La notte delle barche fantasma. Di Nadia Agustoni

(Luna mare)

La notte delle barche fantasma.
di Nadia Agustoni

C’è chi crede ai fantasmi e chi no, ma chi è sveglio di notte sui tetti, perché è un bambino cresciuto lì sopra, non fa fatica a dirvi che i fantasmi sono tantissimi e non vengono dall’altro mondo, ma dal nostro. Se ci pensate un po’ lo capite da voi che cosa sono i fantasmi: sono paure grandi come le case dove ci nascondiamo. I fantasmi di terra sono i più comuni e sono fatti di fumo e parole sfuggite alla gente. Per lo più questi sono fantasmi innocui, ma se il luogo da cui provengono è l’acqua marina allora è tutt’altra storia. All’inizio anche io confondevo le cose. Credevo che i fantasmi fossero tutti uguali. La vita però non lascia in sospeso quasi nulla e quindi mi trovai una bella notte a capire come stanno le cose. Quella notte c’era un vento che veniva dal mare, un’aria grande, senza pioggia e senza nuvole in arrivo. A starci esposti tirava via la testa, così mi misi dietro a un grosso comignolo con una coperta che tenevo fin sotto il naso. Guardavo in direzione del faro che brillava e brillava, era l’unica luce nel nero più nero della notte. All’improvviso ci fu uno strano rumore ed era come se dei remi fendessero l’acqua. Mi sembrava strano visto tutto quel vento, ma il rumore c’era e provai a sporgermi in avanti e vedere cosa fosse mai. Difficile sbagliare per chi come me vive sui tetti e vede con gli occhi dei falchi e dei sogni. Laggiù nel mare c’erano due grandi barche a remi e ai remi c’erano i pirati dell’Isola della Tortuga. Volete sapere come so tutto questo? E’ molto semplice: “tutte le isole dei pirati sono la Tortuga e i pirati stanno sull’isola chiamata L’Isola della Tortuga”. A me pare logico per questo motivo dire che non sbaglio a indicarli come ho fatto prima. Ora dovete capire che i pirati che remano in un certo modo non sono vivi, sono pirati morti e hanno l’anima appesa a un gancio della barca fantasma con cui devono circumnavigare le terre. Questo circumnavigare è eterno perché cercano il tesoro dell’Isola del Tesoro, ma poiché l’isola non è segnalata dalle carte, loro non la trovano. Dovete anche sapere che il pericolo di imbattersi in loro è quello di restare impigliati con l’anima nel gancio delle barche. Se accade siete perduti. Vi porteranno via a remare per sempre.

Siccome non posso parlare solo di barche e pirati vi racconto perché non una persona, pirata o non pirata, ha mai trovato L’Isola del Tesoro. Quest’isola esisteva lontano da tutte le isole e c’era un tesoro in mezzo all’isola: nel centro dell’isola. Nessuno sapeva come fosse finito lì, ma da tempo in molti cercavano la “Mappa del Cuore” su cui era indicato il luogo esatto dove era nascosto. La mappa in verità esisteva. Era stata messa in una bottiglia e gettata in mare e una balena l’aveva mangiata scambiandola per un pesce. La balena non si era accorta che quella era una bottiglia, ma ogni tanto si sentiva come un sassolino nello stomaco. Ne parlò ad altre balene che la fecero sputare. Lo sputo della balena andò così in alto e così lontano che la bottiglia finì in mezzo a una città. La raccolsero dei bambini e decisero di costruire una nave nella bottiglia. Essendo un po’ pazzi si misero anche a giocare ed entrarono uno alla volta nella bottiglia. Non stupitevi, questo lo fanno facilmente i bambini e i geni della bottiglia. A quel punto passava di lì un ubriaco che vedendo una bottiglia per strada la prese con sé. Da prima pensò che poteva bersela, ma poi gli sembrò piena di terra e pesante e così la lanciò in mare e finì che questa bottiglia si arenò sull’Isola del Tesoro. I bambini uscirono dalla bottiglia e letta la mappa trovarono il tesoro. Questo tesoro nessuno lo ha visto mai più. Anche i bambini sono scomparsi e con loro è scomparso il genio buono della bottiglia che quando i pirati sono sul punto di ritrovare i bambini e il tesoro, lui li trasforma in fiori sui prati, in gocciole nel vento oppure in pesci primavera: pesciolini verdi che tutti scambiano per alghe e nessuno pesca. Il genio della bottiglia segue i bambini come l’ombra. I bambini, un po’ per volta, hanno scambiato il tesoro con il mondo. Certa gente dice di sentirli quando camminano nel vento e toccano i rami degli alberi e lasciano nei nidi strane uova. Gli uccelli le prendono col becco e le riportano alla terra. Un tesoro nel cuore della terra.

12 pensieri su “La notte delle barche fantasma. Di Nadia Agustoni

  1. “Volete sapere come so tutto questo? E’ molto semplice: “tutte le isole dei pirati sono la Tortuga e i pirati stanno sull’isola chiamata L’Isola della Tortuga”. A me pare logico…”

    Infatti, e questa è la logica che mi piace.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  2. A me piacerebbe se Nadia raccogliesse tutte queste sue “favole” in un volume, per portarsele in giro.
    Pensaci, avrebbe un significato…
    Un caro saluto.

    Francesco

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  3. “restare impigliati con l’anima nel gancio delle barche” pericolo affascinante forse…. sì, Nadia, fai il volume dài!

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