Vivalascuola. Che succede alle Superiori?

Il 17 novembre studenti in piazza in 50 città italiane per la Giornata di mobilitazione internazionale per il diritto allo studio, con manifestazioni contro i progetti di privatizzazione della scuola. Anche genitori, insegnanti e dirigenti protestano contro i tagli della “riforma Gelmini”. Ma il governo manda la polizia e il ministro dice: “Io vado avanti”.

Il soffitto di cristallo diventerà opaco
di Mario Piemontese

Il riordino delle scuole superiori prevede tagli, un finto obbligo di istruzione, un biennio ancor più canalizzante di quello attuale, sempre più scarse opportunità di mobilità sociale, l’anticipo del federalismo scolastico e la privatizzazione dell’istruzione.

Regolamenti
Il DPR 20 marzo 2009 n. 81, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 2 luglio, relativo alla rete scolastica e l’utilizzo delle risorse umane della scuola, è l’unico regolamento, previsto dall’art. 64 della legge n. 133/08, tra quelli definitivamente approvati che riguarda le scuole superiori. Il regolamento prevede la riconduzione a 18 ore settimanali, senza deroghe, di tutte le cattedre e fissa i nuovi parametri per la formazione delle classi. Le prime e le terze devono essere costituite con almeno 27 alunni, fino a un massimo di 30. Sono ammesse incrementi o riduzioni del 10%, quindi in definitiva il numero di alunni può variare da 24 a 33. Sia per le seconde che per le quarte si applicano gli stessi criteri solo se il numero medio di alunni è inferiore a 22.

Per effetto di queste nuove norme quest’anno sono stati tagliati 11.000 docenti e altri 3.000 lo saranno nei prossimi 2 anni.

Gli altri regolamenti, sui licei, sui tecnici, sui professionali e sull’accorpamento delle classi di concorso, non sono ancora legge, ma probabilmente lo saranno, soprattutto i primi tre, entro la fine dell’anno.

Il riordino delle scuole superiori coinvolgerà a partire dall’a.s. 2010/2011 le prime due classi di licei e tecnici, e le prime classi dei professionali. La riduzione del numero di ore settimanali sarà generalizzata e coinvolgerà anche le classi di tecnici e professionali che proseguiranno secondo gli attuali piani di studio. Quando nell’a.s. 2013/2014 il riordino entrerà a regime saranno stati tagliati 24.000 docenti. Il taglio complessivo si aggirerà quindi attorno ai 38.000 docenti (- 17,3%) e si andrà ad aggiungere al taglio di 30.000 docenti della scuola primaria (-13,5%) e altrettanti della scuola secondaria di primo grado (-20%). Questa è la cura che il ministro Tremonti e il ministro Gelmini hanno previsto per la scuola statale, senza contare il taglio di 45.000 ATA (-17%).

Obbligo di istruzione
L’art. 64 della legge n. 133/08 prevede che l’obbligo di istruzione per almeno 10 anni, finalizzato al conseguimento di un diploma o di una qualifica professionale entro il diciottesimo anno di età, introdotto dalla finanziaria 2007, possa essere assolto non solo a scuola, ma anche nei centri di formazione professionale. Quindi dal punto di vista dell’obbligo la frequenza della quarta e della quinta ginnasio è del tutto equivalente alla frequenza dei primi 2 anni di un triennio di qualifica professionale. All’attuale scala gerarchica licei, tecnici, professionali si è aggiunto quindi come ulteriore gradino la formazione professionale.

Biennio
Il biennio previsto dal riordino è fortemente canalizzante. Nei tecnici e nei professionali esiste un’area comune a tutti gli indirizzi, cosa che non accade assolutamente nei licei, ma le aree di indirizzo sono molto diversificate sin dai primi 2 anni. Tra un biennio e l’altro la mobilità è scarsissima e in alcuni casi è impossibile sia in entrata che in uscita. Addirittura nei regolamenti non è stata inserita nessuna norma che dia attuazione al sistema di crediti per il passaggio da una scuola all’altra, previsto dal decreto legislativo n. 226/05 attuativo della riforma Moratti. Siamo lontanissimi dall’idea di un biennio non dico unico, ma perlomeno unitario, e di conseguenza dalla volontà di porre fine al continuo travaso di studenti dai licei ai tecnici, dai tecnici ai professionali e dai professionali alla formazione professionale.

Mobilità sociale
L’attuale scuola superiore in questo momento non permette nessun tipo di mobilità sociale: i figli dei laureati vanno al liceo e poi all’università, i figli dei diplomati vanno al tecnico o al professionale e poi a lavorare, i figli di chi non ha un titolo di studio superiore vanno al professionale o alla formazione professionale e poi il prima possibile a lavorare. Ci sono poi i figli degli stranieri che, indipendentemente dal titolo di studio dei loro genitori, vanno a finire in minima parte nei tecnici e in gran numero nei professionali e nella formazione professionale per essere avviati precocemente al lavoro. L’immagine è quella del soffitto di cristallo. Puoi vivere l’illusione di avere le stesse identiche opportunità degli altri, ma appena ci provi vai subito a sbattere.

Con il riordino il soffitto di cristallo diventerà opaco. La scuola superiore del ministro Gelmini è ancora più chiusa di quella attuale, sicuramente inganna meno, sai chiaramente fin dall’inizio dove ti porterà, ma non ti permette neppure di sognare.

Federalismo scolastico
Le modifiche al Titolo V della Costituzione hanno stabilito che compete esclusivamente alle Regioni il rilascio di qualifiche professionali, lo Stato potrà continuare a rilasciare diplomi, ma non più qualifiche professionali. Il regolamento per il riordino dei professionali da questo punto di vista è molto chiaro. Nel rispetto del principio di sussidiarietà lo Stato potrà rilasciare qualifiche professionali solo negli istituti situati in Regioni che non dispongono di un sistema di formazione professionale oppure che non hanno ancora approvato una legge su istruzione e formazione professionale.

In Lombardia, pur esistendo un sistema di formazione professionale e una legge che ne fissa le regole, la Regione non è in grado di soddisfare le richieste di iscrizione ai suoi centri di formazione professionale, per questo nel marzo scorso il governatore Formigoni e il ministro Gelmini hanno sottoscritto un patto per l’introduzione, così come previsto anche nel regolamento di riordino dei professionali, di un sistema integrato di istruzione professionale statale e formazione professionale regionale. Lo Stato ci mette le strutture e il personale, mentre la Regione ci mette le regole da rispettare. Una deroga di questo tipo mette in discussione l’unità del sistema di istruzione nazionale e spiana la strada all’avvio del federalismo scolastico. Ma non è finita. Il governatore Formigoni e il ministro Gelmini all’inizio di settembre hanno sottoscritto un patto per “salvare” i lavoratori precari della scuola che lo scorso anno lavoravano e quest’anno per via dei tagli non sono stati più riassunti dallo Stato. I lavoratori che sono in possesso dei requisiti previsti dall’accordo sono chiamati direttamente dai dirigenti e sono assunti temporaneamente con un contratto che non prevede nessun tipo di tutela. La Gelmini licenzia, Formigoni assume, ci mette i soldi e quindi si arroga il diritto di decidere le regole. Una deroga di questo tipo mette in discussione il contratto collettivo nazionale dei lavoratori della scuola e spiana la strada a una sorta di federalismo contrattuale che non saprei in quale altro modo definire.

Privatizzazione dell’Istruzione
Da più di dieci anni tutti i governi che si sono alternati alla guida del Paese, dichiarando di voler far fronte ai debiti dello Stato attraverso il risparmio sulla spesa pubblica, hanno perseguito l’obiettivo di privatizzare l’istruzione trasformandola da diritto in servizio a domanda. Privatizzazione dell’istruzione non vuol dire che potranno esserci solo scuole private, ma che le scuole statali, per produrre risparmi, offriranno solo un servizio minimo, di livello inferiore a quello offerto oggi, mentre tutto il resto sarà a pagamento. Chi deciderà allora nelle scuole superiori quale sarà l’offerta a pagamento, facoltativa e opzionale? Il comitato tecnico scientifico.

Il riordino delle superiori prevede, senza oneri per lo Stato, la costituzione in ogni scuola, sia essa un liceo, un tecnico o un professionale, di un comitato tecnico scientifico formato in modo paritetico da docenti e da esperti esterni proveniente dal mondo dell’università, della ricerca, del lavoro e delle professioni. Il comitato ha il compito di dare al collegio dei docenti l’indirizzo dal punto di vista didattico e inoltre di fissare le regole per l’assunzione di esperti esterni per l’insegnamento delle materie facoltative opzionali.

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La scuola dopo l’ennesima doccia scozzese
di Chiara Saraceno

Da anni, la scuola italiana è sottoposta a una sorta di doccia scozzese. A sperimentazioni di varia qualità seguono interventi di riforma che non ne tengono affatto conto. L’ultimo esempio è la riorganizzazione degli indirizzi nella scuola superiore. Sembra avere come obiettivo la mera riduzione dei costi. Perché non è chiaro quali siano le logiche formative che portano a tagliare le ore di materie chiave in ogni tipo di indirizzo (e i documenti alla base di questa riorganizzazione sono noti solo agli addetti ai lavori). Continueremo così a formare cittadini ignoranti dei meccanismi fondamentali che regolano la società in cui vivono.
(continua qui)

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Materiali: sulla “riforma Gelmini”

Schema di regolamento sul riordino dei licei
Documento inviato il 23 ottobre dal Governo alla VII Commissione Istruzione della Camera per il previsto parere.

Relazione tecnica di accompagnamento allo Schema di regolamento sul riordino dei licei
Documento inviato il 23 ottobre dal Governo alla VII Commissione Istruzione della Camera per il previsto parere.

Schema di regolamento sul riordino dei tecnici
Documento inviato il 23 ottobre dal Governo alla VII Commissione Istruzione della Camera per il previsto parere.

Documento inviato il 23 ottobre dal Governo alla VII Commissione Istruzione della Camera per il previsto parere.


Schema di regolamento sul riordino dei professionali

Documento inviato il 23 ottobre dal Governo alla VII Commissione Istruzione della Camera per il previsto parere.

Relazione tecnica di accompagnamento allo Schema di regolamento sul riordino dei professionali
Documento inviato il 23 ottobre dal Governo alla VII Commissione Istruzione della Camera per il previsto parere.

L’obbligo di istruzione si assolve anche nel secondo canale

Schema di regolamento recante le norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo – didattico dei Centri d’istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali
Approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri in data 12 giugno

Schema di regolamento relativo alla razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento
Approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri in data 12 giugno 2009

Allegato A
Nuove classi di concorso

Allegato B
Titoli di accesso alle classi di concorso di nuova istituzione

Allegato C
Nuove classi di concorso e di idoneità a posti di insegnante tecnico-pratico

Diciamo A, vi diamo B
di Marina Boscaino

Mi limito a sottolineare alcuni elementi macroscopici: la riduzione a 32 ore settimanali contro le 36 precedenti; la riduzione del 30% dei laboratori; la riduzione dei settori e degli indirizzi; che, se da una parte, ha risposto ad una oggettiva esigenza di razionalizzazione, dall’altra è stata operata non tenendo conto dell’importanza fondamentale che alcuni indirizzi – sia del tecnico sia del professionale – assumono nella valorizzazione delle vocazioni dei singoli territori. Ma, indipendentemente da questa osservazione, “riduzione” è la parola d’ordine sotto cui passerebbe il “rilancio” della cultura tecnico-professionale. Al solito: diciamo A, vi diamo B. E pretendiamo che non andiate troppo per il sottile. Né che vi ostiniate a smascherare le nostre bugie… D’altra parte, quando si tende a far passare sotto voce riforma il taglio di 8 miliardi di euro in tre anni, non ci sono limiti all’immaginazione e all’impudenza. All’insulto delle intelligenze della gente comune, della professionalità di molti insegnanti, del diritto allo studio degli studenti.
(continua qui)

Che “ci azzecca” una norma finanziaria con la riforma della scuola?
di Maurizio Tiriticco

Le attese non possono essere molto alte, perché si tratta pur sempre di un riordino e non di una riforma complessiva. Il tutto discende da quanto disposto dalla legge 133/08 che converte, con alcune modificazioni, il decreto-legge 112/08, il quale, com’è noto, riguarda “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Ed in molti si saranno chiesti: che “ci azzecca” una norma finanziaria con il riordino della scuola? La risposta è semplice: niente! Ed è proprio da questo avvio che, a mio giudizio, discendono tutte le criticità di questo riordino. Se a monte di un qualsiasi progetto… non ci sono obiettivi e finalità precisi che attendono alle materie in oggetto… cosa mai si potrà aspettare di innovativo?
(continua qui)

Solo belle parole
di Daniela Bertocchi

Dobbiamo pensare che i “risultati di apprendimento previsti” siano solo belle parole enunciate, senza nessuna reale volontà di creare le condizioni perché essi possano essere conseguiti: tanto la colpa sarà poi degli studenti che non si impegnano, degli insegnanti assenteisti e fannulloni, dei DS che non sanno né dirigere né amministrare, come ha recentemente affermato il nostro Ministro. Ci sono altri punti che lasciano perplessi: si fa un gran parlare di buone pratiche, ma le sperimentazioni, anche quelle che sono state realmente efficaci, sono state chiuse senza una valutazione analitica che ne recuperasse gli aspetti positivi.
(continua qui)

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Materiali: sulla proposta di legge Aprea

La proposta di legge Aprea

La valutazione dei sindacati Cgil, Cobas.

La deriva paritaria della scuola pubblica
di Emanuele Rainone

Se il disegno di Legge Aprea diventerà legge della Repubblica, la scuola pubblica italiana si avvierà verso una deriva paritaria. In nome della “libertà di scelta delle famiglie” si andrà ad intaccare seriamente il diritto all’istruzione attraverso un’interpretazione liberal del dovere all’istruzione, inteso, nel nuovo linguaggio del ddl Aprea, come libera scelta sul mercato dell’offerta formativa.
(continua qui)

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Un appello di docenti per la scuola pubblica.

Guide alla scuola della Gelmini qui.

Le circolari e i decreti ministeriali sugli organici qui.

Una sintesi dei provvedimenti del Governo sulla scuola qui.

Una guida normativa per l’anno scolastico 2009-20010 qui e qui.

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Dove trovare il Coordinamento Precari Scuola: qui.

Il sito del Coordinamento Nazionale Docenti di Laboratorio qui.

Cosa fanno gli insegnanti: vedi i siti di ReteScuole, Cgil, Cobas.

Spazi in rete sulla scuola qui.

26 pensieri su “Vivalascuola. Che succede alle Superiori?

  1. Leggo il post e i link con i rimandi ai vari articoli. Alla fine la conclusione alla quale posso arrivare, genera solo domande. A chi è destinato questo post? Qual è la strategia che guida la campagna informativa che genera questi articoli? Se dico che, vestendomi da cittadino normale, si capisce poco, qualcuno si offende?

    So benissimo che proporre direzioni alternative, specialmente agli “esperti” di un settore, è complicatissimo, però un dato di fatto dovrebbe essere chiaro a chi opera nella scuola e vuole tentare di raggiungere l’obiettivo di limitare l’impatto di questa “riforma”, da molti ritenuta dannosa: si deve scegliere un interlocutore! Probabilmente sbaglio, ma l’unico interlocutore possibile sono i cittadini. Padri e madri degli studenti delle scuole nelle quali lavorate.
    Oppure c’è ancora qualcuno disposto a credere che esista un interlocutore politico alternativo?

    Proviamo a ricordare il passato. Il Sole 24 Ore 27 settembre del 2006: “Sotto accusa tre articoli: 17, 18 e 19. Il primo stabilisce che, dal 2007/08 al 2012/13, sarà innalzato progressivamente fino a 12 il rapporto tra alunni e docente… un giro di vite che alla fine porterebbe alla riduzione di quasi 100mila posti per gli insegnanti. Inoltre, stretta sui posti di sostegno e sul personale Ata… provvedimenti che potrebbero costare la cattedra a circa 10mila docenti. E altrettanti potrebbero essere cancellati dalla paventata abolizione della deroga nella formazione delle classi nelle quali sono presenti alunni con handicap.”

    E’ chiaro, ora che anche il passato è chiaro, che non esiste un interlocutore politico in grado di recepire queste e altre richieste? Anche alcuni “articolisti” fra quelli linkati, ripropongono questo “sogno”, ma è un sogno che vede vincenti i tagli della Gelmini per 87.000 a 100.000: tanti erano i tagli previsti dal duo Prodi/Fioroni, che qualcuno continua a cercare di spacciarmi come salvatori della scuola. Nel frattempo questi 87.000 iniziali, quelli della Gelmini, si sono ulteriormente ridotti (meno di 70.000). Perchè nel 2006 non ci fu tutto questo can can e tutta questa sollevazione “popolare” a fronte di un provvedimento PEGGIORE?

    Torno all’interlocutore, l’unico possibile. Come pensate di riuscire a farvi capire dai cittadini con articoli che viaggiano su toni comunicativi come quelli che trovate sotto? Pensate che qualcuno, dopo aver sbattuto contro frasi simili, sia disposto ad ascoltarvi e, anche lo fosse, riesca a comprendervi?

    Marina Boscaino: “È vero che dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri i tre schemi di regolamento – rispettivamente per il riordino degli istituti tecnici, degli istituti professionali, sulla valutazione – dovranno essere sottoposti ai pareri delle commissioni parlamentari, della Conferenza Unificata Stato Regioni, del CNPI, del Consiglio di Stato, in attuazione di quanto previsto dal decreto-legge n.112 /08, art. 64. Ma il gioco è sostanzialmente fatto. Il che significa che il milione e 400 mila studenti che frequentano questi due indirizzi superiori dall’a.s. 2010/11 si troveranno a frequentare una scuola diversa.”
    Maurizio Tiriticco: “Nel medesimo schema troviamo poi un secondo allegato A che riguarda la specificità dei percorsi liceali. Una logica simile dovremmo ritrovare negli altri due schemi! In questi invece non si fa alcun riferimento all’allegato A del dlgs 226/05 e ci si limita a citare quel comma 5 dell’articolo 1 del medesimo dlgs in cui si accenna alla pari dignità di tutti i percorsi secondari. Quindi si passa direttamente ai profili specifici di settore. Ne consegue che i tre percorsi si propongono di fatto terminalità differenziate, per di più a scalare! Viene così frantumata quella unitarietà dei percorsi secondari che, invece, li avrebbe dovuti caratterizzare, pur nella articolazione degli indirizzi.”
    Daniele Bertocchi: “Il problema fondamentale, dal mio punto di vista, è che nella riforma dell’IT si coniugano, in modo non sempre coerente, due diverse “filosofie” o logiche, chiamiamole così: quella della “Commissione De Toni” che, voluta dal Governo Prodi, è stata riconfermata dal presente Governo e quella che definirei “Gelmini-Tremonti”, quest’ultima alla base di tutte le riforme dell’ultimo anno.”

    Pensate che un cittadino NORMALE sia in grado di seguirvi e comprendervi? Scusate se ve lo dico, ma si rompe le balle dopo la terza riga!

    L’unico articolo “comprensibile” e “masticabile” da tutti è quella de lavoce.info e non mi meraviglia; anche se comunque si muove a livelli alti e commette il solito errore degli articolisti italiani, che saltano sempre le premesse; quindi il lettore occasionale non ci capisce nulla!

    Se continuerete a comunicare in questo modo, non arriverete da nessuna parte, per il semplice motivo che vi capite solo tra di voi! E non con tutti i “tra di voi”!
    Una campagna informativa non serve per mostrare le proprie competenze, ma per spiegare chiaramente e raccogliere consenso. E torno all’inizio e a quanto scrivevo anche in un altro post: state sbagliando interlocutore. Farvi i complimenti fra addetti ai lavori e scrivere solo per addetti ai lavori, non tutti, non vi porta da nessuna parte e non genererà quel consenso dei cittadini che è l’unico ramo al quale potete aggrapparvi.

    Blackjack

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  2. Non vorrei andare con l’accetta, tuttavia se si saltano le parti analitiche, ovviamente necessarie per intendere lo sviluppo e i “non detti” delle riforme, alla fine il nucleo semantico fondamentale non è che la scuola costa e va tagliata? Non è questo che debbono capire le famiglie e i ragazzi? E che cosa dicono questi interventi?

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  3. Questa puntata di vivalascuola è concepita come un “punto della situazione”: comprende una sintesi su cosa cambierà nelle scuole superiori che mi sembra chiara ed efficace, fornisce i testi dei vari provvedimenti affinché chi vuole possa prenderne visione diretta, riporta poi alcune valutazioni che mi sembrano interessanti.

    In queste valutazioni ci sono sia parti chiare e comunicative, sia brani “tecnici”, soprattutto quando si riferiscono alla normativa.

    I lettori a cui si rivolge vivalascuola non sono un generico “popolo”, sono: 1) i lettori di lapoesiaelospirito, quindi persone che amano la cultura e la letteratura e interessate alle tematiche dell’educazione; 2) insegnanti e persone coinvolte in prima persona nel mondo della scuola.

    Agli insegnanti e a chi è coinvolto in prima persona nel mondo della scuola la rubrica vuole fornire un aggiornamento continuo e un’occasione di scambio e di confronto.

    Ai lettori de lapoesiaelospirito in genere la rubrica vuole fornire l’occasione di un’informazione “dall’interno” del mondo della scuola, su cui spesso si leggono imprecisioni o addirittura informazioni volutamente distorte.

    Ci sono accessi alle varie puntate anche da motori di ricerca, quindi vivalascuola è anche uno strumento a disposizione su certi argomenti per chi frequenta la rete.

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  4. Io credo di essere un cittadino normale. Non sono laureata in giurisprudenza, Credo che un cittadino normale, alfabetizzato e che abbia frequentato delle scuole normali, magari anche un corso universitario, sia in grado di comprendere quelle frasi. Per quanto riguarda la mia, semplicemente di capire che, per passare, cioè per diventare legge, i regolamenti devono seguire un iter particolare. Sinonimi, in questo campo, non ne esistono. Basta avere un briciolo di duttilità mentale e di curiosità per l’esistente. O, semplicemente, rudimenti di educazione civica.

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  5. l’unica cosa che impedisce di capire è il giudizio preconcetto sugli insegnanti. una quantità non indifferente di genitori appare invece molto informata e molto preoccupata: qui, nel veneto polentone, “bianco”, leghista, forzitalista. cosa sarà?

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  6. Giorgio, quindi mi stai dicendo che il target, di questa comunicazione e di altre (molte), siete voi stessi? Ho compreso correttamente? Allora allargo la domanda che mi ponevo e la riformulo: che senso ha, a fronte di una riforma della scuola che non piace a molti (degli addetti ai lavori, gli esperti), adottare una strategia comunicativa pensata e orientata solo agli addetti ai lavori e a gruppi ristretti? LPELS è un gruppo ristretto e ritengo di non essere in errore mentre lo affermo.
    Perché non si sente il bisogno di allargare questa comunicazione?

    @Marina sostiene che lei comprende, e la capisco (ho compreso pure io il messaggio), ma i cittadini, l’interlocutore cittadini, che è l’UNICO che può appoggiare questa battaglia e cambiarne le sorti, siamo così sicuri che sia disposto a sorbirsi questi articoli scritti da “esperti” e destinati ad “esperti”?
    Che probabilità ha una simile comunicazione di nicchia di superare e vincere la barriera delle argomentazioni delle Gelmini?
    A mio parere poco più che zero; a meno che non si ritenga che questa sia una battaglia che può essere vinta semplicemente coinvolgendo gli addetti ai lavori. Se questa è la vostra posizione, la vostra strategia, mi vesto da presuntuoso e vi comunico ufficialmente che: questa battaglia l’avete persa prima ancora di incominciare e non avete alcuna chance di vincerla.

    Blackjack.

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  7. Lucy, solo una domanda: mi spieghi perché nel 2006, proposta di legge Prodi/Fioroni, peggiorativa rispetto all’attuale per quanto riguarda i tagli di personale a tutti i livelli e non solo, NESSUNO ha messo in piedi un can can del genere e NESSUNO (se non negli incontri interni fra sindacati e ministero, per capirci) ha mai detto nulla? Vogliamo fare un confronto fra la “riforma” Gelmini e la proposta di “riforma” Fioroni?
    Oppure mi stai dicendo che va benissimo il ruolo da prefica siciliana della Finocchiaro che, oggi sbatte al muro il processo breve targato Berlusconi e, due anni fa, stava proponendo la stessa legge, peggiorativa?

    Facciamo a capirci. E’ solo una questione di bandiera, tutto questo can can, oppure a qualcuno interessa VERAMENTE come sono formati i nostri figli? Perché se è vera l’ultima, qualcuno mi deve motivare le latitanze VOSTRE a fronte delle proposte del 2006; poi abortite solo perché quel malsano governo sparì per cause naturali.

    Blackjack.

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  8. lapoesiaelospirito ha circa 2.000 nuovi visitatori al giorno: essendo lapoesiaelospirito un blog letterario, tra questi visitatori penso ci siano, come ho detto prima, persone che amano la cultura e la letteratura e interessate alle tematiche dell’educazione.

    A questi aggiungo insegnanti e persone coinvolte in prima persona nel mondo della scuola, cioè genitori e studenti.

    Come interessati al mondo della scuola immagino siano quelli che accedono a vivalascuola dai motori di ricerca.

    Preferisco definire in questo modo i lettori della rubrica, anziché parlare di “cittadino normale”.

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  9. Giorgio: 2000 visitatori al giorno (come fai a sapere se sono nuovi oppure no?). E’ una NICCHIA di utenti che non è rappresentativa della realtà, un campione che esclude tutti coloro (in Italia la maggioranza) che non utilizzano internet. All’interno di questo campione (utenti internet) sarebbe interessante capire chi legge questi post, quanto tempo ci rimangono, se utilizzano i link, se il numero dei lettori di questi articoli è aumentato o diminuito, assieme, ad esempio, al numero dei commenti.

    Ma questo non è importante; mi pare più importante, se fossi nelle tue scarpe e a fronte di una situazione come quella che denunci, fare in modo di coinvolgere, con i miei scritti e con i contributi di altri, il maggior numero possibile di persone. Interessarle.
    Rimango della mia, magari sbagliando, ma con questo livello comunicativo, questi articoli mi paiono complicati e noiosi anche per un addetto ai lavori. Quanta gente trovi, in giro, disposta a spendere almeno 30 minuti, davanti al video, per leggere l’articolo e i link riportati?

    Blackjack.

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  10. Se vivalascuola è su internet, non posso che rivolgermi a chi frequenta internet. E comunque internet è una realtà che già da tempo in molti casi si rivela significativa, molte cose “passano” attraverso internet, anche in Italia.

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  11. penso he giocatore d’azzardo abbia indicato una strada che condivido.
    La sostanza è il riconoscere che il governo non è l’interlocutore con cui arrivare ad un tavolo di trattativa. Il governo tratta-ritratta-tratteggia-baratta ma NON CONCEDE NULLA che non corrisponda al suo unico obiettivo: INCAMERARE DENARO in ogni modo configuri questa possibilità.
    POichè questo significa incapacità di guardare al futuro della nazione e poiché la nazione non è i sui governanti ma la sua popolazione SONO I CITTADINI che si accordano, A TUTTI I LIVELLI E IN TUTTI I SETTORI poiché tutti sono stati e saranno TAGLIEGGIATI. Chi non lo vede e non lo capisce allora ha seri problemi di vista.Lenti? LENTI A CONTATTO garantisce una visione ottima e un effetto sorprendente. ferni

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  12. Mi permetto di fare una breve precisazione per quanto riguarda i numeri.
    La finanziaria 2007 prevedeva il taglio di 40.000 docenti e 7.000 ATA. Nel 2007 furono tagliati 10.000 docenti e 4.000 ATA, quindi 30.000 docenti e 3.000 ATA in meno rispetto alle previsioni.
    La finanziaria 2008 ha distribuito su 3 anni il taglio dei 30.000 docenti e 3.000 ATA: 10.000 docenti e 1.000 ATA all’anno. Nel 2008 sono stati tagliati quindi come da previsione 10.000 docenti e 1.000 ATA.
    Nel 2008 c’è stato il cambio di governo.
    I tagli previsti dalla legge n. 133/08 sono i seguenti: 87.500 docenti e 44.500 ATA. 20.000 tra gli 87.500 docenti sono della finanziaria 2008, quindi sono 67.500 imputabili al nuovo governo. Vale lo stesso discorso per gli ATA, 3.000 dei 44.500 tagli sono della finanziaria 2008. Quindi in tutto i nuovi tagli ammontano a 109.000.
    Non ho mai fatto distinzioni tra i tagli di Fioroni e quelli della Gelmini, anche se i numeri sono diversi, perché non ho mai condiviso il principio del taglio alla scuola statale.
    All’epoca Fioroni è vero che il mondo della scuola è stato in anestesia a lungo, ma la stessa cosa sta accadendo quest’anno con la Gelmini. Penso che sia questa una questione su cui riflettere.
    A presto.
    Mario Piemontese

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  13. @Mario, tralasciando la guerra delle cifre (anche se sarebbe interessante capire come passò dagli iniziali 100.000 ripresi nel 2006 dal Sole 24 Ore, ai numeri che riporti del disgraziatissimo governo Prodi), la sostanza è nella tua frase di chiusura: “All’epoca Fioroni è vero che il mondo della scuola è stato in anestesia a lungo, ma la stessa cosa sta accadendo quest’anno con la Gelmini. Penso che sia questa una questione su cui riflettere.”
    E’ proprio ciò che volevo evidenziare: la politica, destra o sinistra che sia, NON è l’interlocutore per questa e per altre questioni BASILARI per i cittadini. O ci diamo una mossa e ci mettiamo in testa di controllare, pesantemente, il loro operato, oppure saremo SEMPRE perdenti e ridotti ad inutili battibecchi fra di noi; mentre sopra fanno ciò che vogliono.

    Ciò che non comprendo è il nostro atteggiamento: perché nel 2006 non si alzò il can can di adesso? Perché alle imitazioni della destra, che sono stati i governi di sinistra in Italia, è sempre stata concessa carta bianca senza nessuna protesta? C’è ancora qualcuno convinto che uno, uno solo dei politici e dei partiti attuali, abbia come obiettivo l’interesse dei cittadini che lo votano? Perché continuiamo a votarli? Perché non riusciamo a rifondare questa politica d’accatto che lavora sempre e solo in un’unica direzione?

    Blackjack.

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  14. Fare politica, vuol dire distinguere. Non è tutto uguale, anche se certe pratiche di “razionalizzazione” del sistema scuola, le hanno seguite tutti quelli che si sono avvicendati. Sono diversi i numeri, come qualcuno ha rilevato, sono diverse le intenzioni e i metodi. La mazza ferrata che si è abbattuta sulla scuola in questi ultimi anni, non ha precedenti. NOn ci vuole tanto a capire che il colpo sarebbe andato meglio a segno, senza la presenza capillare del sindacato e dei partiti.
    Per rifondare la politica, non si parte da zero. C’è gente che lavora senza gridare e continuerà a farlo, nella scuola e fuori. Ci sono giovani nei consigli comunali, che fanno opposizione con intelligenza e non sono soli.
    Il fatto che il sistema democratico, sia stato così sfigurato, non diminuisce la nostra responsabilità di scelta (come accade in tempi difficili), semmai la accresce.

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  15. Mi permetto di obiettare che sindacati e sopratutto partiti avrebbero dovuto fare di più e meglio invece che cavalcare le rivolte e gli scioperi che essi stessi (mi riferisco ai partiti)non hanno voluto promuovere. Ricordate la lettera elettorale di Veltroni ai lavoratori della scuola? Bè rileggiamola…Non una parola sullo smantellamento della scuola pubblica.

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  16. Paola: si distingue se c’è da distinguere, se qualcosa si distingue. Trovami una sola differenza significativa tra i FATTI dei precedenti governi di sinistra e quelli dell’attuale governo di destra. Io, al di là di tante parole sprecate e aggrappate ai rami della menzogna, non riesco a trova UNA sola differenza da almeno 15 anni, se non di più.
    Che sia chiaro: non sto mettendo in discussione i principi alla base delle due ‘ideologie’, ma chi li applica. Se alle parole, non fanno seguito i fatti rimangono solo le parole. Le tante parole sprecate dai politici che noi ci ostiniamo a mantenere al loro posto, a fare cosa non è chiaro.
    Ma se siamo noi che li abbiamo eletti, perché non possiamo pensare di CACCIARLI e magari sostituirli con qualcuno più degno?

    A me non stanno più bene: nessuno di loro, anche i presunti buoni, a qualunque livello; che quando un prato è appestato non puoi distinguere il trifoglio dalla gramigna. Tagli, dissodi e risemini.

    E’ giunto il momento di tagliare, dissodare e riseminare; se ancora abbiamo un briciolo di amor proprio.

    Blackjack.

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  17. Ogni volta che si è fatta tabula rasa, nella Storia è sempre stato il disastro.Inoltre, non è convincente, questa delle “non differenze”, del “tutto uguale”. E quello che ci vogliono far credere, per farci abdicare a quel poco discernimento che ci è rimasto 🙂
    Sono diverse le persone, le motivazioni, le idee, le azioni Che poi ci siano delle buone contaminazioni da una parte e dall’altra, è solo un bene. Lo vedremo alla prova dei fatti.
    Un saluto.

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  18. Sono perfettamente d’accordo con PAOLA. La sinistra ha fatto molti errori,e li sta scontando.Ma non si possono non vedere le differenze:la volontà dei governi di destra è favorire la scuola privata ,tagliando finanziamenti alla scuola pubblica,anche se in questo ha avuto purtroppo emuli a sinistra.C’è comunque una mentalità,una forma mentis,degli elettori di destra nei confronti della scuola che si esprime nella celebre frase del nostro premier:”non vorrete che il figlio del professionista e il figlio dell’operaio…” con quel che segue .Di fronte a questa impostazione dell’uguaglianza dei cittadini davanti al loro sacrosanto diritto allo studio, voglio avere ancora la speranza di cambiare la politica ,col voto,con la voce, scendendo in piazza.Forse è per questo che la destra suscita più can can…….

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  19. l’abitudine di esprimersi in termini da pianerottolo, che hanno tuttavia una loro traccia di verità, nei confronti della sinistra e della destra come “uguali”, finisce per coinvolgere tutto, ma proprio tutto.
    fioroni aveva introdotto sicuramente l’idea di procedere a snellimenti, d’altra parte la pletora di addetti, formatasi con leggi e leggine elettoralistiche in anni in cui la sinistra c’entrava coi governi come il due di picche quando la va a spade, andava ridimensionata. non ce ne siamo accorti per estrema ideologizzazione? no, perché la scure non calò allora con le modalità di quest’anno. il grosso della protesta andò contro la reintroduzione dell’esame di “riparazione”. quest’anno si sono visti i primi concreti effetti di cosa significa operare tagli ad una copertina davvero già troppo corta. dei pochi soldi che ci vengono dati non sappiamo cosa fare senza far torto ad attività necessarie, si sono perse cattedre e altre se ne perderanno, è difficile sostituire gli assenti che pure ci sono, anche per epidemie influenzali sempre più forti e precoci. questo sposta la qualità dell’insegnamento di un bel po’: ma anche volendo far finta che ciò conti meno per gli insegnanti, vil razza dannata che si meritano di tutto-di più, non possiamo non vedere gli effetti sui destinatari, gli studenti, soprattutto i più fragili per età, estrazione sociale, provenienza geografica. fresca di questa mattina: si potrà fare un corso di sostegno nella mia scuola di lingua italiana per studenti stranieri solo se avremo un numero congruo di alunni. ma il mio piccolo e volonteroso t. non può aspettare che ci sia il numero congruo: lui ha bisogno di aiuto “adesso” perché vuole fare la prima liceo al meglio e invece non riesce bene perché sono solo nove mesi che è in italia. al suo paese studiare è, nonostante la miseria, una cosa molto importante che lui ha fatto sempre con grande impegno. una scuola povera, con classi sempre più numerose non giova all’integrazione e alla valorizzazione dei meriti. la scuola della gelmini è una scuola finto seria, finto meritocratica. è una scuola della d-istruzione. se potessi mandare a casa qualcuno comincerei da gelmini e tremonti, e a seguire da tutto il carrozzone di nani e ballerine che prima d’ora non s’era visto, così folto e sfacciato. questo perché destra e sinistra sono “uguali”.

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  20. Proverò, la prossima volta, ad esprimermi in termini da “aula professori”; magari mi uscirà qualcosa di intelligente…

    @Paola: non capisco la paura. Vedi qualche alternativa nel mandare a casa questa classe politica COMPLETAMENTE compromessa? Le differenze fra “destra e sinistra”, almeno dal punto di vista delle idee ORIGINALI (che le hanno generate all’origine), ci sono eccome, ma sei così certa che ciò che vogliono sia ciò che pensi e, soprattutto, sia aderente a ciò che noi, destra o sinistra che sia, pensiamo? Non è che, per caso, vogliono continuare a farci “credere” in loro, giocando sulle idee e sulla buonafede, mentre fanno ciò che vogliono?
    Se mi capita di valutare i FATTI, vedo una proposta di tagli alla scuola, del precedente governo di “sinistra”, che era peggio di quella attuale; poi smorzata, momentaneamente, solo per salvaguardare la “pace interna”. Vedo le regioni “rosse” muoversi con anni di anticipo sul tema privatizzazione dell’acqua. Vedo proteste teatrali per il processo breve e poi una proposta, del precedente governo di sinistra, che era peggio di quella attuale. Vedo, durante il primo governo Prodi/D’Alema/Amato, 10.000 miliardi delle vecchie lire regalati a fondo perduto alla FIAT. Vogliamo parlare dei Fondi Pensione e del TFR? Magari dei ticket? Magari dei CPT? Del Trattato di Lisbona? Oppure di banche? Telecom? Autostrade? Centrali del latte?
    Mi fermo.
    Dov’è la differenza? Nella testa dei cittadini? Può essere, e poi? Dov’è l’ostacolo? Trovarsi ad ammettere che, al di là delle “idee” propagandate, nulla cambia negli esiti finali?

    Blackjack.

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  21. vogliamo parlare di scuola? questo e solo questo governo taglierà il latino come un ramo secco. e adesso mettiamoci a ragionare di quello che “serve” e “non serve”: come delle serve.

    GIU’ LE MANI DAL LATINO!

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  22. Giù le mani dal latino !
    Ho insegnato per quarant’anni credendo nella funzione culturale e sociale della scuola, perchè”la parola ci rende liberi” ;ho sempre saputo che nelle regioni “rosse” le scuole pubbliche,soprattutto materne ed elementari,erano prese ad esempio in Europa per efficienza e modernità;ho già ammesso gli errori del centro-sinistra ,dovuti probabilmente a quel trattino.Vogliamo dire che “questo o quello per me pari sono” ? Liberissimi! IO invece vedo,nonostante i molti errori,diversità di fondo e diversità anche tra i vari uomini politici di destra e di sinistra.Il confronto va fatto poi su proposte concrete,fattibili, per il futuro della nostra scuola,che è poi il futuro dei nostri figli e nipoti.

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  23. Giocatore @ a domanda diretta rispondo, che non sono sicura di nulla. Chi può esserlo? NOn sappiamo quello che succederà domani. La metafora del lavoro contadino risponde solo in parte alla nostra esigenza. Siamo tutti d’accordo che ci vuole un cambiamento nella società e nella scuola, ma non sarà nei termini che ciascuno di noi vorrebbe. Andrà sempre oltre la nostra sempre ristretta previsione. Io vedo sempre le stesse persone che si muovono e s’impegnano in questi anni, nei diversi ambiti. Ce ne sono di nuove, fortunatamente (e altre ne verranno) ma la baracca va avanti con il contributo di quelle che conosciamo da sempre. Sarà vero che ci stanno fregando da una parte e dall’altra ma continuare a pensarlo non aiuta neanche un po’. aiuta di più agire, nuotare in acque difficili, sapendo che non si è soli a pagare certi prezzi, o semplicemente a sopravvivere.
    E’ sempre vita. Un saluto a Lucy e ad Annamaria. W lo sciopero della scuola proclamato per l’11 dicembre!

    Dopo uno spettacolo tenutosi a scuola,
    un mio alunno libanese,ha detto: “la parte che mi è piaciuta di più è stata, quando abbiamo fatto il balletto dei cittadini italiani”

    Possiamo solo lontanamente immaginarlo questo “balletto”.
    Buon fine settimana.

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  24. Propongo due interessanti documenti del Virgilio. Il Collegio Docenti del Virgilio di Milano nella seduta del 24/11/2009 ha votato a larga maggioranza la seguente mozione.

    Il Collegio dei Docenti del Virgilio, riunitosi in data 24 Novembre 2009, in merito alla bozza di regolamento attuativo della riforma della scuola, osserva:

    1) Nessuna flessibilità riesce a recuperare il progetto e i risultati della sperimentazione di questi anni.
    2) L’amministrazione e le scuole dell’ex-autonomia hanno investito nel proprio progetto risorse economiche ed umane. L’azzeramento o le modifiche che non tengano conto dei risultati ottenuti, attraverso una seria valutazione di sistema, costituiscono di fatto uno spreco di risorse per il sistema scolastico stesso.
    3) Il ritardo oggettivo dell’attuazione non permette un’adeguata informazione delle famiglie riguardo i reali termini del contratto formativo.

    Per questi motivi il Collegio dei Docenti chiede:

    il rinvio dell’attuazione della riforma per le scuole del progetto ex-autonomia all’anno scolastico 2011/2012 in deroga all’attuazione generale della bozza di regolamento.

    La richiesta è indirizzata per via istituzionale a:
    Consiglio d’Istituto, all’Ufficio Scolastico Provinciale, all’Ufficio Scolastico Regionale, al Ministero della Pubblica Istruzione.

    e per conoscenza:
    alla Provincia di Milano, agli Uffici competenti della Regione Lombardia, a tutte le scuole dell’ex-autonomia.

    * * *

    L’assemblea del Comitato Genitori Docenti del Virgilio di Milano del 21 novembre ha convenuto di avanzare le seguenti richieste:

    1. rinvio di un anno dell’approvazione della Bozza Gelmini per le Scuole Superiori
    2. apertura di un tavolo di trattativa per le scuole con indirizzi sperimentali avviati
    3. proposta di formazione di un coordinamento cittadino e nazionali delle scuole superiori, in particolare di quelle con indirizzi sperimentali. Al momento ci sono note due mailing list delle superiori, una a Milano (scuolesuperiori@googlegroups.com) e una a Roma (www.cosediroma.it); il coordinamento delle scuole secondarie di Roma ha intenzione di organizzare un incontro a Roma con gli altri coordinamenti e comitati di altre regioni
    4. partecipazione allo sciopero di venerdì 11 dicembre e presidio sotto la sede del MIUR
    5. adesione alla stesura del Libro Bianco promossa da Retescuole.

    Inoltre il Comitato Genitori Docenti del Virgilio propone a tutte le scuole superiori di inviare commenti critici al nuovo sito aperto dalla Ministra sulla riforma dei Licei http://nuovilicei.indire.it.

    Si è poi deciso di accogliere l’invito degli studenti di condividere la giornata di autogestione partecipando al gruppo sulla riforma dei licei.

    Si propone infine alle scuole superiori di Milano di valutare la possibilità di partecipare al corteo dell’11 dicembre, aggregate tutte insieme e dietro ad un eventuale striscione “Coordinamento Scuole Superiori di Milano”. Per contatti col Virgilio vivailvirgilio@hotmail.it

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