All’inferno

da qui

C’è chi va, o vorrebbe andare, e c’è chi viene. Pierluigi Celli provoca alla fuga. A me spetta l’onda di chi cerca rifugio nella nostra patria. Africani, in gran parte: Simon, Antonio, Mbibi. Neanche dai nomi si comprende il senso della loro ricerca, si aggrappano alla nostra terra come a una tavola di salvataggio. Vanno, vengono. Mi sento più dalla parte di chi vede in noi un paradiso perduto, che da quella di chi, da noi, si sente all’inferno.

6 pensieri su “All’inferno

  1. Ciao don,
    ci vuole pane e coraggio come dice Fossati in questa bella canzone.
    cambia la nazione ospitante, cambia la nazionalità degli immigrati ma la storia non cambia.
    e se l’uomo la smettesse di fuggire sempre da qualcosa? e se capisse che forse l’erba più verde è proprio quella di casa? certo prima ci vorrebbe un bravo giardiniere …. come ci vorrebbe un bravo giardiniere per aprire il proprio giardino a chi verde non ha …

    SM

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  2. Blocca i sogni cos’è? è come una sostanza che si diffonde nell’aria con il “global warming” una di queste “scie chimiche di cui si parla tanto” …Anche dall’Africa arrivano qui e si paralizzano i sogni.
    In effetti sta un po’ densa in giro..magari per Natale la spazziamo un po’ via … Non possono essere tutti così bloccati i nostri sogni. Sono sicura, da qualche parte devono pur essere…
    A.

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