Lasciatemi dormire

da qui

Ieri sono andato alla riunione di prefettura, roba da preti. A una certa ora mi arrivano telefonate strane: don Fabrizio, davanti alla chiesa c’è una decina di macchine della polizia: che sarà successo? Bene, mi dico, finalmente una serata tranquilla. Quando giungo sul posto, non c’è più nessuno. Me ne vado a dormire. Oggi telefono ai carabinieri, chiedendo lumi.  Non si preoccupi, don Fabrizio, è gente che non c’entra con la sua parrocchia. Mi viene in mente il telegiornale che dà notizia di disastri umani o naturali: decine, centinaia di morti, ma nessun italiano. Non era gente della parrocchia, ma c’erano dieci macchine della polizia davanti al portico, cosa è successo? Un litigio, una rissa, una ragazza ubriaca che ha sfondato con un calcio un vetro della pantera della polizia. Bene, in fondo non era la mia macchina: ho una micra novecento, niente a che vedere con le pantere, al massimo è un gatto spelacchiato. Alla fine della giornata c’è la stessa stanchezza di ieri. Se vedete dieci auto a sirene spiegate, non telefonatemi: non sono mica il parroco di tutti, lasciatemi dormire.

14 pensieri su “Lasciatemi dormire

  1. che questa notte (e in quelle future) le pantere rimangano in gabbia :-))

    buona notte, fabry, e speriamo che ti lascino dormire!

    un abbraccio

    f&r

    "Mi piace"

  2. Certo, don Fabrizio, è molto triste vedere persone che non hanno pace nel loro cuore, al punto da creare disordini come quello (da te descritto) capitato ieri di fronte a san Carlo. La mia coscienza mi spinge insistentemente a chiedermi: stiamo facendo davvero tutto quello che possiamo – secondo la misura della fede che il Signore ci ha donato – per aiutare (oltre a noi stessi) anche gli altri a conoscere la pace che soltanto Dio può comunicarci? Una sola cosa è certa: unicamente la Parola di Dio (insieme all’Eucaristia) può salvare questo mondo dall’assenza di speranza, rendendo pienamente efficaci i doni che lo Spirito Santo infonde in ogni persona mediante il Battesimo.
    Un abbraccio nel Signore
    Marco

    "Mi piace"

  3. a volte le sierene non sono quelle blu delle pantere ma altre ben celate (a occhi inesperti) sotto le varie forme dell’angelo di luce :-))

    speriamo di riuscire sempre a lottare contro noi stessi e il desiderio di spaccare il parabrezza di chi si pone davanti a intralciare un cammino già difficile.

    un abbraccio,fabry

    (e anche se è mattina ti auguro un po’ di quiete e meritato riposo)

    ciao!

    claudia

    "Mi piace"

  4. Caro Fabrizio,
    quante volte mi è stato detto di non impicciarmi, io che non sono nemmeno parroco.
    Un abbraccio,
    Roberto

    "Mi piace"

  5. Dormire è più che un diritto, è un Bisogno! 🙂
    Caro Don Fabrizio, mi piacerebbe sapere questa “roba da preti” in prefettura in cosa consiste…
    Buonissima giornata densa di pace e di tranquillità…

    "Mi piace"

  6. Puoi contare su di me, caro Don. Non ti chiamerò nemmeno se dovessi vedere Ratzinger vestito di tutto punto davanti alla tua chiesetta piccolina e carina. Al massimo lo avvicinerò io e gli dirò che tu non sei il parroco di tutti, men che meno il “suo” parroco perché tu i documenti non li firmi a occhi chiusi, perché tu vuoi vederci chiaro prima e poi sempre chiedi lumi su tutto e tutti, siano essi portinaie immacolate o giornalisti d’assalto. Tranquillo, non ti sveglierò. Ti lascerò riposare fra le braccia della tua bella, un poco grassottella, perpetua di turno. Chiamerò però la polizia affinché il disturbatore (della quiete) venga arrestato ammanettato e condannato. Con tutti quei paramenti luciferini addosso poco ma sicuro che faranno finta di scambiarlo per un maniaco esaltato e lo schiafferanno tosto in cella insieme a tanta bella gente, tutte pecorelle nere perdute perse provenienti da Sodoma e Gomorra. Certo come Cristo in Croce che non gli mancherà la compagnia, tante pacche sulle spalle e più in basso. Poi a mattino fatto, il secondino passerà a svegliare tutti quei bravacci, con la testa ancora piena di bisboccia, e chiederà loro se desiderano forse qualche cosa da leggere; e a tutti, nessuno escluso, verrà distribuita una copia dei Sotterranei del Vaticano di André Gide e una dell’Osservatore romano. 😉

    "Mi piace"

  7. Per rispondere a Claudia, condivido in pieno che vi sono persone che sembrano angeli di luce, ma che – in realtà – sono molto diverse da quanto appaiono. In definitiva, però, non è necessario avere un carisma particolare (quale quello, appunto, del discernimento degli spiriti), perché è facile riconoscere alla prova dei fatti, se una persona è di Cristo o meno: chi è davvero di Cristo (unitamente ad amare, con carità sincera e disinteressata, il proprio prossimo) non si tira indietro dal testimoniare – se necessario fino all’estremo sacrificio – la propria fede nella risurrezione di Gesù e nella vita eterna. Al contrario, rischia molto (di fronte a Dio) chi si permette di giudicare una persona che vive una fede profonda e sincera come se tale non fosse. Il Signore poi lo dice con molta chiarezza: “Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati” (Luca 6,37). E questo comando di Gesù vale in TUTTI i casi, tanto più quando, ad essere giudicati, sono uomini profondamente sinceri e di fede profonda.

    "Mi piace"

  8. “[…] non fa meraviglia, perché anche Satana si maschera da angelo di luce. Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere. […] Esaminate voi stessi, se siete nella fede; mettetevi alla prova. Non riconoscete forse che Gesù Cristo abita in voi? A meno che la prova non sia contro di voi! Spero tuttavia che riconoscerete che la prova non è contro di noi. Noi preghiamo Dio che non facciate alcun male: non per apparire noi come approvati, ma perché voi facciate il bene e noi siamo come disapprovati. Non abbiamo infatti alcun potere contro la verità, ma per la verità. Per questo ci rallegriamo quando noi siamo deboli e voi siete forti. Noi preghiamo anche per la vostra perfezione.” (Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 11,14-15.13,5-9).

    "Mi piace"

  9. DA VIRGILIO NOTIZIE:

    Città del Vaticano, 14 apr. (Apcom) – Un uomo di Dio, pronto ad andare controcorrente, che “non parla da sé, non parla per sé, non vuole crearsi ammiratori o un partito”. E’ il ritratto del prete tratteggiato dal Papa all’udienza generale del mercoledì. “Il Signore ha affidato ai sacerdoti un grande compito”, ha detto Benedetto XVI. Ricordando la figura dei san Giovanni Maria Vianney, il Papa ha ricordato che “era un uomo di grande sapienza ed eroica forza nel resistere alle pressioni culturali e sociali del suo tempo e per condurre le anime a Dio”. Dio, ha detto il Papa, “non insegna le proprie idee, non diffonde una filosofia che ha trovato lui, che ha inventato, che gli piacerebbe. Non parla da sé e non parla per sé per crearsi degi ammiratori o un partito. Il sacerdote propone la verità che è Cristo stesso, la sua parola, il suo modo di vivere e di andare avanti”. Per questo, “quella del sacerdote potrebbe sembrare una voce che grida nel deserto, mai omologabile alla cultura dominante ma tesa a mostra l’unica novità capace di creare un autentico rinnovamento, Cristo”. “Nessuno può scegliere il sacerdozio da sé per conquistare una posizione sociale”, afferma. “Il sacerdozio è una risposta alla chiamata del Signore, alla sua volontà per annunciare una volontà non personale”. Ska/ Bol

    "Mi piace"

  10. L’EQUIVALENTE DEL CURATO D’ARS, che era “l’ultimo villaggio della diocesi” E’ STATO IL NOSTRO PRETE DI PERIFERIA! Don Mario ha santificato, per così dire, il tempo che ha vissuto, lo spazio in cui è stato e le persone che ha incontrato.
    Nell’umiltà di un apostolato impegnato e serio ha offerto la sua vita per la causa di Dio. E ha sperimentato i problemi, gli intrighi e le situazioni tipiche di un ministero ecclesiale incarnato nella concretezza della vita umana e sociale.
    Domma riusciva a trasmettere e comunicare la fede con la sua coerenza, perché viveva materialmente quanto predicava. Nel suo “ufficio” di accoglienza, il confessionale, è riuscito a riavvicinare a Dio molte anime che se ne erano allontanate e ha aiutato molte persone, che si affidavano alla sua guida spirituale, a compiere grandi passi nella fede.
    ADESSO LA SUA EREDITA’ E’ PASSATA A FABRY…e con essa, molti di noi! 😉
    Titti

    TESTIMONIANZA: Dodici anni fa uno squilibrato gli aveva dato fuoco

    Don Torregrossa, una vita per i giovani oltre la sofferenza

    «Come stai?». Don Mario Torregrossa, per 26 anni alla guida della parrocchia di San Carlo da Sezze ad Acilia, periferia di Roma, una vita dedicata interamente ai giovani e ai poveri, lo chiedeva sempre a tutti.
    Anche dopo quel terribile 24 novembre del 1996, quando un uomo lo cosparse di liquido infiammabile e gli diede fuoco causandogli ustioni sul 55 per cento del corpo. «In sala di rianimazione, completamente bendato – ricorda don Fabrizio Centofanti, dal 2005 parroco della stessa comunità – era lui a chiedere ‘come stai?’». Il sacerdote fu costretto da allora a vivere su una sedia a rotelle. Per dodici anni. E nonostante le sofferenze continuò ad occuparsi dei suoi poveri. Don Mario era fatto così. Coraggioso e gioioso. Sempre.
    E per questo, ad un anno dalla morte, il 30 dicembre 2008, la parrocchia di San Carlo da Sezze, a partire dalla festività della Madonna di Loreto e per tutto il periodo natalizio, ha organizzato una serie di incontri di preghiera, ma anche di riflessione e testimonianza, musical e spettacoli per ricordarne la figura, il pensiero e l’impegno di carità.
    «Don Mario ha donato totalmente la vita per i giovani e i poveri – ricorda don Fabrizio, che di don Torregrossa era il ‘braccio destro’ –. Diceva che i giovani hanno diritto a un posto tutto loro, mentre spesso vengono considerati con fastidio. Lui sosteneva che per loro era necessario un ‘abito su misura’».
    Un’idea, quella del sacerdote originario di Taormina, che ben presto si concretizzò nel Centro di formazione giovanile ‘Madonna di Loreto’.
    «Quando nel 1974 don Mario arrivò nella parrocchia di San Timoteo a Casal Palocco, dove svolse il suo primo incarico ministeriale come viceparroco – ricorda Manlio De Cristofaro, animatore del Centro –, iniziò a dedicarsi alla formazione giovanile. Ma proprio in quegli anni si rese conto che per sostenere la crescita dei ragazzi non bastava solo impartire loro le nozioni del catechismo, ma occorreva aiutarli nello sviluppo».
    Quindi l’idea di un Centro in cui potessero svolgere varie attività di formazione. Ma per metterlo in piedi bisognava reperire i fondi. E don Mario ci riuscì, grazie alla rete di benefattori che nel frattempo creò dal Nord fino alla sua Sicilia. E persino in America. Il Centro venne così inaugurato nel 1993. «Don Mario ha dedicato tutta la vita per questo progetto educativo – aggiunge don Fabrizio – . Cercava qualcosa di diverso dall’oratorio. Seguiva i giovani nei dettagli della vita, colloquiava con loro, interveniva sostenendoli economicamente per progetti di studio o di lavoro». E di certo non si fermava di fronte alle situazioni più difficili. «C’erano giovani con problemi di droga, erano quasi inseguiti dagli spacciatori. Lui allora – continua don Fabrizio – andava a prenderli e a portarli via. Don Mario aveva un carattere coraggioso. Ha aiutato pure persone perseguitate dagli strozzini. Amava le persone che aiutava. Nonostante i pericoli. E per questo ha rischiato più volte la vita». Centinaia i ragazzi che sono passati dal Centro giovanile ‘Madonna di Loreto’. Sei i giovani che poi sono diventati sacerdoti.
    Uno di questi è proprio don Fabrizio. «Da ragazzo avevo anche io mille problemi. Don Mario mi portava a fare una passeggiata, e mi bastava per rasserenarmi. Aveva un modo di essere che ti faceva sentire conciliato con la vita. Sì, – conclude don Fabrizio – credo che a tutta la sua comunità don Mario abbia lasciato proprio questo senso di riconciliazione con se stessi e con gli altri».

    (Di Graziella Melina su Avvenire del 06 Gennaio 2010)

    "Mi piace"

  11. L’altro giorno ero giù in strada con un diavolo per capello, perso nei miei pensieri. Di tanto in tanto mi accarezzavo la barba, insoddisfatto come se uno spiritello maligno avesse preso casa nel cuor del mio petto. Il cielo era d’una limpidezza assurda per la stagione ancora invernale, e dalle Alpi solo brevi aliti di vento mi carezzavano il corpo, per finire subito sepolti nel gorgo di parole dei tanti sul marciapiede, chi impegnato a spaccare la faccia a un amico, chi invece occupato a fare la concione alla propria ragazza chiamandola con epiteti non riferibili. Ero dunque un po’ giù di morale, pronto a invocare gli Dèi dell’Olimpo, quando un testimone di Geova, basso e tarchiato mi si fece dappresso squadernando un sorriso a trentadue denti. Lungo la schiena m’è corso un brivido freddo, di autentico terrore: ho subito pensato, “se questo mo’ prende a parlare non lo ferma manco un fulmine a ciel sereno, porco diavolo!”. Ero più che deciso a tirar dritto, ma quello s’era attaccato alle mie chiappe e non gli passava proprio per la capa d’aver preso un granchio, o perlomeno non voleva accettare la realtà; eppure gli sarebbe bastato darmi un’altra un’occhiata, una più attenta, per rendersi conto che non ero il proprio suo tipo! Ma non lo fece. Si limitò, si fa per dire, a portarsi davanti ai miei passi arrestando così il mio libero cammino. Esordì dicendo le solite frasi di rito, cercando di rifilarmi depliant e giornaletti. Glieli lasciai in mano. A quel punto anche un idiota fatto e con la scimmia sulle spalle avrebbe capito che non era il caso di rompere le scatole a uno come me. Il testimone mi prese per la cravatta, con una confidenza maligna e biasciò minaccioso: “La fine del mondo è vicina, pentiti… pentiti finché sei in tempo… Gesù avrà cura di te…”. Lo afferrai per il polso, con forza perché volevo fargli male sul serio, almeno quel tanto necessario affinché portasse lontano da me le sue chiappe. Ma quello non fece una piega. Vidi rosso e senza starci a pensare sù strinsi con la mano il polso alieno. Chiunque le abbia viste le mie mani sa bene che sembrano badili; i più carini dicono che sono mani da pianista. Sia come sia, sentii netto un crack di ossa spezzarsi. Lasciai dunque la presa. Il testimone continuava a sorridere. Si sfregò il polso per un paio di secondi appena, poi si cacciò la mano in tasca e un momento dopo era ancora di fronte a me che scartava una caramella puzzolente all’anice. Fece persino il gesto di offrirmene una. Gli dissi di no con un cenno del capo. Inutile: mi aveva schiaffato in mano caramella, depliant e giornaletti. Porco Diavolo! Senza mai perdere il sorriso, felice come una pasqua, con tono di voce baldanzoso, mi assicurò che non gli dovevo niente, non una euro. Sospirai. Forse chiusi gli occhi per meno d’un secondo. E era sparito. Non c’era più e in strada c’ero sol più io, non un bambino non una donna non un vecchio. Capii che diceva il vero, la fine del mondo era alle porte, ma la cosa non mi preoccupava. Scartai la caramella, che non era all’anice come avevo creduto in un primo momento, e me la ficcai in bocca: all’aglio. Davvero buona. Pian pianino con il sole a picchiarmi sulla testa e le mani in tasca m’incamminai verso casa. 😉

    "Mi piace"

  12. Penso anch’io, Titti, che don Fabrizio sia il modello migliore del sacerdote, che vive con autenticità, amore fraterno e virtù eroiche la sua missione pastorale, ed è questa la ragione della mia presenza qui, perché con lui possiamo fare molto – sotto la guida di Cristo – per vincere l’ipocrisia dei falsi cristiani, e crescere nella fede, nella speranza e nella carità, seguendo l’esempio coraggioso di martiri come don Mario.
    Un abbraccio nel Signore
    Marco

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.