“In viaggio con la poesia”

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Ritratti di poesia – quarta edizione

A Roma, il 22 gennaio 2010, presso il Tempio di Adriano in Piazza di Pietra, ritorna l’appuntamento con la poesia italiana e straniera

promosso dalla Fondazione Roma

Si svolgerà il prossimo 22 gennaio, tra le millenarie pietre del Tempio di Adriano, nel cuore di Roma, la quarta edizione della manifestazione “Ritratti di Poesia”, promossa dalla Fondazione Roma nell’ambito del suo programma di iniziative culturali nel settore dell’ “Arte e cultura”. La rassegna vuole favorire la diffusione della cultura poetica e dei valori artistici, etici e sociali, di cui essa è portatrice attraverso incontri, confronti, letture, idee, versi e voci, con la partecipazione di importanti autori, italiani ed internazionali, e di giovani promesse, nell’ottica di un rapporto interattivo tra i protagonisti e il pubblico.

“Ritratti di Poesia – dichiara il Presidente della Fondazione Roma, Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, ideatore della manifestazione, di cui è curatore l’Avv. Vincenzo Mascolo – è diventato negli anni uno dei principali appuntamenti culturali dell’inverno romano. La scelta di promuovere una manifestazione dedicata alla poesia – continua Emanuele – origina dalla considerazione che essa non ha soltanto un valore estetico ma anche etico e civile: ogni prodotto dell’uomo dovrebbe offrire una possibilità di maturazione spirituale e i versi ci consentono un’apertura al mondo, permettendoci di avere una relazione autentica con gli altri e di ricondurre al centro dell’attenzione il valore della Persona”.

La manifestazione verrà aperta ufficialmente nella tarda mattinata dal Sen. Sandro Bondi, Ministro dei Beni e delle Attività culturali e dal Presidente Emanuele, che porterà il suo saluto a partecipanti e pubblico.

Quest’anno la rassegna amplia le sue proposte con tre nuove iniziative.

La prima novità, “Ritratti di poesia internazionale”, è un incontro con tre poeti stranieri dell’area mediterranea, lo spagnolo Juan Carlos Mestre, il greco Sotirios Pastakas e la siriana Maram Al-Masri, che leggeranno alcuni dei loro componimenti poetici più noti. L’appuntamento riprende una delle principali finalità perseguite dalla Fondazione Roma Mediterraneo, nata su proposta del Presidente Emanuele nel 2008 dalla Fondazione Roma, ovvero la promozione del dialogo tra i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, nel superamento delle barriere di ordine culturale, sociale, religioso ed economico che ancora oggi dividono i popoli.

L’attenzione alla storia letteraria spiega la seconda novità dell’edizione 2010, il “Premio Fondazione Roma – Ritratti di Poesia”, un riconoscimento alla carriera per un poeta italiano che ha contribuito all’affermazione della cultura nazionale al di là dei confini. A leggere le poesie del vincitore sarà l’attore Cosimo Cinieri.

La terza novità della rassegna, dal titolo “Poesia e canzone d’autore”, è rappresentata da “In-Cantus”, uno spettacolo ideato dal maestro Beppe D’Onghia e interpretato da Roberto Vecchioni, in cui si fondono musica classica e contemporanea, melodie tradizionali e versi d’autore, per dimostrare come il linguaggio poetico percorra le epoche, gli stili, le forme d’espressione, restando capace di parlare a tutti. Vecchioni dialogherà con il pubblico, parlando del proprio rapporto con la poesia.

La manifestazione riprenderà anche molti degli appuntamenti sviluppati con successo nelle precedenti edizioni, come l’incontro che aprirà la giornata, un “dialogo” del poeta Roberto Piumini con gli alunni di alcune scuole medie romane. A seguire, dopo l’apertura ufficiale della manifestazione, sette poeti emergenti italiani, Beatrice Bressan, Tiziana Cera Rosco, Irene Ester Leo, Bianca Madeccia, Roberto Raieli, Vanni Schiavoni e Sarah Tardino, leggeranno i propri versi e parleranno di un poeta importante per la loro formazione. A conclusione della mattinata verrà assegnato il “Premio Fondazione Roma – Ritratti di Poesia”.

Il pomeriggio si aprirà con l’omaggio a un grande poeta straniero del Novecento. Dopo Jorge Luis Borges, quest’anno sarà il turno del cileno Pablo Neruda, premio Nobel per la letteratura nel 1971. A dare voce ai suoi versi sarà Luca Barbareschi. Subito dopo, l’appuntamento con “Ritratti di poesia italiana”, in cui interverranno quattro importanti protagonisti del panorama letterario nazionale, Antonella Anedda, Maria Grazia Calandrone, Dante Maffia e Gabriella Sica.

La giornata si concluderà con “Ritratti di Poesia internazionale”, appuntamento con i poeti del Mediterraneo e con lo spettacolo “In-Cantus”.

All’interno del Tempio di Adriano, inoltre, saranno presenti punti di incontro con case editrici (“ilfilodipartenope” con una selezione di libri d’artista, “Manni”, “nottetempo”), e riviste di settore (“erbafoglio”, “Polimnia”), oltre a uno spazio multimediale dedicato alla poesia in rete. Ritratti di Poesia anche quest’anno sarà presente in rete.

La manifestazione è aperta al pubblico con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Info, contatti e accrediti stampa:

Carla Caiafa

Fax06/98188903

338/6812902

06/98188901

carlacaiafa@inventaeventi.com

www.inventaeventi.com

Fondazione Roma

La Fondazione Roma è la più grande fondazione italiana ex bancaria di natura associativa. Senza soluzione di continuità storica, si inserisce tra il Monte di Pietà di Roma, istituito nel 1539 al fine di sconfiggere l’usura, e la Cassa di Risparmio di Roma, che lo incorporò nel 1937. L’identità di oggi è quella di una moderna fondazione operativa che agisce in cinque settori di intervento: Sanità – Ricerca scientifica – Istruzione – Arte e cultura – Assistenza alle categorie sociali deboli. La Fondazione opera sia attraverso iniziative proprie, sia attraverso il confronto costante e la sinergia con le Istituzioni pubbliche ed i soggetti privati più dinamici della realtà locale, per la costruzione di una Welfare Community che, ispirandosi ai principi di solidarietà e di sussidiarietà, sappia meglio rispondere ai bisogni della società. Sono iniziative proprie della Fondazione: la “Fondazione Roma – Hospice SLA Alzheimer”, struttura dedicata all’assistenza dei malati di cancro con breve prospettiva di vita, ai malati di Alzheimer e di Sclerosi Laterale Amiotrofica; la “Fondazione Roma – Mediterraneo”, per lo sviluppo economico, culturale e sociale del Mediterraneo; la “Fondazione Roma – Museo”, che offre una ricca programmazione di mostre temporanee; la “Fondazione Roma – Terzo Settore”, per l’assistenza alle categorie sociali deboli. Altre iniziative proprie di rilievo sono l’Orchestra Sinfonica di Roma, la manifestazione Ritratti di poesia ed il World Social Summit.

Fondazione Roma

Via Marco Minghetti 17

00187 Roma

www.fondazioneroma.it

2 pensieri su ““In viaggio con la poesia”

  1. Chiarisco un poco il commento precedente. Ciò che mi richiamano alla mente non tanto queste iniziative quanto la retorica ad esse connaturata, è la barzelletta dell’ubriaco di notte, che cerca le chiavi perdute sotto al lampione soltanto perché lì, per lo meno, “si vede qualcosa”. E’ come dire: la complessità del reale, cioè i suoi meccanismi effettivi e le loro retroazioni, ci sfuggono completamente un po’ perché proprio non riusciamo a coglierli ma anche perché ci fanno un istintivo ribrezzo, e dunque ad essi opponiamo decisamente le nostre favole ed il nostro cuore grande, che ci tiene peraltro a galla al di sopra a quei sordidi meccanismi che nessuno sembra avere interesse a mostrare nella loro interezza. In tal modo, possiamo continuare a succhiare dalle tette della super-bestia, riempiendo il frigo con relativa facilità, e nel contempo fustigarla con il nostro sentimento offeso, distillato in parole od altri artefatti che abbiamo pur sempre il tempo di cesellare. Sublime opportunismo di cui la realtà si fa evidentemente beffe, anche quando ne mummifica temporaneamente qualche esiguo campione: c’è da ridere a pensare che cosa ti cambi, dopo morto, la riga in qualche noiosa elencazione, una riga talmente astratta da essere perfettamente equivalente ad una completamente inventata. Così, guardando i numeri dei morti di fame, si potrebbe persino (atrocemente) ridere degli esiti complessivi del sublime messaggio di Cristo. E’ vero che grossomodo sembra avere incivilito i costumi, anche se – osservando le terribili esecuzioni che avvenivano fino a poche generazioni fa con tanto di prete presente – c’è da sospettare che l’incivilimento sia dovuto in grandissima parte al distanziamento dai bisogni e alla corrispondente creazione di bisogni più complessi ed elevati – ma il fatto che ciò sia potuto avvenire soltanto nei contesti relativamente ristretti che riescono ad espellere all’esterno (cioè su spalle altrui, per quanto collettive e “future”) i propri gravami naturali, questo insomma fa pensare che quel messaggio abbia un raggio d’azione suo proprio, non estendibile, perché Dio, fino a prova contraria, non provvede agli uomini come agli uccelli dei campi. Quest’ultima, dalle evidenze disponibili, risulta essere una balla vera e propria, anche se è blasfemo dirlo. Se poi vien resa “vera” da qualche aldilà qui inconcepibile (se non in “creazioni” un po’ grottesche, alla Swedenborg) beh, c’è da sospettare dell’antropomorfismo di un Dio che tenda a noi – a noi che non sappiamo neppure ripararci dagli inganni dei nostri simili – scherzi di tal fatta. Questo senza nulla togliere alla dolcezza di certi momenti della Vita ed alla maestà perpetua dell’Universo.

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