Provocazione in forma d’apologo 148

Oggi fra la posta del vecchio scrittore c’è un pacchetto doppiamente curioso: dalla forma e dalle dimensioni si capisce che non contiene un libro, e il mittente sull’involucro (che lo riporta a un doloroso segreto di famiglia di cui pensava di essere ormai l’unico depositario) è sfacciatamente falso. Il vecchio si trattiene a stento dall’aprire il pacchetto davanti alla custode, si ritira in casa più in fretta che può, e lì giunto taglia il nastro adesivo, lacera l’incarto marrone: dentro una piccola scatola, e dentro la scatola, tra fogli di carta velina, una chiave, che riconosce subito.

Il vecchio impallidisce e arrossisce, s’intenerisce e s’adira. È la chiave che ha sempre cercato in ogni modo lecito, e la cui mancanza gli ha impedito di aprire quella che riteneva la sua porta. Certo, avrebbe potuto sfondarla a calci e spallate, farla forzare o magari, all’opposto, murare. Ma ne aveva rispetto, forse troppo. Ogni giorno, per anni, ci è passato davanti, scrutando sulle vene del legno i segni del tempo, a lungo auscultando se dall’interno provenissero suoni. Mai nulla di nuovo, per anni, se non l’impietoso passare del tempo. Poi un giorno trovò la porta divelta, entrò nella stanza: vedendovi un rovinìo e insieme un abbandono che non poté capire se risalissero a pochi minuti o a molti secoli prima. Smise di passare di là, ma non di pensarci.
E adesso, la chiave. La terrà, di sicuro. Se l’infilerà nel naso, con l’osso di gallina, o se la metterà al collo, insieme alla sveglia. Intanto la guarda e la gira da tutte le parti. Il fusto è cavo: se la porta alla bocca, vi soffia dentro e ne esce un suono lamentoso; o beffardo?
Eppure, in quel suono breve il vecchio vede ciò che poteva essere e che comunque, in un altro più alto clima, è stato, e sempre È. E il vecchio, per un istante né vecchio né giovane ma solo se stesso, finalmente sorride e ringrazia.

2 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 148

  1. “…vede ciò che poteva essere e che comunque, in un altro più alto clima, è stato, e sempre È. E il vecchio, per un istante né vecchio né giovane ma solo se stesso…”

    Speriamo, davvero.

    Un saluto

    "Mi piace"

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