Antonella Anedda ‘la vita dei dettagli’ Donzelli, 2009

aneddaAntonella Anedda

No detail is too small- Elizabeth Bishop

Mettere da parte la vita per poche ore almeno: apprestarsi a scomporre e connettere, a liberare e divagare.

Libro di rapimenti e di attese, di frammenti e di varchi, di abbagli e rinvenimenti, di enigmi e tremori, di solitudini e meditazioni, di schegge e fantasmi, di arbìtrï e silenzi, di pietra e sabbia, di seta e feltro, di legno e d’acqua.
Libro sapienziale e segreto, “de l’âme pour l’âme”, che richiede lettori inquieti e dal cuore intelligente, adatti ad affrontare un’esperienza conoscitiva di rara bellezza e profondità, ben disposti allo smarrimento e all’incursione, alla vertigine sia della rêverie colta che del contatto con la realtà che urta e scuote – il telo della croce rossa come un sacco di Burri-.
Un libro di commozioni ed urgenze, di rivelazioni ed ecfrasi. Un libro che ci istiga a meglio vedere e sentire, a diventare curiosi e astuti come i cacciatori di Lascaux, intransigenti ed inquieti come i congiurati negli Orti Oricellari, ebbri di felicità come certi bambini in un piano sequenza di Truffaut.
Un libro che sempre ricomincia ad ogni pagina, meglio ad ogni riga, che non si vorrebbe mai finire di leggere, tanto esalta e commuove, tanto impressiona e smaga.
Pagine a frusciante testimonianza di ciò che Baudelaire scrive nei suoi Salons quando ci spiega che “le meilleur compte rendu d’un tableau pourra être un sonnet ou une élégie”.
L’Anedda sa che cosa sono gli anni tramati da perdite e restituzioni, scotto necessario per decifrare “l’inatteso che è nell’immagine”. La sua Galleria, tanto per citare solo un’anta di questo polittico di parole ed immagini intitolato “La vita dei dettagli –Scomporre quadri, immaginare mondi”, fa sfilare, mirabilia da sognante interiore Museo virtuale, un’avvolgente serie di evocazioni e rimandi: scrittori e poeti, quadri e versi: ut pictura poesis; ut poesis pictura.
Se è vero ( ma lo è , senz’altro) che, come ammonisce Simone Weil “ogni volta che facciamo attenzione distruggiamo il male in sé”, questo libro è davvero un farmaco, un contravveleno in questo cupo inverno dello spirito.

3 pensieri su “Antonella Anedda ‘la vita dei dettagli’ Donzelli, 2009

  1. La cura della Anedda per l’espressione precisa e devota della realtà significativa non poteva non abbinarsi alle immagini che fanno da fondale al pensiero, all’emozione che permette di scrivere. La parola si fonde con l’immagine, un carattere alfabetico che s’imprime sulla tela, e la rappresentazione del veduto che da sempre ci fa scaturire dentro il riflettere, il vivere emotivamente. Un piacere commovente da dividere con i lettori che aguzzano lo sguardo in costante ricerca.

    mdp

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  2. è un libro molto bello. Con una visione sghemba, mai pacificata. Ho trovato alcune pagine pure sorprendenti, ad esempio quelle su Bill Viola, e sull’acqua: evidentemente un luogo, un motivo a lei molto a cuore.

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  3. pittura e poesia, squarci di capolavori dell’arte visiva per ‘tagliare’ più a fondo, più largo, una vivisezione del dettaglio che diventa motivo principale del quadro; e poi rimandi, riflessioni, proiezioni dentro il sè con la bravura di chi conosce a fondo la parola poetica e l’arte visiva, come la bravissima Antonella Anedda.

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