Kultura italiana

di Mauro Baldrati

Non guardo quasi più la televisione. E’ un tale ricettacolo di pubblicità, scempiaggini, violenza gratuita, faziosità, retorica e ipocrisia che non si tratta di rifiuto, ma di straniamento che è mutato in indifferenza.
In soldoni, non me ne frega più niente.
Però il video è spesso acceso in casa, e lo devo subire, mio malgrado. Mia figlia guarda MTV, e alcuni telefilm di ragazzini, mentre mia moglie, che è psicanalista anche quando dorme, è interessata agli spazi dove sono rappresentate tipologie umane, che lei osserva, con curiosità. Sono i programmi dove la gente piange o si arrabbia, perché si tratta di storie di abbandoni, padri che se la sono svignata piantando la famiglia nella miseria, madri assenti, fratelli nemici ecc. Io le dico: ma sono reali? E lei: sì, lo sono. E io: ma non sono un po’ semplici? E lei: guarda che il dolore, in fondo, è semplice; in ogni caso sì, sono semplificati, però dietro ci sono casi reali, o realistici.
E va bene. Io butto l’occhio, alzo le spalle, passo oltre. Sono rumori di fondo, come il traffico. Ma c’è un programma che talvolta purtroppo buca l’atmosfera di casa mia: è su Canale 5 ed è la nuova frontiera del trash televisivo. E’ presentato da una signora avvenente di nome Barbara D’Urso, che con voce soave, un’espressione sorridente, modi rilassati, accattivanti, parla delle solite cose, le tragedie, le sventure, il gossip; in studio capita l’eterno Vittorio Sgarbi che fa finta di essere maleducato, Alba Parietti che fa la pasionaria del Partito Democratico che si indigna, una signora che si chiama Antonella Borallevi che quando parla viene fuori la didascalia “scrittrice” che sa tutto, un uomo con la barba che apprendo essere uno psichiatra di nome Meluzzi col crocefisso puntato all’occhiello della giacca, che una volta sosteneva che bisogna arrivare vergini al matrimonio, e così via. Tutti che recitano la loro parte, stancamente, macchiette di se stessi. E si fa anche politica attiva: un giorno a una signora la presentatrice chiedeva, con la voce soave: “lei è berlusconiana?” e la signora: “sì, io sono berlusconiana” e la presentatrice era tutta contenta.

Io talvolta faccio delle battute, perché sul video – su tutti i canali, privati e pubblici – passano dei personaggi che, per quello che fanno, che rappresentano, a me sembrano dei batteri che minacciano la specie umana. Dico: “ma lo sai chi è quello?” e giù descrizioni dei furti, delle truffe, delle falsità, la tessera della P2, mentre sul monitor parla in nome del bene del paese ecc. Mia moglie allora si irrita, dice che non se può più dei miei “brontolamenti”, che lo sa chi è quello, non ha bisogno che lo sottolinei di continuo. Io dico che la mia è una reazione inevitabile, perché la sua vista e la sua voce mi offendono, e sono costretto a subirle passivamente. Dico che è assurdo che io debba pagare un canone per vedere questi personaggi/batteri a tutte le ore. Lei dice che è vero, ma insomma, è il caso di alleggerire e non di drammatizzare. Dice che semino tensione intorno a me.
Così, passo oltre.
Rumore di fondo

Un giorno però hanno di nuovo superato il limite, anche per uno corazzato come me, ormai rotto a tutti gli orrori. Nel programma della signora con la voce soave c’era quel personaggio condannato per associazione a delinquere per una storia di ricatti a vip, che preferisco non nominare perché mi crea un conflitto interno – che cercherò di spiegare – pronunciare alcuni nomi. C’era di mezzo tutta una polemica perché il suddetto non si era presentato in studio ma telefonava urlando che era una vergogna e la presentatrice era una incompetente. Insomma, il solito copione di grida, litigi, drammi. Io trovavo scandaloso (perché anche se ho raggiunto quasi la pace dei sensi c’è ancora qualcosa o qualcuno che suscita in me lo scandalo) che un tipo condannato per reati comuni fosse comunque in televisione a sbraitare, con ospiti che fanno finta di indignarsi, a dire che la giustizia italiana fa schifo e lui si vergogna di essere italiano, perché è una rockstar che il giornale Rolling Stone potrebbe mettere in copertina, mentre un sacco di disgraziati criminali sfigati brutti poveri devono stare in galera muti perché non sono delle rockstar e non hanno degli avvocati che sono a loro volta delle rockstar e delle fidanzate pin-up sempre mezze nude eccetera.
Mia moglie ha sospirato. Ci risiamo, era la frase non ancora pronunciata.
Stavo per passare oltre, come al solito, quando è accaduta una cosa che mi ha stecchito. La presentatrice con la voce soave ha detto: “e ora c’è…” e qui ha pronunciato un nome che mi ha colpito come un corpo contundente. Impossibile trascriverlo. “C’è *** che deve dire la sua.”
Un colpo basso: *** è quello con la svastica sul telefonino e la suoneria con faccetta nera. Impossibile ascoltare l’opinione di costui. Tanto più che stavamo per metterci a tavola. Allora ho rotto gli indugi e ho detto: “o cambiamo programma o esco a mangiare una pizza da solo. Non sono in grado di reggere questa frequenza, che si mette anche nel cibo e poi devo assimilarlo. Potrei ammalarmi.”
Loro hanno protestato, mia figlia gridava che non sapeva chi era questo individuo, che non gliene fregava niente, e che insomma era ora di smetterla con queste storie. Mia moglie diceva che anche lei non era interessata a questi personaggi, voleva solo sentire la madre del condannato, per rendersi conto con quali argomenti la figura materna possa giustificare l’ingiustificabile. Io però me la sono presa a cuore, ho detto che le creature di questo tipo attraverso le immagini e i nomi sprigionano delle vibrazioni negative, maligne, che portano il male in un ambiente. Ho detto, addirittura: “portano sfiga.”
Mia moglie ha fatto gli occhiacci, poi mia figlia si è chiusa in camera per una delle sue telefonate di 90-120 minuti, e con lei è iniziata una discussione dura. Ha detto di non fare mai più una cosa simile in presenza di nostra figlia, perché ho introdotto dei concetti caricati di significati persecutori. Non sono le immagini a portare vibrazioni maligne, siamo noi che gliele attribuiamo. Io ho detto che non ero molto d’accordo, che per esempio anche i cattolici espongono i santi e le madonne perché esprimono santità, e anche gli ortodossi fanno lo stesso con le icone, e anche i buddhisti. Ho detto che il maestro spirituale, per esempio, trasmette pace e serenità al discepolo attraverso la sua immagine. E poi non ricorda tutto la polemica sull’esposizione del crocifisso? Lei ha ribadito che sono proiezioni che facciamo noi, perché non è vero che le immagini sprigionano energie proprie, è un’ottica che deriva dal senso di colpa e dalla paura. In questo caso, dal mio noto complesso di persecuzione.
Intanto però io avevo cambiato programma, e sono scampato al bombardamento elettro-maligno che le voci, i nomi e le immagini di quei due avrebbero scatenato in casa mia. Perché io non riesco a fare mia la visione razionalista di mia moglie. Temo davvero che certe immagini e certi nomi siano veicoli di vibrazioni, maligne o positive, perché sono in qualche modo dei gates che ci mettono in comunicazione col bene o col male. Anche Proust ha scritto molto sui nomi, ha dedicato loro un intero capitolo della Ricerca.
Ma non ho insistito.

Però l’altro giorno, io, quello che protesta e brontola, mi sono preso una piccola rivincita.
La televisione parlava dell’imminente festival di Sanremo, e allora ho detto, con perfetta nonchalance: “sai, ci sarà un trio davvero curioso.” Mia moglie, che forse aveva la guardia bassa, ha abboccato subito e ha chiesto, incuriosita: “ah, sì? Che trio?” Io ho ridacchiato sotto i baffi e ho detto: “una canzone d’amore per l’Italia cantata da Pupo… hai presente Pupo…” (sospiro di mia moglie) e qui continuavo a ripeterlo e a ridere, Pupo, Pupo, perché questo nome, e questa immagine, mi trasmette un che di comico, “un tenore e…” e qui ho fatto una pausa magistrale: “Emanuele Filiberto di Savoia.”
Ho cercato di sentire la frequenza: nulla da segnalare. Ma potevo pronunciare questo nome una sola volta, a voce moderata e con gli occhi bassi: in sé per sé mi evocava un gossip inoffensivo, un po’ buffo, ma la sua reiterazione, e la pronuncia enfatica, rischiava di veicolare la vibrazione del padre, che è invece minacciosa, e quindi da evitare.
Intanto tra noi era calato un silenzio tombale. Mia moglie ha tenuto la testa bassa sul piatto. Mi sono venuti in mente certi personaggi di Kafka, personaggi sconfitti secondo Deleuze che tengono la testa bassa di fronte alla foto.
La testa bassa di fronte alla televisione.
“No” ha detto.
E io, ridacchiando: “ma sì, un giorno ha scritto un testo d’amore sull’Italia, e, ha detto in un’intervista: l’ho fatta leggere a Pupo e lui aveva quasi le lacrime agli occhi. Dopo una settimana mi ha detto: ti ho fatto una sorpresa, ha preso la chitarra e mi ha fatto sentire la mia poesia, con una magnifica melodia.”
Ho citato a memoria, come non ricordare una perla simile?
Mia moglie è diventata triste. Allora ho rincarato la dose: “hai presente, il principino di Savoia, ha ballato in quel programma delle stelle, poi si è presentato alle elezioni europee perché ama tanto l’Italia, ma per fortuna dell’Italia e dell’Europa non è stato eletto… adesso va a Sanremo, il festival della cultura musicale popolare italiana…”
Mia moglie era diventata cupa.
“Comunque si sta preparando per l’evento” ho infierito, con tono leggero, mondano, “prende lezioni di canto… a Parigi.”
“Non è possibile” ha detto mia moglie. “Come abbiamo potuto ridurci così? Abbiamo avuto Fellini, Pasolini, Calvino, Pavese, ma cosa abbiamo fatto?”
Io ridacchiavo, perversamente soddisfatto.
Era lei ora a soffrire al posto mio, per una volta.

55 pensieri su “Kultura italiana

  1. il pezzo è acre e bellissimo. condivido la visuale in pieno, la sento densa di quel malumore-malessere claustrofobico, monomaniacale, con coazione a ripetersi che puntualmente mi prende di fronte alle aberrazioni dell’informazione televisiva e dello “spettacolo”. “Abbiamo avuto Fellini, Pasolini, Calvino, Pavese, ma cosa abbiamo fatto?” me lo chiedo anch’io in continuazione, è un rovello, forse mi ammalerò. io per me chiamo questo stato di cose la “pigrizia di tempi”. mi è toccato di vivere, da donna matura e consapevole, in una “kul-tura” della quale non mi sento minimamente responsabile, provenendo da una giovinezza piena di guai molto seri a livello pubblico, ma che suscitavano un sentimento di lotta, di necessità di approfondimento, di ricerca. provengo dalla cultura del libro e sono circondata dall’immagine: scollacciata, volgare, ammiccante, senza gusto, senza storia. come abbiamo fatto? che cosa ho fatto per meritarmi questo? ad ogni fase di crescita forse ne segue una di decadenza. ma questa non è decadenza: è putrescenza.

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  2. Bravo, bravissimo Mauro! Ho sempre pensato che l’etere sia uno spazio pubblico, e come tale deve essere sottoposto a controllo e critica, qualsiasi cosa, incessantemente. Avercene, le energie! In Italia sul nazional-popolare vi sono degli equivoci grandi come montagne, a cominciare dal rapporto Togliatti-Vittorini, e alla frase del “Migliore” che suonava più o meno “anche gli operai hanno diritto di svagarsi” (come se questi abomini siano svago…).
    Negli altri paesi con cui gli italiani amano confrontarsi certe cose non passano. Negli USA il peggio è stato lo “Jerry Springer Show”, trash a dosi massiccie confinato però in tarda serata.
    Credo che in Italia quesa programmazione sia stata voluta. Parlano di audience ma sono balle: questa è vera e propria politica culturale, tenacemente perseguita in un progetto a lunga durata.
    E non è un caso che la TV generalista sia in calo di ascolti (cerchiamo di non vedere solo il deserto ma anche la vita in esso): se i programmi fossero selezionati a base di audience questa TV dovrebbe vedere crescere gli ascolti, e invece accade il contrario.
    Purtroppo la migliore intelligenza del nostro paese latita su questo terreno, presa da afasia, da paralisi intellettuale: come se le dimensioni stesse dell’industria dell’immagine e dei media annientassero ogni parola sensata: e in effetti lì passa tutto: pubblicità, flusso di denari, orientamento del mercato, vita e morte di qualsiasi proposta culturale.
    E sarebbe bastato poco: che per esempio non ci sosse stato un monopolista legalizzato dal CAF negli anni ottanta, che certi organi di controllo della RAI fossero stati blindati a tempo debito da chi aveva gli strumenti per vedere la palude che si espandeva, che si fosse fatta una legge-quadro sui conflitti di interessi.

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  3. Condivido in pieno! Negli ultimi tempi sento montarmi sempre di più il fastidio non solo per le immagini, ma persino per i suoni e le parole che la maggior parte dei programmi diffonde, al punto che vorrei, alternativamente, emigrare in un paese più civile, buttare il televisore, scendere in piazza per dimostrare il mio rifiuto. Insomma, fare qualcosa per segnalare il mio fastidio. Per il momento mi limito a non accendere il televisore. Ma mi piacerebbe molto che tutti quelli che condividono questa opinione lo dimostrassero pubblicamente, in modo organizzato ed efficace. Chissa!
    Un caro saluto a tutti,
    m.

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  4. Sarebbe così semplice: una volta per Capodanno non si buttavano le cose vecchie stupide brutte dalla finestra?
    Naturalmente facendo bene attenzione a non colpire eventuali passanti; ma che nessuno parli di bambino e di acqua sporca, perché qui di bambini non se ne vedono proprio.
    Coraggio, mancano solo tre giorni!
    Ciao,
    Roberto

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  5. Ho rottamato il televisore perchè a a forza di non essere acceso un giorno della scorsa primavera è rimasto spento del tutto. In effetti non mi manca, certo perdersi Pupo e quell’altro che cantano con un tenore. Che coraggiosi a cantare con un tenore. Ma, a quando a Sanremo un trio di canarini? Cantano anche loro piuttosto bene.

    Scherzo, ovvio, ma grazie Mauro del bel post.

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  6. Io non capisco. Se la tv non piace. Se la tv uno l’accende e la spenge nello stesso momento. Se uno insomma non la vede, come fa a criticarla? Ne deduco che la vede. E ne vede pure tanta se non tantissima. Non è altrimenti possibile che Mauro si sia inventato tutto di sana pianta, ispirato da Barbara D’Urso.

    E: quella battuta su Barbara D’Urso è d’una volgarità più unica che rara.

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  7. Io dico… che esistono le cuffie.
    Per rispetto di chi ci vive intorno. Anche se si tratta di lavoro.

    Ho scoperto che il prolungato osservamento di certi stereotipi annacqua la nostra idea di particolarità e non sappiamo più riconoscerla.

    Forse mi sintonizzo su questi programmi una volta al mese… E’ utile per ricordarsi del perchè non li guardi.
    🙂

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  8. Pingback: Almanacco del Giorno – 28 Dec. 2009 « Almanacco Americano

  9. Per quanto infastidisca certa critica colta, torno a recitare/riproporre Vasco: *non appari mai* è lirica quanto più esaustiva/esplicativa di quello che tortura Mauro e tutti i non-lobotomizzati superstiti.
    *Qui non sei, non sei NESSUNO
    qui non si esiste più
    se non si appare mai in Tivù*!

    E il Blasco cantò il giusto [più di dieci anni dall’oggi]. Lo *schermo* e le schiere di sordidi sciacalli che lo popolano – non deve essere abolito, ma analizzato – specie nel nucleo famigliare [grande Baldrati: sono con te! Non passi mai sotto silenzio il tuo senso di schifo]. L’ammasso tatuato di cellule mediatiche [che emigri su Marte! Né l’Italia né la Terra tutta sentirà la sua mancanza] e il suo degno compare-pappone sfruttano il sistema perché lo conoscono perfettamente. Il sistema non ammazza la sua prole, per quanto fetida sia.
    E se per *televisione* intendiamo davvero quel *vedere a distanza*, quanto lontano dobbiamo gettare le pupille perché cambi panorama? Per una volta sono più pessimista di Roberto Rossi Testa: non basta l’anno che arriva. Non basterà il prossimo decennio. Molti, troppi, bambini sono già parcheggiati davanti a mamma tv che li plasma – a suo uso e consumo [e i *nuovi miti* presentano: abbondanza di silicone e assenza di scrupoli].
    Quante generazioni dobbiamo aspettare? Quanti calendari? Quante supposte Anime Artistiche dovranno scegliere la strada più difficile? [ché sempre si torna alla radice: per uno/una che non si prostituisce, orde infinite sono già a novanta/a bocca aperta].

    Ma non vi preoccupate, la colpa è e sarà sempre di Marilyn Manson – anche della spazzatura che sforna l’Italietta nella fascia protetta!;)

    P.S. così, tanto per piacer di cronaca: grandissima parte delle *vere storie* traghettate in tv hanno come *verissimi protagonisti* attori poco noti e studenti di Teatro. E quanti ex compagni hanno gavettato interpretando in programmiseria fratelli in crisi, coppie scoppiate, etc… A un musicista italiano, noto all’estero ma meno in patria, proposero di interpretare un bagnino – in un tribunale mediatico – che denunciasse una ricca signora per molestie sessuali… Per quanto bene pagassero rifiutò, salvandosi se non l’anima, almeno: la dignità

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  10. per sapere come sono certi programmi basta e avanza vederli una volta tanto, come dice katsue. non è necessario vedere tantissima tv spazzatura per farne una criica: basta cogliere fuggevolmente una battuta durante lo zapping: mica è un film di kieslowski. sarebbe preoccupante farsi venire gli scrupoli su fantomatici pre-giudizi nei confronti di volgarità e patetismi pelosi, sempre quelli, da venticinque anni a questa parte. la frontiera si è spinta un po’ alla volta più in là, ma fedelissima all’unico modulo aziendale “diamo allo spettatore quello che vuole”. che poi, lo spettatore voglia…è tutto da vedere: diciamo che con quattro frasacce aggiustate, un’intervista shock, un paio di tette in primo piano, si accontenta. se qualcuno si fosse preso la briga di dare cose di qualità, ora avremmo un pubblico esigente. e quando dico di qualità non intendo solo programmi culturali, ma anche intrattenimento. la grande sfida è riuscire divertenti senza porcate. però il paese sarebbe diverso e al padrone delle tv serve un paese esattamente a sua immagine e somiglianza.

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  11. @ SERGIO

    La tua battuta, se tale è mai possibile definirla, è orripilante.

    Mi sorprendo solo di come tu venga tollerato e per certi versi sostenuto.

    E soprattutto mi scandalizzo – sì, hai capito bene, mi scandalizzo – che non una donna abbia mosso una critica. Evidentemente, ne devo dedurre, che ad alcune piacciono certi insulti. E’ questo il motivo precipuo per cui la tv-spazzatura esiste: si tollera, anche l’indecenza e la volgarità. Qui non è diverso. Vi meritate dunque la spazzatura che passano in tv, proprio tutta: è migliore delle tue offese, poco ma sicuro.

    Se te lo chiedessi: io non sono mai arrivato ad un punto tanto basso e meschino e maschilista e volgare. Da bettola di quart’ordine.

    In ultimo: complimenti. E chiudo qui. Spiacente, ma “non mi lego alla vostra schiera”.

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  12. Cara Chiara,
    tu scrivi: “Per una volta sono più pessimista di Roberto Rossi Testa: non basta l’anno che arriva. Non basterà il prossimo decennio. Molti, troppi, bambini sono già parcheggiati davanti a mamma tv che li plasma”…”
    Ma la mia voleva essere solo una “modesta proposta” al limite (nel senso letterale: cioè se spinta alle sue logiche conseguenze) swiftiana, basata sul principio che una ciliegia tira l’altra, poco importa da quale si cominci.
    E con questo, buon anno…
    Roberto

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  13. iannozzi: veramente io mi sento offesa da chi offre se stessa in tv solo in base a certi doni di natura e si presta a programmi di bassa lega. carne sottratta al porno è un’espressione forte ma non volgare. è rifatta su quella, forse non proprio simpatica, che si dice a proposito di persone poco intelligenti e che magari occupano posti rilevanti:”braccia sottratte all’agricoltura”. perché una donna dovrebbe prendersela perché qualcuno fa una battuta su una presentatrice che umilia con il suo lavoro la femminilità? io provo vergogna per le ministre oche che parlano a copione, per esempio. quelle sì m’offendono.

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  14. Sempre lì a studiare quella televisione che non guardano. Protezione civile permettendo, a me sembra tutto tempo rubato ai libri, ai giornali, ai film, alla musica. Oltre che una dea trimorfa, questo scatolone iridescente è pur sempre un elettrodomestico. Senza l’audio, diventa un focolare; senza le immagini, potrebbe essere scambiato per una lampada abbronzante. Io ne possiedo uno, è piccolino, non ha il decoder, e se ne sta sempre lì in terra accanto alle ciotole del gatto. Non è ingombrante e non dà fastidio. Se l’accendo, parla; e se lo lascio spento, è più muto dell’Oracolo di Delfi. E poi, oltre che una difesa contro l’esperienza di Dio, la televisione è anche una droga vagamente psichedelica. Io sono per la modica quantità, e confesso di guardare il TG3, Blob, Geo&geo, Che tempo che fa, Le iene, L’infedele e la Champions league. Sembra incredibile, ma io in televisione ho visto anche Guido Ceronetti, Mario Rigoni Stern, David Grossman, Paul Auster, Maurizio Pollini, Salvatore Accardo, Enzo Biachi, Vito Mancuso, Franco Battiato, Rossana Rossanda e Paulo Coelho. Non è mica obbligatorio guardare Bruno Vespa, Amici, Vittorio Sgarbi, Il Grande fratello, Barbara D’Urso, Albano o Aldo Biscardi. Non è obbligatorio ma, a giudicare degli apocalittici tipo Mauro, pare ci sia ancora tanto bisogno di queste visioni.

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  15. Rimango sempre più scandalizzato.

    Una sola domanda, una: che motivo c’era di dire quello che ha detto Sergio?

    Io mi sento offeso. Offeso perché così si offende l’umanità intera, al di là di mere questioni di essere o maschio o femmina, conduttore tv o no.

    Tra tutto il marcio che c’è veramente in tv, si dà addosso alla D’Urso e la si chiama BIP BIP BIP in un “commentario”.

    Ripeto: complimenti.

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  16. Considerati i toni della polemica, è stata effettuata una moderazione al commento n.5.

    Riguardo al guardare e non guardare (Iannozzi e Lorepat), vorrei puntualizzare: il narratore di questo entertainment parla di “guardare”. C’è una differenza con “vedere”, così come c’è differenza tra “sentire” e “ascoltare”. Chi vive in città “sente” di continuo il rumore del traffico, ma non necessariamente lo “ascolta”. Però talvolta gli arrivano dei picchi acustici eccessivi, clacson, motorini smarmittati, ed è costretto ad “ascoltarlo”, suo malgrado, e pure a protestare. Così il narratore sostiene di “guardare” la Tv, perché non può mettersi una benda e le cuffie acustiche, ma non la “vede” in realtà, salvo quando è obbligato (un eccesso di vibrazioni negative). Noi possiamo supporre che il narratore, quando è in casa da solo, la tenga sempre spenta, perché, come dice “in soldoni, non me ne frega più niente”.

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  17. io non guardo la robaccia, ma la roba buona in tv. però basta poco per farsi un’idea del resto: basta uno scorrimento col telecomando. se questa parte di tv non avesse nessun impatto sulla popolazione, sarebbe da masochisti parlarne: siccome però ne ha, e molto, e pericoloso, e avvilente, credo sia giusto non abbassare la guardia e dirne tutto il male possibile. qualcuno dovrà farlo, no? o aspettiamo che se ne accorga da sola la casalinga di voghera? o lo studente del professionale del tiburtino 3?

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  18. Mauro quanto scrivi può essere condiviso ma, facci capire, tu che tipo di televisione auspichi? Mattoni culturali dalla mattina alla sera? Vorresti le tragedie greche in prima serata?… O peggio, il ritorno al canale unico della TV di Stato?… Non so, io l’altra sera mi sono gustato Pollini, Abbado e Barenboim. Seduto comodamente nel salotto di casa. Per quanto mi riguarda non disdegno i programmi di Piroso, Minoli, Mieli… I capolavori di Piero Angela ce li dimentichiamo?… Dire che dobbiamo “subire” il trash mediatico alle soglie del 2010 è un discorso abbastanza debole. Non so, la domenica pomeriggio ti costringono a “guardare” la farsa di Canale 5? Mi permetto di suggerirti le comiche di Stanlio e Ollio su Rete 4: basta premere un tasto sul telecomando. A meno che il tuo apparecchio non abbia problemi di sintonizzazione…

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  19. @ LUCY

    Giustissimo, Lucy. SOTTOSCRIVO IN PIENO. Adesso prendo il primo libro che mi capita sottomano, lo sfoglio un pochetto, come se facessi zapping con il telecomando, dopodiché deciderò se definirlo capolavoro o puttanata, senza dimenticare mai che un autore, poco ma sicuro, potrebbe starmi antipatico mentro un altro no. Sapeste quanto trash c’è nei libri. Adesso ne sfoglio qualcuno seguendo il metodo indicatomi da Lucy. Porcaccia la miseriaccia, non averci pensato prima: ed io da coglione che me li leggevo uno a uno come un fesso sottraendo tempo ad altre attività più elette, proprio adesso che siamo alle soglie del 2010. Ma chi cazzo me la fa fare di non fare zapping con i libri? Lucy dice che va bene per la tv per farsi un’idea, quindi il metodo è per forza di cose ancor più valido per i libri.

    Ecco, ho fatto un po’ di mordi e fuggi su “Il Re” di Leonardo Colombati, Mondadori, 141 pagine: una pietosa finzione che mira alla sovranità letteraria e che invece si sporca le mani in un tumore lasciando protagonista e autore ed eventuali lettori vittime dello stesso male di Agnelli. Consigliato a lettori terminali senza un granello di sale in zucca.</b<

    Sono un genio. Un capo. Il re della Critica.

    Grazie Lucy. Non pensavo che potesse funzionare, ma grazie alle tue indicazioni ho capito che invece funziona.

    Adieu

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  20. libri=televisione, sarà un’equazione tua, iannozzi. anzi è solo tua, tutta tua e te la lascio. tu salti sempre alle conclusioni. comunque, credo che anche con i libri certa critica faccia così. e si vede.

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  21. Pasquale, non farmi domande retoriche dove il punto interrogativo è posticcio, perché vuoi in realtà attribuire all’ interlocutore affermazioni tue, per poi contraddirle e trionfare come un eroe. Tu e Lorpat avere espresso gradimento per la TV. Va bene. Vuoi che ti contraddica? Non ci penso nemmeno. Per te i programmi di Piero Angela sono dei “capolavori”, che cosa ti devo rispondere?

    Il narratore di questa storia ha espresso la sua disperazione e la sua sofferenza per un bombardamento mediatico cui è sottoposto, oltre ad alcune riflessioni sulla radiazione che secondo lui viaggia sulle immagini, sui nomi, sulle voci. Ma per voi si può cambiare canale, e dunque tutto è a posto. Beh, il narratore non è d’accordo, perché teme che l’esposizione – che è praticamente impossibile da evitare – per esempio, entrando in un bar a bere un caffè – a certe immagini, personaggi e nomi, possano causargli delle malattie, per via delle frequenze tossiche che veicolano.

    Santo cielo, ma non avete un briciolo di pietà? Volete solo il vostro comodo divano, nel vostro salotto, a guardarvi Piroso e Mieli come il principe Prospero mentre fuori imperversa la Morte Rossa?

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  22. Se la televisione è il diavolo, allora c’è proprio bisogno di un bel castigo divino, possibilmente non virtuale e non in leasing. La faccenda non è così semplice, dato che questa simpatica creatura adesso lavora per Lavazza Oro. Ma non era dal letame che nascevano i fiori? Se andiamo indietro di qualche lustro, scopriamo che Fiorello, Jovanotti e Ambra Angiolini stavano guastando la nostra gioventù. Per fortuna le cose sono andate diversamente, molto diversamente. E poi anche la televisione, per quanto stupida possa diventare, è pur sempre molto più piccola di tutti quegli altri pezzetti di mondo che continuano a girare sotto ai nostri piedi.

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  23. Ah, se si toccano i libri, Lucy, ti incazzi e di brutto. Perché supponi che lo zapping operato su un libro non vada bene. Però per la televisione va benissimo, vero? Non trovi di essere un po’ tanto supponte ed ipocrita?

    Dimmi adesso: qual è la differenza fra un’opera televisiva e una cartacea?
    Perché non dovrei trattare le opere dell’editoria e della televisione allo stesso modo?

    Avanti. Voglio proprio sentirla la cazzata che accamperai perché parto dal pregiudizio che sparerai una cazzata, giacché in questo thread di cazzate ne hai già sparate parecchie.

    Se poi, Lucy, fai delle illazioni sul mio conto, abbi il coraggio di firmarti con nome e cognome veri e non con un pseudonimo che solo qualche beato qui su LPELS conoscono. Dunque se vuoi accusarmi, se vuoi sostenere delle enormità accusatorie come di fatto fai, abbi il coraggio di firmarti, altrimenti non sparare proprio perché la figura di merda la fai fare soltanto ai blog che ospitano le tue calunnie.

    Non ce l’hai il coraggio di firmarti, di far vedere chi sei, vero.
    Bene. Ciò la dice lunga ma molto lunga sul tipo di persona che tu sei.

    Sì, mi frega maledettamente la tua identità soprattutto quando porti in giro calunnie per blog. T’è chiaro ‘sto fatto, sì o no?

    Avanti. Firmati con i tuoi nome e cognome veri, con una e-mail valida.
    Avanti Lucy.
    Fammi vedere quanto sei coraggiosa e pronta a sostenere le tue calunnie.
    Avanti. Vediamo quanto sei onesta, con te stessa perlomeno.

    Avanti.

    Altrimenti taci.
    Fallo per amore dei blog che ospitano le tue calunnie e cazzate perlomeno.

    Complimenti!

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  24. Perché non andiamo alla sostanza? Lo sapete che a far saltare un traliccio di Enel Energia o un’antenna Rai,Mediaset,la 7, Vodafon, Wind, Tre o etc…si prendono vent’anni? Chissà perché? Qualcosa vorrà dire se si è più clementi coi pluriomicidi… o coi mafiosi.

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  25. @Giuseppe Iannozzi

    vedi di moderare i toni, e anche gli epiteti. Qui non si sono viste tutte queste calunnie che dici. Cerchiamo di discutere le opinioni, senza aggredire le persone.

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  26. Guarda, se dobbiamo moderare gli epiteti e i toni non sono io, caro Mauro.

    Rileggiti il thread.

    Dunque, Sergio Pasquandrea dice cose su Barbara D’Urso che se io fossi in lei… Con totale non rispetto della dignità umana. E questo è uno.

    Lucy scrive: “comunque, credo che anche con i libri certa critica faccia così. e si vede.” Complimenti a Lucy. Ma se uno/a fa simili dichiarazioni se ne deve prendere tutta la responsabilità firmandosi, diversamente rimane quel che è. E due.

    I toni non li ho alzati io.
    I toni sono degenerati da subito, a partire dal commento numero 6 per cui ancora adesso mi stupisco di come un moderatore possa tollerare che si dicano certe cose in un certo modo di una persona. Alla faccia della cristianità. E tre.

    Allora, i miei epiteti che sono evidentemente una provocazione bell’e buona in risposta all’indifferenza dimostrata verso il commento n. 6 e tutto ciò che ne è seguito, sono – come dire? – poetici! Non facciamo finta di no. Uno si puo’ permettere di dare della *** a una persona, a Barbara D’Urso, ed io devo essere crocifisso perché ho parlato di cazzate? Ma dove stiamo di casa, caro Mauro?

    Sono un po’ tanto disgustato. Si puo’ dire in un blog “disgustato”? Spero di sì, perché è proprio disgusto quello che mi rode in fondo allo stomaco.

    Statemi bene. Ma “non mi lego a questa schiera”, per fare un po’ di sano citazionismo.

    Cordialmente. Passo e chiudo.

    Buon anno nuovo a tutt*, cattivi e buoni.

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  27. lucia tosi aka lucy aka kalekaiagathe nell’universo del web. sarà l’ottantesima volta che lo dico.

    iannozzi: è ogni volta la stessa storia. attribuisci valori eccessivi alle parole dei commentatori, tiri conclusioni indebite che esorbitano le intenzioni, prendi partito per cose che o non lo meritano o si difendono benissimo da sé. fai dei sillogismi per cui, in qs. caso, dire male di tv scatologica, tale secondo l’opinione di ogni persona minimamente dotata di sale in zucca, dirne male basandosi su tre minuti ogni tanto di volgarità, fino ai prossimi tre, equivale a parlare male/bene di libri senza averli letti. hai posto arbitrariamente TU la questione in questi termini. i libri non sono la tv. i libri-spazzatura esistono, ma devo andarmeli a comprare. la tv spazzatura, a meno di eliminare l’aggeggio, cosa che non tutti hanno voglia di proporre alla famiglia, ti arriva addosso in qualche modo, senza che tu lo voglia. io non ho nessun problema a dire che c’è chi scrive recensioni e tiene dibattiti senza aver letto a fondo il/i libro/i in questione. ma perché: non mi dirai che sei così puro da non crederlo o non averlo mai detto…eddài.
    quanto a volgarità presunte attribuite a destrammanca mi sa che c’hai un po’ di coda di paglia. è perfettamente nel tuo stile: presente pagliuzza e trave? ma credo che si sappia. per quanto mi riguarda puoi dar sfogo alle tue rabbie cicliche: con me trascendi sempre perché ovunque, diciamo ogni tre-quattro mesi, mi capita di incontrarti, tu stai commentando velenosamente e io sono così testarda che ribatto.
    non ti bannano perché fai colore. per me sei solo una gran perdita di tempo, ma visto che in questi giorni ne ho un po’ me lo fumo dietro a te. ma guarda!

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  28. aggiungo che con tutto il tuo professarti di sinistra sei estremamente berlusconiano nel parlare di toni che si alzano essendo tu quello che arriva su un post e qualunque cosa viene detta approfitta per far caciara. poi sono gli altri ad alimentare il clima di odio…ti cito:
    i miei epiteti che sono evidentemente una provocazione bell’e buona… infatti: provocazione.
    ciao, caro, e, te lo dico in venexiàn:
    tròvate ‘na morosa, ti vedarà come che cambia tuto.
    buon anno anche a te.

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  29. @Giuseppe Iannozzi

    Benché il commento n. 5 non rappresentasse tutto questo scandalo, alle 11.15 circa ha subito una parziale moderazione.

    E tu, prova a riflettere sul disgusto che dici di sentire in fondo allo stomaco, perché forse è già dentro di te, e stai usando altri spazi per cercare di sfogarlo.

    Per il resto ricambio gli auguri di buon anno a te a tutti :-]

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  30. @ LUCY

    Spiacente. Anzi, no, Lucia Tosi. Senza mail, che ne so io di chi sei o non sei?

    Non leggo, fino a quando non ti firmerai veramente.

    Ti auguro però buon anno nuovo, e non ti preoccupare: la morosa ce l’ho. E non mi professo di sinistra. Non mi professo di destra. Nemmeno anarchico. Mi professo libero che secondo me è più importante d’ogn’altra bandiera. Tre diavoli hanno rovinato il mondo negli ultimi cento anni: Stalin, Mussolini, Hitler.

    E’ vero. Tu sei testarda e io pure, ma io sono più buono. 🙂 Il fatto è che sei veneziana. 🙂 In ogni caso, una cosa per poterla criticare bisogna averne conoscenza. Dunque se voglio criticare i programmi della D’Urso, ad esempio, me li devo vedere: non posso limitarmi a uno zapping su una puntata o due. O non è critica. Il libro di Colombati non l’ho letto né mi interessa di leggerlo. Mi sono fermato a “Rio”: una pacchianata, posso dirlo come critico, perché l’ho letto e posso dimostrarlo in ogni momento. “Il re” non l’ho letto. Mi sono limitato alla quarta di copertina su IBS: ci tengo a precisare che quella era solo una provocazione, per dire a chiare lettere che non si puo’ fare critica su una “cosa, su una qualunque cosa” se non se ne ha conoscenza. Io non posso dire della D’Urso perché non l’ho mai vista manco con un po’ di zapping. So a malapena chi è. Però l’insulto mi ha dato molto molto fastidio: rimango della mia opinione che è volgare, un insulto alla femminilità e ancor prima all’umanità. Non conoscendo la D’Urso non la critico e non mi faccio passare nemmeno per l’anticamera del cervello di dirle contro.

    Se Fabrizio vuole bannarmi – non che non l’abbia già fatto -, padrone di farlo. Tanto oramai lo so che un giorno riesco a commentare e quello appresso no, quindi non mi inalbero neanche più di tanto. Faccio colore? Forse è vero. Forse è più vero che risulto un personaggio scomodo perché non legato a nessuna fazione in rete e non. Forse perché la mia bandierà è di libertà al di là del comunismo del nazionalismo dell’anarchia. Non sono dunque addomesticabile e l’uomo teme chi non si puo’ addomesticare o far star buono per un momento almeno lanciandogli un osso.

    Comunque basta… tanto non se ne cava un ragno dal buco ed io ho di meglio da fare che non perdere un po’ del mio tempo sempre prezioso però.

    Buon 2010. E ciao.

    @ MAURO

    Caro Mauro, non so. Io ho letto il commento e l’ho visto modificato un po’ di volte. Forse due. Non ci metto la mano sul fuoco sul “numero di volte” che si è intervenuto su quel commento. Dico soltanto che da me un simile commento non sarebbe mai passato in nessuna salsa. Ci hanno provato più volte, ma sempre i commenti sono stati da me cancellati: offese sì tanto pesanti non le faccio passare, nemmeno se contro il mio peggior nemico.

    Buon 2010 e chiudiamola qui.

    ciao

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  31. Sig. Baldrati ormai da più di due anni non accendo più il televisore, ma anch’io lo subisco mio malgrado anche se in maniera piuttosto ridotta – grazie al cielo mio marito vede solo documentari di ogni tipo e genere su Sky, Anno Zero e Ballarò, e mio figlio è ancora in età da programmi per bambini, tuttavia tutti ascoltiamo il telegiornale delle 20 su rai uno, e già lì c’è da mettersi le mani ai capelli non solo per il taglio parziale e da commento con cui i fatti vengono presentati, ma anche per la “spettacolarizzazione” del programma che da notiziario sembra essersi trasformato in show da gossip domenicale.

    grazie mi sono sentita meno “sola” leggendola, ed ho tanto riso!

    p.s.: anche spegnendo la televisione la si subisce comunque… mi spiego meglio, mi ritrovo senza argomenti di discussione con le mamme all’uscita della scuola, per non parlare delle rare volte che mi azzardo ad entrare dal parrucchiere, o portando il bambino in piscina, o in ufficio con i colleghi, in pausa pranzo … scegliere di spegnere la televisione ti rende “solo” e muto come un pesce fuor d’acqua ad osservare ciclidi nani in un acquario.

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  32. O.T.
    vedi giuseppe, sei un buono che fa finta di essere birba. neanch’io sto con/contro qualcuno: ma non è nemmeno necessario. vengo qui perché lpels mi piace. commento, non commento… ci sono cose buonissime, altre meno interessanti, altre ancora su cui non ho/non saprei cosa dire. a volte dico cose così così, altre azzeccate, ma non è che cambia molto: spesso sono trasparente per chi tiene il post. ma che m’importa? forse a te dà fastidio che non tutto quello che di buono hai da dire venga preso in considerazione: almeno a me fai quest’impressione. fregatene e non giudicare sempre tutto quello che gli altri dicono come più…carico di quanto non sia. la comunicazione internettiana ha molti limiti, è facile capire fischi per fiaschi. io sono sanguigna, ma non me la prendo tanto per me, quanto per gli altri. non mi piacciono le prese di posizione e il far le pulci a come/cosa uno dice. si fa presto a passare dal giudizio su ciò che uno sostiene al giudicare la persona. ce n’è uno qui che mi dà regolarmente della stupida, della professoressa del ca…volo, più o meno direttamente. sai quanto me ne frega. ogni tanto gli faccio capire che mi fa sbadigliare, che sta mandando in un luogo di donne di malaffare il post, e allora…apriti cielo! non vorrai assomigliargli! 🙂

    per me il pezzo di mauro baldrati è soprattutto ben scritto e mi corrisponde. non mi pare che mauro b. mi abbia mai degnato di considerazione: ma se uno scrive qualcosa di buono che ci rappresenta perché non dirlo? per me è così anche su NI. lì c’è un elitarismo a volte molto buffo, si dicono cose francamente risibili di argomenti su cui potrei tenere conferenze a nastro. credi che me ne importi? ma soprattutto: che m’importa di far parte di…come dici? una, o un’altra, “schiera”. io non vedo perché marcare il territorio. perciò, ascolta: prometti nel 2010 di essere meno acido e di stilare classifiche alla violetta di parma in luogo di palma di…?
    :DDD
    io poi sono una che tendenzialmente scherza.
    ciao.

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  33. @ Roberto:
    sì, perdona, lo sai tendo *all’estremo*, specie quando stanchezza mi prova oltrelimite [e più che sentirsi *un* peso, a volte se ne sente troppo *il* peso]. E non perdo occasione per ricambiare gli Auguri a te e a Lpels tutta: sia mai decidano di farmi ingrassare come un tacchino e cuocermi al forno per l’ultimo dell’anno;) Abbracci swiftiani e che la prima ciliegia staccata non sia senza drupo! Al nocciolo duro, nel brindisi!

    @ Iannozzi:
    sì sì sì, lo so che Lei non mi legge non mi risponde perché non mi comprende [eviti di ripetermelo/riscrivermelo: risparmiamo tempo], pure Lei rigò: *Forse è più vero che risulto un personaggio scomodo*. Chioserei: magari! L’avrei supplicata di collaborare insieme per contrastare il tutto che tutto trita. Spiace comunicarle che Lei non è né scomodo né scandalo, nel senso strettamente etimologico del termine. Al massimo è: fastidioso e pesante. Può bastare al suo Ego? E suvvia, non insultiamo i personaggi: un Personaggio vive di contrasti e sfaccettature. E mi perdonerà se parafraso Carmelo Bene, ma si può dire ad una bambina “tu crescerai a fatica, amerai L’Arte e l’Arte della Parola, gavetterai per l’eternità e tutto solo per leggere gli sbotti di Iannozzi”? No dico, Le sembra una cosa carina? Mah, interrogherò il mio karma…

    @ Lucy: tutta la mia solidarietà e abbraccio

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  34. @ LUCY

    In OT:

    Io un buono? No, storniamo subito questa frottola. 🙂 Su LPELS ci vengo, come te, leggo, commento e non commento, dipende dal tempo che ho e se mi interessa l’argomento, e da altri fattori anche. A volte mi mettono in moderazione – bisognerebbe chiedere a Fabry perché -, altre no. Sempre un’incognita venire qui e commentare. Vabbe’, il mondo è bello perché imprevedibile. Non pretendo assolutamente che il mio dire venga preso per oro colato. Ci mancherebbe altro. Solo mi ha dato fastidio un commento, di cui già ho detto. Nessuno ha pensato di “ranzarlo via”. Bene. Male. A me pare male, ma Fabry forse sa meglio di me che cosa è il male e che cosa invece non lo è. Ribadisco che da me un commento del genere non sarebbe passato per nessuna ragione al mondo e non l’avrei tollerato nemmeno contro il mio peggior nemico.

    Il pezzo di Mauro lo condivido, non tutto: un po’ troppo radicale. La tv credo non fosse poi tanto migliore al suo battesimo: c’erano programmi intelligenti e altri di mero svago. La mia mamma dice che era così. Ma non sono uno storico dell’intrattenimento televisivo, quindi…

    Su NI non ci vado manco più. Mi spiace. Forse ci saranno anche cose intelligenti. Ma la censura è sistematica studiata e programmata in maniera assolutamente stalinista: dei miei colleghi hanno provato a dire la loro su alcuni argomenti, non sono stati fatti passare. Non è un bel posto. Si puo’ aprire becco solo se si è allineati e pronti a tirare la lingua fuori a mo’ di tappeto rosso. Stando così le cose, appurato che la censura c’è e non è solo per me, al diavolo, chissenefrega, stiano fra di loro e buon pro gli faccia. Io non ci metto più piede né mi sforzo di scrivere la url di NI. In pratica: non esiste quel blog.

    Posso dire che la mia “Palma di m…..” è stata assegnata a 10 libri che sono usciti nel 2009, che ho letto e che secondo il mio metro di giudizio fanno proprio venire il mal de panza. Promesse non ne posso fare. 🙂 Adesso ho paura, da farmela sotto, su chi potrebbe essere il vincitore dello strega 2010. Da anni si è toccato il fondo. Nel 2009 non si è avuto proprio più una minima parvenza di pudore. E’ diventato peggio di Sanremo, per cui la fascetta è una fascetta regalata ai Jalisse. Speriamo dunque che l’editoria e i critici siano veramente tali: dovremmo chiedere a loro di fare bene il loro mestiere.

    Ciao e un bacetto piccolino piccolino 🙂 E buon 2010, confidando in un anno di Cultura e non di Kultura.

    @ CHIARA

    Belle le foto che ti ritraggono.

    Buon 2010

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  35. Lucy, che significa “non mi pare che mauro b. mi abbia mai degnato di considerazione”? Non è vero! Leggo sempre i tuoi interventi e li considero preziosi, e se qualche volta ho notato in te sfumature di durezza, forse di fatalismo verso la deriva in cui stiamo precipitando tutti, non sai quanto senta in me stesso le stesse cose, la stessa forma di disperazione fredda. E forse pure di stanchezza, che spesso mi fa astenere dai commenti.

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  36. “Come abbiamo potuto ridurci così? Abbiamo avuto Fellini, Pasolini, Calvino, Pavese, ma cosa abbiamo fatto?”

    eheh, morirò senza aver trovato la giusta risposta. 😉

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  37. Caro Mauro mi sta bene: tu ti senti minacciato dal grave pericolo che incombe dall’etere. Ne prendo atto. Ognuno a questo mondo ha le sue preoccupazioni ed è giusto manifestarle. Le mie sono di natura ben diversa dalle tue ma ti capisco, e non intendo farti cambiare idea. Non intendo neanche dirti che i programmi di Piero Angela, fra le altre cose, ti aiuterebbero a superare certe fisime… Solo che la mia non è una domanda retorica. Quello che vorrei sapere da te è molto semplice: se questa televisione non la sopporti, se non sei avvezzo all’uso del telecomando – per quanto consenta non solo di cambiare canale e scegliere il programma da vedere fra decine di opzioni possibili ma perfino di zittire l’apparecchio… ebbene, se questo sistema ti fa schifo la televisione che tu vorresti qual è? Vedi, quando uno attacca un sistema in modo radicale, sia esso di natura economica mediatica politica religiosa… senza neanche sforzarsi di analizzarne vantaggi e svantaggi, di inquadrarlo nel periodo storico in cui si afferma, confrontarlo con altri sistemi analoghi… e dice che quel sistema fa schifo, che non ne salva neanche una briciola, che si sente minacciato da quel sistema e chi più ne ha e più ne metta… ebbene, costui dovrebbe almeno avere l’onestà intellettuale di spiegare quale sia l’alternativa che egli propugna. In caso contrario dimostra soltanto una cosa: di essere arroccato su una posizione meramente ideologica. E i danni prodotti dall’ideologia nel 2010 dovremmo conoscerli.

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  38. Pasquale, per il santo graal, la tua mancanza di pietà è imbarazzante. Se guardassi Piero Angela mi passerebbero certe fisime. Ehm. E devo anche stare zitto, perché per scrivere un testo di narrativa dove parlo di un programma trash dovrei prima inquadrare la televisione in un periodo storico, poi elaborare un nuovo piano editoriale televisivo, con un nuovo palinsesto, un’analisi dei costi ecc. Dico, e se non fosse il mio mestiere? C’è un consiglio di amministrazione, dei superdirettori che guadagnano decine di migliaia di euro al mese e io dovrei andare là e dire: fermi tutti, adesso ve la faccio io la televisione! E allora non posso neanche più criticare il governo e la destra e ilm razzismo, perché prima dovrei come minimo inquadrare Berlusconi in un periodo storico, poi elaborare un piano quinquennale per uscire dalla crisi, fare un nuovo piano della sicurezza, scrivere un nuovo codice dei beni culturali ecc. Se no, zitti tutti.
    Alla faccia dell’ideologia!

    Poi tu e Lorpat, che dite che insomma la televisione è carina, dai, e comunque basta cambiare canale, ecco, ma insomma, non avete un briciolo di compassione? Non lo sapete che se anche usate il telecomando, dai vostri divani, gli avatar continuano a lavorare, là fuori? Fate pure i principi Prospero, ma gli avatar diffondono l’epidemia della Morte Rossa! Io credo che per dire Mieli mica te lo spiega che quel personaggio che il mio narratore non è riuscito a nominare, per fortuna, quello condannato per reati comuni, è una rockstar di successo. Non te li fa vedere Mieli i giornali illustrati, quelli per giovani, dove lui è fotografato a torso nudo, col torace abbronzato tutto istoriato di tatuaggi, con una ragazza dietro che lo abbraccia come una velina-tigrotta, in una pubblicità di orologi? E che va nelle discoteche a fare le serate, ben pagato? Tu cambi canale, oppure ti guardi Piroso, senza tante fisime, ma il suo avatar lavora duro nell’immaginario dei giovani, che lo imitano, anche con la tv spenta. E allora tu e Lorpat credete di potere continuare a vivere di rendita all’infinito, sui vostri divani con la penisola? Magari sì, tirerete avanti un bel po’ di anni, ma santo cielo, un po’ di pietà anche per gli altri!

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  39. In # 45 Baldrati ha toccato il punto. Certo in perfetta buona fede, alcuni amici ricalcano i cliché del “non disturbare il manovratore” o del “facciamo prima una bella commissione di esperti”: dimenticando che un cittadino (quel “cittadino” che per motivi storici in Italia non è mai riuscito a nascere del tutto) di buon senso e di buona cultura generale (lo so, ho detto niente!) dovrebbe potersi permettere di dire (e magari poi fare) la sua in ogni cosa, ovviamente nei modi adeguati ala varietà delle circostanze.
    Comunque: pace, se possibile, almeno fra noi, e buon anno.
    Roberto

    "Mi piace"

  40. “ala” naturalmente è “alla”.
    Ma un bel colpo di “ala” servirebbe a tutti.
    Riciao e riauguri,
    Roberto

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  41. Nei commenti numero 19 e 28 ho cercato di dire quel poco che avevo da dire.
    Buon anno a tutti, e speriamo che la Befana, oltre a tutte le feste, si porti via anche qualche paura.

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  42. mauro nel commento 45 mostra un senso di realismo che spesso, paradossalmente, manca quando si affrontano argomenti di tipo socio-culturale. mi veniva infatti un po’ da ridere all’idea, ieri, nel battibecco con iannozzi, che mi dovessi far scrupolo di “approfondire” ogni qual volta schiaccio un pulsante e mi sale la stizza, il vomito, i brividi. e cambio. e spengo. e critico e ragiono. io sono vaccinatissima: i miei anticorpi nei confronti della melma televisiva sono tatuati palestrati in assetto di guerriglia. ma siccome per lavoro ho a che fare con individui meno anticorpati a cui voglio bene, prima di tutto, di cui mi occupo strenuamente, l’incazzatura si raddoppia, si triplica, si decuplica: penso a loro, su cui i g(v)ermi lavorano nascostamente.

    buon anno a tutti gli uomini di lpels. domani lo dirò a tutte le donne, quando di sicuro avranno ricevuto almeno un bacio, una stretta di mano da un uomo. c’è sempre qualcuno che mi ricorda che farsi gli auguri tra donne per prime porta sfiga. non approfondisco: mi basta sapere che di sfiga ne abbiamo già troppa.

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  43. E continui a non rispondere Mauro. Il tipo di televisione che vorresti si può sapere qual è?… Anziché rispondere tiri in ballo Berlusconi e la destra. Non mi sbagliavo: ne fai una questione meramente ideologica. Qui non si tratta di sostituirsi ai dirigenti strapagati per stabilire quali sono i prodotti da somministrare al teleutente e in che modo confezionarli. Qui si tratta di dire: Vorrei una televisione con meno reality, vorrei un bel film in prima serata che iniziasse a un orario da cristiani come accadeva una volta, non posso fare le ore piccole per gustarmi qualche programma decente ché io mi alzo ogni mattina alle sette per andare a guadagnarmi il pane, come la stragrande maggioranza degli italiani… Allora sì che la tua invettiva potrebbe avere un senso. Allora sì che si potrebbe intavolare una discussione utile e costruttiva. Io potrei dirti: Carissimo Mauro, la televisione sai chi la fanno alle soglie del 2010? I pubblicitari. E ai pubblicitari dei cosiddetti palati fini o sedicenti tali non gliene importa una beata fava. Ai pubblicitari importa fare audience. E se mettere in scena una bella rissa pseudointellettuale con tanto di copione gli fa impennare gli indici di ascolto, mi spieghi per quale ragionevole motivo dovrebbero cambiare il palinsesto? Allora, vedi che diventa indispensabile inquadrare il problema nel contesto in cui si pone? Altrimenti di cosa parliamo? Vuoi parlare della destra e di Berlusconi? Benissimo, però fammi la cortesia di dichiararlo. Il fatto è che qui da noi non si può più discutere di niente, neanche due chiacchiere inutili sul tempo si possono scambiare senza tirare in ballo la destra e Berlusconi… Vogliamo affrontare un dibattito serio e costruttivo sulla televisione? Bene. Allora cerchiamo anzitutto di recuperare la cognizione del tempo e ricordarci in che periodo storico viviamo. La TV digitale, chi era costei? Ecco, tu non me lo vuoi spiegare che tipo di televisione auspichi, io invece non ho problemi a dirtelo. La mia televisione è fatta di migliaia di canali, e la programmazione è praticamente infinita. Ma la cosa più figa sai qual è? Che il palinsesto lo decido io. Non devo più sottostare alle decisioni di megadirigenti strapagati. Decido io e soltanto io ciò che mi va di guardare. E se mi va di guardarmi un programma trash piuttosto che una tragedia di Euripide non devo darne conto a nessuno. Questa è la mia televisione, questa sarà la televisione del domani. Con e senza Berlusconi.

    Buon anno a tutti.
    Pasquale

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  44. Scusa Pasquale ,non per rinfocolare polemiche giuro, ma chi ha portato quaggiù tra i fangosi e obsoleti mortali il digitale, la Befana? Non mi pare. Però sono d’accordo che il problema non è il monarca. Per anni ho aspettato una televisone alternativa al principio di realtà televisiva in voga, Ma non c’è stato niente da fare, e tantomeno da Rai Tre. Fazio e Lucia Annunziata non mi offrono nemmeno il piacere dell’antipasto, per cui aveva ragione McLuhan: “il medium è il messaggio” e non si sfugge a questa dura lex. Alla fine o si spegne o si fa spegnere, a ci si spegne, sarà poco democratico ma chissenefrega

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  45. Io guardo solo SKY e in particolare Current TV (130), uno dei pochi canali che fa veramente informazione.

    Per l’intrattenimento e l’informazione la TV è il nulla o quasi, non servono troppe analisi e tanti discorsi per dimostrarlo: per me non esiste.
    Vado al cinema o DVD o download.
    Ascolto musica
    Mi informo in rete dove e quando o lo decido io.

    Auguri a tutti!

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  46. Certo che è dura. Io ho scritto un testo di narrativa dove il narratore parla di un programma televisivo che fa schifo, e rivendico questo diritto, cioè di scrivere racconti dove parlo di tv, ma anche di sindacato, che so, e c’è un ragazzo senza un briciolo di compassione di nome Pasquale Giannino che continua a martellarmi perché vuole da me un piano ideologico sulla televisione. Mi chiede di dichiarare qual è la mia televisione “ideale”, e io dovrei tracciare qui una piattaforma programmatuca senza preoccuparmi delle questioni pratiche, cioè il bilancio, il palinsesto, i contratti, e le nomine. Dovrei indicare la televisione che vorrei senza preoccuparmi delle nomine. Questo, in filosofia, cioè una sorta di studio analitico della coscienza con l’esclusione di qualunque presupposto oggettivo, si chiama “ideologia”. E’ curioso, perché proprio lui ha parlato dei guasti delle ideologie ecc ecc.

    Ma poiché tu, Pasquale, vuoi a tutti i costi sapere da me, personalmente, quale televisione vorrei, benché questo non c’entri nulla col testo di narrativa qui sopra, te lo dirò.

    La mia televisione ideale è la televisione che non c’è. Non perché sarebbe vietata dai comunisti, ma perché nella società ideale – che forse esisterà quando finalmente finirà questo kali-yuga, tra circa 400.000 anni, e tornerà l’era dell’oro – le persone vivranno secondo un equilibrio tra corpo e mente (o spirito, va bene lo stesso). Equilibrio che presuppone compassione, rispetto per la natura, per gli altri, per i deboli, rifiuto delle guerre, vita sociale, bambini allevati in comunità ecc ecc. Qui a nessuno importerebbe nulla del telecomando. Ma adesso non gridare agli ambientalisti che vogliono tornare alla candela, no, la tecnologia, la scienza medica esisteranno e come, ma saranno al servizio dei bisogni. C’è chi sostiene, anche con studi di archeologia ecc. che questa società sia già esistita e si sia estinta circa 5000 anni fa, nella valle del fiume Indo. Io non lo so, e comunque non mi tormenta questo dubbio.

    Ma poiché siamo nel presente, ti dico, col mio narratore: “in soldoni, non me ne frega più niente.” E non mi interessa farci su uno studio completo. Come posso fartelo capire? E se un giorno tu – cosa che ti auguro – riuscirai ad assumere uno sguardo un po’ compassionevole, capirai che molte persone sono costrette a subire tutta la subcultura faziosa-violenta-laida-razzista che rutila fuori dal video, per esempio entrando nei bar, o in una mensa, o in casa di amici, dove non si può spegnerla o cambiare canale (ho anche cercato di parlarti del lavoro occulto degli avatar, ma hai ignorato tutto).

    Perché vedo che anche tu sei convinto che dalle immagini, e dai nomi, si sprigionino vibrazioni che possono essere micidiali. Cioè sei d’accordo col mio narratore. Infatti è bastato nominare – solo nominare, bada bene, rileggiti il mio commento n. 45 – il tuo Premier per farti andare tutte le furie. Per cui, Pasquale, te lo chiedo per l’ennesima volta, abbi un po’ di pietà verso i problemi degli altri.

    E ora ti/vi saluto, e vado a finire i preparativi per la festa di fine anno.

    Auguri a tutti!!!

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  47. Caro Mauro qui francamente chi sia il “ragazzo” fra me e te proprio non si capisce… Replico per fare una doverosa precisazione: non ho mai votato Berlusconi e non credo lo voterò nei prossimi vent’anni. Questa precisazione è dovuta non per rafforzare la mia analisi ma per chiarire – ove fosse necessario – quanto sia sbagliata e distorta la tua. D’altra parte, credo che la mia posizione sia abbastanza chiara. La faziosità e il nervosismo dei tuoi interventi si commentano da soli… Il mondo che io sogno è un mondo in cui sia possibile discutere in base all’analisi dei fatti, dimenticando simpatie antipatie odi rancori categorie pregiudizi… e soprattutto evitando di affibbiare etichette gratuite all’interlocutore. Magari questa è un’utopia ancora più spinta della tua. Del resto, nel corso della storia abbiamo avuto un tale che vagheggiava un mondo d’amore. A me basterebbe molto meno.

    Augurissimi.
    Pasquale

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  48. Temo che cambiare canale sia come andare sul ponte mentre il titanic affonda. auguri a tutti, e viva l’ottimismo 😉

    "Mi piace"

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