Camminando camminando. In ricordo di Luciano Morandini. Di Maurizio Mattiuzza

Morandini200803

(Luciano Morandini)

E’ un settembre di lutti per la poesia.
E’ morto Luciano Morandini, una delle personalità che più hanno dato alla cultura friulana (e non solo) nelle ultime decine di anni, ma soprattutto un uomo di grandissimo spessore, un esempio. Ci piace ricordarlo con grande affetto anche qu
i.

Camminando Camminando. In ricordo di Luciano Morandini.
Di Maurizio Mattiuzza

Alla domanda “come va” mi rispondeva sempre “si resist” trasmettendomi così, col suo linguaggio asciutto, quella passione e quell’impegno civile che sono stati una delle coordinate più forti della sua vita. L’inganno del tempo che scorre, tranello per tanti poeti, Luciano Morandini l’ha evitato in questo modo, resistendo e vivendo con forza lucida il suo cammino di uomo inserito ogni giorno nella storia. Un sentiero che ha percorso senza paura, intessendo la ricerca personale e politica con il filo spesso di una scrittura ora dolce ora severa, ma sempre capace di una lirica alta e attuale. Una poesia che Morandini, proprio come Saba, ha voluto soprattutto onesta. Aveva passato tante esperienze Luciano, scrivendo, fondando riviste e partecipando a stagioni memorabili della cultura italiana. Mi parlava dei suoi incontri con Pasolini, di Biagio Marin e dei poeti dell’allora Jugoslavia coi quali aveva avuto in quei tempi, pioniere assoluto, scambi profondi. In quei discorsi, tra quei ricordi, però non ho mai sentito nostalgia o arcadia, ma stimolo e voglia di confronto. Parlarne era per lui, io credo, soprattutto un’ occasione per marcare una differenza e dare forma a un suo disagio, ad una certa preoccupazione per i tempi odierni, così chiassosi e superficiali. Luciano non ci lascia lezioni, non lo avrebbe voluto. Il suo lascito è un esempio, un’attitudine che spinge a cercare giustizia e dare amore scrivendo poesia autentica.

(da “Camminando Camminando”, Campanotto, 2004)

All’alba
Se la nebbia svanisse
al centro delle parole
e l’occhio balzasse
oltre le montagne
se facce di mercanti
sprofondassero in riflessi
di vetri frantumati
fili e fiocchi luccicanti
un suono nel bosco
sveglierebbe nascosti amori
oh se la nebbia sparisse
e sgorgasse luce
liberazione d’angeli
sepolti tra mille scorie

Nostalgia d’altra storia

C’era una volta l’amicizia
l’attenzione fraterna
alla reciproca parola
scomparve
e fu sepolta senza corone
rimase la nostalgia
l’eco delle sue parole
nell’antico vicoletto
dove a notte racconta
illuminava un ‘insegna

Immagine quotidiana

Sporge dalle pagine dei giornali
mutano le pose
mi fa notare
oggi mano al fianco
non grinta o faccia truce
ma di plastica il solito sorriso
e agghindati cloni intorno
obbedienti al divo padre
furbo populista

(da “Voci”, Hammerle, 2008)

Cuore mio schiaffeggiato
tua regola sia la misura
opponi al dolore
l’immagine della vita vera
alla felicità la sapienza
dell’umana storia
rialza il capo a ogni offesa
strenuamente

****

Laggiù tra altri mari
forse qualcuno vedrà
la città promessa
mite nei gesti e nelle opere
verrà scorrendo i lustri
il grande giorno
saranno chiuse allora
da uomini sapienti
con serrami di ferro
le terribili porte della guerra

****

Per me la sedia più bassa
vicina alla terra
al battito della storia
la più lontana dai troni

Poeta, scrittore, insegnante, opinionista, direttore di numerose riviste, Luciano Morandini era nato a San Giorgio di Nogaro nel 1928 ed è stato una delle figure di maggior spicco nel dibattito politico-culturale del dopoguerra in Friuli, non soltanto attraverso i suoi libri e gli interventi giornalistici, ma anche impegnandosi attivamente a Udine, dove viveva con la famiglia, in veste di politico e di consigliere comunale. Dopo questa esperienza Morandini si sfilò progressivamente, ma in compenso fu guadagnato interamente alla letteratura, avvertita come un’esigenza personale e una riflessione con se stesso. Si compiva in tal modo la parabola intimista di un intellettuale schierato, come si diceva allora, che dava del marxismo una lettura personalistica. Sensibile alle istanze di rinnovamento e apertura, è da annoverarsi tra gli intellettuali friulani che nel dopoguerra si sono adoperati di più per superare il conservatorismo dell’establishment, collaborando e dando vita a riviste di dibattito politico e culturale, da Momenti (’48-’54) a La Situazione (’55-’56) a Politica e cultura, per non dire della partecipazione a dibattiti e convegni, dei molteplici contatti con poeti, scrittori e giornalisti all’estero (Politica e cultura ebbe una redazione a Lubiana, una a Parigi e una a Düsseldorf). Ha pubblicato diverse raccolte di poesie. Ricordiamo fra le più recenti Lo sguardo e la ragione, antologia (1956-1978), Studio Tesi, 1979; Sequenze elementari, Campanotto, 1979; Piazzale con figure, Rebellato, 1983; Infrantume, Edizioni del Leone, 1987; L’albero di Mantes, Campanotto 1990; Fabula notturna, Kappa Vu, 1996 (rappresentata nel 1997 al Mittelfest di Cividale); Lemmi in fila, Kappa Vu, 2006. Quattro i suoi romanzi brevi: San Giorgio e il drago, Studio Tesi, 1984; Lo sfrido, Edizioni di San Marco 1989; Gli occhi maghi, Campanotto 1992; L’orologio di Saba, Campanotto 1994 e l’autobiografia intellettuale Promemoria friulano, Campanotto, 1998. È stato tradotto in sloveno, serbocroato, tedesco e inglese. È stato anche direttore responsabile delle riviste Zeta, Diverse lingue e Scuola fuoriruolo.

11 pensieri su “Camminando camminando. In ricordo di Luciano Morandini. Di Maurizio Mattiuzza

  1. Per me la sedia più bassa
    vicina alla terra
    al battito della storia
    la più lontana dai troni

    Non ho conosiuto, purtroppo, di persona, Morandini, ma lo conoscevo come poeta e uomo, attraverso le sue opere e i racconti di chi lo conobbe. Ecco, se basta una quartina a dire chi è un uomo, questa mi sembra dire tutto, sull’umiltà e sull’onestà. Ringrazio Maurizio per ricordarlo così, con affetto e rigore.
    Fabio Franzin

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  2. Un maestro che proprio perchè tale ci lascia l’ esempio di una poesia che soffi la vita e non lezioni, accademie e fughe nel lirismo

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  3. eccomi a ripensare a Luciano e a riavere forza da questo solo pensiero… ho ricevuto solo poche settimane fa…. come un dono grande…. le parole che ha voluto scrivere per la mia poesia e certo aver avuto in lui un lettore attento è una gioia per sempre… sono stata accolta dal giardino che apre alla poesia ogni anno la sua compagna e lui era lì come un albero al quale tutti tendono…. ma più di tutto è il suo impegno e il suo pensiero sulla necessità di impegnarsi che ora mi fa bagaglio e luce…

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  4. Luciano è stato poeta e uomo di cultura, ma prima di tutto è stato un uomo che combatteva contro l’arroganza, l’idiozia e le ingiustizie, nel e per il rispetto di quei valori umani e quei diritti civili che nessuno immaginava di vedere nuovamente minacciati con tanto accanimento nella nostra epoca. Ci mancherai Luciano.

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  5. Grazie Maurizio per questo necessario ricordo. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e la doppia fortuna di aver un mio libro recensito da lui. Molto si è detto sulle grandi doti di quest’uomo, ma vorrei aggiungere: ma quante centinaia di recensioni ha scritto nella sua vita, mi domandavo il giorno della sua commemorazione nella nativa San Giorgio, quanto si è speso per valorizzare gli altri, scrittori validissimi ma spesso ignorati dalla critica ufficiale? E quanta umiltà ed attenzione nel confrontarsi con i giovani! Grazie Luciano, i tuoi versi e le tue parole custodiranno per sempre il calore delle tue mani quando stringevano le mie.

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  6. Uno ne conosce, nel corso della vita, di persone, ma poi quelle che davvero ti lasciano dentro qualcosa non sono molte. Luciano era un poeta nel senso più alto del termine, al di là di ciò che scriveva. È una perdita immensa, di quei vuoti che uno si porterà sempre dentro.

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  7. Ebbi l’immeritato privilegio di avere Luciano Morandini come insegnante.
    La sua passione, il suo rigore rendevano attenti e mansueti persino le due dozzine di figli di sotàns della bassa. La sua dirittura morale lasciò traccia.
    Son passati ben oltre 50 anni; maestri così non si dimenticano, mai.
    Mancherà a molti. Grazie professore, mandi.

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  8. Bravo Maurizio,
    hai saputo centrare la figura di Luciano, e così gli altri che hanno scritto dietro a te. Era un poeta resistente, e il suo insegnamento ci resta.

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  9. Pingback: Luisa Gastaldo: OMAGGIO A LUCIANO MORANDINI | CARTESENSIBILI

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