Sarabanda

Il cardine della Deposizione è nella parte inferiore, dominata dal corpo morto di Gesù e dalla lapide massiccia del sepolcro, unanimemente riferita alla pietra angolare su cui è fondata la Chiesa. Esiste qualcosa che dà senso a tutto il resto, senza il quale gli sguardi smarriti e addolorati, stupefatti e isterici, non avrebbero alcuna consistenza, resterebbero assorti nel sentire spogliato di un centro, lanciato nel vuoto di un’entropia inarrestabile. E invece no, la causa e il fine di ogni gesto si raccolgono intorno a quel corpo, a quella pietra, lo smarrimento della Maddalena, il dolore di Nicodemo e di Maria, lo stupore di Giuseppe, ricco giovane d’Arimatea, l’isteria violenta di Maria di Cleofa sono il corollario di una morte che diventa fondamento, ragione ultima di ogni passione – da quella più matura alla più acerba– di ogni particella di materia che abbraccia finalmente un senso, un filo, la giusta direzione, perché non v’è altra logica se non quella del dare: il resto è caos, babele, sarabanda inutile di meschinità.

6 pensieri su “Sarabanda

  1. mi dà da pensare che tutti concordino sul fatto che la lapide massiccia sia la pietra su cui si fonda la Chiesa:
    ma la pietra non è stata rotolata via?
    a me fa venire in mente l’altare del sacrificio perenne sul quale il Cristo crocifisso si fa Cristo eucaristico.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. In effetti, piu’ del sacrificio di un corpo crocifisso cosa c’e’ da mettere sull’altare?

    Su Pietro/pietra si fonda la Chiesa…con tutti i suoi caos e sarabande.

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  3. Grazie, Fabry,
    ricambio con un canto di uno dei compositori più influenti del periodo rinascimentale

    L’ho imparato con un coro che ho frequentato

    ‘Notte,
    Titti

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  4. Trovo terribilmente arduo affermare che non esista altra logica che quella del dare, quando tutto quanto si fonda semmai sulla logica del prendere e del difendersi dal prendere altrui.. basti pensare alle battaglie che si compiono in ogni istante nel nostro stesso corpo, ai bilanciamenti precari del sistema immunitario fra aggressione ed autoaggressione. C’è una storia naturale che sembra puntare il dito su questa scena per chiedersi, sì sì bella, che pathos ma.. “è vera”? Aldilà del “valore psicologico s’intende”. Ecco a cosa servirebbero le sindoni, ai Tommasi (senza santità) come me, che non trovano un costato nel quale immergere il dito, e che magari auspicherebbero una di quelle “visioni” che più generosamente pare venissero elargite in passato, ma non per via di un cancro al cervello o altra patologia, beninteso.

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  5. grazie ancora, Titti, e auguri di pronta guarigione a te e a Marco!
    Elio, dico che è la logica che garantisce un futuro, magari non quello del nuovo post! comunque ti capisco: nell’omelia ho detto che Tommaso aveva ragione.

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