Caos calmo

da qui

Mi hanno insegnato fede, speranza e carità. Fatico, a volte, a collegarle con il mondo. La fiducia è svanita: si vive a colpi di scoop, chiunque può tradirti, registrarti, denunciare. Il risvolto è fare e dire come si fosse in piazza, votati a una trasparenza obbligatoria: apprezzabile, ma non virtuosa, perché senza libertà non c’è virtù. Sperare è da folli, sapendo che i meccanismi ben oliati della politica mondiale vanno compatti verso la distruzione del pianeta a vantaggio dei soliti noti. Amare è il verbo dei romanzi rosa e di una televisione commerciale abietta nella sua volgarità. Tre sono le cose che rimangono, dice Paolo di Tarso nella prima lettera ai Corinzi. La domanda è: dove? C’è ancora qualcuno che raccoglie un testimone così scomodo? Quale spartito abbiamo perso nel disordine del mondo?

10 pensieri su “Caos calmo

  1. forse qualcuno c’è ancora, forse più di uno.
    solo che nel rumore del mondo faticano a far sentire la loro voce
    ma se tacessero sarebbe davvero la fine

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Forse non perdiamo niente se non noi stessi.
    Ma per ognuno di noi è la cosa più difficile da dirci.
    E così tiriamo avanti.

    E questo:
    “senza libertà non c’è virtù”
    condivido.

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  3. Senza libertà non c’è nulla, l’uomo scompare in quel puntino irrilevante a metà strada tra bene e male e nessuna felicità è più possibile.
    Il giorno che mi togliessero la libertà, Quella che ancora mi resta, fuori dalle schiavitù che mi infliggo da me, invocherei la malattia, unica alternativa rimasta alla standardizzazione del benessere, ma forse dovrò tenerla nascosta per sfuggire al diritto coatto alla salute e alla longevità.

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  4. Questo è il “migliore dei mondi possibile”, ce lo spiegano a scuola e in prefettura, a volte anche in tv, piuttosto smettiamo di fare i disfattisti e marciamo a passo d’oca, cantando l’inno di Mameli, come consiglia il presidente. Il paese ha un avvenire radioso…dietro le spalle

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  5. Qualche mese fa ho letto un libro di Roberto Vecchioni che suggerisco, mi ha incuriosito il titolo “Scacco a Dio”.
    Dice tante cose belle con semplicità, la semplicità tipica dell’autore e la sua profondità. Per farla breve: ad un certo punto il professore/autore, fa dire a Dio che la poesia è il linguaggio più simile al Suo che gli uomini conoscono e aggiunge che, con la musica e le canzoni invece, gli uomini esprimono ciò che con le parole non riescono a dire.
    Forse si è perso lo spartito ma i migliori musicisti non ne hanno bisogno, così come le parole di chi ha ancora voce escono in forma di suono armonico. Ed è bello sapere che anche nel rumore la melodia, prima o poi, si riesce ad individuare, così può diventare una grande opera. L’importante è non smettere di comporre, come fece Catullo che in Asia, per andare a salutare il fratello morto molti anni prima, si ritrova senza inchiostro e tanti papiri ma scrive il suo Attis con qualsiasi cosa lasci un segno e quando finisce la pergamena decide di tornare. Sulla nave se lo ripete tante volte per non dimenticare e riuscire poi a scriverlo appena sbarca a Sirmione.
    be’ tanto breve non sono stata:-)
    B&A

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  6. Insisterei sull’esperienza, più che sul concetto di libertà… Spesso anche a me, anzi quotidiana, appare tutto questo del tutto insensato, sennò. (avevo scritto= senno, che è la stessa cosa in fondo, pochi circuiti viziosi funzionano senza la LIBERTA?, anche quella di sparire, forse)
    Maria Pia Quintavalla

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  7. In questo mondo la libertà è essenzialmente la libertà di sbagliare, di contrapporsi e di ignorare una regola, si tratta quindi di una libertà in senso negativo, ma pur sempre di una libertà, alla quale il senso civile ipocrita della globalizzazione sta progressivamente stringendo la garrota.
    Altra è la libertà dei figli, la libertà vera, che è quella di donarsi completamente, senza riserve, e di cui raramente abbiamo fatto esperienza, se l’abbiamo fatta, e che solo con la vittoria completa sulle passioni potremo raggiungere.
    Il concetto di libertà invece sta nei libri e nelle parole dei politici, e serve a toglierla, quasi mai a darne qualche briciola.
    Hai ragione Mariapia, esperienza e non concetto.

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