De delictis gravioribus / 5

di Ezio Tarantino

[ 1. puntata ]  |  [ 2. puntata ]  |  [ 3. puntata ]  |  [ 4. puntata ]

Recentemente il Rev. Thomas Brundage, quello che aveva istruito il processo contro Padre Murphy, in un articolo pubblicato dal Catholic Anchor.org, organo della Arcidiocesi di Anchorage, Alaska, ha contestato il racconto del New York Times, specialmente per quanto riguarderebbe il suo ruolo nella decisione di sospendere il processo a carico di Padre Murphy.
Sostanzialmente Brundage sostiene di non aver saputo di questa decisione perché essa è contenuta nella lettera dell’Arcivescovo Weakland del 19 agosto. Poiché solo due giorni dopo Murphy morì è chiaro che non si poté darvi seguito.

In realtà è dimostrato come lui fosse al corrente della decisione, formalmente assunta nella riunione di Roma del 30 maggio, tanto che, pochi giorni dopo l’uscita di questo articolo, ha dovuto ammettere che: a) fu lui a tradurre il documento italiano (per quanto sommariamente, utilizzando un rudimentale traduttore automatico in internet – siamo nel 1998), e che quindi conosceva bene i contenuti della riunione del 30 maggio; ma che soprattutto, b) fu lui a redigere la bozza che servì come base per la lettera di Weakland del 19 agosto: “However, in the file e-mailed to me by reporter Johnson was a August 15, 1998 draft of a letter that I wrote and Archbishop Weakland slightly edited. This draft letter became the text of the August 19, 1998 letter from Archbishop Weakland to then-secretary of the Vatican’s Congregation for the Doctrine of the Faith Archbishop Tarcisio Bertone in which Archbishop Weakland declared that he had instructed me to formally abate the case“.

La polemica ricostruzione di Brundage aveva fatto rapidamente il giro dei blog di osservanza vaticana. Peccato che la stessa cosa non sia avvenuta per la rettifica. Prendiamo ad esempio il blog di Paolo Rodari, esperto di cose vaticane del Foglio, con la cui acribia linguistica abbiamo già fatto conoscenza la scorsa puntata.

Rodari, come fanno moltissimi altri blog, cita una intervista rilasciata da Brundage il 31 di marzo all’edizione inglese di Radio vaticana. Ma commette un errore. Si fida, infatti, come tutti gli altri blog e organi di informazione vari, di una sintesi pubblicata sul sito internet in lingua italiana dell’emittente che, in un sommario che precede la trascrizione dell’intervista vera e propria, aggiunge,  ma non si capisce bene attingendo da quale fonte, una serie di insulti gratuiti e del tutto ingiustificati nei confronti dell’ex arcivescovo Weakland.

Secondo questo sommario, Brundage infatti accuserebbe il quotidiano newyorchese di aver fatto una ricostruzione “assolutamente imprecisa e sciatta” della vicenda, “fondandosi sulle menzogne di monsignor Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone credibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un ex studente di teologia”. Le virgolette (come pure il corsivo) le ho messe io, solo per evidenziare la citazione, ma sul sito della Radio non ci sono (non è un dettaglio di poco conto: non sono quindi parole attribuite esplicitamente a Brundage, ma una fantasiosa e un tantinello ignobile libera interpretazione del suo pensiero).

Diciamolo subito: la storia è vera. Rembert Weakland, al termine della sua “carriera” da arcivescovo, ha ammesso la propria omosessualità e soprattutto la tormentata e drammatica storia d’amore che lo ha visto coinvolto proprio negli anni in cui si svolse il caso-Murphy, con tale Paul Marcoux, uno studente di teologia, trentenne, il quale, dopo aver accettato un lauto compenso in cambio del silenzio (non una pratica cristallina, certo, quella scelta dall’arcidiocesi e dagli avvocati per evitare lo scandalo, una soluzione che non trovò Weakland per nulla consenziente) successivamente tirò fuori questa vecchia storia per ricattare l’anziano prelato.
Che, bisogna dire, godette, prima e dopo l’outing, di grande stima da parte della comunità cattolica americana, che ne ha sempre riconosciuta l’alta statura morale. Recentemente l’arcivescovo Weakland ha intrapreso una battaglia ideale contro le posizioni del Vaticano contro l’omosessualità, rivendicando con grande dignità e coraggio la propria natura e soprattutto il diritto/dovere di poterne parlare liberamente.

E’ bene ribadirlo ancora: Brundage quelle parole non le ha né scritte sul giornale dell’Arcidiocesi, né pronunciate nell’intervista (peraltro correttamente e integralmente trascritta sul sito). L’estensore del sommario sul sito internet sembra essersele inventate di sana pianta. E non basta.
Continua infatti la sintesi vaticana (sempre senza le virgolette, ma con una attribuzione inequivoca): “Mons. Weakland – dice padre Brundage – mente quando afferma che dal Vaticano era partito l’ordine di sospendere il procedimento contro padre Murphy. Una cosa assolutamente falsa. [qui si aprono per la prima volta le virgolette] <<Se mi fosse stato chiesto di sospendere la procedura>>, afferma, <<certamente avrei insistito che si facesse appello alla Corte suprema della chiesa, o a Giovanni Paolo II se necessario. Il procedimento contro Murphy è dunque andato avanti fino a quando è sopraggiunta la sua morte. Ratzinger voleva andare a fondo di tali vicende>>.”
E conclude Radio vaticana: “Il quotidiano [il NYT] ha pensato bene di citarlo [Brundage]da fonti internet totalmente inaffidabili, facendogli dire cose che non ha mai detto”.

Che senso ha definire Weakland “grande accusatore”? In quale sede si sarebbe attribuito questo ruolo? Quali sarebbero le “fonti internet” totalmente inaffidabili? Perché l’estensore dell’articolo sul sito dell’emittente ha voluto affondare i colpi contro Mons. Weakland, attribuendo a Brundage qualcosa che nessuno ha mai detto (né lui né Weakland)? Perché ha voluto tirar fuori la vicenda della sua peraltro riconosciuta e ammessa omosessualità?

Come abbiamo visto, Weakland non mente affatto, anche perché la fonte del NYT non è una semplice intervista, o chissà quale sito internet di dubbia reputazione, ma documenti pubblicati e non smentiti, anzi, confermati con la coda fra le gambe dallo stesso Brundage, il cui tentativo di salvare Ratzinger (o Bertone, o tutti e due), fiancheggiato da Radio Vaticana, risulta così drammaticamente patetico.
O Weakland, e anzi, quello che scriveva nelle lettere a Bertone nel 1998 è meno attendibile in virtù del suo dramma personale? (è ovviamente ciò che il sito dell’emittente vaticana vuole insinuare, neppure tanto velatamente) (si veda la bellissima e lacerante lettera scritta dall’arcivescovo al suo amante, per capire lo spessore umano e il la qualità del dramma che stava vivendo).

Fra l’altro, raggiunto dalla BBC il  25 marzo, quindi dopo l’uscita dell’articolo del New York Times, che è del giorno prima, l’ex arcivescovo tiene a sottolineare come le sue lettere fossero indirizzate alla Congregazione per la Dottrina della Fede, e non personalmente al Cardinal Ratzinger, che lui non reputa in nessun modo responsabile per i ritardi con cui la CDF trattò il caso .

In realtà la prima lettera inviata da Weakland alla CDF, il 17 luglio del 1996, è per forza di cose formalmente indirizzata proprio al Cardinal Ratzinger, che ne era il Prefetto. Tanto più ha valore, quindi, la testimonianza dell’ex arcivescovo, in difesa di Papa Benedetto XVI (se fosse quel “grande accusatore” menzognero come viene descritto dal sito della Radio Vaticana qualche giorno più tardi avrebbe avuto gioco facile a rimarcare come avesse mandato proprio a Ratzinger la prima lettera rimasta per quasi un anno senza risposta). La ricostruzione di Weakland attribuisce invece la conduzione del caso in modo esclusivo al Card. Bertone e ai suoi esperti in diritto canonico.

Di più: nell’intervista l’ex arcivescovo si prende la sua parte di responsabilità nel non avere istruito dieci anni prima la causa per la laicizzazione di Padre Murphy. Per cui l’acrimonia di Brundage (che forse non ha ascoltato l’intervista, ma che interviene comunque quattro giorni dopo) e soprattutto della Radio Vaticana è del tutto immotivata.

(continua…)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.