Due poesie [mie].

donnanegativa[È la prima volta che pubblico su “La poesia e lo spirito” due poesie scritte da me.
Mi accosto a quest’arte con la massima umiltà. E confido nella generosità dei miei amici, poeti veri.
Grazie per l’attenzione.
Gaja Cenciarelli]

Sono un angolo

Sono un angolo
un limite, una rientranza.
Sono la polvere
sulla tillandsia,
lei la mia morte, io il suo nutrimento.
Sono un limite, sono dentro,
sono un confine, sono un salto abortito,
la salvezza dello schianto,
sono un limite,
nella nicchia di un quando.
Sono il tempo del durante,
il braccio che si allunga dietro una tenda
pesante.
Sono dentro un confine,
sono dietro una sbarra,
mi sposto nel buio.
Striscio sui muri
Il mio corpo diventa aguzzo come gli angoli
Che lo nascondono.

Legge di gravità

A mani tese spero,
finché dai palmi non defluisce il sangue
lasciando bianche strade di nulla sulla carne.
Quelle mani sono ponti
che trafiggono squarci nella mia pelle d’acciaio.
Consegno il tempo
lo spazio
le parole.
Li depongo
nella trasparenza di un gesto,
perché galleggino nella solidità della certezza
invisibile a tutti, vigorosa ai miei occhi.
Ma quelli precipitano.
Perché non c’è tempo
non c’è spazio
non ci sono parole.

11 pensieri su “Due poesie [mie].

  1. Cara Gaja,
    è proprio il caso di dirlo, ti sei… “fregata con le tue mani”: quelle due mani tese
    non potran più ritrarsi.
    Un caro saluto,
    Roberto

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  2. roberto ed enrico: grazie. siete gentili. la mia amica maria grazia calandrone dice che quando la Poesia chiama, bisogna rispondere, non se ne può fare a meno.

    massimiliano: vorrei che me lo dicessi tu, che mi dicessi dove *non è*, in modo che io possa capire se e come correggermi. accetto gli elogi quanto le critiche, queste ultime anche con maggiore interesse, se – pur essendo negative – sono costruttive.

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  3. Cara Gaja,
    non è questione di gentilezza ma di presa d’atto, anzi di condivisione.
    Si fanno e rifanno i conti (non tornano mai), si raccolgono le forze e il coraggio (scappano sempre da tutte le parti), e quando si decide, contro ogni logica e per quella sola necessità che pesa più di tutto il resto, quanto meno ci si complica, e di molto, la vita.
    Quali distruzioni, prima e dopo.
    Altro che critiche
    “costruttive”!
    Ciao,
    Roberto

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  4. e grazie Gaja per il *corpo* che Opera e si Opera. Per il corpo *aguzzo* che tanto suona/significa: “sono un angolo”. E l’acuto riporta “io sono verticale” di Sylvia.
    E, come mi fece notare Alimberto Torri, *angolo* è l’unione dell’angelo e del diavolo [ove diavolo s’intenda in senso etimologico: *diaballo*. E trafiggi per Bellezza]. E ancora e sempre: la potenza del tuo Essere – e segue la Poesia.

    E legge la tua *trasparenza* che, anche se molti non vedono, *l’essere trasparente* è l’unico che permette – la visione delle viscere, la visione del vero.

    Chapeau!
    Chiara

    P.s. Massimiliano, posto che la Poesia *è* – ovunque appare, ovunque la si percepisca [anche nella tela di un ragno], credo sia davvero assurdo continuare a discutere di nomina/universalia. Non è difficile *sentire*. O forse è il compito più difficile. Non è più farne una questione di etichetta – ma di fare essendo, essere facendo e futurando.

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  5. sono felice di vederle anche qui, Gaja. Sai bene che preferisco la seconda, per contenuto e ritmo ed emozione. Ora aspetto a breve la terza, in mail…

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  6. Roberto RT: ti ringrazio davvero. Le tue sono parole sagge e vere: la condivisione è tutto, e io ci credo profondamente.

    Chiara: ogni volta che leggo un tuo commento capisco qualche cosa che non avevo *CHIARA* su me stessa. Angolo, per esempio. E la tua citazione di una delle mie poesie preferite di Sylvia Plath (che conosco quasi a memoria): “Io sono verticale/ma vorrei essere orizzontale”: continua, se vuoi, a leggermi e a raccontarmi di me. Io comprendo, attraverso la tua trasparenza. Grazie, tesoro mio.

    Sabri: sarà fatto.

    Fabrizio: grazie a TE per avermi dato la possibilità di condividere. Qui. Un bacio.

    Emanuele: grazie, sei gentilissimo!

    Enrico: che complimento splendido! Non me lo aspettavo. Ti ringrazio, cercherò di meritarlo.

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