143.forma di donna – Marco Montanaro

la vecchia signora mirandolina plum aveva un giovane amante. nel castello di svendor lei si occupava del ristoro spiritofisicosensuale di lui, e lui, in cambio, si occupava degli insetti. ogni volta che la signora mirandolina plum s’accorgeva della presenza di un insetto, urlava il nome del suo giovane amante intonando un canto che impastava assieme sesso, speranza e perdono, casto perdono. a quel punto il giovane interveniva per risolvere la questione, agendo in base a un campionario di bestie striscianti che la signora stessa aveva redatto, classificando gli ospiti indesiderati in base alla forma del loro corpo.

le blatte, andavano schiacciate. per il resto: se l’insetto aveva zampe sottili e corpo lungo (grilli: tipologia coscienziosa; mantidi: tipologia con un che di profetico; grilli-talpa: tipologia carina) andava semplicemente rimosso, senza che subisse alcun danno; se l’insetto aveva il corpo tozzo e peloso (idroicnosauri nani: tipologia repellente; incuneabondi del legno: tipologia portatrice di malattie estinte; afidi pneume: tipologia inibente) andava sterminato con acido e sale; se l’insetto era potenzialmente e particolarmente coriaceo e/ma sanguinolento (sanguine dolenti: tipologia splatter; seridi seramidi: tipologia immortale) andava trasferito nella sala delle torture del castello e solo allora poteva essere terminato.

gli omicidi degli insetti avevano un duplice effetto sul giovane amante: da un lato lo rendevano più resistente durante l’accoppiamento con la vecchia signora plum; e dall’altro lo astraevano da questioni filosofiche ed esistenziali, lasciandolo interrogare solo sulla pura forma degli esseri e degli oggetti, derivando da essa e solo da essa il valore e il destino da riservare alle vite altrui.

una sera, nella grande sala da pranzo, la vecchia signora mirandolina plum rideva sguaiata e mangiava nuda distesa sul lungo tavolo dove stavano le vivande; il giovane s’accorse che una scura macchia di sangue s’allargava sotto il tavolo; fu allora che il killer degli insetti si chiese: che forma ha la mia donna? da quale prospettiva posso indovinarne l’ardore, i sentimenti?

Un pensiero su “143.forma di donna – Marco Montanaro

  1. “Serial writers”, è una serie di racconti inediti di autori vari a cadenza mensile curati da Bianca Madeccia. Queste short stories puntano l’attenzione su un tema fisso: lo scrittore come assassino seriale.

    La serie di racconti è stata inaugurata da Elisabetta Liguori ad agosto con “Lo scrittore seriale”: https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/08/28/lo-scrittore-seriale-elisabetta-liguori/

    Il secondo appuntamento è stato con “Fuga dal sistema” di Luciano Pagano: https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/09/29/fuga-dal-sistema-luciano-pagano-dedicato-a-david-f-wallace/

    Il terzo racconto “Debbie” di Marco Candida: https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/10/25/debbie-marco-candida/

    La quinta tappa di scrittura è stata “Una sorta di grido comune” di Gianluca Colloca.
    https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/11/25/una-sorta-di-grido-comune-gianluca-colloca/

    L’autore del sesto appuntamento ‘serial’ è stato Enrico Gregori con “Ardente quadrilogia”: https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/12/19/ardente-quadrilogia-enrico-gregori/

    Lo scrittore di oggi è Marco Montanaro con “143.forma di donna”. Buona lettura.

    Bianca Madeccia

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