Generazioni

I nonni conobbero le guerre ma non lo Stato
nati in comunità bastevoli a sé stesse
dove la bocca s’avvicinava ad altre
serenamente per sfamarsi.
Conobbero villaggi e campagne immutate
per secoli coi loro silenzi e profumi.
I padri conobbero la fame e di lì a poco
lo sviluppo esploso in galassie
di beni e servizi inimmaginabili,
serbando il ricordo del ventre insaziato
di una vita fatta di poche cose necessarie.
Ma i nipoti sono spuntati fuori da una glassa
dolciastra e appiccicosa che è ormai
impossibile levargli, basta che muovano un dito
o un passo per impiastricciarsi di nuovo.
Si divorano cose e persone,
e il loro amore che s’avvede di rado
dietro infinite richieste
dei denti affilati del vampiro,
mai sazio, che cerca inquieto,
senza un sorriso, fresca linfa.
Gli lasceremo avvicinare la bocca
all’ultimo frutto rimasto sull’albero
con la cattiva coscienza di padri
scaricheremo la colpa.

12 pensieri su “Generazioni

  1. Caro Giovanni,
    spiace fare certi discorsi in giorni che dovrebbero essere di festa, ma il vampirismo non ha età, nel senso che c’è anche quello di ritorno (ancorché non ci sia stato quello d’andata):
    hai presente come si diventa da vecchi, in un mondo come questo?
    Non vedo altra soluzione che una colta e soft “deantropizzazione del pianeta”.
    Un abbraccio e buon anno,
    Roberto

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  2. bella, giovanni!
    sarà per questo che vanno tanto di moda i film sui vampiri? sono una proiezione dei nostri giovani? un po’ meno ripugnanti di nosferatu, anzi “fighissimi”, mostrano un modo giustificato e perciò consolante di aggredire la vita e gli altri esseri umani. il sangue che cola è una glassa alla fragola, non fa male a nessuno, al massimo ci fai un’indigestione.
    penso con malinconia che non desideravo la maturità fatta così. non pensavo di dover guardare indietro: i miei guardavano avanti, contenti di averne passate tante. io rimpiango, mi arrovello, mi ribello. l’ultimo frutto, eh no: quello starà sull’albero, ad avvizzire, cadrà quando sarà la sua ora, farà concime, qualche cosa rinascerà.
    cominciamo a vivere per sottrazione: è il momento, potrebbe essere tardi.

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  3. Mentre scorrono le immagini dense e calzanti dei tuoi versi, Giovanni, penso ai fratelli minori, che amavano, negli anni Ottanta, il gruppo “Fine Young Cannibals”, decisamente più audaci nel cinismo, sicuramente non dolciastri. La melassa suggente è da te collegata, magistralmente e con lucidità rara, alle nostre colpe:

    Gli lasceremo avvicinare la bocca
    all’ultimo frutto rimasto sull’albero
    con la cattiva coscienza di padri
    scaricheremo la colpa.

    Miracolosamente, tuttavia, tra i fine young cannibals di oggi ci sono coloro che cercano con mezzi propri una strada verso frutti veri. Miracolosa la loro inattualità, malgrado i coetanei, a dispetto dei padri, nonostante l’accerchiamento ‘globlob’.

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  4. Quoto Anna Maria

    “Miracolosamente, tuttavia, tra i fine young cannibals di oggi ci sono coloro che cercano con mezzi propri una strada verso frutti veri. Miracolosa la loro inattualità, malgrado i coetanei, a dispetto dei padri, nonostante l’accerchiamento ‘globlob’.”

    Buon anno Giovanni

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  5. Grazie, Roberto, Lucy, Anna Maria, Giorgio e Nadia per i vostri commenti che integrano la mia riflessione in versi.
    Auguro a voi e ai tutti gli amici de La Poesia e lo spirito ogni bene, per il nuovo anno e sempre.

    Giovanni

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  6. Le tue riflessioni, Gianni, mi hanno leggermente destabilizzata (non che io sia la stabilità fatta persona, mi sono posta tante domande e non ho trovato altra risposta se non una generica speranza che esista chi cerca frutti veri e che questi frutti veri esistano.
    Intanto è vero l’augurio che porgo a te e a tutti di un 2010 pieno di serenità.
    Flora

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  7. Sono anch’io convinto, cara Flora, che “esista chi cerca frutti veri e che questi frutti veri esistano.”

    Ricambio con affetto l’augurio di un sereno 2010.

    Giovanni

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  8. Proprio le festività trascorse e in corso, coi loro riti familiari, mi ha fatto rivedere questo quadro generazionale,
    che riconosco..tra padri e nipoti, in mezzo noi:non è un bel quadretto, ma è reale Ti auguro ogni bene per il nuovo anno! Maria Pia Q

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  9. Avete visto Porcile di Pasolini? Profetico nel prevedere il cannibalismo (di cui il vampirismo è solo una versione liquida) di questa nostra modernità. Le parole di Giovanni sono particolarmente dense perché echeggiano nella mia testa con la sua voce che conosco. La sua sensibilità è antica. Anche lui è “un uomo del passato”. Anche noi “siamo del passato”.
    Buon 2010 a tutti, in particolare a Maria Pia.
    PVita

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