Problemi. Una poesia del Subcomandante Marcos

(Murale)

PROBLEMI

La questione della patria
è difficile da spiegare.
Ma è più difficile capire
la questione dell’amore per la patria.

Per esempio,
ci hanno insegnato
che l’amore per la patria è, per esempio,
salutare la bandiera
alzarsi in piedi all’Inno Nazionale.
Ubriacarsi a discrezione quando la nazionale di calcio perde.
Ubriacarsi a discrezione quando la nazionale di calcio vince.
E qualche eccetera che poco cambia di sessennio in sessennio…

Per esempio,
ci hanno insegnato che amore per la patria
può essere, per esempio, fischiettare come uno che se la squaglia ma,
anche oltre quella collina è patria e nessuno ci vede
e ci confidiamo
(perché ci si confida sempre quando nessuno ci vede)
e le diciamo (alla patria), per esempio, che cosa odiamo di lei, e che cosa amiamo di lei
e questo è sempre meglio dirlo, per esempio,
combattendo, sorridendo.

Per esempio,
ci hanno insegnato che amore per la patria è,
per esempio, indossare il tipico sombrero messicano,
conoscere i nomi dei suoi niños héroes,
gridare “Viva Messico!” persino quando il Messico è morto e sepolto.
E qualche eccetera che poco cambia di sessennio in sessennio…

Per esempio,
ci hanno insegnato che amore per la patria può essere,
per esempio, stare zitti, come uno che muore, ma no,
anche sotto questa terra è patria e nessuno ci sente
e ci confidiamo
(perché ci si confida sempre quando nessuno ci sente)
e noi le parliamo (alla patria)
della piccola e dura storia
di coloro che sono morti per amor suo
e che non sono più qui per darmi ragione,
ma me la stanno dando,
quelli che ci hanno insegnato che la patria si ama, per esempio,
combattendo, sorridendo.

Subcomandante Insurgente Marcos
15 marzo 1994

Questo il link dove si trova il testo originale

Link alla traduzione del Comitato Chiapas di Torino.

5 pensieri su “Problemi. Una poesia del Subcomandante Marcos

  1. Grazie, Nadia, per aver proposto questa poesia del Subcomandante Marcos, del quale riporto qui un passaggio da una sua lettera inviata all’Internazionale e riportata da Bruno Bartolozzi nel suo libro “La mas digna. L’Inter, il Subcomandante Marcos e i misteri del 5 maggio”:

    “Oltre a salutarvi e a ringraziarvi vi scrivo per sfidarvi formalmente a una partita di calcio fra la vostra squadra e la selezione dell’EZLN, in luogo, data e ora da definirsi. Visto l’affetto che proviamo per voi siamo disposti a non riempirvi di gol e a battervi solo per una differenza reti che non sia esagerata, affinché la vostra nobile tifoseria non vi abbandoni. Inoltre, prima della partita, vi offriremo abbondanti razioni di pozol agrio. Sia che si disputi in Messico che in Italia la partita verrà giocata nel rispetto delle leggi e dei regolamenti internazionali vigenti. È però necessario stabilire che i palloni della gara dovrete portarli voi perché i nostri sono tutti bucati. Spero accetterete questa sfida calcistica e che non vi precipiterete a vendere i diritti televisivi e di ritrasmissione dell’evento perché l’esclusiva appartiene al Sistema Zapatista di televisione Intergalattica («l’unica televisione che si legge»)”.

    Che possiate ricevere tutti e tutte il nostro affetto, ammirazione, ringraziamento e un abbraccio…

    Dalle montagne del Sud-est messicano
    Subcomandante insurgente Marcos

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  2. Caro Franz,
    una piccola precisazione: Marcos NON è un poeta. Come NON è un narratore (anche se fa gioco politico per confondere le carte in tavola che sia considerato tale, e fa anche gioco editoriale, non a caso è di moda estrapolare i suoi racconti – bellissimi, devo dire – dal “suo” discorso politico). Marcos è solo quello che è, ossia il subcomandante insorgente e vocero (portavoce) dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale.
    Per portare avanti il suo discorso politico, l’Ezln si affida a più linguaggi e a più forme discorsive, dai linguaggi indigeni a quelli, come qui, letterari e poetici. Ma questo non fa di Marcos un poeta, almeno più di quanto non lo sia stato Che Guevara.

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  3. lo sapevo, cio’ non toglie che come poeta è un cane, con rispetto parlando (dico poeta perchè chiunque scrive una poesia è un poeta, poeti sono tutti e nessuno. però la qualità lo fa lo scritto, non lo scrivente…)

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