Da parte a parte (stazione De Angeli)

da qui

Devo dirlo ad Aldo, a Vladimiro, a Miguel, ai condòmini che affollano il portico e non se ne andrebbero neanche con le cannonate. Vogliono stare là, è casa loro, il mondo. Verrà un giorno in cui non ci sarà più tuo né mio, lo spazio e il tempo saranno il luogo libero di un’energia felice. Forse, in paradiso, avremo una sola nostalgia: la puzza di vino, le mosche, le pagine di giornale accartocciate per la notte. Ma Aldo dovrà farci l’abitudine, dovrà adattarsi a quella luce che attraversa ogni muro, passando da parte a parte anche il cuore più indurito.

9 pensieri su “Da parte a parte (stazione De Angeli)

  1. “toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne”

    è la mia profezia preferita, l’unica speranza a cui non smetterò mai di aggrapparmi.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. a proposito del ricordo del crollo del muro di berlino: ecco quali altri muri si erigeranno. sembra che non se ne possa fare a meno. quando crolleranno, resteremo sepolti sotto un mostruoso cumulo di macerie.

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  3. Fabrizio, liquidare una questione come quella (e come altre) addossando la colpa al “muro” è facile. Ha ragione Don Rigoldi, quando afferma che quei 227.000 euro potevano essere spesi meglio, come negarlo? Ha anche ragione, purtroppo, chi da quelle parti ci abita e si ritrova a non poter più utilizzare tranquillamente, dopo una certa ora, gli accessi alla metropolitana.
    Dobbiamo ritrovare un equilibrio e per trovarlo, vedo una sola via: tornare alle radici, cambiare le regole, chi le fa e chi le applica.

    Blackjack.

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  4. quel muro sposta solo il problema e quei poveretti saranno costretti a migrare in un altra stazione e allora costruiranno un altro muro, e poi un altro e ancora finché qualcuno non capirà che prima o poi ci dovremo prendere cura, tutti insieme, di quelli che hanno perso la partita con la vita.

    ciao!

    claudia

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  5. la guerra ai poveri e l’alternativa non c’è mai.
    tutto ciò che ci mette di fronte alla nostra coscienza va rimosso, cancellato come con il cancellino si fa tornar pulita una lavagna, ma non è così facile. la vita è strana e ti sorprende sempre e se si girassero le carte? se la fortuna di colpo rovesciasse le sue preferenze? al clochard la maxi vincita del superenalotto e al “potente” la miseria? chi dei due penserebbe all’altro? chi vorrebbe essere come l’altro? vestire i suoi panni?
    mi chiedo se queste domande aiutano a dormire la notte o non ce le si pone perchè fanno paura e risvegliano la coscienza così amata e così … dimenticata.
    un abbraccio
    SM

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  6. Sabato ho sentito su Raitre un tale che diceva come il dare, se non c’è reciprocità, crea odio, invece che riconoscenza. Questo discorso,infatti, l’ho sempre avuto presente quando, un tempo, si parlava di elemosina,obolo,carità(non come amore).Ma la condivisione,l ‘equa distribuzione dei beni,come deve avvenire,affinchè nessuno sia senza un tetto, costretto a vivere in povertà?Dovrebbe essere lo stato a distribuire le risorse prelevate da tutti.Avendo noi uno stato assolutamente privo di senso sociale, dobbiamo logicamente pensare ai dormitori,ai pacchi natalizi,e che la mano sinistra non sappia quello che fa la destra……

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