Inedito* – di Alda Merini

a cura di Adelio Valsecchi

Ragazzi

Ragazzi

vorrei essere

sempre con voi

o almeno qualche ora soltanto,

toccarvi con le mie dita

come ora fate con me

perché voi siete i fiori

del nostro vecchio domani.

Io quand’ero bambina

non capivo il valore degli occhi

ma adesso

mi sento cieca

perché non posso vedervi

e così

vi lascio un dono

di un doloroso sospiro.

Non vorrei mai morire

E perdere i miei ragazzi.

Breve storia della poesia inedita.

Scuola media statale di Milano. Concorso di poesia.. La prof. Merolla invita Alda Merini per premiare le poesie più significative. Il giorno stabilito la poetessa molto agitata telefona agli insegnanti dichiarando con disagio e disappunto di essere influenzata e debilitata. Di non essere in grado di partecipare all’incontro. Dopo qualche giorno invia una lettera di scuse alla prof. che aveva organizzato il concorso e ai ragazzi che l’attendevano con ansia.. Nella lettera vi era un foglio con questa poesia bellissima.

6 pensieri su “Inedito* – di Alda Merini

  1. Sì, c’è tutta la dizione , il bisogno di oralità che invoca e declama, l’impeto, e anche, la semplicità di Alda Merini, che non ha mai smesso di rivolgersi al futuro, con istinto vero, e amoroso,ai suoi figli lettori..
    MPia Quintavalla

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  2. La semplicità di Alda Merini è assolutamente esemplare e ancora più apprezzabile in un momento in cui scrivere poesie diventa spesso, un avvitticchiarsi sui concetti che rende gli assunti cervellotici e di ponderosa fruizione.
    A me, che scrivo prevalentemente in dialetto siciliano, è capitato di sentirmi dire da un’amica, che le mie poesie in italiano erano “antiquate”. Non so se fosse vero o meno, non so com’è una poesia antiquata, se non quelle che palesano uno stile ottocentesco e un lessico obsoleto, cosa che non faccio, ma tant’è…
    Grazie per questo inedito.
    Flora Restivo.

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  3. Grazie a Lucy per davvero
    purchè al quoto
    non metta “zero”

    Mi piace saper trattare ed essere trattata con lievità.
    Flora.

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  4. Sarà una mia impressione, ma a me pare che il fenomeno Merini, una volta scomparsa l’interessata, vada sempre più ridimensionandosi o, forse “dimensionandosi”. Può darsi che la suddetta Alda Merini sia stata iper valutata, certamente, nella sua fortuna letteraria, hanno giocato molti fattori e ciò indipendentemente dal valore di quel che scriveva.
    Sì, è vero, quella è una poesia che lei ha scritto per i ragazzini, ma quelle che ha scritto per i grandi, non è che fossero stracolte, criptiche e di ponderosa metabolizzazione.
    Alda Merini aveva una poetica semplice, punto e basta. E’ piaciuta, non è piaciuta, durerà, non durerà?
    Non ci è dato saperlo.
    Toccherà aspettare.
    Flora Restivo.

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