scuola superiore

MA È SOLO L’INIZIO, BEN ALTRO POTRÀ ANCORA ACCADERE!
Nelle scuole superiori l’anno scolastico 2009/2010 comincerà con 400 insegnanti in meno a Milano, 1.000 in Lombardia e 11.000 in tutta Italia. Molti docenti precari sono stati espulsi dalla scuola, ma anche numerosi docenti di ruolo sono stati dichiarati soprannumerari. Dall’a.s. 2010/2011 per l’avvio del riordino di Licei, Tecnici e Professionali sono previsti ulteriori 15.000 tagli. Altri docenti precari non saranno riassunti e i docenti di ruolo in esubero saranno messi in mobilità e, se non ricollocati, rischieranno il licenziamento.
Anche il personale ATA è stato fortemente ridotto: i tagli a livello nazionale sono stati 15.000 mentre 30.000 sono quelli previsti per i prossimi due anni.

NUOVI CRITERI PER LA COSTITUZIONE DELLE CLASSI
Le classi saranno costituite da un minimo di 27 alunni per arrivare fino a 33. Le classi prime in cui sono presenti alunni diversamente abili dovrebbero essere costituite con un numero di studenti non superiore a 20, ma per rispettare il limite delle dotazioni organiche tale numero può essere superato.
In aule sovraffollate si insegna male ed è più difficile imparare. Bocciature e dispersione non potranno che aumentare.

RICONDUZIONE DELLE CATTEDRE A 18 ORE
Tutte le cattedre sono state ricondotte a 18 ore.
La riconduzione delle cattedre a 18 ore compromette la continuità didattica, impedisce la sostituzione di docenti assenti, nega la possibilità di attivare corsi di prima alfabetizzazione per gli studenti di madre lingua non italiana e insegnamenti alternativi alla religione cattolica.

TAGLI AI BILANCI DELLE SCUOLE
Tutte le scuole hanno bilanci drammaticamente in rosso e vantano crediti nei confronti dello Stato. Lo scorso anno le scuole non hanno ricevuto il contributo per pagare le spese di ordinaria gestione e per poter attivare i corsi di recupero necessari. I fondi per le supplenze sono stati tagliati di oltre il 50%. Tutto ciò compromette gravemente il normale svolgimento dell’attività didattica e il diritto allo studio dei ragazzi.
La privatizzazione del sistema di istruzione è avviata!

RIORDINO DELLA SCUOLA SUPERIORE
Il riordino della scuola superiore NON è legge. I Regolamenti previsti dall’art.64 della legge n. 133/08 non sono ancora stati definitivamente approvati dal Consiglio dei Ministri.
Secondo quanto previsto dagli Schemi di regolamento nell’a.s. 2010/2011 il riordino coinvolgerà non solo tutte le prime, ma anche le seconde di Licei e Tecnici. Le terze e le quarte dei Tecnici proseguiranno secondo gli attuali piani studio, ma con un orario settimanale ridotto a 32 ore. I Professionali passeranno a 34 ore (per arrivare a 32). A regime tutte le sperimentazioni spariranno e il numero di ore di laboratorio sarà significativamente ridotto. Nei Licei l’orario sarà di 27 ore al biennio e di 30 al triennio (31 al Liceo classico). Fanno eccezione i Licei artistico e coreutico – musicale che prevedono da 32 a 35 ore.
Tutte le scuole superiori dovranno costituire dipartimenti e un comitato tecnico scientifico che svolgeranno di fatto le funzioni affidate oggi al collegio dei docenti. Il comitato tecnico scientifico sarà composto in modo paritetico da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica.
Meno tempo a scuola rende più difficile sia insegnare che imparare. Nelle scuole superiori occorre più collegialità, dipartimenti e comitato tecnico scientifico al contrario la riducono.
(da ReteScuole)

* * *

MANIFESTO DELLE DOCENTI E DEI DOCENTI ITALIANI

ALLA CITTADINANZA

Con preoccupazione ed allarme noi docenti intendiamo denunciare il pesante attacco in corso contro l’istruzione pubblica che avrà come inevitabile risultato quello di compromettere ancor di più il futuro delle nuove generazioni e dell’intera società italiana.

Preoccupazione ed allarme perché la Scuola Pubblica viene soffocata economicamente da anni di tagli ai finanziamenti, da parte di uno Stato che riduce le risorse alle scuole per il normale funzionamento e rifiuta di rimborsare i miliardi di euro di crediti maturati dalle scuole italiane negli anni scorsi.

Preoccupazione ed allarme perché la Scuola Pubblica viene smantellata con i tagli all’organico. Ridurre il numero dei docenti e delle docenti vuol dire produrre il sovraffollamento nelle classi, dequalificare la didattica, aumentando invece la condizione di precarietà lavorativa che incide negativamente sulla continuità e progettualità didattica.

Preoccupazione ed allarme, perché si fa sempre più concreto un progetto di incentivi e finanziamenti alla scuola privata, sottratti ad una scuola pubblica sempre più abbandonata a se stessa.
Respingiamo la persistente campagna denigratoria contro il corpo docente e contro la scuola pubblica.
Al contrario è evidente che essa, ormai da anni, resta ancora in piedi solo grazie all’impegno volontario di molti/e insegnanti e famiglie.

Accusiamo questa classe dirigente di scaricare sulla scuola pubblica la situazione di declino economico, sociale e culturale della società nella quale loro per primi ci hanno condotto; non è certo colpa delle/dei docenti e se questa società non riesce a garantire lavoro, mobilità sociale, utilizzo adeguato delle forze produttive, e se i lavori intellettualmente più qualificati sono resi precari o sottopagati obbligando migliaia di eccellenze ogni anno ad emigrare all’estero.

Accusiamo questa classe dirigente della responsabilità e degli effetti di trent’anni di videocrazia e di sospetta strategia di distrazione di massa, che si è tradotta per la cittadinanza in un allontanamento crescente dalle tematiche sociali, in disinformazione diffusa, in cancellazione della memoria recente, in superficialità delle conoscenze, in proposizione di modelli privi di qualsiasi spessore culturale. È chi lavora nella scuola che ha subito e subisce gli effetti di questo degrado e che continua ad essere lasciato sola/o nella difesa di una dimensione culturale della persona e della vita. Ci accusano di non insegnare ai/alle giovani la Storia moderna, ma chi l’ha pervicacemente ridimensionata o addirittura eliminata dai curricoli? Chi l’ha eliminata dai programmi della Scuola Primaria insieme alla Geografia europea e mondiale, e allo studio di Darwin in Scienze? Chi vuole introdurre il dialetto a scuola mentre toglie le/i docenti specialisti di inglese nella primaria e taglia i fondi per l’insegnamento di altre lingue straniere?

Accusiamo questa classe dirigente di disinformare la popolazione riguardo la scuola pubblica con continue bugie che vengono insistentemente sostenute dai Ministri: in particolare ricordiamo che la spesa statale per l’istruzione pubblica in Italia è tra le più basse dell’OCSE, che la scuola pubblica italiana gode del maggior consenso delle famiglie in Europa, che a fronte della scuola privata italiana, classificata tra le peggiori al mondo, i risultati in diversi ordini della Scuola Pubblica sono stati tra i migliori al mondo, nonostante questa classe dirigente abbia fatto del suo peggio per indebolirla. Non è vero nemmeno che le bocciature sono aumentate, anzi sono invece diminuite: i docenti si sono rifiutati di essere esecutori acritici degli orientamenti ministeriali.

NOI DOCENTI DA PARTE NOSTRA:

Ribadiamo con ancora più forza il nostro impegno a sviluppare nei/nelle giovani le capacità logiche, di ragionamento e approfondimento e a favorire un pensiero critico e scientifico, la creatività e l’immaginazione contro ogni omologazione, conformismo, pregiudizio, luogo comune, rifiutando di ridurre l’intelligenza ad un dato banale misurabile con test o quiz.

Ribadiamo la volontà di continuare la tradizione egualitaria della scuola pubblica italiana, favorendo lo spirito di cooperazione e di solidarietà e, come prescritto nella Costituzione, prestando particolare attenzione verso chi incontra più difficoltà, contro ogni apparente meritocrazia basata in realtà sulle crescenti disuguaglianze sociali.

Ribadiamo l’importanza della relazione professionale ed umana tra docenti e studenti, l’importanza di rafforzare le motivazioni allo studio ed alle conoscenze e di stimolare la curiosità culturale.

Ribadiamo l’importanza di contrastare la grave dispersione scolastica italiana e di dare a ciascun allievo/a la possibilità di sviluppare le proprie capacità, valutandone i progressi rispetto le condizioni di partenza.

Ci rifiutiamo infine di ridurre il ruolo docente a quello di semplice funzionario-controllore dei comportamenti giovanili e del consenso sociale, in un contesto che genera sempre più emarginazione e che non è più in grado di garantire un futuro professionale nemmeno ai/alle più meritevoli.
Meglio invece sarebbe se cominciassero a pagare gli ingenti debiti contratti con le scuole, stabilizzassero gli organici, destinassero più fondi alla Scuola Pubblica e più risorse per eliminare la dispersione scolastica, invece che dirottarli a Banchieri ed Industriali, a guerre ed armamenti.

Firma qui.

* * *

Sindacati e opposizione, basta dormire!
di Giuseppe Caliceti

… Cara Opposizione e cari sindacati tutti della scuola, vi ricordate come Cei ha difeso le scuole private cattoliche di fronte all’ipotesi ventilata di togliere un po’ di fondi? Imparate da loro, se non avete idee. O aprite gli occhi: se vedete veramente anche voi il più grande licenziamento di massa della storia della nostro Repubblica, che poi avviene sulla formazione dei più giovani, muovetevi. E presto. O ancora non è abbastanza per mettere la difesa della scuola pubblica italiana come punto centrale di qualsiasi vostro programma di oggi e di domani? Per smetterla di parlare con un governo incapace e pericoloso che sta facendo male ogni giorno di più ai nostri bambini e ai nostri ragazzi? Non è abbastanza per mettere da parte i personalismi di corrente e di partito e organizzare una seria e determinata opposizione unitaria a oltranza? Cosa di peggio deve ancora accadere?
(
continua qui)

* * *

Guide alla scuola della Gelmini qui.

Le circolari e i decreti ministeriali sugli organici qui.

Una sintesi dei provvedimenti del Governo sulla scuola qui.

Una guida normativa per l’anno scolastico 2009-20010 qui e qui.

* * *

Dove trovare il Coordinamento Precari Scuola: qui.

Le proposte del Ministro ai precari qui e il parere del sindacato qui.

La mappa della protesta qui.

Cosa fanno gli insegnanti: vedi i siti di ReteScuole, Cgil, Cobas.

Spazi in rete sulla scuola qui.

10 pensieri su “Vivalascuola. Il primo giorno di scuola

  1. mi basta guardare fuori dalla finestra e vedere che il cielo piange copiosamente, qui nel veneziano, per prefigurarmi l’anda…mento, stavo per dire andazzo, che poi è brutto perché fa rima con, dell’anno, doppia enne, scolastico. la mia scuola è tutta lustra e in parte nuova, ma finisce lì. è un ottimo liceo, così dicono, e ne convengo: ma i tagli, i colleghi giovani e bravi che non hanno trovato collocazione, le cattedre portate a compimento – ergo scarsa sorveglianza – la sensazione che non conti proprio un bel niente aver lavorato con passione, prima ancora che con la famosa serietà, che non conti e non interessi a nessuno, forse neanche agli studenti e alle famiglie, bombardati come sono dal pensiero unico berlubrungelminiano che siamo dei lavativi ignoranti e sovversivi, tutto questo e molto altro mi stanno sottraendo entusiasmo. non è un buon inizio: comunque: buon lavoro!

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  2. eppure se lo fossimo davvero SOVVERSIVI, INC-ANDE-SC(I)ENTI, forse smetteremmo di stare quasi silenziosa-mente a protestare contro chi solleva solo fumo e non offre alcun arrosto, se non il corpo di altri come noi.Abbiamo chiesto il permesso di sollevare la testa! Abbiamo chiesto con cortesia che ascoltassero LE NOSTRE PROPOSTE mentre già avevano deciso dove e a chi andava la torta spar(t)ita. E ora non solo non ci sono i giovani a prendere posti in assegnazione, ma non ci sono nemmeno i fondi per il funzionamento delle scuole. Vorrà dire che si imparerà a fare in nero come gli altri?

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  3. Lucy, anche a Milano piove… Quest’anno scolastico nasce più sotto l’egida dei problemi che sotto quello della gioia dell’inizio. Ma spero capiti come sempre, che cioè, una volta iniziate le attività, queste diventino coinvolgenti, in modo tale da farci superare la fatica.

    E comunque, Fernirosso, penso proprio che sia il caso di dare qualche soddisfazione al ministro, affinché non sembri che parli a vanvera, quando dice che gli insegnanti sono sovversivi:

    http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini-2/professori-politica/professori-politica.html

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  4. che significa che non si deve fare politica a scuola, sig.na gel-mini? che pensa? che siamo faziosi, che imbottiamo la testa dei nostri fanciulli di ideologie perverse e nichiliste, comuniste!!! aughhhhhh! o, buttandola là, ci sta invitando ad essere dei novelli winston? non churchill, quell’altro, quello di coso, del grande fratello. le spiego: non il programma, il libro, coso, orwell! ah, non l’ha letto? strano, però: perché lei mi pare uscita da lì. di dov’è? eurasia, austrasia, oceania? ah, no, eh? dice che non è di questo mondo? ok, ma non come quel tale, presente? quello lì, che non era di questo mondo…? non lo conosce? dunque devo capire che lei è fuori dal mondo? sì? ah, ecco, mi pareva…

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  5. Cari colleghi e amici,

    nelle Marche la situazione si presenta non meno grave che nel resto d’Italia: -1333 posti tra ATA e personale docente, lunedì 14 settembre eravamo tutti uniti davanti l’Ufficio Scolastico Regionale, con i sindacati, i colleghi di ruolo e quelli in pensione.

    Alle ultime convocazioni invece eravamo 4 gatti, qualche cane, un paio di cocoriti. Il resto se lo sono portati via tentativi di inserirsi nel sostegno (scorciatoia a mio avviso infame nel suo funzionamento), i cambi di classe di concorso, la consapevolezza di non essere nominati (e da qui, un bel giretto al mare…).
    Io non ho beccato nulla dall’USP, ma siccome fortunatamente la famiglia, qui nella provincia, funziona bene e le giovani coppie i figli li fanno, ho potuto organizzarmi con una maternità nel liceo del mio paese.

    Una di quelle “chiamate dei presidi” che la Gelmini vorrebbe declassare con la sua norma salvaprecari. Per quest’anno me la sono scampata, e il prossimo?

    E’ questa la cosa, a mio avviso, peggiore: il non avere una prospettiva di vita, neanche a breve termine.

    Chiudo con un pensiero e un input rivolto a Giorgio per magari un intervento ad hoc sull’argomento: la presenza di stranieri nelle scuole superiori.

    Due anni fa mi trovai a dover inventarmi come insegnare la letteratura del ‘300 e l’Inferno di Dante ad una ragazzina indiana di 16 anni, venuta da 6 mesi in Italia, dotata di un QI impressionante ma priva di conoscenze della lingua. Abbiamo fatto mille richieste, l’USP non ha sufficienti docenti per gli stranieri, in quanto tutti prenotati dagli istituti tecnici e professionali.
    La settimana scorsa mi sono imbattuto in un master organizzato da una delle nostre università marchigiane proprio per diventare insegnanti di italiano L2: costo dell’operazione 1500 euris.
    Domanda: ma se un istituto – concordato persino il prezzo – invece di attivare inutili corsi d’aggiornamento (lo scorso anno ne frequentai uno con un noto barone della letteratura che ripropose l’ormai nota lezione che fece anche a me 6 anni prima all’università…), dicevo, invece di inutili corsi di aggiornamento non destinasse parte del fondo d’istituto per formare i suoi docenti sull’italiano L2?

    Un caro saluto a tutti e un buon inizio di scuola!
    Francesco

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  6. Grazie Giorgio, dell’immenso lavoro che non cessi di fare: io ho lavorato vent’anni nella scuola da entrambi i lati.Vedo oggi devastazioni da post guerra.
    Quella dell’gnoranza, poi di una ministra agit prop del governo, non amorosa dei ragazzi, né del futiro né della cultura ma del killeraggio dei tagli e tagli e tagli.
    Scordavo, anche qui: c’è toghe rosse in ascolto?O complotto internazionale??..sempre meglio parlare intanto della fuffa (come le casette donate dal Trentino, ieri in Abbruzzo!spacciate come gloria del re…Chi ricorda “La giornata del dux contadino, poi operaio, poi minatore?? IMPARA, storia: rivediti i cinegiornali Luce…e G.B.Vico. Maria Pia Q

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  7. In verità la scuola, come l’università ed ogni altro Ente od Ufficio Pubblico, NON è MAI stata davvero pubblica.

    Quando 63 anni fa la monarchia lasciò in Italia il posto alla Repubblica, si sarebbe dovuto affermare una gestione collettiva della Res Publica, la quale definizione “Res Publica” coincide esattamente con il significato dell’espressione “Bene Comune”, di recente di così ampio utilizzo.

    Guaio è stato che storicamente la Funzione Pubblica, primario Bene Comune che gestisce tutti gli altri beni comuni, comprese le risorse naturali e non, come l’acqua e l’energia, guaio è stato che la Funzione Pubblica era per concezione monarchica: affidata a vita a determinate persone allo scopo di fidelizzarle ad un potere per definizione antidemocratico, per poter dominare così il resto della popolazione.

    Ora, poiché la stirpe e casta degli statali era anche l’unica autorizzata a far avanzare culturalmente la società (avete presente l’ambiente universitario non a caso comunemente definito baronale?), il fatto che la nuova organizzazione Repubblicana acquisita dall’Italia avrebbe dovuto redistribuire periodicamente non solo i ruoli di Governo ma pure quelli, ben più numerosi, della Funzione Pubblica, non è emerso affatto ed anzi è stato accuratamente mantenuta una generale confusione sui rapporti tra Pubblico e Privato di cui tuttora la popolazione è vittima.

    In somma: da decenni statali finto-progressisti organizzano una marea di convegni e seminari allo scopo prioritario di mantenere lo stato di confusione nella mente della popolazione. Ebbene, rendiamoci conto che mai da un seminario o convegno tenuto da dei baroni e delle baronesse potrà emergere la possente verità che la FUNZIONE PUBBLICA, scuola compresa, è un BENE COMUNE da redistribuire periodicamente tra tutti coloro che volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari.

    Esattamente come si fa per i ruoli di Governo:

    http://www.hyperlinker.com/ars/pre_index_it.htm

    Vive cordialità!

    Danilo D’Antonio

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  8. a danilo d’antonio: ti rispondo come un grandissimo prof., un certo poeta a nome andrea zanzotto, pare commentasse i compiti demenziali dei suoi studenti:
    DELIRIO DELIRIO DELIRIO!
    “…scuola compresa, è un BENE COMUNE da redistribuire periodicamente tra tutti coloro che volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari”: ahahahahahahahahahahahahahahahahahahah!

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  9. Pingback: Vivalascuola. Buon Natale, scuola pubblica « La poesia e lo spirito

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