SI!

Volete voi ancora una forza politica capeggiata da chi, a dispregio del principio di uguaglianza, ha modificato codici e introdotto leggi per evitare processi e giudizi a lui sfavorevoli?

Volete voi ancora credere al partito dell”amore” rappresentato da chi ha guadagnato nel 2009 quasi dieci milioni di euro in più rispetto all’anno precedente, mentre l’emorragia di posti di lavoro procede inarrestabile insieme alla miseria crescente?

Volete voi ancora credere a una coalizione politica presieduta da chi ritiene che un grande problema del paese siano i “comunisti e i magistrati politicizzati” che complottano contro il premier impedendogli di governare?

Volete voi ancora credere a una forza politica che ha messo in atto un’accorta strategia di competizione e selezione della specie – privando la scuola pubblica, le forze di polizia, l’amministrazione della giustizia e tanti altri soggetti pubblici e privati di risorse sufficienti a garantire diritti elementari e parità di trattamento – dove pochi possono e potranno sopravvivere e prosperare?

Volete voi ancora tenere acceso il televisore continuando a guardare i tg e i (pur salve le non rare eccezioni, pessimi) programmi di Rai e Fininvest assecondando, in questo modo, la trentennale strategia dell’istupidimento, dell’ignoranza e della mistificazione?

Volete voi ancora credere a chi piazzerà a casa vostra, o non molto distante da essa, centrali nucleari notoriamente insicure mettendo a rischio vite umane e specie animali e vegetali necessarie per sopravvivere, e col pericolo che le scorie radioattive uccidano nei decenni successivi i vostri figli e i vostri nipoti e pronipoti?

Volete voi ancora credere in un sistema di cortigiani e privilegiati che ritiene normale che ogni giorno sfilino sulle strade auto che arrivano a costare quanto dieci anni e più di lavoro mentre voi, senza lavoro, o con le vostre competenze e il vostro lavoro onesto, dovete vendervi la vostra modesta utilitaria non riuscendo più a pagare né benzina, né tasse né assicurazione?

Volete voi ancora credere – voi che vedete bene come stanno le cose ma non credete ormai più in nulla – che ad altri spetti, e non a voi, porre fine a questo sistema politico e sociale profondamente iniquo e avvilente spacciato per democrazia, e non siete perciò andati a votare invece di dare fiducia a partiti e coalizioni, se non migliori, meno censurabili delle altre nella loro condotta politica?

Mal trovati nel paese di Pulcinella!

8 pensieri su “SI!

  1. Caro Luigi, tralasciando tanti punti di vista possibili sul fenomeno, ne accenno al momento uno.

    Sembrerebbe un assurdo rispondere sì, non lo è se pensiamo al discorso sulla “Servitù volontaria”, là dove dice:

    “sono sempre quattro o cinque che sostengono il tiranno, quattro o cinque che mantengono l’intero paese in schiavitù… Questi sei ne hanno seicento che profittano sotto di loro, e fanno con questi seicento quello che fanno col tiranno. Questi seicento ne tengono seimila sotto di loro… ai quali fanno dare o il governo delle province, o la gestione del denaro pubblico […].Da ciò derivano grandi conseguenze… non seimila, ma centomila, milioni, si tengono legati al tiranno con quella corda… Insomma che ci si arrivi attraverso favori o sotto favori, guadagni e ritorni che si hanno sotto i tiranni, si trovano alla fine quasi tante persone per cui la tirannia sembra redditizia, quante quelle cui la libertà sarebbe gradita».

    Probabilmente, anche in virtù di quel capitale che continua ad aumentare, sono tanti a trovare grandi e piccoli vantaggi in questo sistema, almeno tanti quanti la parte avversa.

    Inoltre, bisogna dire che al momento, oltre a quello dominante basato sui piccoli e grandi vantaggi, non appare un immaginario realmente alternativo.

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  2. Elsa Morante,in uno scritto del 1945 dice che il nostro popolo segue sempre il suo tornaconto : tra un uomo giusto ed uno potente,anche se corrotto, segue il potente.Non è questione di alternativa,ma di assenza di senso civile.Se fossi giovane emigrerei,come ha fatto mio figlio.Essendo anziana mi rassegnerò a vivere in un paese che non sento più mio, frequenterò la mia chiesa devolvendo l’otto per mille alla chiesa Valdese,spegnerò la TV,dandomi alla lettura finchè gli occhi me lo consentiranno………Viva il paese di Pulcinella.

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  3. Giovanni, capisco che… sia difficile da capire quello che sta succedendo da sedici anni e più. La pancia (non necessariamente termine dispregiativo, considerando la “testa”) del nostro paese è profonda e nella sua storia sono stati rari i sussulti di dignità, sempre di minoranze, subito soffocati.
    Aggiungi, nelle presenti circostanze, la pochezza di chi dovrebbe rappresentare un’opposizione.
    Dubito però che la persona a cui alludi sia stato effettivamente vincitore. Mi pare una situazione in cui abbia iniziato a segare il ramo su cui siede.
    E comunque, io non ho mai incontrato nessuno che sia stato convinto a mutare scelte politiche in base a opera di persuasione e logiche argomentative. È così.
    Io, per parte mia, do ai miei voti un prevalente significato testimoniale.
    C’è una domanda inevasa in un articolo recente di Polito: come pensiamo un ritorno alla normalità dopo questi anni? È concepibile? Come si può avviare una distruzione delle concentrazioni di potere e dei privilegi nell’informazione, nell’economia, nella vita pubblica? Come ripristinare una “normale” dialettica politica? Per non parlare di un universo mediatico tutto polarizzato tra sciocchezze e drammatizzazioni.
    Ci sono dei casi che danno da pensare. La vicenda dei bimbi lasciati a pane e acqua nelle scuole di Montecchio Maggiore, decisione presa da un’amministrazione locale e cocciutamente difesa in nome del rispetto delle regole.
    Se fossi assessore, a me non verrebbe nemmeno in mente di sospendere un servizio essenziale, tanto meno in quei modi. Attiverei altre misure, semplicemente. Un intervento così si può spiegare solo con la logica della rappresaglia: qui un’infrazione, qui qualcuno deve pagare, e non necessariamente l’autore dell’infrazione. Così si fa in guerra: per ogni militare ucciso dieci civili saranno fucilati. È la medesima logica.
    Questa logica ormai è passata, è (ri)diventata senso comune per una buona fetta della popolazione, a giudicare dalle lettere di approvazione mandate da cittadini al giornale locale.
    Questa è la realtà. Una realtà già in buona parte irrimediabile.

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  4. Grazie, Giorgio, Annamaria e Roberto.

    Sulla nostra vocazione a scelte di tornaconto credo che ci sia poco da capire e da aggiungere, se non un sentimento personale di tristezza per quello che pare essere un destino ineluttabile di una comunità; in cui non è facile ritrovarsi, per me non lo è. Solo lo stato di necessità – quale esimente, nel senso giuridico del termine – dovrebbe giustificare un voto dato a partiti e candidati di cui non si ha stima né fiducia.
    Un ritorno alla normalità, come si chiede Roberto citando Polito, è cosa, se non impossibile, assai ardua.
    Capisco perfettamente Annamaria, nel suo desiderio di cambiare aria.
    Giovanni

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  5. Caro Gianni, tu mi tiri per i capelli ed io che posso fare?
    Dirti che la nausea mi sommerge, che mi vergogno, che vorrei sprofondare, che ieri sera ho provato un senso di desolazione e tristezza… Quelle facce, oh, quelle facce, quelle parole, quegli atteggiamenti!
    Mi verrebbe da dire: “meno male che non sono più tanto giovane”, ma non posso non pensare che i giovani ci sono, eccome e tanti anziani non se la passano per nulla bene.
    Vorrei che la gente prendesse coscienza di quel che sta succedendo e vorrei anche che chi di dovere la smettesse di litigare, come in un cortile e si rendesse conto che non è più tempo di bizantineggiare.
    FARE, questo serve.
    Mi fermo, per non andare fuori dai limiti.
    Felice Pasqua a te a tutti.

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  6. con la maglietta
    “meglio bionda che brunetta”
    assieme ai miei concittadini
    che non credono ai lustrini
    né che gli mangino i bambini
    ho votato orsoni
    tenendo il brunetta
    fuori dai …….

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  7. ieri sera rientrando a Roma l’ho trovata tappezzadi di manifesti azzurri, del tipo: ‘l’amore vince sempre l’invidia’! vorrei ripartire immediatamente

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