(nero scriba, nero)

Mette a verbale l’agonìa del mondo,
nel farsangue dei sensi e della lotta,
un pensato morire nel presente
ed altra luce provvista sopra i volti.
Qui sono i morti, i solitari, molti
augurali profili svolazzanti,
calcaree concrezioni da fornaci,
fuochi uterini per case di forèsti.
Renitente a quel grigio che sa fare,
ha accalcato balletti sottopelle
di nervi astratti, nevi inascoltate,
il bianco dentro, le catacombe di ieri.
Ferocia senza il vino della cima,
dapprima vive, balbetta, scrive un niente…

3 pensieri su “(nero scriba, nero)

  1. “un pensato morire nel presente
    ed altra luce provvista sopra i volti”

    Si, è così.
    E vien da dire per come lo dici: lo splendore delle parole.

    Un saluto caro.

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  2. un pensato morire nel presente
    ed altra luce provvista sopra i volti.

    è quel ‘pensato’ che nutre il pensiero divergente (e dissenziente), è l’altra luce a rischiarare una prospettiva diversa da quella, comoda ciabatta usata, solitamente imposta. Grazie, Enrico

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