La gioia del Cielo e della Terra.

match point 2Una mia amica mi ha detto oggi, guardandomi negli occhi: “ sai, io non riesco, non sono mai riuscita a fare sesso con qualcuno, senza sentirmi innamorata. “

E’ una frase banale, un luogo comune (fra l’altro sempre meno condiviso) . Eppure, come ogni ovvietà apre sprofondi di riflessioni possibili. In giorni di lotte ed odio, di battaglie e muri, di disperazioni e dispersioni, anche una semplice frase può riconvertire ad un senso vitale autentico.

Perché, nonostante un mondo che sembra tendere – per inerzia – alla direzione opposta (consuma più che puoi, consuma, disperdi, consuma, utilizza, TUTTO, consuma anche rapporti, come se fossero kleenex), una persona sente dentro questa verità così inestricabile da sé – “non voglio, non posso fare l’amore con una persona di cui io non sia innamorata” ?

Sembrano passati millenni da quando Montaigne scriveva: “il matrimonio è un legame religioso e devoto; perciò il piacere che ne traiamo dovrebbe essere un piacere limitato, serio, e in qualche misura anche severo. Dovrebbe essere una voluttà prudente e coscienziosa. “

Nessuno sembra più che farsene di una “voluttà prudente e coscienziosa”, e anche il matrimonio sembra essere diventato il teatro di sperimentazioni  di  piene e complete libertà sessuali anche al prezzo di fallimenti e di  immediate ricambiabilità (nel puro spirito dei tempi dei consumi): basti pensare che la durata media di un matrimonio negli USA è attualmente di 4 anni.

Eppure questa meritata, degna, euforizzante libertà del costume, e quindi anche del costume sessuale, non ha stemperato la nostra ricerca interiore – spesso inconsapevole – di qualcosa d’altro, la sensazione che soltanto questo non ci basti.

La libertà, la sessualità – non sappiamo perché – funzionano meglio se noi siamo innamorati. Se noi siamo spostati fuori di noi, dentro qualcuno, se noi vogliamo il suo bene, se noi cerchiamo in lui o in lei la bellezza del mondo, che sembra sfuggirci ogni volta.

La mia amica sta leggendo “Guerra e Pace”, dopo aver letto molta letteratura erotica (nella speranza forse di perfezionare la sua arte). E dice che per lei è stata una rivelazione. Ha detto di aver pianto sulla scena della morte di Andrej, quando finalmente ritrova Natasa,  ma la ritrova soltanto sul suo letto di morte. “In quel rapporto, che pure non si è mai consumato, “ ha detto la mia amica roteando gli occhi lucidi, “ in quella scena, c’è tutta la gioia del cielo e della terra, l’unione di due anime, c’è più erotismo di qualsiasi unione descritta da Sade o da Anais Nin.”

38 pensieri su “La gioia del Cielo e della Terra.

  1. si, peró la frase di Montaigne è posta in un contesto in cui serve per “giustificare” le relazioni extraconiugali, Che poi sarebbero quelle in cui il piacere è davvero piacevole. Montaigne ha una visione patrimoniale del matrimonio. Ha una visiome moderatamente libertina del sesso. Il sesso all’interno del matrimonio deve essere poco piacevole soprattutto perché le mogli non siano indotte a volerne sempre di piú e quindi all’adulterio, neppure deve essere poco piacevole per le medesime ragioni. Il problema è il rischio ell’adulterio cioé appunto l’adulterazione dell’asse patrimoniale.
    Montaigne queste cose le scriveva da vecchio e molto malato. Si tratta del saggio: “Su alcuni versi di Virgilio” del terzo libro dei saggi.
    Insomma la citazione manca il bersaglio. Montaigne non è autore adatto per i moralisti romanticoidi.
    genseki

    "Mi piace"

  2. Genseki, non so se la tua definizione di ‘moralista romanticoide’ voleva essere offensiva, ma io me le prendo tutte e due, anche se nel pezzo che ho scritto non c’è n’è moralismo, nè romanticismo, ma semplice constatazione della realtà che non è monocorde, e uniforme, come sai.

    Di fronte ad una maggioranza di persone che vivono i rapporti umani con disinvoltura, c’è anche chi – come la mia amica – li vive con profondo coinvolgimento emotivo, e penso che tutti debbano e possano essere rispettati.

    In quanto alla citazione di Montaigne, trovo molto ardito sostenere che sia stata scritta come “giustificazione alle relazioni extraconiugali.” Mi sembra, anzi il contrario. E così mi sembra l’abbiano intesa anche Keith Botsford e Pascal Bruckner in un celebre articolo intitolato “Il matrimonio ucciso dal sesso”, pubblicato qualche anno fa, e che la famosa mia amica mi ha fatto conoscere.

    "Mi piace"

  3. No non voleva essere un’offesa. Mi scuso, per la fretta mi sono spiegato davvero male. Quello che volevo dire è appunto che Montaigne si situa piuttosto chiaramente dalla parte di un libertinismo moderato alieno al sentimentalismo come al moralismo. Inoltre, ripeto, che quando scrisse di questi temi Montaigne era un uomo vecchio e molto, molto malato. Sono quasi riflessioni “D’Outre Tombe”, le sue. Adesso non ho qui a portata di mano il Terzo Libro dei Saggi ma sono proprio sicuro del fatto che Montaigne considera il matrimonio come estraneo all’amore. Per lui il matrimonio non ha e non deve avere niente a che fare con l’amore. Il matrimonio è un fatto etico nel senso nicomacheo della parola cioé un fatto politico in senso lato. È una responsabiltà e un dovere verso la cittá e la specie. L’amore e il sesso, invece sono gioco e passione e vanno accuratamente dosati e goduti in modo equilibrato. Rileggendo il mio post precedente mi rendo conto che l’ultima frase mi è riuscita davvero vergognosa. La prego ancora di accettare le mie scuse per un modo tanto grossolano di esprimermi.

    genseki

    "Mi piace"

  4. Genseki,
    non c’è il minimo problema. Capita a tutti, nella comunicazione non-verbale, scritta, specie via mail o web, che si presta facilmente a fraintendimenti.
    La ringrazio, anzi, per il suo contributo .

    "Mi piace"

  5. Anche io ho pianto su quella scena di “Guerra e pace” e condivido ciò che dice la tua amica. E’ vero a volte c’è molto più amore e sensualità in rapporti non consumati ma di intenso comprendersi fino in fondo all’anima.

    Ho divorato e pianto leggendo le lettere d’amore fra Kahlil Gibran e Mary Haskell, un amore senza sesso durato 20 anni. Non per mancanza di attrazione ma perchè entrambi ritenevano che avrebbe rovinato l’intenso e sensuale rapporto fra i due. La moglie di Gibran ne sarà gelosa per tutta la vita e ne comprende l’intensità solo sul letto di morte dello scrittore e in seguito consegnerà a Mary tutte le lettere e tutto ciò che il poeta aveva scritto, diventandone amica. Ho pianto per l’intensità di quel sentimento che oggi sembra, come tu dici, Fabrizio, così lontano dalla nostra società “libera”, perchè è di un’intensità travolgente, ma ho capito solo quando qualcosa di simile è accaduto a me. C’è un amore che va oltre l’amore e pur non disdegnando il sesso riesce a elevarsi al di sopra della carne e diventa sublimazione dell’essere quando con esso si completa. Conoscere chi è capace di ciò è un privilegio, se poi è la persona che amiamo e ci ama allora … ma scusa io sono troppo romantica, un mio amico ha ragione, ho sbagliato secolo per nascere.
    grazie per questa tua bellissima testimonanza e questo spunto di riflessione su cui non mi dilungo oltre.
    buonanotte a tutti
    Stella

    "Mi piace"

  6. cosa c’è di bello in un uomo sposato che ama un’altra donna per tutta la vita me lo dovete spiegare ( a casa mia si chiama tradimento.) secondo me accade che una volta provata la noia del matrimonio, o della convivenza, insomma dello stare insieme oltre il tempo della passione, ci si inventa amori impossibili che possono, quelli sì, durare tutta la vita. per forza! non si devono scontrare con la dura realtà del quotidiano ma altro non sono che il surrogato di una felicità impossibile da raggiungere,(l’amore sublimato:-))) scusate se rido)

    in fondo la scena dal romanzo citato dice questo, solo l’amore impossibile è capace di dare una scossa di adrenalina: non sarà perché tutti sanno che l’amore fra uomo e donna è davvero impossibile?

    "Mi piace"

  7. Cara Esther,
    la storia fra Gibran e la Haskell nasce e finisce prima del matrimonio di Mary e di Gibran. Fa parte del loro passato ma non sempre il nostro passato non suscita gelosie nelle persone che ci sono dopo. Gibran ha amato molto la moglie e ciò che scrive e dipinge dopo il loro matrimonio non è meno bello che prima.

    Per il resto, punti di vista diversi, sui quali non dico nulla però bisogna viverle certe cose prima di sorriderci sopra. Io credo nell’amore coniugale e nella fedeltà anche se rara. Così come credo nell’amore platonico. Sesso e amore non sono sempre le due facce della stessa medaglia, spesso viaggiano disgiunte, fortunato chi riesce a trovarle insieme.
    L’amore fra uomo e donna esiste ed è quello che permette di superare le diversità , la noia e l’abitudine, il viver quotidiano, è qualcosa di molto profondo e maturo da non confondere con l’innamoramento e l’attrazione ma su questa materia Alberoni può spiegare meglio.
    buona giornata a tutti.

    "Mi piace"

  8. inutile arrampicarsi sugli specchi: l’amore dovrebbe essere un rapporto totalizzante con la persona che si ama, corpo anima spirito, se stai con un uomo e nel fattempo ami con “lo spirito” qualcun altro sei diviso e quindi semplicemente non ami, né uno né l’altro.

    ma dal momento che ciò che affermo come amore totalizzante non si realizza, è un ideale, bello ma esistente solo nei nostri desideri, crediamo più in quello che tu dici amore sublimato perché non mette alla prova del quotidiano la noia.

    credi, ho vissuto abbastanza per sapere quello che dico e per permettermi di sorridere

    comunque chi si contenta…

    "Mi piace"

  9. punti di vista diversi, non parlo di sovrapposizione di rapporti, alias tradimento o “bigamie”.

    l’amore è impegno e volontà, oltre che spontaneità, attrazione, scintille sotto le lenzuola, è essere se stessi ma mettersi anche nei panni dell’altro, testa e cuore che viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda anche in fase successiva quando la’more è minacciato dalla quotidianità.
    Un rapporto è anche un progetto in cui credere e la volontà di portarlo avanti nonostante tutto. la passione cede al solo passar del tempo anche per un discorso ormonale e di età. L’abitudine e il quotidiano rovinano ogni rapporto ma perchè un’amicizia può essere eterna e un rapporto di amore no? devo credere veramente che il sesso rovina tutto? assolutamente no, considerato che è uno dei maggiori piaceri della vita.
    comunque concordo non è facile da realizzare, le cose cambiano e cambiamo noi e non sempre le cose cambiano con noi o come vorremmo. Difficile anche da provare e trovare, l’amore è superamento dell’ego. Piacerebbe a tutti esser sempre nell’effervescenza dell’innamoramento, anche a 100 anni, ma, sigh! non è così, allora ci vuole impegno e la capacità di coltivare l’amore. un rapporto si costruisce giorno per giorno in due naturalmente, solo così può vincere l’usura del tempo. L’amore non si completa con la convivenza o con il dividere lo stesso talamo, quando crediamo che sia consolidato è lì che inizia la costruzione.

    mi viene una domanda: parliamo di un sentimento fra due esseri viventi evoluti e intelligenti della specie uomo, oppure dell’antico istinto bestiale che risponde al bisogno di prosecuzione della specie?

    "Mi piace"

  10. questo post e questi commenti sono di una tristezza infinita. mettono ansia, sono claustrofobici. idee veramente devastanti. fatelo l’amore! e non date valutazioni TOTALIZZANTI, che per mille che si lasciano, mille stanno insieme con soddisfazione una vita. è tutto molto più semplice e gioioso e privo di colpa. bisogna coltivare l’amore, ma molto spesso esso nasce e si sviluppa rigoglioso naturalmente con poca acqua e molti sassi. certi che si mettono a coltivarlo, perché hanno letto da qualche parte che si fa così, scoprono magari tardi di avere il pollice nero. ah: e il concime che costa poco è il sesso.

    "Mi piace"

  11. Bah! Concordo con Lucy. Il tema è incredibilmente mal posto. “Sai, io non riesco, non sono mai riuscita a fare sesso con qualcuno, senza sentirmi innamorata“: cosa vorrà mai dire a pensarci bene questa frase da cui parte tutto? Cosa vuol dire “sentirsi innamorata”? Può anche essere un’enorme illusione, un’infantilismo scemo, una brama di possesso. L’amore è una cosa che si fa in due. Senza contare che quando l’amica stupidin-romantica magari si è toccata da sola nel suo letto di fanciulla, di certo ha fatto sesso: in tal caso, era innamorata?
    Ma c’è da chiedersi anche cosa voglia dire “fare sesso”: che non è mai un atto senza coinvolgimento emotivo, e questo dei freddi duri scopatori è un altro mito negativo. La sessualità è uno scatenamento senza fine di centomila motivi psichici. Non esistono solo la madonnetta e il porco.
    Tutta la frase trasuda puerilità e falso romanticismo, e un’ingenuità piuttosto odiosa; il post li centuplica.
    Un’altra ipotesi: e se io nella mia lunga vita passata di ragazza simpatica, attraente e disinibita avessi “fatto l’amore” o “fatto sesso” con tutti gli stronzi che si sono sentiti davvero innamorati di me? Mio dio, che incubo!
    Ma andate a letto con chi vi pare, anzi non andateci che è meglio! Tanto qui è tutto brodo per conigli. Cazzo, preferivo Mancuso… ed è tutto dire!

    "Mi piace"

  12. Beh, devo confessare che ero sicuro che scrivere un post come questo avrebbe attratto furori. Me lo sono andato a cercare, e va bene così. Scrivere di sentimenti, oggi, e di responsabilità di fronte a se stessi e agli altri, e di sacrificio, è come bestemmiare.

    Non capisco però come si possa trovare qualcosa di TOTALIZZANTE in quello che ho scritto. E’ l’esperienza di una persona, è la testimonianza di una persona, è il sentire di una persona. Non vale nulla ? Io non penso. Penso al contrario che ogni esperienza umana, anche del più insignificante degli esseri umani sia totalizzante – se è questo il senso che si attribuisce a questa parola – perché ogni persona è irripetibile, e ogni vita umana è non replicabile.

    In quanto a Lamberti, sono contento per te. Evidentemente la via della felicità è per te dritta e serena purché si mandino al macero odiose e puerili categorie come “essere/sentirsi innamorato”. Forse hai ragione, va tutto bene, e sono solo io a vedere intorno, dappertutto, una enorme, diffusa infelicità che la nostra meravigliosa liberazione sessuale non ha in nessun modo placato.

    "Mi piace"

  13. Volevo solo dire che l’infelicità è una cosa ben più profonda… Io l’infelicità la rispetto, più delle scopate represse o meno che siano.

    "Mi piace"

  14. no, guarda. io ho giocato sulla parola TOTALIZZANTE attribuendola alle opinioni perché è l’aggettivo più scontato e pericoloso che si è soliti destinare all’amore pretendendo da esso che sia, per l’appunto, totale.
    per quanto mi riguarda io vivo da trent’anni un’esperienza d’amore e di fedeltà reciproca assoluta: nella buona e a volte veramente pessima sorte. però non è totalizzante. io resto io, lui resta lui: eccome se restiamo due!
    cos’è sta storia della separazione di corpo e spirito? a me fa orrore l’esempio portato di gibran: a casa mia il tradimento peggiore è quello del cuore e della mente. inoltre nel post si passa dall’esempio del principe andrej e natasha contrapposto ad anais nin…(grandiosa scoperta della signora!): ma che idea circola di quello che è il sesso, il coinvolgimento emotivo, l’erotismo? da un lato san francesco e santa chiara dall’altro sade? e in mezzo? se le considerazioni sono destinate a bacchettare la libertà sessuale forse è il caso di dirlo francamente e non in modo così pasticciato coinvolgendo ora il matrimonio, ora l’erotismo, ora montaigne che c’entra come mia nonna, ora non so cosa perché non ho capito.
    “Scrivere di sentimenti, oggi, e di responsabilità di fronte a se stessi e agli altri, e di sacrificio, è come bestemmiare”. il problema è che non passa mai per la testa che quello che può sembrare un sacrificio, milioni di persone lo fanno spassandosela un mondo: si mandano a quel paese cento volte al giorno, mettono al mondo dei figli da veri inconscienti però li amano, li tirano su come sono capaci; scopano gioiosamente, qualche volta immaginano (lui) la bellucci o la femme d’à coté, qualche volta lei arrossisce se le fanno un complimento. morta lì. ma quale sacrificio? ma quale responsabilità? è così bello amare e desiderare una persona tutta la vita, selvaggiamente. poi ti capitano dei guai stratosferici: e li affronti. li affronti non in nome della responsabilità, ma in nome dell’amore. se non ami, lasci. è una forza e una grazia che viene da dio. io credo che in mezzo ai macelli che m’ha mandato m’abbia mandato anche un uomo divertente, buono, passionale, belloccio, e con due palle così. per me è facile amarlo: è una gioia. non ho nessun merito.

    "Mi piace"

  15. Non riesco a vedere nessuna connotazione negativa nel sesso senza amore. Naturalmente, se si è innamorati, o si crede di esserlo, la gioia si moltiplica.
    Conosco donne che non sono mai state innamorate. Cosa dovrebbero fare, queste donne?
    Conosco anche donne che non ammettono il sesso senza amore e sono continuamente innamorate, non necessariamente dello stesso uomo, possono disinnamorarsi ed innamorarsi di nuovo anche una volta a settimana.
    E se l’uomo che ami ti rifiuta, per brevi o lunghi periodi, cosa fai? Ti limiti a scrivergli lettere d’amore?

    "Mi piace"

  16. Riguardo a Montaigne sembra che nel saggio “Sur des vers de Virgile”, egli impieghi la parola amour” per indicare il desiderio sessuale e quello che lo prepara e accompagna: “L’amour est une agitation évéillée, vive, et gaye: je n’en éstois ni troublé ni affligé, mais j’en estois eschauffé , et encore altéré: il faut s’en arrester là: elle n’est nuisible qu’aux fols.
    Per quanto riguarda il matrimonio Montaigne giunge ad affermare che il piacere amoroso, e quindi sesuale, all’interno di questa relazione è comparabile all’adulterio. Non è l’amore il cemento del matrimonio ma il dovere verso la posteritá e verso la specie. Per questo è bene che i matrimoni siano combinati da terzi, in modo che il piacere dei sensi, la bellezza e la gradevolezza non accechino al momento di una scelta che deve essere il piú possibile oggettiva.
    Montaigne considera il matrimonio come piú prossimo all’amicizia che all’amore con il suo risvolto sessuale, cioè una forma di vita sociale basata sulla costanza, sulla fedeltá e su un numero notevole di doveri e di obblighi reciproci.
    Chiaramente il matrimonio è un fatto etico e quindi, in senso piú lato politico. Un po`come in Kierkegaard salvo che qui appunto l’etica non è individuale ma al servizio della polis:

    “En ce sage marché (le mariage) les appetits ne se trouvent pas si follastres: ils sont sombres et plus mousses. L’amour hait qu0on se tient par ailleurs que par luy, et se mesle laschement aux accointance qui sont dressées et entretenues soubs autre titre, comme est le mariage. L’alliance, les moyens, y poisent par raison, quatnt ou plus que les graces et la beauté. On ne se marue pas pour soy, quoy qu’on en dise, on se marie autant pou plus pour sa posterité et pour sa famille: l’usage et l’interest du mariage touche nostre race, bien loing par dela nous. Pour tant me plaist cette faÇon qu’on le conduise plutost par main tierce que par les poropre et par lesens d’atruy que par le sien: Tout cecy, combien à l’opposite des conventions amoureuses? Aussi est-ce une espece d’inceste d’aller amployer a ce parentage venerable et sacré l’effort et les extravagances de la licence amoureuse.

    Un bon mariage, s’il en est, refuse la compagnie et condition de l’amour: il tasche à representer celles de l’amitié. C’es une douce société e vie, pleine de constace, de fiance, et d’un nombre infiny d’utiles etsolides offices et obligations mutuelles: aucune qui en savoure le goust ne vodrays tenir lieu de maistresse à son mari.

    Quindi l’amore e il sesso vanno cercati fuori dal matrimonio con la sola condizione che il loro esercizio non sia folle senza che finisca per turbare e per agitare inutilmente lo spirito. Nin si deve rinunciare a questi piaceri ma bisogna saperne gestire l’uso secondo una saggia economia.

    Il faut prudemment mesnager sa liberté.
    L’amour se fonde sur le seul plaisir… un palizir attizé par la difficulté… ce n’est plus amour s’il est sans fleche et sans feu. La liberalité es dames et trop profuse au maruag, et esmousse la pointe e l’affection et du desir.

    Comunque mi piacerebbe vedere come argomentano Keuth Bosford et Pascal Brückner.
    genseki

    "Mi piace"

  17. Ma perché Pamela, qualcuno ha forse scritto che chi non è innamorato non deve fare sesso ? Dove ? Non me ne sono accorto, non io comunque. Ho riferito UN esempio umano. Il problema è tutto della mia amica. Ma per lei non è un sacrificio stare senza sesso se non è innamorata. Anzi, è naturale.

    E’ piuttosto curioso, si scrive una cosa per dimostrare che l’unione tra due persone è misterioso e che la felicità di stare insieme non dipende necessariamente dal numero di amplessi che si consumano alla settimana, e si reagisce come fa Lucy dicendo che io vorrei “bacchettare la libertà sessuale ?”

    Ma dove ? Mi sembra veramente assurdo.

    L’unione dei sessi è la cosa più naturale e bella che ci sia. Ma mi sembra un dato di fatto dire che la liberazione sessuale non ha portato la felicità in terra. Se è vero che in Italia (come in tutto l’Occidente) gli antidepressivi – nella fascia giovane della popolazione – sono aumentati solo negli ultimi 5 anni del 400%.

    Cosa c’è di male se qualcuno si sente unito ad una persona anche senza aver mai condiviso un talamo ? La letteratura, l’arte, il cinema, la vita sono pieni di esempi di persone che ci hanno stregato e che ci siamo portati dentro per sempre, anche se non è stato mai consumato un solo bacio.

    E’ così strano ? Capisco che sia così in controtendenza, ma è così inaccettabile ?

    No, è la vita. E’ l’animo umano che è così. Refrattario a qualunque generalizzazione. Lucy ha trovato la sua felicità in terra, e “scopa gioiosamente”. Altre unioni (come quella in Tolstoj, che è tutto meno che romantico, sarebbe anzi il caso di rileggersi “Guerra e Pace”) si accontentano di sfiorarsi anche solo per un attimo. E nessuno può dire che siano state meno felici.

    "Mi piace"

  18. Eccolo, Genseki:
    IL MATRIMONIO UCCISO DAL SESSO – di Keith Botsford.

    Non mi capita spesso, debbo dire, di vedere Montaigne, uno degli uomini più saggi e spassionati, citati sui giornali. Eppure eccolo lì, su Le Figaro del 13 agosto: “il matrimonio è un legame religioso e devoto; perciò il piacere che ne traiamo dovrebbe essere un piacere limitato, serio, e in qualche misura anche severo. Dovrebbe essere una voluttà prudente e coscienziosa. “

    Ho letto queste parole e, come era successo allo scrittore francese Pascal Bruckner che le citava, mi hanno dato da pensare. Perché questa non è certo la descrizione delle unioni del nostro tempo. Oggi il matrimonio – quando esiste, o per quanto dura – raramente è religioso e ancor più raramente è devoto e il piacere che ne deriva è la stessa gratificazione istantanea disponibile anche al di fuori del matrimonio. Vale a dire, pura libidine. Ed essendo solo quello, appassisce col tempo.

    La nostra cultura tradizionale, ci ricorda Bruckner, riconosceva la fragilità dell’erotismo. Per questo occorreva qualcos’altro per garantire la durata del matrimonio – la “prudenza e coscienziosità” di Montaigne. Noi invece abbiamo imboccato la strada opposta: siamo imprudenti e trascurati. Appena consumata una unione, passiamo a un’altra e a un’altra ancora. Di fatto la situazione è ancora peggiore di quanto ammetta Bruckner, perché il nostro eros oggigiorno cerca il suo oggetto senza nessuna considerazione per la durata o la continuità.

    E lo cerca in se stesso; nell’informe e nell’androgino; nei bambini; negli animali; nel senso della comunità, o in tutte quelle fantasie perverse che, a lungo sepolte nell’inconscio, sono ora venute alla luce sotto forma di pornografia, che illumina la coppia moderna o l’onanista solitario.

    Nulla è più peculiare del nostro tempo di questa continua ricerca di novità, di conoscenza di una funzione biologica, di “liberazione” da quei vincoli che hanno fatto dell’amoreggiare un atto umano anziché animalesco. Nel corso della mia vita – anzi, nella mia stessa vita – ho assistito a questa trasformazione chiamata eufemisticamente “liberazione”. Questa liberazione, osserveranno probabilmente gli storici del futuro, non è soltanto delle donne – non concepire (contraccezione), non far nascere (aborto) e non sposarsi (divorzio) – ma anche dei loro potenziali partner che ora, affrancati dal rischio e dalla responsabilità della relazione erotica (procreazione e/o matrimonio) possono andare a briglia sciolta con l’immaginazione. E lo fanno.

    I risultati, come li elenca Bruckner, dovrebbero far riflettere chiunque. Avendo la società rinunciato (con un libero voto !) a porre vincoli, nessuno è implicato nella relazione di due adulti. La prima conseguenza è abbastanza terribile: significa che “se l’unione fallisce, uno può biasimare solo se stesso. “ Ma in che cosa consiste questo fallimento ? Certo non esclusivamente nel divorzio (perché il matrimonio stesso è una forma di coercizione sociale. E neppure nella nostra incapacità di trarre sufficiente piacere ! Questa è la ragione per cui – oltre alla veneranda questione dei consigli sessuali, che pure hanno assunto nuove dimensioni – riviste e giornali abbondano di articoli che ci spiegano come “avere successo” con l’auto-gratificazione.

    Bruckner definisce i film a “luci rosse” “la più recente delle arti domestiche”, da affiancare alla cucina e al giardinaggio. Se la soddisfazione sessuale è il metro del successo di un matrimonio, allora – e questa è una seconda conseguenza disastrosa – a ogni prestazione sessuale si rinnova la domanda: “com’era ? Ti è piaciuto?” E con quella domanda arriva il terrore del fallimento, sperimentato, lo sospetto, da ogni adulto nelle nostre società avanzate.

    Eppure, come sottolinea Bruckner, l’eros esiste nel matrimonio come una consolazione, uno stringersi forte di due esseri umani non-molto-efficienti, ognuno incompleto senza l’altro e neppure, Dio ci salvi !, sessualmente autosufficiente.

    Bene, come sappiamo, i rapporti sessuali sbiadiscono quando si ripetono; è il sentimento che sopravvive, e quel sentimento è il prodotto di due persone che si amano e ricordano per tutta la vita i rari ma ineffabili momenti in cui l’eros ha trovato la sua espressione al di là del piacere.

    Se dunque l’attrazione erotica sbiadisce (ed ecco la terza spiacevole conseguenza) dobbiamo reinventare la ruota. La sazietà, ahimè, genera apatia. Genera anche la forte sensazione che l’emozione vada esclusa dall’equazione. E allora se ne va quell’umiltà con cui le persone iniziavano la loro vita comune, quella speranza (non sempre esaudita) che sarebbero stati meno infelici così che in qualunque altra situazione.

    L’amore, come giustamente dice Bruckner, è anti-democratico, esclusivo; non è un combattimento ma una scelta in cui gli sposi sono gli eletti. Guarda un po’ ! Possiamo valere poco, eppure qualcuno ci ha voluto ! E per motivi assolutamente arbitrari ! L’amato è maestoso; gli concediamo un potere su di noi che rifiutiamo a tutti gli altri; l’amato ci regala i picchi della felicità e gli abissi della disperazione.

    E’ attraverso questa vita in comune che noi impariamo le principali lezioni della vita. Banalizzando il matrimonio, riducendolo a contesto del piacere, inscenandolo come una battaglia tra i sessi (ognuno, ovviamente, con pari diritti…. Ma diritti a che cosa ? ci si potrebbe chiedere), siamo arrivati, per citare un’ultima volta Bruckner, a “invecchiare senza maturare”.

    E questo è davvero un destino crudele. Perché, come sottolineava Re Lear, la cui vita non era certo una vita felice, “ripeness is all”. Diventare maturi è tutto.

    Keith Botsford – da ” La Stampa ” 20/8/1996

    "Mi piace"

  19. “Fare sesso”- trovo sia un’avvilente espressione. Eppure il corpo preme, attiva il desiderio, la pressione appunto di avvicinarti all’altro e senza casellari. Ecco, questo trovo che ci sia sempre:il catalogo, sia che si tratti di sesso fatto con modalità sentimentale sia che si tratti di un corpo a corpo che misura i geni-tali e quali agli altri, impiegati nella sessione del senti-mento.
    Il corpo è una chiave per aprirci agli altri, anche se con tutte le fobie che ci mettono addosso, persino per una influenza! Qualcuno ha avuto il foglio del ministero con le regole comportamentali? ma roba da dementi!
    Non dico altro,tranne che anadre verso gli altri,amarli, incontrarli è la cosa miglioreche ci sia. L’uomo, inteso non come tipologia maschile,ma in senso lato, lo deturpa.f

    "Mi piace"

  20. Fabrizio scrivi che per la tua amica stare senza sesso non è un problema, ma è naturale. Io trovo che rinunciare al sesso non sia naturale, non sia seguire la propria natura.
    Credo che nessuno si sia illuso che la libertà sessuale avrebbe portato la felicità. La salute mentale o la malattia mentale hanno radici nella prima infanzia. Fare più o meno sesso non serve, se da bambino qualcuno ti ha tolto la gioia, nutrendoti con latte avvelenato.
    Posso dire con sicurezza che sfiorarsi anche solo per un attimo a me non potrebbe bastare. Per trovare la felicità in terra ho bisogno di molti sfioramenti, possibilmente con la persona giusta.
    Non conosco Bruckner, ma mi sembra un po’ confuso. Se parliamo di perversioni, parliamo di malattia mentale, se parliamo di pedofilia parliamo di malattia mentale gravissima. La ricerca di pornografia relativa a rapporti tra adulti, secondo me non è proprio indice di salute mentale, ma è certamente meno grave. Inoltre non credo che le fantasie perverse alberghino nell’inconscio di tutti, ma solo in quello di persone che hanno bisogno di uno psichiatra.
    Mi piacerebbe sapere quali sono, secondo Bruckner, i vincoli che hanno fatto dell’amoreggiare un atto umano anziché animalesco. Perché animalesco? Perché non si reprime un’attrazione sessuale? Quanto di umano e quanto di animalesco c’è nelle storie di Romeo e Giulietta, Abelardo ed Eloisa, Paolo e Francesca?
    Che i rapporti sessuali sbiadiscano quando si ripetono, non mi risulta.

    "Mi piace"

  21. Che i rapporti sessuali sbiadiscano quando si ripetono, non mi risulta.

    sottoscrivo.
    forse sbiadiscono proprio in quanto non c’è quell’impegno e quella dedizione all’altro che li rende nel tempo particolarmente intensi. l’inverso, dunque, di quello che è tanto vantato quasi come un invito alla castità addirittura all’interno del matrimonio. ma per favore! ci stanno togliendo tutto, ma vogliono toglierci anche questo?

    "Mi piace"

  22. Più si fa e più diventa bello. Concordo con le ragazze qui sopra. 🙂
    Non riesco a immaginare da dove esca fuori questo Fabrizio. Me lo vedo come un giovane vecchio, ma chissà. Sa tutto lui…

    "Mi piace"

  23. Mi arrendo ! Evidentemente sono soltanto io a vedere intorno migliaia di coppie – sposate o non sposate – che si separano dopo tre/quattro anni di vita insieme perchè “non c’è più attrazione”.

    Magari sono soltanto io a vedere che la stragrande maggioranza delle persone che si rivolgono a sostegni psicanalitici o psichiatrici lamentano un cattivo rapporto con la propria – o la altrui – sessualità.

    Magari sono soltanto io a vedere che nonostante la felicità sessuale diffusa, il consumo di psicofarmaci in tutto l’occidente aumenta in termini spaventosi ( in Italia 30.000 bambini sotto i dieci anni sono sotto psicofarmaci, evidentemente tutti in famiglie felici ) .

    Magari sono soltanto io a vedere che l’uomo è l’UNICO essere animale (fino a parola contraria lo siamo) che trasformato il sesso – cioè fondamentalmente l’attività prevista dalla natura per la riproduzione – in attività permanente. Come sa chiunque esperto di etologia, ogni essere animale – mammifero o no – ha una stagione di accoppiamento (che dura un tempo limitato nell’anno), e una stagione di quiete, in cui l’animale si dedica ad altro.

    Ma probabilmente sono io che vedo questo. In realtà, qui sono capitato in un’oasi di felicità, appagamento e realizzazione.

    @ Lamberti: ti ringrazio, “giovane-vecchio” mi sembra una definizione bellissima, e mi ci riconosco. Ah, se i giovani riuscissero a portarsi dietro un po’ di saggezza, di disincanto, di lucidità, di quella temperanza che hanno i vecchi.

    "Mi piace"

  24. In realtà, qui sono capitato in un’oasi di felicità, appagamento e realizzazione.

    per quanto mi riguarda: sì! non so degli altri. quello che trovo insopportabile è il categorico rifiuto che sesso felice, no psicofarmaci, comprensione e aiuto reciproco NON possano convivere in un matrimonio. ma sommministrando quest’idea di SACRIFICIO alle giovani coppie, come inevitabile, pensa FF di essere costruttivo? l’amore va costruito nell’infanzia: se questo è mancato, forse mancherà, oppure sarà venato di patologie varie, o sarà fortissimo e determinante: chi lo può dire? vogliamo lasciare uno spiraglio alla gioia e alla possibilità umana di affermare qualcosa di buono, oppure tutto ciò che è sacramento deve esserwe perciò stesso andare a braccetto con sacrificio? ottica terrorizzante, castrante quanto mai. la stagione di quiete ce l’avrà lei: parli per sè e non colpevolizzi chi vive con gioia la sua relazione d’amore come se fosse fuori dal mondo.
    giovane-vecchio è una bruttissima definizione: non ci farei un castello di autoelogi. anche perché non vedo come i giovani possano “portarsi dietro ecc.”. semmai la temperanza e il disincanto ce l’avranno davanti, poveri loro.

    "Mi piace"

  25. Ma sì, Lucy, vivi velice, come vivo felice io. Ahimè, credo che però la fobia del sacrificio non produca nessun buon frutto. Perchè nessun rapporto/relazione umana, di nessun tipo nasce senza sacrificio, cioè senza rinunciare a una parte, anche minima di sè.

    @ Lamberti: va benissimo anche il ‘mattone disperante’. Della leggerezza senza consapevolezza non so che farmene.

    "Mi piace"

  26. Certo Lucy, sono un mattone così disperante, che amo così tanto la vita e dare la vita, che ho già generato due figli, e un terzo è in arrivo. Pensa quanto sono disperante. Ma shh… non dirlo a Lamberti.

    "Mi piace"

  27. Non sarà di certo il tuo caso, comunque per amor di verità va detto che il mondo è pieno di padri-mattoni, padri-mannaie e padri disperanti.
    Son così stufa di frasi che non vogliono dire niente!

    "Mi piace"

  28. E menomale. Allora sono d’accordo. La cosa che mi dispiace è che questo post sia stato interpretato come un “inno a non fare sesso”, oppure “il sesso è peccato”.

    Insomma, io volevo un po’ provocare, però mi sembra strano che sia stato recepito esattamente il contrario di quello che io volevo dire. Mi sembra come se il sesso oggi, la sessualità sia divenuta un tabù al contrario, cioè in-discutibile.

    Invece io, se non è chiaro, ritengo all’opposto la sessualità una cosa così preziosa, così autentica, così alta, che provo sgomento a vedere come oggi è ridotta, con le scoscianti veline che si vendono in televisione o nei salotti di Roma, con i muscolati palestrati che dimenano i bicipiti, con le porno-fiere di paese, con i godimenti al telefono di repressi maschi italici incapaci di guardare una donna negli occhi.

    In questo senso l’Oriente ha molto da insegnarci, basti pensare alla tradizione tantrica. Sento, avverto – non sarà il caso dei frequentatori di questo blog – che la computazione degli accoppiamenti è divenuto spesso un rituale formalistico senza sostanza, senza consapevolezza, e fare l’amore con qualcuno è considerato l’equivalente di bere un bicchiere d’acqua (salvo poi scontrarsi con le molte controindicazioni, inibizioni, repressioni, gravidanze indesiderate ecc..).

    In questo senso mi sembrava e mi sembra indicativa anche l’esperienza di qualcuno che si sente limitato in questo uso insensato del proprio corpo, e preferisce pensare (magari con ingenuità) a quello che fa e a cosa è, mentre lo fa.

    "Mi piace"

  29. padre mattone n.1
    – lei c’ha figli? –
    – io sì -.
    – poveretti! –

    padre mattone n.2
    – lei c’ha figli? –
    – io no -.
    – meno male! –

    marito mattone 1 e 2
    preferisce pensare (magari con ingenuità) a quello che fa e a cosa è, mentre lo fa.

    "Mi piace"

  30. Lucy, ma perchè invece di rifugiarti nel sarcasmo, non affronti gli argomenti, non cerchi di dialogare ?

    Ti piacciono le battute ? Ti senti in obbligo di dimostrare che sei divertente ?

    Se vuoi, possiamo fare a gara di battute, a chi è più bravo. Ma se ti piace comunicare così, se intendi la comunicazione come una gara, stiamo messi male.

    "Mi piace"

  31. non mi conosci, fabri’. io dialogo, purché l’altro non mi venga a dire sciocchezze. sono vecchia, ne ho viste tante, sono una persona seria e amante della famiglia. faccio battute tutto il giorno perché sono fatta così. cielo e terra, per intenderci. tutto qua. non sopporto i saputelli. e tu un po’ saputello lo sei. ciao, non me ne volere.

    "Mi piace"

  32. Ok, è molto strano allora che due persone vecchie serie e amanti della famiglia non riescano a dialogare. Ma sicuramente deriva dal mio scrivere sciocchezze (anche se mi piacerebbe sapere quali, secondo te, visto che le ho ampiamente argomentate, e tu no) e dal mio essere saputello.

    Ma mi ritiro di buon ordine, e passo e chiudo. E ti assicuro, non te ne voglio assolutamente, ciao.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.