Provocazione in forma d’apologo 157

E dopo anni d’attesa una scampanellata violenta. La donna spegne lo stereo, va alla porta e si trova davanti un uomo né giovane né vecchio, né bello né brutto, né del tutto in ordine né decisamente indecoroso. Un uomo come in questi tempi difficili se ne vedono tanti: uno di quelli che la vita ha provato saggiandoli coi suoi denti aguzzi, per poi magari sputarli.

“Desidera?” “Ascolti, io mi chiamo… ma no, questo non ha importanza. Sono venuto per dirle…”
“Sì?” “Non mi fa entrare?”
“Entri.” “Entro.”
La donna precede l’uomo fino al divano e gli fa cenno di sedersi, poi prende una sedia, la mette di fronte all’altro e si siede a sua volta.
“Dunque…” esita l’uomo “è una cosa importante, ma cominciare è difficile. Non avrebbe qualcosa da bere?” “Minerale o aranciata?”
L’uomo non riesce a trattenere una risatina: “Intendevo qualcosa di buono”. “Le do quello che ho” risponde la donna, e gli versa un dito dell’amaro leggero che prende lei quando si sente qualcosa sullo stomaco.
“E allora?” cerca di riprendere la donna, ma senza impazienza. “E allora… Senta, come dicevo cominciare è difficile. Ho la testa che gira, sono così stanco, così affamato… Non avrebbe un boccone da darmi?”
“Guardi, sono arrivata da poco dall’ufficio e mi stavo preparando la cena; ma io non mangio quasi nulla. Se mi dà qualche minuto metto insieme qualcosa di più sostanzioso.” “Va bene, la ringrazio.”
Mentre l’uomo se ne sta quasi composto sul divano la donna si dà da fare nel cucinino. Dopo una mezz’ora ne riemerge con un abbondante risotto alle verdure e ai formaggi, apparecchia e i due si siedono a tavola.
“Buono!” approva l’uomo a bocca piena “però niente ciccia, eh?” “È tanto che non mangio carne, in casa non ne tengo.”
“Non importa, questo va benissimo” l’uomo sentenzia. Quindi divora tutta la frutta che c’è e una mezza torta secca un poco anziana ma ancora mangiabile che la donna è riuscita a trovare nel pensile in alto.
Al termine del pasto i due tornano ad occupare le posizioni precedenti: l’uomo sul divano, la donna sulla sedia di fronte.
Sempre esitando, quasi timido, l’uomo chiede: “Le dà fastidio il fumo?” “Veramente… sì.”
“Allora mi limiterò a due boccate, proprio non posso farne a meno dopo mangiato” ribatte l’uomo. E messe da parte esitazione e timidezza tira fuori un mezzo toscano e, di parola, ne tira giusto due boccate, quindi lo spegne e lo rimette via.
I due si guardano in silenzio. Infine l’uomo sembra decidersi: “Ora lei crederà che io voglia tirare le cose in lungo, prenderla per il naso, magari sfruttare la situazione. Ma il fatto è che la questione è davvero spinosa e la testa mi gira ancor più di prima, sono veramente troppo stanco. Prima di affrontare il discorso, che non sarà breve, potrei sonnecchiare mezz’ora?” “A questo punto, se crede…”
L’uomo si concede un’altra risatina: “Avevo sete e mi hai dissetato, avevo fame e mi hai sfamato, ero stanco e mi hai dato riposo”. “Bisogna perdonare settanta volte sette, bisogna pazientare trenta volte trentuno” replica la donna con lo stesso tono, e va in camera da letto a prendergli un plaid.
Quando, un minuto dopo, è di ritorno, l’uomo è disteso sul divano e dorme profondamente. La donna gli allarga il plaid addosso, poi sparecchia e va in cucinino a lavare i piatti. Ma non può impedirsi di pensare che l’uomo, prima di allungarsi sul divano pulito, poteva almeno togliersele, quelle scarpacce infangate.

2 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 157

  1. versione moderna della agiografia di san martino o san giuliano ospedaliere.
    anche cristo si aggiorna e prende le sembianze del furbetto approfittatore. la pia donna è pia, e si fa un po’ pia’ pe’: e tuttavia sa già dall’inizio dove va a parare costui, questo conteur di balle, morto di fame e di sonno. è tanto se non le porta via la pensione o gli ori. è santa la donna, ma ha gli occhi per vedere. credo che la santità passi anche per il fare conservando un pizzico di perplessità e ironica consapevolezza: non ho mai creduto al lindore totale degli atti dei santi, chissà quante volte, anzi, hanno mandato, magari di striscio, in malora i poveretti. che suonano il campanello alle due di notte, che tu non c’hai un centesimo e li puoi solo invitare a casa per una pasta al burro…

    Mi piace

  2. Cara Lucy,
    prendo atto della tua lettura.
    Io veramente avevo pensato alla mia prima “Provocazione in forma d’apologo”, postata il 15-01-07, che questo pezzo almeno in parte rovescia.
    D’altra parte qui non sono le due di notte bensì le sette di sera; e in molti casi una pasta al burro è non solo letteralmente grasso che cola.
    Comunque grazie e ciao,
    Roberto

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.