Vivalascuola. Più disabili meno sostegno

In tutta Italia notizie di classi con sei o sette alunni disabili: è disattesa la norma della finanziaria 2008, che prevede un rapporto di 1 a 2 tra insegnante di sostegno e alunno disabile, e il Ministro si smentisce. Intanto si confermano tagli al sostegno in tutta Italia, dalla Sardegna alla Sicilia, dalle Marche a Torino, da Firenze a Reggio Calabria, da Milano a Livorno, da Vicenza a Bolzano. Malgrado le promesse del ministro Gelmini. Che è nuovamente bocciato dal Consiglio di Stato. E sotto ispezione del Ministero dell’Interno.

Una lettera di due genitori di Catania

Siamo Giovanni e Francesco, genitori di Mario e Michele, ragazzi disabili iscritti alla scuola primaria, con grande sofferenza abbiamo deciso di scrivere questa lettera. Quest’anno i nostri figli non hanno avuto assegnate le giuste ore di sostegno nonostante la richiesta per le 18 ore da parte della scuola. Insieme ad un altro genitore, il cui figlio frequenta lo stesso Istituto, abbiamo inoltrato ricorso al TAR.

I Magistrati hanno riconosciuto ad Angelo le 18 ore settimanali. In un’udienza successiva gli stessi magistrati non hanno riconosciuto ai nostri figli le giuste ore di sostegno. Ci chiediamo il perché, forse i nostri ragazzi nel frattempo sono guariti? Magari! Qualcuno riesce ad immaginare la sofferenza che c’ è dietro la decisione di un genitore di rivolgersi alla giustizia consapevole di rivendicare un diritto che lo Stato ti riconosce sulla carta, ma poi non ti concede per ragioni economiche?

Lo Stato (scuola ed équipe della ASL) ritiene che per il bene dei nostri figli occorrono 18 ore settimanali di sostegno. Il Ministero della Pubblica Istruzione (che rappresenta lo Stato) riduce le ore di sostegno per far quadrare i suoi conti e sempre Stato (il TAR di Catania) si pronuncia in maniera contraddittoria sugli stessi casi, ritenendo che per i nostri figli non ci debbano essere insegnanti di sostegno e che le poche ore assegnate siano sufficienti!

Non chiediamo né elemosina né compassione! Semplicemente rivendichiamo il diritto allo studio e all’istruzione per i nostri figli che, per poter progredire, devono essere seguiti dal docente di sostegno per 18 ore. Noi vorremmo che i nostri figli non avessero bisogno di tale supporto, purtroppo però, allo stato attuale, così non è, perché il loro futuro sia migliore è importante che abbiano le giuste ore di sostegno e noi non possiamo subire passivamente ciò che riteniamo una grossa ingiustizia.

Lo Stato, ancora una volta, ci ha girato le spalle. A chi dobbiamo rivolgerci per chiedere ed ottenere giustizia per i nostri figli? Cos’altro possono fare dei genitori delusi e mortificati dalle istituzioni per aiutare i propri figli?

* * *

Aumentano gli alunni disabili, ma non gli insegnanti

Il ministro dice che non c’è stato nessun taglio al sostegno, però il taglio c’è e si vede. Quello che cambia, infatti, perché non è soggetto ovviamente a limitazioni di alcun genere, è il numero di alunni con disabilità inseriti nelle scuole.

L’anno scorso era stato stabilito un organico di diritto prevedendo 164.392 alunni con disabilità, ma di fatto i nuovi alunni disabili sono stati 175.778, cioè 11 mila e 400 in più.

Quest’anno è stato stabilito un organico di diritto di 90.469 docenti di sostegno, prevedendo 170.478 alunni con disabilità, ma di fatto gli alunni disabili sono molti di più (12 mila circa).

Mentre fioccano i ricorsi al Tar, la FISH invita le associazioni e le famiglie di ogni parte d’Italia, che siano a conoscenza di classi sovraffollate, a segnalare tali situazioni sia al proprio Ufficio Scolastico Regionale, sia alla stessa Direzione Generale del Ministero (dgstudente.direttoregenerale@istruzione.it).

* * *

Inoltre, si fa rispettare rigidamente a livello nazionale la media di 1 docente di sostegno per 2 alunni disabili. Ma come si fa a rispettarla nei piccoli comuni e nelle isole? E’ quello che succede a Messina, dove il rapporto 1:2 esiste solo sulla carta, a causa della configurazione geografica del territorio della provincia.

I tagli al sostegno a Messina
di Maria Vitale Merlo

La tabella riguardante la ripartizione dei posti di sostegno per il prossimo anno scolastico da parte del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale contiene tagli pesantissimi, ben 693.

Dalla ripartizione dei tagli, la provincia di Messina è la più colpita, ben 161 posti in meno, che si sommano ai 75 posti tagliati dall’Ufficio Scolastico Regionale sui 363 richiesti dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Messina. Lo scorso anno, l’USP di Messina aveva richiesto 493 posti e ne aveva avuti assegnati 460; per questo anno scolastico, a fronte di un calo di 80 alunni, sono stati richiesti 363 (50 in meno), dei posti richiesti, a Messina ne sono stati assegnati 288, ripartiti tra tutti gli ordini e gradi di scuola (a titolo puramente semplificativo si vuole ricordare, per evidenziarne il paradosso, che lo scorso anno il Provveditore di Messina, solo per la scuola Superiore, aveva chiesto ben 275 posti!).

Tale decurtazione deriverebbe dal fatto che nella nostra provincia ci sono troppi docenti di sostegno e che il rapporto docente di sostegno/alunno disabile è più alto rispetto a quello delle altre province. Nel sostenere ciò non si tiene conto, però, dell’estensione e delle peculiarità geografiche della provincia di Messina, che comprende ben 109 comuni.

Esistono comuni montani che hanno come unico centro di aggregazione la scuola e, nel contempo, non è possibile che uno stesso docente di sostegno possa dedicarsi ad alunni disabili residenti in zone molto distanti tra loro. Lo stesso dicasi per le isole.

Le ore vengono ripartite secondo una media matematica che porterà dal 2010 al rapporto un insegnante di sostegno ogni due alunni disabili (1:2) su tutto il territorio nazionale senza tenere conto della loro gravità. Tale media però non può e non deve ledere le “effettive esigenze” dell’alunno disabile. Tutto ciò è in netto contrasto con le ultime circolari ministeriali tendenti ad apportare miglioramenti all’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili.

La C.M. n. 63 del 6 luglio u.s., riguardante l’adeguamento dell’organico di diritto del personale scolastico a quello di fatto, precisa che le proposte circa il numero di ore di sostegno vanno formulate dal GLH operativo (composto da insegnanti curriculari e di sostegno, operatori dell’ASL, eventuale assistente per l’autonomia e la comunicazione e la famiglia – art. 12 comma 5 l. 104/92) che, operando nella scuola, tiene conto delle effettive esigenze dell’alunno; l’assegnazione però definitiva delle ore deve essere effettuata sulla base delle risorse effettivamente assegnate dagli USP.

E ancora, la legge finanziaria del 2007 e del 2008 (l. 296/06 art. 1 comma 605 lettera B e legge 244/07, art. 2 commi 413-414) afferma che gli organici devono corrispondere alle affettive esigenze rilevate attraverso certificazioni idonee e complete (DF, PDF, PEI).

La finanziaria del 2008 aggiunge che “criteri e modalità devono essere definiti sulle effettive esigenze rilevate… anche attraverso opportune compensazioni tra province diverse ed in modo da non superare un rapporto MEDIO nazionale di un insegnante ogni due alunni diversamente abili”. In realtà gli Uffici periferici del Ministero (USR e USP) hanno applicato la suddetta normativa operando calcoli matematici e non tenendo in considerazione, così come norma prescrive, le effettive esigenze rilevate.

Tale lettura restrittiva ha portato le famiglie degli alunni diversamente abili a rivolgersi ai TAR, univoco in tutta Italia il giudizio dei giudici: “il raggiungimento del tendenziale rapporto 1:2 è da perseguire solo come media nazionale e non come limite normativo”.

Significativo, in questo senso, anche il pronunciamento del CGA della Regione Sicilia che, con sentenze del 12/03/09, in riferimento all’assegnazione dei docenti di sostegno agli alunni disabili, ha ritenuto “rilevante e non manifestamente infondata” la questione di legittimità costituzionale dei commi 413-414 della legge finanziaria 2007, in quanto la mancata distinzione della connotazione di gravità preclude il diritto dei disabili gravi all’istruzione.

I parametri utilizzati per l’assegnazione delle ore di sostegno, in una regione come la nostra, ed in particolare nella provincia di Messina, non possono trovare rigida applicazione matematica, risulta infatti evidente che il diritto dell’alunno disabile ad essere supportato dal docente di sostegno non deve essere condizionato dalle risorse finanziarie dello Stato.

Tutto quanto su esposto appare ancora più grave e paradossale se si tiene conto che, in una provincia come la nostra, che vanta un così alto tasso di disoccupazione, vengono sottratti così tanti posti di lavoro ai giovani, altra fascia di popolazione “debole” che le Istituzioni devono tutelare.

Si rammenta anche che in Sicilia i tagli di 693 unità operati quest’anno al personale di sostegno si sommano ai 1000 tagli attuati lo scorso anno scolastico e saranno destinati ad aumentare notevolmente nell’anno 2010/ 2011.

Va ribadito quindi che il rapporto 1:2 tra insegnanti di sostegno ed alunni disabili non può essere mantenuto in particolari aree geografiche, quale il nostro territorio provinciale, dove le esigenze di insegnanti di sostegno in sedi tra loro distanti impedisce di fatto l’utilizzazione di un solo insegnante per due alunni; ciò è, invece, possibile, quando tale esigenza si realizza per alunni presenti, ad esempio, nello stesso plesso scolastico. Sulla base di quanto sopra detto, il rapporto attuale si è realizzato nel territorio della provincia di Messina a causa dell’elevato numero di Comuni (109), di isole e di estesi territori montani, dove spesso si realizza il rapporto di 1:1; da ciò si può facilmente evincere che il rapporto che si realizza nei territori metropolitani sia addirittura superiore (1:3; 1:4) al prescritto rapporto di 1:2 con grave nocumento per gli alunni dei grossi centri abitati. Per questo sarebbe opportuno chiedere l’esclusione da questo rapporto medio per i comuni di montagna e le isole, dato che attualmente Messina subisce tagli onerosi per rientrare nei parametri del dettato nazionale, quando di fatto ha abbondantemente superato il parametro di 1:2 nei grossi centri abitati.

* * *

Schizofrenia dell’Istruzione Pubblica: docenti di sostegno non riconfermati e ore di sostegno a docenti senza specializzazione

Con una circolare regionale viene concesso ai presidi di integrare le ore di sostegno, qualora quelle ottenute fossero insufficienti o nel caso di “nuovi accertamenti e di iscrizioni di nuovi alunni disabili”, offrendo spezzoni, fino a un massimo di sei ore, a docenti, anche senza specializzazione, già presenti in organico con nomina a tempo indeterminato e determinato (per quest’ultimi anche a completamento di nomine su spezzoni).

La circolare mostra tutta la schizofrenia in cui è precipitata la gestione dell’Istruzione Pubblica in quest’epoca di tagli indiscriminati. Schizofrenia di un Provveditore Provinciale agli Studi che, da una parte, ammette la drammatica carenza dell’organico di sostegno già concesso alle diverse sedi scolastiche e, dall’altra, nella logica di risparmiare il più possibile, concede un’integrazione delle ore di sostegno, ma a costi ridotti.
(continua qui)

* * *

La situazione insostenibile del sostegno, potremmo chiamarla così
di Elena Miglietta

Quest’anno sta esplodendo una situazione che già dall’anno scorso si poteva prevedere disastrosa.
Ebbene ci siamo, negli anni scorsi gli insegnanti si sono fatti in quattro per offrire un servizio di qualità nonostante in corso d’anno ci fossero già i primi problemi. Siamo comunque riusciti a concludere l’anno scolastico con l’aiuto degli educatori delle cooperative. Già a febbraio però, almeno nel comune di Milano, cominciavano a mancare i soldi. Molti dirigenti hanno convocato gli educatori dicendo loro che non avevano più soldi per pagarli fino alla fine dell’anno. Poi con la seconda
tranche, estorta al comune di Milano, è finito l’anno.
In questo anno scolastico il comune ha erogato un solo pagamento, infinitamente esiguo rispetto alle esigenze effettive delle varie scuole; a quanto pare ciò che sta succedendo nel nostro comune si ripete nell’
hinterland, chi più chi meno taglia. E questo aggrava il taglio degli insegnanti di sostegno assegnati in organico dallo Stato.
Quest’anno è l’anno scolastico in cui dobbiamo decidere di informare i genitori che i loro figli più svantaggiati non potranno rimanere a scuola per tutto l’orario perchè non c’è nessuno che si può occupare di loro.
A questo proposito è stata creata la ml sostegnonotagli@yahoogroups.com.

* * *

Quale sostegno? Dall’inserimento all’integrazione
di Giovanna Marras

Dagli anni 70 in Italia, si è passati dal concetto di inserimento a quello di integrazione degli alunni e degli studenti con disabilità nella scuola statale.

Le normative sono la testimonianza dei diversi passaggi con i quali si è sviluppato un processo inteso a promuovere un percorso di inserimento e di integrazione delle persone con disabilità nell’ambito scolastico.

Tale processo ha avuto come obiettivo quello di dare attuazione ad un “diritto”, ma soprattutto di attivare strumenti, metodi e servizi, che possano favorire la partecipazione sociale e migliorare il rendimento scolastico delle persone con disabilità.

Sono molti anni che lavoro con i bambini, bambini che, loro malgrado, si sono ritrovati con grossi problemi. La mia esperienza mi insegna che esistono situazioni molto contrastanti tra loro: oasi felici e condizioni da brivido nel vero senso della parola.

Uno dei grossi problemi che si deve affrontare è quello dell’integrazione, che spesso è confuso con l’inserimento, apparentemente due parole simili. Credo che la differenza sia sostanziale, spesso si confonde integrazione con inserimento e a livello pratico si attua uno pseudo inserimento che si spaccia per integrazione. Integrare è, a mio parere, un qualcosa di più di un semplice inserimento. Non basta pensare di aver fatto un’integrazione semplicemente perché il bambino sta in classe o svolge le stesse attività dei compagni. La disabilità, a suo modo, è una gran risorsa per il gruppo classe e per tutto il personale della scuola. Mette in atto dinamiche, pone in essere meccanismi, sottopone a continuo confronto e aggiornamento. A volte capita di trovare docenti che hanno scelto di fare il sostegno solo perché lo ritengono più semplice!

Penso che questo sia un discorso molto complesso che vada ad interessare anche e soprattutto la formazione. Lavorare sulla diversità richiede un impegno a 360 gradi e probabilmente sarebbe meglio che chi non ha l’intenzione di impegnarsi a fondo rinunci. Le strutture scolastiche spesso sono inadeguate alle esigenze dei bambini con disabilità, e il personale e i collaboratori scolastici spesso non hanno la formazione necessaria per affrontare certi casi, ma anche molti docenti si trovano spiazzati davanti ad una persona con delle disabilità. Questo mondo si presenta alquanto variegato, a scuola si parla di bambini H, un modo sintetico per definire tutti i bimbi con problemi di varia natura. Sui libri l’handicap è definito in modo netto e preciso, ma in realtà esistono tante di quelle sfumature da farci impallidire.

Palare di loro non è semplice come non lo è di nessun bambino, non bastano gli occhi, le mani, i piedi, i corpi a raccontare questi mondi misteriosi agli occhi dei più. Ogni frammento della loro esistenza è un percorso ad ostacoli, il loro è un camminare quotidiano sul bordo di un precipizio. Ogni attimo vale mille dei nostri giorni, la fatica del vivere amplificata e dilata all’infinito. Eppure vivi in ogni istante A volte penso a Lela, sono mesi che non la vedo e tra poco sarà il suo compleanno, mi piacerebbe vederla, ma gli impegni imbrigliano le mie giornate.

La conosco da quasi cinque anni, era piccola, quando l’ho vista per la prima volta. La carnagione scura, i capelli neri, lo sguardo imbronciato, magra ma forte, sempre vestita in modo originale. Guardando le sue scarpe si comprende subito che c’è un problema. Lela non può né correre, né saltare, non può inseguirmi, i suoi arti non glielo permettono.

Una volta l’ho fatta ballare, eravamo ad una festa io la tenevo per un braccio e l’aiutavo a muoversi, sulle sue spalle c’erano delle minuscole ali rosa, era bello vederla danzare come una farfalla tra altre farfalle. Il gioco che facevamo spesso era quello degli animali, lei sognava di possedere un cane, un cane piccolo col pelo lungo preferibilmente bianco. Vorrei poter parlare di tutti i bambini che ho conosciuto e di quanto questi piccoli mondi siano assolutamente splendidi e meravigliosi, ma non posso, l’unica cosa che reputo veramente importante è che ogni bambino sia seguito in modo adeguato senza che ogni volta, a causa dei soliti tagli, essi siano costretti a vivere una vita a margine.

I tagli annunciati del personale docente e non docente purtroppo hanno avuto l’effetto temuto dalle famiglie: cattedre di sostegno dimezzate (sostegno agli alunni con disabilità di nove ore e addirittura quattro ore e mezzo la settimana), classi più numerose, collaboratori scolastici insufficienti a ricoprire le loro funzioni tra cui l’assistenza di base agli alunni con disabilità, assistenti specializzati non ancora nominati, in una parola una scarsa qualità dell’integrazione e della Scuola nel suo complesso.

I bambini hanno bisogno di spazi, di strumenti di tutti i generi, a volte anche l’informatica può essere un grande alleato. Loro richiedono persone che affrontano seriamente il loro lavoro, ma anche capaci di giocare e soprattutto di tempo, una cosa che sembra scontata, ma non lo è, perché interagire con il gruppo classe non è facile, in quanto la classe deve necessariamente seguire dei programmi, per questo ogni disabilità deve essere affrontata in modo costruttivo attraverso interventi educativi complessi, che rispettino profondamente il valore della libertà di ogni individuo.

* * *

Una guida all’integrazione scolastica degli alunni disabili qui.

Le Linee Guida per l’Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Notizie e materiali sui siti dell’Anffas (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno), Superando (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Disabili, Handylex, Sfida (Sindacato Famiglie Diverse Abilità), Nolimit.

Altri spazi e informazioni in rete su disabilità e sostegno qui.

* * *

Un appello di docenti per la scuola pubblica.

* * *

Guide alla scuola della Gelmini qui.

Le circolari e i decreti ministeriali sugli organici qui.

Una sintesi dei provvedimenti del Governo sulla scuola qui.

Una guida normativa per l’anno scolastico 2009-20010 qui e qui.

* * *

Dove trovare il Coordinamento Precari Scuola: qui.

La mappa della protesta qui.

Cosa fanno gli insegnanti: vedi i siti di ReteScuole, Cgil, Cobas.

Spazi in rete sulla scuola qui.

3 pensieri su “Vivalascuola. Più disabili meno sostegno

  1. fernirosso

    conosco il problema, anch’io vivo con i miei allievi l’abbandono da parte del ministero. Gli insegnanti di sostegno, con le pochissime ore che vengono loro assegnate, non riescono a coprire le necessità dei molti allievi che invece ne abbisognano. E’ davvero tristissimo lavorare in queste condizioni, soprattutto se si pensa che la classe, globalmente, è aumentata di numero e dunque le esigenze di tutti gli studenti sono state compresse.Ma è quanto vogliono da tempo.Ora ci siamo arrivati. f

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.