Le parole giuste (Wikileaks)

da qui

Da tempo sapevamo che qualunque cosa si comunichi tra umani, per mezzo o nelle vicinanze di uno strumento tecnologico appropriato, viene raccolto in tabulati consultabili con il minimo sforzo. Telefonare, confidarsi in una mail, è come gridare sulla pubblica piazza. Devi trovare le parole giuste per parlare al tuo nemico anche nel momento in cui ti sfoghi con l’amico del cuore. Nemmeno al centro della catastrofe più inimmaginabile puoi trasmettere un messaggio personale, forse l’ultimo.

8 pensieri su “Le parole giuste (Wikileaks)

  1. il confine fra il diritto di cronaca e la violazione della privacy è estremamente labile ed è stato ampiamente superato. colpa di una società a caccia di emozioni forti perchè non sa più emozionarsi con le piccole cose e il quotidiano. Naturalmente questo non offende nessuno anzi fa audience;-)
    a distanza di anni devo dar ragione ad un amico che mi disse:” se non vuoi che una cosa si sappia, non dirla neanche a te stessa.” estremo, certamente, ma non così lontano dalla realtà.
    ora ti lascio, con i miei figli, vado a guardare la “Casa di Topolino” 🙂
    un abbraccio
    SM

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  2. chissà forse inizieremo a mandare messaggi in codici personali, stabiliti nel segreto, chiari solo per quelli che amiamo, creeremo un linguaggio nuovo, mai inteso…

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  3. Fides, purtroppo inventare un linguaggio comprensibile solo a pochi, è quasi una chimera e nemmeno immagini gli investimenti, la ricerca e le persone impegnate nel cercare di scoprire la “cifratura perfetta”; quella che consentirà di mantenere segreti… i segreti.
    E quelli in criptanalisi: scoprire i significati delle “parole nascoste”. 🙂

    Non abbiamo più privacy; peccato che episodi come questo, aiutino solo il sensazionalismo e, forse, sono pensati per dar voce al sensazionalismo.

    Blackjack.

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  4. vi ringrazio.
    credo che Black abbia ragione, purtroppo.
    l’unica consolazione è che si favorisce la trasparenza in tutti i campi.
    ma essere onesti per obbligo è una grande tristezza.
    e non è vera onestà.

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  5. Fabrizio, che sia un argomento importante, molto importante, è testimoniato anche dal fatto che, nell’ultimo decennio, si contano almeno 4 morti misteriose di crittologi e criptanalisti famosi (almeno nella comunità dei matematici). Sono argomenti che al grande pubblico non sono mai riportati, se non in modo sensazionalistico, ma restituiscono esattamente la dimenzione dell’importanza del tema.
    Non sono così d’accordo sul fatto che si favorisca la trasparenza, anche perché le informazioni “rapinate” non sono disponibili a tutti, ma solo a pochissime persone. Compaiono e diventano, parzialmente, di pubblico dominio, solo quando “qualcuno” ha interesse a farle comparire.

    Sapere e non far sapere, due facce della stessa medaglia: il potere!

    Blackjack.

    PS: non per niente anche scrittori come Dan Brown si sono buttati sull’argomento 😀

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  6. You can go to the bank on the fact that the end is very nigh for 911 liars, stalkers, slanderers.

    As for those who say that it’s not appropriate to release personal messages that were texted on 911…. People deserve the truth… What is not right [much less appropriate] is the continual lies and slander that has gone on for years.

    Karma can be a b!tch. Justice is coming and those who deserve their “just desserts” will be finally getting them.

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  7. KSA crew. I agree: karma can be a bitch and people deserve The Truth. No doubts about that, but we cannot avoid to consider that The Truth should became “the truth”, very similar but not exactly the same. You know, better than me, how the news can be modified and dressed: dressed to become a phantom, something like “10 minutes” aaahhh, to forget in the next 10 minutes.
    Who aim the Truth have also to battle not have “phantom news”, but rock solid.

    Human mind is finite, the truth is endless. How can a finite mind to explain the endless?

    Blackjack.

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