La Chiesa che non ha perdonato, non viene perdonata

di
Nico Rossi

Genera acuto dolore, spirituale e morale, la ferita sul volto della Chiesa cattolica dallo scandalo pedofilia. E’ uno scandalo profondo, non privo di risvolti politici e di forzature polemiche, di tale portata da oscurare oggi la bellezza della Comunità ecclesiale e da frapporre un velo di diffidenza tra il Popolo di Dio e la Gerarchia, accusata di aver occultato i peccati e i peccatori, anziché difendere le vittime.

In me questo dolore è simile a quello che si prova davanti a una persona cara quando è colpita: si condivide innanzitutto la sofferenza, e si auspica che ritrovi vigore e vita piena. La Chiesa la penso oggi allo stesso modo. Offro per questo, in amicizia, alla mia Chiesa, qualche riflessione. Sono convinto che qualche verità utile alla Chiesa e alla sua salute futura si possa decifrare negli eventi dolorosi di oggi. La verità su noi stessi è ciò di cui abbiamo tutti più bisogno per essere davvero liberi dal male.

Perché allora questo Papa – che ha voluto la pulizia nella Chiesa – è messo al centro dell’accusa? Questo Papa rappresenta una Chiesa che non ha saputo negli ultimi anni fare il movimento cristiano verso l’uomo malato per guarirlo. Dietro la sua voce dolce è percepita una dura intransigenza, una riaffermazione della religione della Legge. Essa si è manifestata specialmente con la pastorale dei “valori non negoziabili”, della tutela della vita dal concepimento alla morte. Gli altri valori costitutivi dell’essere cristiani, quelli che definiscono i contorni della tutela del vivente nel tempo della sua vita, nell’arco che riempie lo spazio tra il concepimento e la morte, non sono mai stati in questi anni “non negoziabili”. La persona in tutte le forme della sua vita effettiva, lavorativa, sociale, la persona portatrice di sete di giustizia, di aspirazione alla pace, e di bisogno di verità, di progetti di vita e di famiglia, non è stata altrettanto sostenuta. La Chiesa si è chiusa nella trincea della biopolitica. Soprattutto ha assunto su quei temi, e solo su quelli, il volto arcigno di un’autorità che non perdona e condanna. Io ricordo con pena tre episodi: la pubblica richiesta di scomunica per i medici che hanno procurato l’aborto a una bambina incinta del suo violentatore; l’accusa di omicidio a chi ha sospeso l’alimentazione forzata in casi perlomeno dubbi; il funerale negato a chi aveva chiesto che si staccasse la spina della macchina senza la quale non viveva.

Non sto dicendo che quelle pratiche, l’aborto e la sospensione della nutrizione forzata, siano eticamente ammesse. Sto dicendo che solo su questi fronti la Chiesa ha giudicato e condannato pubblicamente, fino a spingersi ad escludere da funerali cristiani. Fino a spingersi all’estremo limite del non perdono. Solo su questi valori “non negoziabili” si è spinta fino a chiedere il voto o ad intimare a deputati la coerenza con la fede in parlamento.

Una Chiesa centrata sugli obblighi morali più che sulla costruzione di attitudini etiche, più giudice che educatrice. Una Chiesa che in nome del proprio primato ha danneggiato il dialogo tra le religioni, ricevendo il contraccambio oggi dagli anglicani, dai protestanti tedeschi e dagli ebrei, per i quali si è ricominciato a pregare perché si convertano.

Si potrebbe dire che “questa” Chiesa, di questo tempo, non sa perdonare e non viene oggi perdonata. Ma chi dovrebbe amare e perdonare per primo se non il cristiano? Come sarebbe compatibile la teologia del Dio che è Amore, su cui tanto ha insistito Benedetto XVI, con un comportamento fondato invece sulla Legge? Vanamente voci anche molto alte, come il Cardinale Martini, hanno invocato un differente atteggiamento, pìù caritatevole e misercordioso verso l’umanità di oggi. Una pedagogia edificante e non solo capace di opporre i no “non negoziabili”, a fronte di tolleranze totali su altri fronti. Altrettanto diseducative.

Il mondo chiede oggi alla Chiesa perché tanta durezza non è applicata dalla Chiesa a se stessa: questa la sostanza dell’accusa. Il fatto è che quando si parla di pedofilia si parla di comportamenti contro la vita, contro la dignità e integrità della persona umana, contro la sacralità del suo corpo. Questi sono stati per la Chiesa stessa valori “negoziabili” con l’immagine pubblica da tutelare. Ecco cosa espone la Chiesa all’accusa e alle strumentalizzazioni di avversari. Ed ecco il perché non riesce a sottrarsi se non purificandosi, come sta cercando di fare.

Se poi la Chiesa vuole andare oltre la coerenza che tutti le chiedono, ed ottenere anche perdono e amicizia, deve essere capace a sua volta di perdono. Deve amare per prima. Nell’amore il perdono è la cosa più difficile, ma anche la vera forma della libertà, in cui è la verità a renderci liberi. La posta in gioco del perdono è innanzitutto il riconoscimento dovuto alla vittima. Che è anche un riconoscimento dovuto al colpevole, vittima di se stesso. Difficile l’impresa del perdono, perché richiede di confessare il male morale, la colpa, che ne postula la domanda. Sia poiché l’offeso può non concederlo, può considerare non riparabile l’offesa. Il perdono è infatti un riconoscimento reciproco: “bisogna essere sempre almeno in due per dimenticare, ossia per gestire il tempo” (M. Augé).

E dunque chi comincerà per primo a perdonare? Il mondo o la Chiesa? Io credo che il movimento iniziatico del perdono, della difficile libertà del perdono, debba cominciare da chi sa amare per primo. E’ infatti Cristo che ha perdonato per primo. Per non aver saputo farlo, fin qui, la Chiesa oggi non è perdonata.

(articolo apparso ne IL GIORNALE DI VICENZA, Venerdì 16 Aprile 2010)

13 pensieri su “La Chiesa che non ha perdonato, non viene perdonata

  1. Condivido l’impostazione generale dell’articolo, nel senso che di fronte al comunitarismo troppo vago espresso da alcune tendenze post-conciliari la Chiesa si è arroccata sul suo aspetto istituzionale, che col pontificato del papapa polacco si è voluto splendidamente trionfatore (ma gli occultamenti di cui si parla sono avvenuti proprio sotto quel pontificato, mentre Ratzinger ha avuto molto più coraggio e riceve accuse ingiuste). Su come la Chiesa- istituzione-di-salvezza abbia pervertito il messaggio cristiano (che è essenzialmente libertà dalle potenze mondane) Ivan Illich ha scritto pagine splendide e inquietanti nel suo ultimo libro-intervista, “I FIUMI A NORD DEL FUTURO” che inviterei tutti a leggere, praticanti e non.
    Dalla recensione di Fabio Milana:

    “Si può provare a riassumere l’argomentazione illiciana dicendo che s’incardina sulla figura dell’Anticristo, identificata o riconosciuta nello svolgimento della civiltà moderna; ove anticristica, secondo una tradizione recente della teologia orientale, adusa a confrontarsi con un Tolstoj ad esempio, non è tanto la negazione quanto la surrogazione del Regno di Dio: insieme la sua realizzazione e la sua mistificazione, l’una e l’altra cosa inscindibilmente, come entrambe commesse a mani d’uomo; o piuttosto, nel caso in questione, come sottratte in realtà a “mani d’uomo” e alienate in strumenti da esse sempre più autonomi e in “sistemi” spersonalizzanti. In questa luce, un mondo globalmente pacificato, universalmente rispettoso dei diritti umani e magari dell’ambiente naturale, capace di soddisfare tutti i bisogni materiali e spirituali dei suoi abitanti ecc., anzi gli stessi ideologemi di bisogno, diritto, benessere, “pace” (al singolare) – si presentano come l’incubo peggiore, per liberarsi dal quale non è sufficiente svegliarsi di soprassalto. Illich ha indicato molto per tempo la diabolica doppiezza (la “controproduttività”) dei processi di “sviluppo”, degli apparati di servizi “alla persona”, dei sistemi di informazione, ecc.; ma perfino la sua denuncia, senza avere scalfito l’immenso potere di quegli apparati tecnico-burocratici, ha solo contribuito secondo lui a renderli più consapevoli di sé e più sofisticati (più “democratici”, potremmo chiosare senza grosse forzature).
    Mobilitare la figura dell’Anticristo, però, chiama in causa necessariamente quel Cristo di cui l’altro è la contraffazione. Qui la riflessione di Illich si fa più originale e lancinante, giungendo a diagnosticare una sostanziale continuità del cristianesimo storico dai suoi inizi fino a questo esito aberrante. È la Chiesa (la chiesa gregoriana in particolare, ma già quella costantiniana, e forse anche quella primitiva: ovunque si collochi il primo passo che trasforma il vangelo in dottrina e il rapporto personale in dispositivo tecnico, l’amore in un dovere morale e il peccato in una colpa giuridica; insomma, la fides in religio), è la Chiesa ad aver concepito, portato in grembo, dato alla luce l’impostore; né si trova, secondo la lezione di Illich (ma anche di altri storici, Paolo Prodi ad esempio, che egli cita come suo maestro, o Harold Berman), istituzione moderna di qualche rilievo che non abbia il suo decisivo precedente nella storia della Chiesa. Né si tratta delle accuse di un apostata, piuttosto, di un mistero che il credente contempla angosciato. La stessa Chiesa che ha partorito la modernità, e ora la insegue per la sua strada se mai le riuscisse di trattenerla, è anche la “madre unica” e unicamente amata, confessa Illich, che gli ha trasmesso l’Annuncio e lo ha partorito alla fede. L’uscita da questo paradosso sta per lui nell’attesa di una resurrezione dai morti della Chiesa stessa, quella resurrezione che tien dietro al “disvelamento” (l’apocalisse) della qualità anticristica della nostra civiltà: ormai imminente, a giudizio di Illich – ciò che apre a una comprensione dell’epoca come la “più intimamente cristiana” che sia dato di vivere.”

    "Mi piace"

  2. ogni tanto un’occhiatina a dostoevskij (la leggenda del grande inquisitore) non farebbe male ai vertici vaticani.
    non so se ratzinger abbia responsabilità dirette o no, sta di fatto che oggi lui è a capo della chiesa e questo problema è ora sulle sue spalle. da non credente, ritengo che il modo in cui la chiesa saprà (o non saprà) affrontare questo terribile scandalo influirà non poco su quel che la chiesa potrà essere nei prossimi decenni.

    "Mi piace"

  3. La credibilità di “questa” Chiesa è già irrimediabilmente compromessa. A nulla varranno i tentativi di rianimazione, attuati da certa politica. Si dovrà ripartire quasi daccapo.
    Mi riesce difficile vedere in qualche parte della Storia, la “surrogazione del Regno di Dio”. Ciò non toglie che oggi come non mai, sia necessario “immaginare” una società più giusta, dove i diritti e l’ambiente vengano rispettati. Si tratta di sognare in grande (con un po’ di riserbo)e trasversalmente, lavorando in piccolo.

    "Mi piace"

  4. La surrogazione del Regno di Dio è la sua perversione, cioè la sua trasformazione in istituzione che somministra burocraticamente la salvezza. La Chiesa lo è fin dal principio, almeno questa è la sua perenne tentazione, ma non in questo si risolve la sua essenza, perchè in essa è la presenza dello Spirito. Propriamente, la Chiesa è un mistero, che rispecchia la divino-umanità di Cristo.

    "Mi piace"

  5. Argomentazioni che potrebbero anche essere valide sul piano sociologico. Ma non lo sono in una visione di fede. Non per chi crede nello Spirito Santo donato alla Chiesa. E poi… i peccati (o le virtù), non sono “della Chiesa” ma dei peccatori (o dei santi). La Chiesa, di per se, non può che essere Santa, a causa delle Parole di Cristo, non a causa degli uomini. Tutto il resto sono ragionamenti che appartengono “al mondo”.

    "Mi piace"

  6. Parliamo del crimine più orrendo che la nostra umanità possa perpetuare: la violenza sessuale sui bambini, sugli adolescenti. Paragonabile nella sua valenza, allo sterminio nei lager nazisti. Ma non c’è paragone che possa reggere: sono danni incommensurabili e purtroppo irreparabili(un trauma, una specie di morte ecc., a seconda di chi lo subisce e di come lo subisce). Tra l’altro è un cancro che si estende a tutti i livelli e può orrendamente passare da una generazione all’altra (l’abusato potrebbe diventare a sua volta diventare un abusatore).
    E’ un male che non rimane mai circoscritto a chi lo compie, in particolar modo se esercitato da una persona autorevole con compiti educativi, per la quale si nutre affetto: genitore o familiare, insegnante, prete ecc.
    Chiedo scusa se ripeto cose già a conoscenza di tutti, ma è bene non abbassare la guardia sulla portata di questi fatti.
    Purtroppo questi crimini, non sono ancora perseguiti dalle leggi italiane, con la giusta severità. Del resto,fino a una manciata di anni fà, la violenza sessuale era ritenuta in Italia un reato contro il pudore, il “costume” e non contro la persona. Il cammino da fare è ancora lungo e potrebbe essere non necessariamente progressivo. Come si sa in alcune epoche e contesti, l’abuso (anche sui minori) era diffuso e tollerato socialmente.
    Il rischio c’è anche oggi, compreso quello di tacere, di non voler vedere (la legge su questo punto, obbliga gli adulti a segnalare alle autorità competenti tali problematiche).
    Almento sulla carta, qualcosa c’è. Ma è una sensibilità che va rieducata costantemente.
    Buona giornata.

    "Mi piace"

  7. Io proverei ad alzare lo sguardo rispetto allo schema accusa-difesa che caratterizza gli interventi.
    Si dovrebbe tentare di individuare una strada per la Chiesa, non certo intesa solo come “Vaticano”. Secondo Cacciari la difficoltà è propria di una Chiesa spaventata e arroccata perché sempre più in crisi nel rapporto con la modernità (i giovani spariscono dalle parrocchie subito dopo la cresima, c’è la crisi delle vocazioni, non ci si sposa più, i comportamenti diffusi sono in contraddizione con la morale cattolica…). La chiesa arretra in un neo barrocchismo, in linguaggi e moralismi antimodernisti.

    Il dramma si aggrava perché la chiesa trova nella società laica solo interlocutori strumentali (neocon, tradizionalismo leghista) oppure sordi e incapaci di comprenderla (la sinistra laicista). Il suo isolamento non viene solo da dentro. E’ anche da fuori: il “popolo di Dio” della Lumen Gentium è muto, e sta come sugli spalti del colosseo a godersi la lotta tra gladiatori. La chiesa è monca, monca del suo popolo.

    Mi piacerebbe che la discussione prendesse questa piega: che “i cristiani” esercitassero un ruolo attivo nella discussione sull’avvenire della Chiesa, di quella di cui c’è bisogno. Quella che può essere luce per tutti, luce del mondo e sale della terra. E’ vero che la gerarchia ha spinto nella direzione della propria solitudine e verticalità. Ma è altrettanto vero che questa sua difficoltà è un’occasione per manifestare la Chiesa nascosta dietro “l’immagine” che la gerarchia propone, e che ha tanta bellezza da raccontare e valorizzare. In un mondo in via di rapido abbruttimento ce n’è sete.

    "Mi piace"

  8. Le mie saranno parole da “ignorante” che mal si attagliano alle dotte analisi svolte da chiunque mi preceda, tuttavia spero che abbiano diritto di cittadinanza anch’esse.
    La Chiesa, non appena ha iniziato a strutturarsi si è scoperta organo di immensa forza, in grado di muovere imperi e determinare le sorti di un popolo ed ha sempre agito in modo consequenziale. Il messaggio di Cristo, nella sua purezza, nella sua vera dirompenza di apertura al perdono, nella sua immensa larghezza di vedute, è diventato qualcosa che, certo, poco o nulla ha da spartire con la costituzione di una casta potentissima, capace di ogni efferatezza, incapace di vero amore, sempre pronta a seppellire i cadaveri e soffocarne il lezzo.
    Adesso è scoppiato il bubbone, tuttavia non è che non si sapesse nulla, non è possibile che nulla fosse mai trapelato e allora?
    Perché la Chiesa si arrocca nei suoi privilegi e in posizioni indifendibili? Perché non cerca di costituire un valido baluardo contro il male, avvicinandosi ai giovani, evitando la millenaria misoginia, cercando di essere veramente la casa di tutti, prendendo atto di quanto la società sia mutata ed esercitando, per prima, il vero esercizio del perdono e della comprensione?
    Con questo non intendo generalizzare, ci mancherebbe altro, ma immettere, come ho già detto, un parere “ignorante” in mezzo a colte indagini.
    Grazie a tutti.

    "Mi piace"

  9. Credo che gli spunti di Nico Rossi da un lato e di Flora siano ugualmente interessanti. Mi piace molto l’approccio di Rossi, ma trovo che la voce “ignorante” (che ignorante ovviamente non è) vada ascoltata perché esprime quello che la gente pensa normalmente, e che da dentro la Chiesa viene respinto, spesso, con sufficienza. Non da preti di “frontiera”, ma dalle gerarchie che, in una Organizzazione, contano, eccome se contano.
    Ezio

    "Mi piace"

  10. Infatti concordo pienamente con Flora, che tocca il punto essenziale: come può la Chiesa tornare ad essere “casa di tutti”?. Nei prossimi giorni conto di intervenire su questa metafora della “casa” (casa del Padre) e della “casa bella e accogliente”. Il Padre della parabola del figliol prodigo si preoccupa di offrirne una, quale estasi ed espressione del proprio amore.
    Intanto offro qualche parola di Bruno Forte sulla terza Persona della Trinità:
    «Lo Spirito è colui per mezzo del quale è portata a compimento la comunicazione di Dio. Economicamente è a lui che vengono attibuiti la santificazione, il perfezionamento… per questo fu chiamato Amore. E’ l’estasi di Dio verso il suo “altro”: l’esodo proprio dell’amore è l’estasi di Dio”.
    La preghiera della chiesa dice: “Vieni Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli, accendi in loro il fuoco del tuo amore”. Questo fuoco non traspare oggi, l’esodo proprio dell’amore ci vede incapaci. E’ occultato dalle forme barocche e statuali della Gerarchia, è ridotto a una pallida brace nei cuori delle persone, distratte via dalla vita della comunità che è “bellezza nel frammanto”. La forza centripeta del mondo dei piaceri autoreferenziali, a forte impatto individualizzante e narcisisitico soffoca il fuoco dell’Amore che per sua natura è estroverso e ama stare tra le persone. E il mondo si fa sempre più opaco alla bellezza, sempre più brutto e volgare.

    "Mi piace"

  11. Grazie ad Ezio e Nico per la concordanza e aspetto di leggere l’intervento di Nico.
    A tutti un sereno 1° di Maggio

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.