Da: Immaginate la ragazza – di Giovanni Catalano

Coincidenze

È qui che una coincidenza

potrebbe farsi destino.

Già da tempo, ancora adesso.

All’improvviso.

Avresti potuto

incrociarmi ai tornelli

o nella ressa ai gradini

o fermo sulla destra

d’una scala mobile.

Sulle maniglie d’un vagone

o qui seduti, solo divisi

dalle cuffie di un ipod

avresti potuto

lasciar cadere un segnalibro

che quel giorno

avrei raccolto.

Nell’odore dei freni

ti avrei sorriso e tu

mi avresti raccontato d’una vita

scandita dai treni,

dalle lunghe fermate.

Più tardi in Porta Genova

ti avrei lasciato un numero,

un indirizzo, il campanello

o – chiuso il romanzo –

qualche indizio indecifrabile,

almeno un nome, un saluto,

un discorso a metà

per convincerti a restare.

Modigliani

Davi ordine al mondo

di chiudere gli occhi

e in un unico gesto

sfilavi la blusa.

Allora pensavo:

devo far presto

a baciarti sul collo

prima che un bacio

significhi altro.

Ma il tuo collo

è così lungo

che non smetterei mai

di baciarlo.

E devo far presto

prima che cominci

la spalla o l’orecchio.

Tra poco anch’io

mi sarò dimenticato.

Tu già adesso non ricordi

ma eri qui con me

a rubare grilli

affondando le ginocchia

nell’erba più alta.

Poi salivi sul melo

per raccogliere

il mio sguardo rosso

e rotondo.

Tu già adesso non ricordi

ma eri bionda come l’estate

e in un lentissimo gesto

sistemavi i capelli

dietro l’orecchio

per fermare il pomeriggio.

Maschere

Staccavo i biglietti

nel buio della sala

e tu sceglievi

l’ultima fila.

Poltrona centrale

o vicina al corridoio

per tenere fuori

almeno una gamba

e dondolarla

come un cane

infine sciolto.

Sul tuo posto vuoto

lasciavi la borsa

come per dire

che esisti.

Io non ho mai saputo

se ti alzavi verso il bagno

o sparivi per sempre.

Così restavo un altro po’

sul feltro blu delle poltrone

dopo i titoli di coda

ancora un po’

nonostante la luce

accesa e divisa

a tutti in parti uguali.

La tua forma

Quando compresi che non eri

una parte del mio corpo

avrei voluto perderti

come il fiato e il sudore.

Ma tu sei ovunque:

tra i capelli, sulle ciglia,

sotto il bianco delle unghie

e, sai, non posso non amarti.

Soprattutto a tarda sera

quando scivola la gonna

e allora butti sul mio letto

quella maglia.

Come un’ombra

– per un po’ –

mi tiene ancora la tua forma.

[Da “Immaginate la ragazza” di Giovanni Catalano – Ed. Lampi di stampa, 2009.]

[Immaginate la ragazza, certo, ma non solo. Perché qui si tratta di un piccolo calibrato canzoniere, fitto di amori e di visioni ottenute attraverso lenti deformanti – o formanti, a seconda dei punti di vista. Scene, luoghi e personaggi dall’oggi che si ripresentano in una sorta di eterno ritorno ma anche improvvise sortite nell’infanzia e nell’adolescenza, o anticipazioni di un futuro ancora lontanissimo eppure già profetizzabile. Prefazione di Gianluca Chierici e postfazione di Domenico Cipriano. (Dalla quarta di copertina.)]

14 pensieri su “Da: Immaginate la ragazza – di Giovanni Catalano

  1. Amore, tanto amore, nei suoi riflessi, nelle sue mille sfaccettature, ma non solo.Nella poesia di questo giovane autore, si posa un occhio lungo, attento, capace di sviscerare il reale in immagini, spesso di particolare vigore, indicative di un suo percorso conoscitivo non imbrigliato da preconfezionamenti di nessun genere.

    Una buona prova.
    “Ma non so star seduto
    e poggiando la mano
    sulla carts da parati

    sento ancora la mancanza
    d’una divinità

    per quanto provvisoria.”

    E’ solo una noticina, la mia, scritta di getto, tuttavia mi auguro che Giovanni Catalano, la gradisca.
    Flora Restivo.

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  2. ma che belle!
    tu…non ricordi:
    da quando lo disse montale, ogni volta che un uomo, un poeta, lo dice al suo “du”, mi rimescolo. c’è una tale malinconia e una tale pienezza di verità e d’amore in questo non essere insieme, pur essendolo. la poesia d’amore deve fare questo al lettore: che altro?

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  3. Perché, Elio_C? Con tutto il ripetto, forse spiegare il motivo di questo giudizio, sarebbe utile anche al nostro giovane autore. Non vorrei essere presa per petulante, non è nelle mie intenzioni, vorrei solo capire.
    Grazie.

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  4. Ringrazio Franz per questa selezione e chi è intervenuto.
    Grazie Natalia, Flora, Daniele, Lucy ed Elio, non credo sia il caso di discolparmi per un’insostenibile leggerezza o pesantezza 🙂

    Sperando di riparlarne presto, con più calma, intanto vi lascio un caro saluto.

    Giovanni Catalano

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  5. Non si trattava di un giudizio Flora, so solo che leggendole, in sequenza, mi ha colto come un’ansia crescente, dalla quale ho estrapolato.. è l’imponderabile dell’arte.

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  6. Giovanni Catalano è autore fresco, arioso, scrive versi di ottima fattura. Sto leggendo attentamente il suo bel libro “Immaginate la Ragazza” raccotla poetica altamente significativa. Ne consiglio vivamente la lettura.

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  7. Oltre alle splendide poesie qui riprodotte, mi è assai piaciuta la nota di FB “Cantieri”, un esempio di grande esemplarità e di perfezione espressiva etc. etc. di quello che dicevasi “correlativo oggettivo”, secundum Eliot.
    Davvero notevole. E bravo.

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  8. Questa di Giovanni Catalano è una poesia, ariosa, giovane, essenziale, sentita ed espressa con il supporto di un linguaggio molto fluido e affabulante…Avrò piacere di conoscerlo al reading “Poeti al Garraffello” a Palermo il 2 luglio prossimo.

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