A forza di essere vento

da qui

Gesù disse: uno di voi mi tradirà. Simone disse al discepolo che il maestro amava: Digli, chi è? Quello chinò il capo sul petto di Gesù e gli disse: Chi è? Rispose: Quello cui darò il boccone intinto nel piatto.
E’ la cena dell’istituzione dell’eucaristia. Quel pezzo di pane è ciò che oggi chiamiamo comunione. Il Signore accompagna i passi di Giuda, che si affrettano verso il tradimento. Non lo lascia solo, anche se satan, l’avversario, entra in lui sotto forma di rifiuto e negazione.
Gesù dice a Giuda: Quello che devi fare, fallo presto. Gli altri pensano che lo mandi a portare i soldi ai poveri. Noi possiamo pensare che il maestro voglia chiudere presto la partita. In realtà Gesù ha dato un ordine. Comprende di che peso si stia caricando l’uomo di Keriot, e vuole essere lui a dare il comando; si carica lui di quel fardello insostenibile.
Beati gli invitati alla cena del Signore: ecco l’agnello di Dio, che porta il male del mondo.
Noi passiamo la vita a scaricare sugli altri i nostri pesi. Qualcuno fa il contrario, ed è questo che lo fa volare. A forza di essere vento, finirà col convincere anche me.

16 pensieri su “A forza di essere vento

  1. Non credo proprio che Ratzinger si sia fatto carico di alcun fardello. Semmai lo ha scaricato con una sporca manovra politica. Giuda a suo confronto era un dilettante allo sbaraglio, peggio di quelli della Corrida.

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  2. Anch’io ho sempre pensato che Gesù volesse far presto, quasi attribuendogli le nostre inquietudini psicologiche. Invece è un eccesso di amore: molto più vero così. Certo capisco che l’interpretazione di ogni parola del Vangelo è cosa seria e sottile: quante banalizzazioni facciamo e sentiamo con le letture moralistiche o sempliciotte che non turbano le coscienze!
    Grazie Fabrizio, un caro saluto a tutti,
    Lucia

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  3. Noi passiamo la vita a scaricare sugli altri i nostri pesi. Qualcuno fa il contrario, ed è questo che lo fa volare.

    lo scaricabarile è Genetico e lo sarà finché non ci lasceremo portare insieme a quell’insostenibile peso fin sul monte del cranio

    grazie, fabry

    f&r

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  4. Chi riesce a caricarsi dei propri pesi non fa altro che passare attraverso, entrare dentro le problematiche degli innumerevoli fallimenti, amarezze e lutti a cui la vita in quanto tale ci sottopone. Ma la grande difficoltà, a mio parere, sta nell’incapacità della maggioranza degli uomini di andare oltre la superficie, ci si ferma prima. Vedere aldilà della siepe è molto difficile significa scorticarsi la propria pelle. In realtà basterebbe l’accettazione, lasciare entrare dentro e mandare in circolo. Non è facile io per primo non ci sono mai riuscito tanto più ci riesco adesso. Ciao Fabrizio, e grazie per gli splendidi messaggi che attraverso Cristo ci fai introiettare.

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  5. grazie a te, Salvatore: è bello sentirlo dire da uno che ha vissuto sulla pelle certe cose.
    Paolo, Giuda rappresenta anche una condizione umana, come Tommaso l’incredulo.
    l’idea sarebbe quella che l’uomo non è solo nemmeno nell’incredulità e nel tradimento.
    Giuda dovrebbe fidarsi di un amore che non viene meno.
    grazie
    fabry

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  6. Il Papa DEVE essere tenuto fuori da ogni polemica! Lui non c’entra. Nè fa “sporche manovre” caro amico Iannozzi. Create invece da una parte ben identificata!
    Quanto a Giuda, è chiaro che fosse funzionale all’Evento ma, avendoci il Sigore provvisti del Libero Arbitrio, Giuda stesso avrebbe potuto scegliere diversamente. Anche se non l’avrebbe mai fatto!
    Il Mistero è parte integrante di Cristo e delle Cose che Lo riguardano!
    Ho sentito molto, caro Fabrizio, la tua omelia di domenica: l’uomo si mischiava nel sacerdote e, in quei momenti, eri splendente.

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  7. L’amico Iannozzi se la prende col Papa! E’ un’operazione assurda che, di solito, viene compiuta da una parte ben identificata. Ma Lui non c’entra, né
    fa “sporche manovre politiche”.
    Quanto A Giuda, e chiaro come fosse funzionale all’Evento ma, avendoci il Signore provvisti del Libero Arbitrio, lo stesso Giuda avrebbe potuto scegliere diversamente. Anche se non l’avrebbe mai fatto.
    Il Mistero è parte integrante delle Cose di Cristo.

    Complimenti, Fabrizio, per la tua Omelia di domenica. Il sacerdote si fondeva nell’uomo e tu, in quei momenti, eri splendente.

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  8. Caro Francesco, proprio perchè è un Mistero ci poniamo delle domande.
    E sulla figura di Giuda -che per me è “interessante” quanto tutti gli altri Apostoli messi insieme- non ci andrei giù con le certezze. A partire dalle contraddizioni nelle fonti. Non sono un esperto di Testi Sacri, ma sulla figura e sulla fine di Giuda il Vangelo di Matteo e gli Atti degli Apostoli dicono due cose opposte.
    C’è anche un bel romanzo di Berto, La Gloria, che mi suggerisce l’amico Marino Magliani, incentrato sulla figura di Giuda.

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  9. Caro Paolo,
    la teodicea riguarda l’uomo, non Dio; il quale, se c’è, sicuramente ne arrossisce.
    D’altra parte,quando leggo
    “Ciao Fabrizio, e grazie per gli splendidi messaggi che attraverso Cristo ci fai introiettare.”
    solo la benevola comprensione di un giustificabilissimo entusiasmo m’impedisce di agghiacciare.
    Un abbraccio irenico ed ecumenico,
    Roberto

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  10. Giovedì santo 1°aprile, il sacro e il profano si incontreranno 😉 nei locali del Centro di formazione giovanile “Madonna di Loreto – Casa della Pace” fondato più di 30 anni fa da don Mario Torregrossa ed ora sotto la guida di don Fabrizio Centofanti.

    200 poveri vivranno un giorno da re, serviti dai giovani del Centro che daranno loro la sicurezza di non essere soli ed abbandonati e riaccenderanno la speranza di una vita migliore.

    Fin dal primo pranzo offerto in occasione del Natale 1982, Don Mario aveva raccomandato ai ragazzi di allora: “Siccome questa iniziativa deve essere una prima realizzazione di comprensione nostra dell’amore di Dio verso di noi e attraverso di noi verso i poveri, questo pranzo deve essere il miglior pranzo che voi avete organizzato in casa vostra. Niente piatti di plastica, niente posate di plastica, niente tovaglioli di carta. Essi sono invitati al banchetto del Re, perché il Signore è il Re, e al banchetto del Re ci sono cose di qualità: niente scarti, niente avanzi e soprattutto non un modo di esserci con sufficienza.”
    Ecco quindi che nel menù si leggono elencate tante gustose portate, dall’aperitivo al dolce, servite con il sorriso ed anche con l’intrattenimento musicale in giro per i tavoli.

    Dal 1999 si è passati dal pranzo di Natale al pranzo di Pasqua, anche per dare un segno concreto di speranza di una “resurrezione” possibile dalle sofferenze ed angosce delle povertà umane.

    Il pranzo infatti non è solo un’iniziativa per dare da mangiare ai più bisognosi, ma è un’occasione per farlo secondo i criteri del Centro, cioè con fede, speranza e carità. Si trasforma, quindi, in una bella giornata di festa, che si conclude con la consegna della classica colomba e degli ovetti di cioccolata chiusi in una margherita colorata appositamente confezionata dai ragazzi del laboratorio artistico del Centro, con la partecipazione dei bambini di due classi elementari del quartiere Infernetto.
    Piccole cose, ma che diventano importanti, specialmente perché l’evento non si esaurisce qui, ma prosegue nel corso dell’anno con l’appuntamento del lunedì (per la messa e la consegna dei pacchi con viveri e vestiario) in cui è possibile approfondire la conoscenza di questi amici più poveri.

    Ciao Fabry, in gamba per domani…ho convocato la TV 😉
    Forza Domma… e proteggici da Lassù!
    Titti

    P.S.
    La nostra iniziativa sarà pure una goccia nel mare, ma il mare è fatto di tante piccole gocce 😉

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  11. Il miglior modo di Credere è NON PORSI DOMANDE. Anzi, questo è l’unico modo di Credere. Chi si fa delle domande insinua già il dubbio.

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