Una mano a Dio

da qui

Ieri, nell’omelia, ho detto che non sarò mai vescovo: parlo troppo e dico ciò che penso. Qualcuno mi ha guardato male, qualcun altro era visibilmente soddisfatto. Sono sempre più convinto dell’importanza di essere se stessi: non può che fare bene, anche alla chiesa. Se c’è un rinnovamento da compiere, è in questa direzione, senza temere di affrontare argomenti delicati, o comunicare schiettamente acquisizioni esegetiche e teologiche. La gente ha fame di verità e sete di dialogo. Gesù ha proclamato beati gli affamati e gli assetati, cerchiamo di non renderli infelici. Diamo una mano a Dio, finché possiamo.

16 pensieri su “Una mano a Dio

  1. E solo Dio (forse) sa quanto ci sarebbe bisogno di vescovi che sappiano essere se stessi. Ci vorrebbe un novello Rosmini per descrivere questa che è una delle cinque piaghe della chiesa attuale.

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  2. Dio solo sa quanto abbiamo bisogno che giunga finalmente quel tempo in cui

    dice il Signore,

    Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
    i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
    i vostri giovani avranno visioni
    e i vostri anziani faranno dei sogni.
    E anche sui miei servi e sulle mie serve
    in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
    profeteranno.

    vai, fabry, anzi andiamo, magari riusciremo a vedere quei giorni

    un abbraccio

    f&r

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  3. Non credo che tu dica quello che pensi. Il silenzio ti fa dire molte cose e l’interpretazione che se ne fa è quasi sempre giusta, con uno scarto dell’1 per cento. Sei ancora umano, troppo umano. Una mia impressione questa, personale.

    La gente non ha fame. Non più. Forse ieri aveva bisogno di una verità, anche creata ad arte. Oggi tutto è un teatrino macabro di marionette, di fili, di fili che si annodano, che si spezzano, che si legano sotto l’insegna della più squallida diplomazia (affaristica). Un pasticciaccio brutto, meno d’una storia borghese. Bisognerebbe imparare da Marcuse e non da un Dio che se c’è è il più imbarazzante politico che l’umanità abbia mai incontrato sul suo cammino.

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  4. Però sei migliore di tanti altri, che sono proprio dei “falsi” all’ennesima potenza. In altri termini, tu, Fabry, sei un buono, entro dei limiti umani. Il problema è: il 99% dell’umanità non sa più chi sia o cosa sia l'”uomo”, per cui ne consegue che si fa “fiera” fra le fiere. Prima di scoprire o riscoprire Dio o dio, io sono dell’opinione che si dovrebbe imparare a comprendere l'”uomo”, l’alieno che è intorno a noi e che in noi. Poi dopo si potrà anche pensare a Dio, se c’è chi avrà bisogno di una fede; e non metto in dubbio, sin da ora, che saranno in molti ad aver bisogno di una religione, o di più di una.

    A dimostrazione del fatto che sei un buono, Fabry, riesci a sopportarmi, entro dei limiti umani. 🙂

    ‘Notte

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  5. se la chiesa cambia… un po’, un bel po’, a te ti ci fanno vescovo, seguro seguro! attento a non farti male a dire troppo spesso, anzi sempre, quello che pensi. non è del tutto necessario. ho una religiosa in famiglia che ha sempre detto quello che pensa e infatti non è nemmeno diventata superiora, nonostante la notevole cultura e umanità. dio solo sa, al contrario, quanto bene farebbero elementi così schietti nel mondo religioso. gente che continua a scegliere ogni giorno, contro tutto e contro tutti, la propria vita, che porta il suo fardello di guai come chiunque altro, più tutti i guai di chi si rivolge loro. che hanno dubbi e paure, con cui si può parlare, uso un’espressione forte di una mia amica romana, “dal culo a dio”, senza troppi strabuzzamenti d’occhi.

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  6. Carissimo Fabrizio,
    il bavaglio mai! Mai!
    Se non lo hai visto, ti consiglio ti acquistare, in dvd, un film straordinario: “Il Dubbio”, con lo splendido Philip Seymour Hoffman nella parte di un prete progressista, con il “vizio” di esprimersi liberamente ed agire in modo anti-convenzionale, ma senza distaccarsi dal suo mandato.

    No. Non devi mollare, Fabrizio.
    Nel modo più assoluto.
    Un abbraccio caro.

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  7. Ciao Don,
    niente bavagli, non servono, come molti, certe gerarchie fanno spallucce ma tu continua hai un buon Mestro e mi sembra che anche a Lui non abbiano dato immediato ascolto però poi resiste da 2000 anni circa.

    di buoni esempi tanti, il mio preferito è don Tonino Bello di cui cito solo “la Chiesa e il grembiule” che so conosci bene.

    per il resto parla e parla tanto, per farti star zitto, può darsi ti facciano vescovo, allora tu parla di più e … ti chiameremo Santità ma poi ti suggerisco di non prender più caffè;-)
    rende nervosi:-) e devi avere un aspetto sereno:-)di chi, appunto, è santo.

    ma non è che in rete … 🙂
    B&A

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  8. Fabrizio caro, ti ricordo che le stesse tue parole le ha più volte pronunciate “il fratello vescovo”, don Tonino Bello, qando era parroco di Tricase e la chiesa traboccava, un po’ come la tua ora. Io ci ero capitato per caso ( allora vivevo a Gallipoli) e mi ero sorpreso del fatto che fosse stracolma di persone. Pensavo a qualche evento straordinario. Invece no. C’era lui , che diceva più o meno quello che hai detto tu tante volte, sul Cristo povero straccione senza casa e senza prospettive di nessun genere, tanto meno di carriera, e alla fine concludeva: state tranquilli, a me vescovo non mi faranno mai. E sappiamo come è andata a finire . Nonostante abbia rinunciato una volta, la seconda ha “dovuto” essere vescovo. Io , sinceramente, spero che non ti faranno, perchè così potrò continuare a vederti, ma…non è che ne sia così certo, anzi.

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  9. Caro Fabrizio, non ho sentito mai una tua omelia. Ma penso di averti intuito. Per me, che pure ho conosciuto don Tonino, vescoco santo, tu sei già vescovo nella fede e nella parola. Sì, sì, si può fare… (E non sto affatto giocando).

    PVita

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  10. Finalmente una rilettura vissuta del Sermone sul monte, alla luce della Teologia della liberazione. Sto pensando al vangelo di Matteo di Pier Paolo Pasolini. Abbiano bisogno di continuare a credere, dalla parte degli ultimi. Non una fede a buon prezzo, ad personam. Dopo Ferroni a livello socio-letterario (v.Radio3) e gli interventi di Vito Mancuso da Fazio e da Gad Lerner, continuiamo insieme un percorso di libertà spirituale e civile, contro le illegalità dei potenti. Ricordiamo il sacrific di Don pino Puglisi a Palermo e di Don Giuseppe Diana a Casal Di Pricipe, per la buona giusta causa. Grazie.

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