Lo Sbattezzo

au contraire

di Franz Krauspenhaar

Il 25 ottobre 2009 l’UAAR organizzerà la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. Il 25 ottobre 2008 furono ben 1.032 cittadini che inviarono la propria richiesta al parroco: un evento di cui hanno dato notizia diversi mezzi di informazione, anche all’estero. Se nel 2009 il loro numero
aumenterà, il messaggio che sarà inviato sarà ancora più significativo. – Da “Nazione Indiana”]

Che noia; adesso abbiamo lo sbattezzo; battiamoci per i Dico senza perdite di tempo, dico io;”gli atei sono noiosi perchè sono ossessionati da dio” (Heinrich Boell.); parole “sacrosante”; e dunque, sì, mandate le raccomandate – con trenta euro dentro – a KrauspenUAAR, Milano; se sei contro il rito perchè crearne un altro?; perchè gli atei, spesso, sono ridicoli; sono dei credenti “in negativo”, ossessionati dalla religione; spesso hanno fatto studi religiosi; hanno assistito magari a qualche “vessazione da camerata”; aspirano a creare nuove chiese senza dio; dio li ossessiona, li possiede, dio crede in loro mentre loro credono di non credervi; ma è inutile, ormai i veri credenti sono proprio loro; una mossa disperata per liberarsi dell’ossessione attanagliante è lo sbattezzo; una mossa piena di paura inutile, piena di un formalismo che è figlio di un cattolicesimo inaudito, senza requie, da incubo;dio mio, non abbandonarli…; dio mio perdonali, amore mio aiutami; crepi il lupo, finisca la commedia, si disperda questo seme imbarazzante; sbattezzatevi pure, se non credete nel sacramento, oh sacramenti, perchè spogliarvi di una veste che per voi non esiste?; i veri credenti della società dello spettacolo e della disperazione sono proprio questi; lo sbattezzo non si rivolge solo agli atei, dice qualcuno; dunque anche un agnostico lo puo’ fare; oh bene, che grande notizia; e un credente alle corde?; e uno come me, che non si ferma alle apparenze del proprio sentire, che lo porta da sempre verso una fede seppure monca?; ma che, allo stesso tempo, vive lunghi e anche lunghissimi periodi di limbo, durante i quali dio è come la luce di un semaforo rosso lontano, mentre scende una pioggia autunnale da diluvio universale?; uno come me, che si aggrappa alla fede e un’ora dopo alla ricerca della liberazione dalla stessa, perchè la sua fede non è la solita minestra calda consolatoria e rinfrancante, bensì qualcosa come un grumo di sangue spirituale che lo rende ancora più disperato?;è così facile essere banali, faciloni, dabbene; è così facile lavarsene le mani; è così facile rimanere attaccati a tradizioni che son diventate omicide, come la testarda negazione di questa chiesa cattolica del preservativo, come se il seme dell’uomo, anche quello, fosse controllabile e rifluibile all’indietro, in un “rewind” della sborrata; è così facile inventarsi dei riti inutili, semplicemente per mostrarsi; e se il battesimo fosse decisivo? se fosse, tutto sommato, qualcosa di pulito?; vi hanno lavato la testa, vi hanno benedetto; dio non esiste?; la vostra disperata sicurezza assomiglia alla disperata sicurezza dei credenti; e in fondo, a ben guardarla in faccia, alla mia disperata insicurezza.

[Immagine: FK – Au contraire.]

21 pensieri su “Lo Sbattezzo

  1. perfettamente d’accordo sul carattere superfluo del gesto, meno sull’ossessione religiosa degli atei. molti miei amici lo sono, sono delle bravissime persone assolutamente silenti sul fronte religioso. dio non è nella loro vita, sul loro orizzonte. vivono molto meglio di me che lo vedo e non lo vedo nella mia vita, che sono stata a scuola dalle suore, che ho conosciuto preti di valore (grazie a dio!): loro sono stati solo alla scuola pubblica, hanno smesso presto con le pratiche religiose. non li vedo ossessionati da nulla che rimandi al trascendente: eppure sono persone spiritualissime.
    ritengo che l’atto che, ripeto, non mi dice molto, forse voglia dare un segnale di rinuncia all’appartenenza ad una comunità per molti versi deprimente. i cattolici praticanti che conosco, al contrario, sono raramente persone con cui si può parlare: spesso sono fanatici. ne conosco per fortuna altri che sono persone spiritose e costruttive. quelli che vanno nella mia chiesa li conosco come i peggiori farisei del mio natio borgo selvaggio. se vado a messa – dopo il periodo di limbo – vado altrove. per lo meno non so chi sia quello a cui dò la mano, e non mi devo sentire in colpa se non mi viene voglia di “dare la pace” al palazzinaro del mio quartiere o alla sua isterica mogliettina tutta agghindata. sono una pessima cristiana, ma forse un’ottima cattolica anch’io. e non rinnego la profonda bellezza del cattolicesimo. non mi sbattezzerei mai.

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  2. Non penso che sia questione di ateismo, ma di voglia di affermare l’importanza della laicità e di rompere con la scontatezza di una tradizione imposta come naturale.
    Personalmente sono davvero atea, il che vuol dire appunto come osserva Lucy che la questione dell’esistenza di Dio non mi tocca e non la sento per niente, quindi non ho bisogno di oppormivisi (?). E tuttavia non va confuso ateismo con laicismo. (Non so nemmeno perché sto qui a spezzare una lancia sulla questione dello sbattezzo, poi, che non mi interessa. Penso anch’io ci siano cose molto più importanti, sia nella politica sia nella scrittura. Anche tu, Franzone, stavolta ti ci sei sbattuto troppo. Con simpatia).

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  3. Le liturgie non mi hanno mai convinto. (Per esempio, mi sembra farisaico scambiare obbligatorii “segni di pace”). Questa cosa dello sbattezzo mi sembra di una inanità assoluta. Appoggio Franz (ma non gli invierò i 30 euro).

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  4. Sembra, si, un disperato messaggio a Dio, visto che non ti occupi di me, do disdetta, interrompo la connessione, restituisco l’adsl, così impari a non farti vedere da me.
    Poi ci sono le questioni formali di carattere politico, allora si dice che essendo i registri dei battesimi la base su cui la chiesa dice che ci sono tot cattolici in italia, chi non si considera cattolico, neanche vuole che la sua parte venga assegnata a vantaggio della chiesa. molto laico come pensiero e non del tutto campato per aria, io in effetti che non sono più cattolico romano figuro nelle statistiche come facente parte a tutti gli effetti di questo network che pare faccia gola a molti.

    Però, bisogna dire agli aspiranti sbattezzandi, che dal punto di vista spirituale è un atto che non esiste, il battesimo è dato una volta per sempre, ma se non è accompagnato dalla pratica religiosa non ha nessun effetto, è come il talento sotterrato, direi che dal punto di vista della sfida che queste persone stanno lanciando, la loro apostasia è ragione sufficiente di condanna di cui farsi beffe, come lo è di molti cattolici che per scaramanzia non farebbero mai questo passo, ma di fatto vivono come se non fossero mai stati battezzati.
    In fondo rinnegare il Signore è cosa conosciuta da prima della sua morte sulla croce, persino due dei suoi discepoli lo fecero, anche se il fatto che ebbero destini ben diversi dovrebbe farci riflettere, ma ogni volta che pensiamo secondo il mondo e non secondo Dio, lo rinneghiamo.

    Mi viene in mente anche una questione di carattere teologico; se uno sbattezzato dopo qualche anno trova la sua via di Damasco e ci ripensa, cosa si fa si ribattezza? non è una questione così futile, anzi dovrebbe essere affrontata con attenzione dai burocrati vaticani, perchè ci sta dentro il fatto che sia lecito o meno ad un sacerdote ritirare un sacramento che non gli appartiene.
    Se invece il problema è farsi cancellare dagli elenchi, non la facciano tanto lunga e non lo chiamino sbattezzarsi, a volte il bisogno di sacro degli atei dovrebbe essere d’esempio a tutti i credenti.

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  5. magari è un modo di far pulizia, anche nell’automatismo dell’ 8%
    sei cattolico? contribuisci
    non sei cattolico? ne fai quel che vuoi
    i contributi alla Chiesa cattolica vengono assegnati anche in base al numero dei battezzati?
    se è così, come mi pare di ricordare, ben venga la pulizia degli elenchi parrocchiali
    altrimenti è tutta una pappa informe in puro stile italico
    inoltre non capisco perché tutto questo scandalo contro gli sbattezzandi, se è una questione estetica magari ce n’è di più urgenti, non vi volete sbattezzare? nessuno vi obbliga
    La giornata dello sbattezzo dev’essere stata pensata per gente come me, che per inerzia e pigrizia continua a gonfiare il numero dei battezzati, che viene fatto passare per il numero dei credenti.

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  6. Mi cancellerei volentieri dalle liste dei cattolici, essendo una simpatizzante buddista, ma sono troppo pigra per farlo. Non riesco neanche a scrivere una raccomandata per disdire un abbonamento ad una connessione che non utilizzo più. Credo che, rimanendo nelle liste, io offra motivo di finanziamento della Chiesa cattolica e le conferisca una forza che, per la mia modestissima quota, non ha realmente.
    Lo stato che vorrei è completamente laico. La religione, qualsiasi essa sia, è, secondo me, un fatto privato.
    Andrei più volentieri a consegnare personalmente un contributo ai religiosi di trincea, quelli che si prendono cura dei poveri e delle molteplici situazioni che lo Stato non raggiunge e a loro, si, darei anche soldi per costruire la loro chiesa.

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  7. Sì, ecco, avete ragione. “Cancellarsi dalle liste” è l’espressione adeguata e laica, non “sbattezzarsi”.

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  8. secondo me, chiamala come vuoi, cara anna, è una scemenza formalista di radical chic che non hanno davvero niente di costruttivo da fare.

    ma è solo un mio illuminato pensiero (aahahah!)

    grazie a tutti per i vostri preziosi interventi.

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  9. Sbattezzarsi e’ un atto politico, non c’entra niente la voglia di professarsi atei, il credere in negativo o l’ossessione di qualche tipo. Poiche’ in Italia i contributi alla Chiesa cattolica vengono assegnati anche in base al numero dei battezzati e’ necessario, per chiunque voglia ridurre alla fame la pretaglia evangelica, parassitaria e inutile ai fini del progesso umano, farsi cancellare dagli elenchi parrocchiali. Che la Chiesa sia finanziata dai credenti, non da tutti. Nei paesi seri e’ cosi’.

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  10. Cara Anna, anch’io non credo che sia possibile sbattezzarsi, è solo possibile cancellarsi dalle liste. Le due parole, secondo me, non sono sinonimi.
    Per sbattezzarsi, bisognerebbe fare un salto nel passato e cnvincere i propri genitori ad annullare la cerimonia. Non vedo motivo di annullare il battesimo, che è comunque una benedizione, il tentativo, da parte dei genitori, di mettere il loro figlio sotto una protezione superiore. A seconda delle nostre convinzioni, possiamo giudicarlo benefico o inutile, ma non certo negativo.
    Io non amo la Chiesa come istituzione, ma ho il massimo rispetto e ammirazione per molti sacerdoti, suore e missionari che dedicano la vita ad alleviare le sofferenze umane. Spesso penso ad una suora giovane, intelligente, colta e anche bella, che insegnava in un collegio per ricche ragazze. Ho saputo che l’aveva lasciato ed era andata in una borgata (zona degradata e poverissima, costituita di baracche). Lei mi aveva detto, una volta: “Se credi in qualcosa, ti ci giochi la vita”.

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  11. Le parole non sono scemenze, caro Franz.
    “Sbattezzarsi” è un’espressione senza senso, “farsi cancellare dalle liste” è un gesto laico che un senso ce lo può avere. Tant’è che nessuno si dà da fare per farsi “scomunionare” o “scresimare”.

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  12. io e te, Carlo, viviamo in un posto dove si paga il belasting
    per la regina. Questo, sì, lo considero grave.
    ridurre alla fame la pretaglia evangelica, significherebbe
    aggiungere fame alla fame. per tanti gallonati politicanti dalle mani anellate e le spalle porporate, preferisco sapere
    convinto che esistono migliaia di preti eroi. sono d’accordo con Pamela,gente che si gioca la vita.
    Ricordo le parole di un personaggio di Mario Soldati. piú o meno, rivolto ai gesuiti, mi pare: se avessi la fede se solo avessi la fede vi farei vedere io… Certi sacerdoti e certe
    suore e certi frati e certi diaconi, quelle fede ce l’hanno e ci fanno vedere loro.

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  13. A parer mio, caro Marino, i preti eroi sono i piu’ colpevoli di tutti. Perche’ con il loro sacrificio e la loro umanita’ contribuiscono a giustificare e motivare l’esistenza dell’istituzione chiesa, un comitato affaristico universale i cui soprusi e crimini continuano ad appestare il mondo da duemila anni.

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  14. Caro Carlo, puó anche darsi che con il loro sacrificio e la loro umanitá riescano un giorno a cambiare anche ció che, é evidente, non funziona nella chiesa.

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  15. Un credente cattolico che voglia dedicare la vita alla preghiera e al lavoro in aiuto dei poveri, al lavoro come preghiera, cosa dovrebbe fare? Cambiare religione?

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  16. gli atti non sono solo importanti o risibili in sè, ma per cio’ che rappresentano, e per cio’ che suscitano, per esempio nell’esperienza personale di un uomo. il testo è la “redazione autobiografica”, la reazione scritta di un uomo, io, di fronte a quest’atto profondamente simbolico. ridurre tutto a cio’ che a noi NON importa del fatto mi pare poco. dietro allo “sbattezzo” c’è qualcosa di più profondo, di profondamente, ecco, spirituale.

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  17. Non credo, caro Franzi, che vi sia una forma di spiritualismo secondo virtù – o vizio – che delinei una scelta realmente delicatissima.
    Il simbolismo, poi, lo lascerei perdere. Complessità annesse.
    *
    Elevazione spirituale, misticismo, l’atto umano, sono distanti da un sacramento dove tu [ neo-nato ], non hai possibilità di scelta.
    Non sono anabattista. Ma a questo punto, per maggiore dignità, lasciamo che il bimbo diventi adulto, affinché decida da UOMO se voglia o no incontrarsi col peccato originale e con Dio.
    Un abbraccio Franz,
    Nina

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  18. Strano. Sono entrata, credo, nel vivo della questione.
    Pazienza: studia gli anabattisti, poi ne riparliamo…
    Baci

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