Futuro incerto (La conquista dello spazio 2)

Sul piano del tavolino dove scrivo c’è un mucchio di foglietti dal futuro incerto. Ne prendo qualcuno, come viene: il numero di telefono del dott. Ienca, l’amico dietologo che mi aiutò a perdere diciassette chili (tutto nacque dal matrimonio del figlio: scommettemmo che ce la potevo fare, prima di consacrare sull’altare lui e la fidanzata); la password del sito Feltrinelli, in cui non sono mai più entrato (imprese che affronti con slancio, ma hai già cassato rientrando a casa dalla mattina libera); un foglio piegato in due con i dati per l’olio della macchina (Agip Sint 2000, nel caso dovessi cambiarlo in assenza dell’amico meccanico, che non mi fa pagare); la supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei, da recitare a mezzogiorno, finita l’omelia, uno degli appuntamenti più stressanti: primo, perché la formula, al momento opportuno, non si trova (e infatti sta qui sotto); secondo, perché guardi continuamente l’orologio mentre parli dell’eternità. Sull’ultimo foglietto che decido di leggere c’è un appunto che risale a chissà quando; c’è scritto: rispondere a Roberto, Antonella e Maria Grazia; è rimasto tra gli altri perché, dalla parte opposta, spuntano una password e un nome utente altrettanto privi di qualsiasi utilità: ccf 225 hz fh, xa bvy wf7. Ci sono, nella vita, segreti gelosamente conservati di cui si dimentica perfino l’esistenza.

17 pensieri su “Futuro incerto (La conquista dello spazio 2)

  1. siamo tutti come quei foglietti dal destino incerto: in attesa di qualcuno che ci riporti alla memoria.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Ci sono, nella vita, segreti gelosamente conservati di cui si dimentica perfino l’esistenza.

    mi fa tornare in mente le parole di un amico dopo l’ennesimo tradimento di un’amica a cui avevo aperto il cuore: se vuoi che una cosa rimanga segreta non raccontarla neanche a te stessa.

    la vita qualche volta è “un mucchio di foglietti dal futuro incerto” ma che bello ritrovarli e sfogliarli! vuol dire che ci sei, sei vivo.
    B&A
    SM

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  3. voglio il numero del dott. ienca!!! 😀

    concordo sull’assurdità di certi foglietti. ne ho uno con numeri che non mi dicono assolutamente nulla, che devo aver scritto e dimenticato. sta, tutto gualcito, dentro il portapenne. ogni tanto nevroticamente mi turba: e se fosse qualcosa di importante, una chiave di accesso che qualcuno mi ha dettato per operazioni delicate? non mi viene in mente niente: eppure sta lì, a tormentarmi e a sbiadirsi. è un memento mori. forse.

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  4. Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e…
    cerca di amare le domande, che sono simili astanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.
    Non cercare ora le risposte che non possono esserti date
    poiché non saresti capace di convivere con esse.
    E il punto è vivere ogni cosa. Vivi le domande ora.
    Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta.

    Rainer Maria Rilke

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  5. Caro Fabrizio, la password del “sito Feltrinelli” sta male sul tuo tavolo. Quel giovanotto (Feltrinelli) morì mentre cercava di far saltare un traliccio dell’alta tensione (allora ero un ragazzo ma tutt’altro che fesso). Non fu pianto nemmeno dai suoi stessi “compagni”, tutti rigorosamente atei ed in buona parte con un luminoso futuro di terroristi.
    Metti sul tuo tavolo le poesie di padre Turoldo, quelle di Pascoli e Ungaretti. Starai meglio tu e staranno più tranquilli i tuoi parrocchiani.
    Fraternamente, Francesco.

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  6. Cara LUCYpestifera (perché poi ti firmi con questo nome e non con il tuo?)io non sto scherzando per niente. Ho fatto notare a Don Fabrizio come ci siano letture che più si accostano alla Fede di quelle consigliate dalla Casa Editrice “Feltrinelli” e come lo stesso (Feltrinelli) fosse un attentatore e padre putativo di tanti terroristi.
    Questa è Storia e non opinione personale.
    Io sono Cristiano e Cattolico, quindi ben lontano da posizioni come quelle che può propagandare la Casa di cui sopra. Non sono un signor sì e quindi esprimo ciò che penso con tutti, sicuro che poco conti il giudizio degli uomini nei confronti di quello dell’Altissimo.

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  7. ok avevo capito perfettamente. ora sono ancora più preoccupata di prima. mi fa un po’ senso che uno si senta in dovere di suggerire ad un ragazzone con la testa perfettamente sulle spalle come fabrizio di non avere a che fare con la feltrinelli: lei mi pare quasi una specie di donna prassede.
    comunque non le cambierebbe la vita sapere chi c’è dietro il nick. finora ciò ha infastidito solo un paio di spiriti bizzarri che non accettano critiche, agli altri non importa, oppure sanno chi c’è dietro. dietro c’è pochino, non si preoccupi.
    dire quello che si pensa non sempre è sinonimo di virtù e non è prerogativa del cristiano. quanto a feltrinelli, lei è rimasto un po’ indietro coi tempi. e, più in generale, rispetto agli schieramenti a cui un sacerdote dovrebbe o non dovrebbe politicamente appartenere, secondo il suo punto di vista. se un sacerdote, pur nel suo essere cristianamente superpartes, si mostra propenso a idee di sinistra: beh, io lo ritengo un segno del signore.

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  8. vi ringrazio.
    sono laureato in lettere e tendo ad aggiornarmi, quindi mi risulterebbe difficile, anche se volessi – e non lo voglio – evitare “roba di sinistra”.
    le mie due librerie sono la San Paolo e la Feltrinelli: faccio fatica a dire quale sia la più stimolante, per me.
    un caro saluto a tutti
    fabry

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  9. Fabrizio, non ne ho le prove, ma scommetterei qualunque cosa sul fatto che tu, di certo, alla Feltrinelli non puoi non aver ordinato anche quell’autentico manuale per sovversivi bombaroli, “I beati”, scritto dalla nota terrorista Maria Zambrano.

    Mi spiace dirtelo, ma spero che qualcuno, e al più presto, faccia pulizia e metta ordine nei tuoi scaffali e, soprattutto, prenda gli “adeguati” provvedimenti nei tuoi confronti.

    fm

    p.s.

    Le opere di Simone Weil devi averle mandate a memoria per tramandarle ai posteri e, soprattutto, per non lasciare tracce cartacee quando passeranno i lanciafiamme. Ricordi il finale di “The years of the phoenix” di Ray Bradbury?

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  10. trovo originale e calzante la definizione di “foglietti dal futuro incerto” data a quei pezzi di carta con annotazioni varie(spesso poi incomprensibili:numeri telefonici senza nome,appuntamenti passati…)che mio matito chiama “pizzini”-quando libererai il tuo portafogli da tanta cartaccia?-
    io,infatti,non possiedo un angolo tutto mio:ogni angolo della mia casa è pervaso da tutti;perciò il portafogli è gonfio non di banconote,ma di foglietti dal “futuro incerto” dai quali,periodicamente mi separo,con riluttanza.
    Caro Fabrizio,grazie per questi spunti di OSSERVAZIONE :non sono piccole cose.
    PER il resto concordo completamente con Lucy e Francesco. Grazie Annamaria

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