I mostri marini. Di Nadia Agustoni

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(Barchetta di carta sul mare)

I mostri marini

I miei occhi sono due sassolini neri, ma a volte è come se fossero più neri e così brillano. Io li lascio brillare perché vedono di più, guardano le cose come a farle diventare trasparenti e le vedono al centro come quando si guarda un cuore fino in fondo. Quando di notte vado in giro arrivo al mare. Il mare è grande e profondo e non lo vedi tutto e certi colori del mare sono ombre e le ombre sono i mostri marini. Dal mare vengono fenomeni strani e si chiamano onde. Le onde sono più piccole del mare, ma si muovono nell’acqua, si alzano e con la schiuma sbattono contro le case: è tutto un trac alle finestre e un cric e c’è un rumore che è diverso dai rumori che si conoscono ed è il mare.
Nel mare i mostri hanno bocche grandi e i denti come coltelli e occhi rotondi che rotolano intorno e ti cercano. Una volta filavo via su una barchetta di carta di giornale con un piccolo albero di carta e quasi senza vela e avevo intorno i mostri marini e per la paura di vederli da vicino salii sull’albero in cima al pennone che era minuscolo e io attaccato lì sopra davo bastonate ai mostri marini e urlavo forte: “toh! E toh!”. I mostri diventarono cattivi e ancora più cattivi e cattivi e li vedevo dall’alto neri e grigi e con gli occhi tondi rotondi, occhi a palla, occhi come ranocchi gonfi e arrabbiati. I ranocchi quando si infuriano è meglio non avvicinarli perché diventano acidi, dispettosi e se vedono un bambino si riempiono d’aria il petto e gli fanno: “toh! Chi si vede… io sono meglio di te, chi ti credi di essere ad andare in giro da solo di notte e magari dormire di giorno o tirare pallonate sul muro solo soletto? Toh! Chi si vede… io sono meglio di te…” Dicono la stessa cosa di continuo, senza smettere, fino a quando ti vedono nei paraggi e ti tocca scomparirgli davanti per forza o diventi sordo da un orecchio e l’altro orecchio continua a farti: “toh! Chi si vede… io sono meglio di te…”.
So che molti non credono a queste cose, ma è tutto vero, anche che ci sono i mostri marini e sono grandi e sembrano balene come nel libro che ho a casa, ma non sono proprio loro, sono mostri marini e nel mare stanno in mezzo alle onde e ti fanno paura appena li guardi, ma poi ti abitui perché è tutto strano in questo mare con barchette di carta dove le conchiglie diventano pesci e i pesci conchiglie e quando cambia la luce e tu sei lì, allora il mare sale fino ai tetti e sui tetti vedi che il cielo è nel mare e anche il contrario e le stelle sono stelle marine che quando devi piangere si staccano come le lacrime e cadono. Cadono giù nel mare.

5 pensieri su “I mostri marini. Di Nadia Agustoni

  1. “più neri e così brillano. Io li lascio brillare perché vedono di più”

    E così brillano – i Sensi spalancati. Brillano – per la luce, Brillano – emergono [anche i mostri], Brillano – come la schiuma dell’onda, Brillano – come mine [le parole], Brillano – *quelle stelle*. Che si staccano e vedono. Dentro.

    Grazie Nadia

    "Mi piace"

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