Poetesse: Lisa Sammarco

Lisa Sammarco 

 

 

 Prima o poi

Oggi c’è una luce incompresa socchiusa fra le nubi. Si muove
in un cielo stropicciato che non promette niente di buono.
Gli uccelli sono gocce in un volo all’incontrario. Gabbiani in cerchi lenti.]
– Pioverà prima o poi – mi hai detto
– Prima o poi… – ti ho detto
Ed è già come se piovesse
mentre mi chiedo dove sia finito il tempo per vedere
se la pioggia arriverà veramente

Perché è così, l’amore: Idea

una la scrissi
ancora prima di conoscerti
affiorò
in versi carsici,
mentre lavavo il pavimento
me l’appuntai
senza neanche togliere i guanti
venne di getto,
come acqua strizzata da uno straccio,
una parola dopo un’altra,
con quell’idea di amore
così vaga e inquieta
così come a volte guardando uno sconosciuto
affiora incontrollata
e astratta l’idea di un figlio

 

Sehnsucht: Traducendo una poesia di Jack Spicer

Perché è così con la poesia. Capita di leggerne una.
E vorresti dirlo a qualcuno. Allora ne scrivi una.
Perché è così con la poesia. Capita di scriverne una
come se fosse un far rumore,
o un numero di telefono col telefono che squilla a vuoto,
e non t’importa, o bussare senza un motivo
alla porta di qualcuno dirglielo
senza un suono. Come se fosse già ieri, o domani.
Scriverla senza la misura degli occhi.
Lasciarla finire come finisce una corda

 

Suggestions che non significa suggestioni : Le Poetesse vestono di nero

Non credo sarò mai capace di scrivere poesia
Lo penso ogni volta che dei poeti ne leggo i versi.
Immortali.
Universali.
A volte mi prende la voglia di tentare
ma poi mi accorgo che c’è qualcosa che mi manca.
Me ne manca il pallore
la malattia tenera delle mani
l’orlo di una vena.
È che la mia pelle assorbe il nero e lo fa sparire
in un nervo che si scopre
nel bianco sorriso della pazza del paese

><><><

“Ci sono parole che ti attraversano un pò come le scritte sui muri
 e nuvole, sole ,distanze, tracce di passi ,che si perdono in una poesia che continua per sempre

Perchè è così solo  la poesia che dà incanto e disperazione per sempre

Perchè è cosi la poesia di Lisa Sammarco”

carmine vitale

 

22 pensieri su “Poetesse: Lisa Sammarco

  1. Chi è questa Lisa Sammarco?
    un mio amico libraio vorrebbe conoscerla. per parlarle. leggere altri suoi scritti.
    qualcuno mi faccia sapere.
    grazie.

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  2. prima o poi doveva accadere di incontrare una poesia così
    densa filmica perpetuamente in cerca di ombre passaggi di tempo
    devo ringraziare lisa per avermi inviato qualcosa delle sue bellissime parole
    e un ringraziamento al lavoro di francesco marotta senza il quale non avrei mai scoperto la bellezza , la forza di questa straordinaria poetessa
    a loro due va la mia riconoscenza

    a nadia e lucy dico solo grazie per aver dedicato tempo e passione a questa poesia

    a yanez :magari lisa ci dirà di più
    intanto grazie
    c.

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  3. ringrazio carmine sia perchè ha voluto regalarmi questo spazio su lpls sia per la generosità delle parole con cui ha accompagnato questi miei testi, e ringrazio fabrizio per l’ospitalità, e Lucy, e nadia che ogni volta mi rinnova la sua stima.
    Yanez, non ho molti riferimenti. non ho mai pubblicato nulla, e se qualche testo è stato letto lo devo, come in questo caso, alla disponibilità dei redattori dei blog letterari che li hanno proposti, se vuoi puoi farti passare la mia email da carmine se non ci sono problemi.

    grazie
    lisa

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  4. Che sia un “cielo stropicciato”, l’idea dell’amore o il leggere poesie a far scrivere, questi versi hanno quel delicato tremore che avverte la poetessa che pensa di non saper scrivere poesie.

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  5. sono qui per dirti una cosa, Lisa, mi hai regalato quella sospensione di respiro che provo leggendo la Szymborska, quando sgranando gli occhi su parole “semplici” mi dico: “sì, è così la poesia”
    grazie, natàlia.

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  6. Ancor prima che poi quei passi lievi di acqua di straccio strizzato, concreti e affamati, sognanti nel correr via, risuonano. L’eco sorride, anelante e un po’ beffarda. Qualcuno, da qualche parte, non toglie i guanti e corre ad appuntare. Grazie, Lisa. Grazie, Carmine, per averci proposto le poesie di Lisa.

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  7. la prima volta che ho letto Perché è così, l’amore: Idea ho sentito un sordo tonfo come se inghiottissi qualcosa a metà tra il liquido e una stella
    poi ho pensato che solo una donna poetessa potesse sentire cosi forte una nascente idea
    e anche qui nei commenti vedo una straripante partecipazione femminile
    perchè è cosi che unisce anche la poesia?
    io non lo so , ma so che sono lieto di aver aperto questa piccola rubrica dedicata alle poetesse contemporanee che hanno da dire e dare qualcosa con la poesia di Lisa
    e intanto ringrazio per i commenti molto belli Annamaria Natalia (eh,la Szymborska sai quanto io l’ami)Donatella e Yanez al quale ho spedito la mail desiderata
    per ora un caro saluto
    c.

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  8. so bene che la ami e tempo fa mi consigliasti di leggerla… allora andai a comprare la sua opera per intero (la gioia di scrivere), da allora la leggo quotidianamente. 🙂
    grazie a te e Lisa.

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  9. come acqua strizzata da uno straccio …
    grazie Carmine per avermi dato l’opportunità di leggere questi frammenti di poesia e verità, sono pochi i poeti che riescono a far dilatare l’anima e questa donna ci riesce!
    Saluti

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  10. ieri un giudizio e-motivo, oggi motivato. mi piace questa, per me sino a ieri sconosciuta, lisa sammarco, per la limpidezza del suo dire. un poetare che, con molta sotterranea perizia, non mi costringe a riempire i troppi spazi, le troppe differenze tra l’uso (quasi) normale della lingua e il suo. non mi costringe a far capriole, tripli salti mortali per comprendere: che mentre li eseguo mi son persa tutto l’impulso iniziale, tutto il poetico che c’è, “se” c’è. qui l’impulso poetico e la perizia non si perdono mai di vista reciprocamente e il “poetico” mi balza addosso nel bello della sua unità e fa quella cosa, così sdegnata da tanta poesia contemporanea: mi parla, mi trasporta altrove, e allo stesso tempo mi lascia vicino a me stessa, mi fa dire “è così, è proprio così”, senza farmi dire “questo lo saprei fare anch’io”, che credo costituisca lo spartiacque tra un poeta vero e uno presunto, indipendentemente dal livello della sua popolarità. cara lisa, quando si tratta di poesia e romanzo io sono una lettrice generalmente cattiva ed esigente: per quello che può contare il mio giudizio, ovvio! ti auguro un buonissimo lavoro. ti leggerò.
    lu

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  11. davvero ci vorrebbe un libro di Lisa
    per approfondire sopravvivere ricominciare ad amare la buona scrittura
    nel frattempo si ringraziano Franz Lucy ancora Nat ed Antonella per il loro incoraggiamento e la loro passione
    quando i versi uniscono all’unisono come in questo caso vuol dire che il lavoro ha suscitato emozione
    e questo è bello così naturale
    c.

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  12. Inutile nascondere che i vostri commenti mi hanno fatto molto piacere, sono contenta anche che sia stata nominata la Szymborska perché in un certo senso la sua poesia, il suo linguaggio poetico hanno in parte fatto da anello di congiunzione fra la mia tendenza narrativa e un certo tipo di poesia che pende più verso la prosa, ma senza perdere la sua sostanza poetica, la sua musicalità. Forse perché non mi sono mai sentita intrappolata nell’uno o nell’altro genere, e l’unico confine che riconosco è quello del comunicare che rappresenta per me la vera barriera poiché la sua natura segue parametri che sono in perenne movimento ma che non si possono ignorare. Credo che sia questo ad essere complicato, qualsiasi linguaggio si scelga. Non penso che l’aderenza alla complessità della realtà abbia una sua esigenza di essere espressa necessariamente in modo complicato, né che la semplicità di linguaggio possa essere riduttivo, in entrambi i casi il rischio è lo stesso: svuotare la realtà, banalizzarla.
    Ovviamente non ho la pretesa di centrare il bersaglio, mi piace proseguire per dubbi ( di lì il “tremore” 🙂 ) ecco perché le vostre parole più che appagare il mio ego ( ché in misura più o meno evidente è componente della scrittura, inutile negarlo) mi danno quel piacere che può esserci nel sapere che, nonostante le difficoltà, gli intoppi, non si sta girando del tutto a vuoto.
    Dunque grazie davvero a tutti.
    Lisa

    p.s mi scuso per l’assenza ma ho avuto qualche difficoltà.

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  13. grazie Lisa per il tuo intervento
    per i tuoi dubbi tanto vicini ai “non so” della mia amata Szy
    e ti dedico rileggendoti le parole di Poeta

    Ars Poetica?

    Ho sempre aspirato a una forma più capace
    che non fosse nè troppo poesia nè troppo prosa
    e permettesse di comprendersi senza esporre nessuno,
    nè l’autore nè il lettore a sofferenze insigni

    Nell’essenza stessa della poesia c’è qualcosa di indecente:
    sorge da noi qualcosa , che non sapevamo ci fosse,
    sbattiamo quindi gliocchi, come sefosse sbalzata fuori una tigre,
    ferma nella luce, sferzando la coda sui fianchi la coda.

    perciò giustamente si dice chela poesia è dettata da un daimon,
    benchè sia esagerato sostenere che debba trattarsi di un angelo.
    E ‘difficile comprendere da dove venga quest’orgoglio dei poeti
    se sovente si vergognano che appaia la loro debolezza…..
    —-

    L’utilità della poesia sta nel ricordarci
    quanto sia difficile rimanere la stessa persona,
    perchè la nostra casa è aperta, la porta senza chiave
    e ospiti invisibili entrano ed escono a loro piacimento.

    ciò di cui parlo non è d’accordo, la poesia,
    perchè è lecito scrivere versi di rado e controvoglia
    spinti da una costrizione insopportabile e solo con la speranza che spiriti buoni non maligni facciano di noi il loro strumento
    .

    Czeslaw Milosz
    berkeley 1968

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  14. “Lasciarla finire come finisce una corda” – questa sì che è una affermazione di poetica che mi piace

    ne aspetto ancora

    un saluto caro,
    r

    "Mi piace"

  15. ciao renata, il verso che hai raccolto è per l’appunto di Jack Spicer ed è preso dalla poesia “A Book of Music” dalla raccolta omonima.
    quindi sono doppiamente contenta che tu l’abbia notato e apprezzato poichè Spicer è uno dei miei chiodi fissi negli ultimi tempi.

    A Book of Music

    Coming at an end, the lovers
    Are exhausted like two swimmers. Where
    Did it end? There is no telling. No love is
    Like an ocean with the dizzy procession of the waves’ boundaries
    From which two can emerge exhausted, nor long goodbye
    Like death.
    Coming at an end. Rather, I would say, like a length
    Of coiled rope
    Which does not disguise in the final twists of its lengths
    Its endings.
    But, you will say, we loved
    And some parts of us loved
    And the rest of us will remain
    Two persons. Yes,
    Poetry ends like a rope.

    Un libro di musica

    Giunti ad una fine, gli amanti
    Sono esausti come due nuotatori. Dove
    Si è concluso? Non si può dire. Nessun amore è
    Come un mare con il vertiginoso susseguirsi del limitare delle onde
    Da cui due possono emergere esausti, né un lungo addio é
    Come la morte.
    Giunti ad una fine. Piuttosto, direi, come un pezzo
    Di corda avvolta
    Che non maschera nelle ultime torsioni delle spire
    Il suo finire.
    Ma, tu dirai, noi abbiamo amato
    E una parte di noi ha amato
    E il resto rimarrà
    Due persone. Sì,
    la Poesia finisce come una corda.

    grazie
    lisa

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  16. ACCORGERSI

    … forse è proprio quando ‘ti accorgi’ (nella poesia pubblicata “mi accorgo”) che qualcosa ‘ti manca’(nella poesia “mi manca”), è lì che accade ‘per davvero’ qualcosa… e non si tratterà il più delle volte di “suggestions”… si tratterà, magari, di quando affiora “incontrollata / e astratta l’idea di un figlio”, che poi sarà, una volta che arriva il figlio, quanto di ‘più reale’ ci potrà essere… e allora la suggestione si ritrova ad essere ciò che almeno in parte è… l’interrogazione suggestiva che suggerisce già la risposta… “- Pioverà prima o poi – mi hai detto / – Prima o poi… – ti ho detto / Ed è già come se piovesse” … “Come se fosse già ieri, o domani.”…

    Scrive Lisa Sammarco del rischio che si corre sempre di “svuotare la realtà, banalizzarla”, e che questo può accadere tanto “in modo complicato” che semplificando il linguaggio. Per provare a capire ho cercato sul mio vecchio Zingarelli “svuotare”. Non c’è; è dato in subordine a “şvotare” che è “privare di contenuto, di significato”. Sul dizionario online Hoepli (per farla brevissima) è “şvotare” a non esserci, e viene dato (con la esse semplice) in subordine a “svuotare”. Nel frattempo “svuotare” è diventato “estrarre tutto il contenuto di un recipiente”… e questa ‘mutazione’ un poco lascia pensare: lì era una innocua “banalizzazione”, qui pare invece che “è stato tolto tutto”, ma proprio tutto. Non è sempre così si ha ragione di pensare (altrimenti anche questa diventa una “suggestion”) però molte volte un poco gli assomiglia a così.

    Un caro saluto

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  17. ancora un grazie a Lisa per il suo intervento e le bellissime parole ed un saluto Adelelmo per il suo commento
    sono felice per questo post e gli interventi
    di questi tempi trovare speranza e salvezza in poesia è sempre più indispensabile
    c.

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  18. Questo tuo, Adelelmo, è uno spunto interessante, e forse mi viene in aiuto per chiarire. Per me si tratta per l’appunto di cercare di eliminare dal linguaggio l’intenzione poetica ed estrarre quella reale e non il contrario. Si tratta di non cedere alla seduzione di sedurre poiché sia nel sedurre che nell’essere sedotti si legittima l’artificio piuttosto che l’aderenza alla realtà. In modo complicato o semplice si dovrebbe tendere alla chiarezza soprattutto per i tempi che viviamo e ad un linguaggio che non si adegui al vizio della realtà ma alla sua “virtù” di essere così com’è.
    Credo che da questo punto in poi inizi la parte difficile della scrittura, lo è per me di sicuro, che sia in versi o in prosa.

    grazie
    lisa

    "Mi piace"

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