Niente altro

da qui

Forse me ne andrò via da qui. So che don Mario non vorrebbe, e forse nemmeno Dio. Ma bisogna avere un motivo per resistere. Guardo il cielo, la trapunta delle stelle, e mi perdo in tutto quello sfarzo. Ma di motivi, neanche l’ombra. Abbasso lo sguardo, verso la terra scalcinata, con gente povera e cattiva, invidiosa e meschina, e mendicanti dagli occhi dolci che mi tendono la mano. Allora penso che forse, qui, ci morirò. Non perché lo vuole don Mario. Non perché lo vuole Dio. Né perché sia incapace di liberarmi dalla gente ignobile. Mi trattengono quegli occhi, niente altro.

14 pensieri su “Niente altro

  1. Ti faccio l’esempio della pena di morte, la penso così, basta che uno dei condannati a morte è innocente, vuol dire che la pena di morte è sbagliata. Allora bastano quegli occhi dolci per trattenerti qui. Qualsiasi altra soluzione sarebbe sbagliata. “Inumano è pur sempre l’amore di chi rantola senza rancore perdonando con l’ultima voce chi lo uccide fra le braccia di una croce” (F. De Andrè)

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  2. La pena di morte è sbagliata anche se tutti i condannati fossero colpevoli, e anche se ci fossero solo occhi duri e meschini Fabrizio resterebbe, anche se per lui è impossibile, ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio.
    Non ti credo mai quando dici certe cose, ormai ho imparato a non fidarmi dei preti, ne sanno una più del diavolo, e tu non fai eccezione, tu non stai li per quegli occhi, e neanche per Don Mario, ma perchè sai bene che a Dio piace vedere la lotta, e tu, a differenza nostra, sei un lottatore, uno di quelli che non lo fanno per vincere ma perchè non possono farne a meno, non saprebbero fare altro.
    Ho appena visto “ogni maledetta domenica” e leggendoti ho pensata a questo, a quelle ossa fracassate, a quella pervicacia violenta, ai momenti di scoraggiamento, alle sconfitte e al senso di fiducia, alla conquista di ogni centimetro, alle tue “Any given Sunday” che durano tutta la settimana.
    La forza di un sacerdote che lotta viene dalle preghiere dei suoi fedeli, che non ti manchino mai, fosse anche di uno solo.

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  3. grazie amici.
    ci sono momenti in cui tutto dice vai via di qui.
    in fondo, perché no?
    chi potrebbe dirmi qualcosa?
    andrei all’inferno?
    qualcuno dice che l’inferno non esiste. io so che esiste. l’inferno è andarsene. nessuno potrebbe dirmi nulla. nessuno potrebbe impedirmelo. ma me ne andrei all’inferno. non è detto che non ci vada. ma per ora resto qui. per i poveri. per don Mario. per Dio. per i fedeli che pregano per me. e per voi, che avete scritto qui.
    un abbraccio
    fabrizio

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  4. Un libro e un film d’una bellezza indicibile.
    Non conosco i riferimenti personali di cui parli, caro Fabrizio, ma penso che “il luogo” sia ovunque.
    Ti ringrazio tanto per il brano cinematografico inserito; e per le parole del tuo diario che offrono una visione nitida tra cielo e terra, durante uno dei nostri passi di viandanti meravigliosi. Un abbraccio

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  5. Anche una madre,presa da mille problemi,si chiede a volte:perchè non scappo? In qualsiasi luogo di lavoro la rivalità,l’incomprensione,la cattiveria gratuita, portano a formulare la stessa domanda. Nella maggioranza dei casi si resta,spesso ripetendosi periodicamente la stessa domanda.Il perchè lo dobbiamo cercare nel nostro profondo: siamo spesso noi,in momenti di stanchezza, avedere con maggiore pessimismo la realtà.Spesso basta una serena giornata di sole a farci vedere l’umanità migliore,o semplicemente per quella che è. Don Mario, parlando del perdono,mi ricordò le parole di Cristo in croce : Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno. Molta cattiveria, non tutta certo, è frutto di ignoranza. Forse anche questo ci aiuta a resistere. Coraggio.

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  6. Caro Fabrizio, qualcuno ha detto che l’inferno sono “gli altri”, ma tu ogni giorno insegni che “gli altri” sono Cristo. Bisogna intendersi. Per te gli altri sono i mendicanti che stanno fuori la chiesa di san carlo da sezze e qualche volta bestemmiano sui gradini ( è successo domenica e il marito di Valeria, mio omonimo, li ha ripresi – giustamente ); gli altri sono gli ubriaconi , i diseredati, i drop out, i barboni , gli ultimi. Abbracci loro e abbracci Cristo, tu l’hai detto più volte. Ma ci sono anche “gli altri…altri” , che sono l’inferno ( io penso ai burocrati, ai politici arroganti, agli opportunisti , ai parenti-serpenti , ai farisei, ma anche a quella pletora infinita di uomini mediocri banali e indifferenti , per non parlare dei cretini, spesso sono loro , con le loro facce grige , insulse, insignificanti la radice del male)

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