Ipotesi di beato 3. Lettera di un operaio

Fondo di solidarietà incidenti lavoro

(Manifesto)

Spettabile Redazione ,

Vorrei sottoporre all’attenzione dei lettori, da un punto di vista un po’ diverso la crisi che la società, quindi tutti noi, si trova ad affrontare in questo periodo. Sono un lavoratore dipendente o se preferite un operaio, parola tornata d’attualità dopo anni d’oblio “grazie” alla crisi, in un’industria storica per il territorio bergamasco che da qualche mese attraversa un periodo di crisi, purtroppo per alcuni di noi irreversibile, in quando essendo in concordato preventivo solo un potenziale nuovo imprenditore potrebbe darci una prospettiva. L’aspetto che mi preme qui però evidenziare è un altro, vale a dire la solidarietà che ci e’ data da molti attori che compongono la società in tutte le sue forme, fra cui, la parrocchia, politici del luogo, le testate locali e alcuni parlamentari bergamaschi. La cosa che però mi ha sorpreso maggiormente è la collaborazione di un gruppo denominato “le brigate della solidarietà attiva”. Nel nome è racchiusa l’essenza e la sostanza del gruppo. Nel momento in cui si sono presentati, sono rimasto stupito, ho pensato impossibile che esistano ancora queste persone nell’era dell’egoismo e del profitto ad ogni costo.., poi da qualche giorno abbiamo deciso, dopo un’assemblea, di attivarci per un presidio permanente davanti all’azienda, è da quel momento che ho potuto vedere in azione questi ragazzi, tra l’altro organizzati e coordinati in maniera esemplare. Da quel momento li ho conosciuti meglio allacciando con loro un rapporto speciale e umano, che non mi capitava da qualche tempo. Da questi pochi giorni di conoscenza e dal racconto delle loro esperienze (presidio inmse, terremoto Abruzzo. . .) ho capito meglio o forse scoperto il significato reale della parola solidarietà, concretezza che ti da sostegno fisico e psicologico, solidarietà attiva appunto, molto distinta da quella sbandierata e condita da tante belle parole. Non ho ancora ben chiaro, come e per quanto procederà la lotta per la difesa del nostro posto di lavoro, ma il fatto di poter contare, oltre che sulla partecipazione dei lavoratori, anche sulla presenza costante e operosa di questi ragazzi mi sprona ad andare avanti nel tempo più determinato e consapevole, che nella società d’oggi c’è ancora la voglia di aiutarsi nei momenti di difficoltà e di condividere le poche risorse che abbiamo a disposizione. Quando c’è unità di intenti queste risorse, che ad un primo esame possono sembrare poche, si moltiplicano come per miracolo, facendo vedere le cose un po’ meno nere di quel che sono e guardare alla fine delle difficoltà con più speranza. Che soddisfazione, se la politica prendesse spunto dall’atteggiamento di questi ragazzi, mettendo al centro la solidarietà e aggiungo io, la legalità, il rispetto delle regole e dei ruoli, scendendo dal piedistallo dove si è adagiata ingiustamente. Potrebbe forse agevolare meglio la fuoriuscita del nostro Paese da questo brutto periodo, in cui oltre alla crisi, dobbiamo assistere nostro malgrado a deliri di onnipotenza, con il pretesto di essere stati eletti dal popolo…ma questa è un’altra storia. Distinti saluti.

Muttoni Ivan

Dal Presidio in lotta dei lavoratori Frattini di Bergamo.

Lettera inviata a L’Eco di Bergamo

2 pensieri su “Ipotesi di beato 3. Lettera di un operaio

  1. fa bene sentire ogni tanto un filo di speranza. Sarebbe anche bello saperne di più di queste “brigate della solidarietà attiva”, così efficienti e concrete.

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