Emigranti

San Domenico ha in mano dei rosari: pare quasi un venditore ambulante, al quale Maria indica l’oggetto preferito. E’ bello pensare al santo come a un vu’ cumprà, un emigrante senza patria che sbarca il lunario con gli strumenti poveri della preghiera. Il bambino Gesù fissa l’osservatore con aria di saggezza e di compatimento per la sorte problematica dell’umanità. Lui è il Dio che contempla dal futuro con la certezza che il bene vincerà, la miseria sarà scongiurata, il rischio per guadagnarsi il pane si capovolgerà in godimento di una pace senza ombre. Ma ora bisogna chiedere e soffrire: ai piedi di Domenico c’è una folla di questuanti che vorrebbero entrare in possesso degli attrezzi del mestiere; sono rapiti dal desiderio di disporre di una fabbrica di grazie, una fucina di benedizioni, agognano al segreto del vita, qui rappresentato dal rosario, catena di suppliche calamitate dallo sguardo vigile della Madonna e da quello più rilassato del bambino dai capelli biondi, dispensatore di serenità arcane, di estasi ignote a noi emigranti.

13 pensieri su “Emigranti

  1. Citando san Giovanni apostolo, “tutto il mondo sta in potere del Maligno” (1 Gv 5,19), ed è questo – palesemente – il motivo centrale delle sofferenze che questa umanità vive dopo il peccato originale. Il Signore non vuole la nostra sofferenza, ma la nostra gioia, a partire da questa vita terrena, la quale – nella misura in cui è davvero centrata su Cristo risorto – è liberata dalla potenza infinita dello Spirito Santo, l’Unico che possa donarci vera forza e pace interiore, ora e per sempre, con il sostegno e l’intercessione fondamentali di Colei che ha riconciliato e unito in sé l’umanità e la divinità.

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  2. Lui è il Dio che contempla il futuro con la certezza che il bene vincerà

    forse il segreto della vita è irraggiungibile, come quella certezza che solo un Dio bambino può avere, a noi restano la fede, la speranza…ma alla fine solo l’amore rimane.

    grazie, fabry

    un abbraccio

    f&r

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  3. La figura sulla destra (Caravaggio vecchio?) indica, anche lui, in Gesu’ colui che dona una pace senza ombre…quella che Michelangelo Milesi non ha goduto in vita.
    A.A.

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  4. Fatta salva l’eccellenza tecnica, lo trovo un quadro del tutto privo di “aura” soprannaturale: troppo forte traspare la “realtà” di un allestimento scenografico fatto con gente del tardo ‘500. Quella donna non è la madonna, quel bambino non è Gesù, e quei frati non sono santi. Un manifesto dell’ateismo, questo m’ispira.

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  5. Dopo il Barocco ed i 24 capolavori del Merisi (scusate il refuso nel mio post precedente) don Fabrizio perche’ non affronta l’Ottocento e gli Impressionisti da Corot a Monet esposti nella mostra romana in corso al Vittoriano fino al 29 giugno? O se preferisce, altro percorso interessante “La natura secondo De Chirico” al Palazzo delle Esposizioni fino all’11 luglio.
    Ci pensi su!
    Per il piacere dei non romani impossibilitati a visitare le mostre 😉
    A.A.appassionato d’arte

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  6. Caro Giuseppe, l’idea che l’arte possa avere valore e significato in se stessa, prescindendo dunque da ciò che è chiamata – in forma esplicita o implicita – a significare e ricordare, è un’idea certamente rispettabile (come ogni altra), ma che non tiene conto del legame che intercorre tra la creatura e il Creatore: la creazione senza il suo Creatore si svuota di tutta la sua valenza, così come perde, inevitabilmente, tutto il suo significato un dipinto o un’opera d’arte che intenda (nell’intenzione del suo autore) scindere nettamente il “filo” invisibile che unisce l’uomo (e il mondo) all’unico Dio – Padre e Figlio e Spirito Santo. Non è il caso, ovviamente, di questo dipinto, che esalta la centralità della preghiera e, in particolare, della intercessione della Madonna nel piano di Dio.

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  7. Finisco il Caravaggio e passo ad altro…

    …cosa bolle in pentola?
    A.A.ansioso di sapere 🙂

    p.s.
    ma l’ed. Effata’ questi post li pubblichera’?

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  8. nel tendaggio ci sono altre citazioni di opere dello stesso caravaggio.
    nel popolo che si tende verso l’alto la tensione, sublimata dall’assunzione di maria, di tiziano.
    il tendaggio direbbe che la scena è solo una scena, finzione. ma quella finzione scenica racconta il recupero nella coscienza del subconscio. nelle nostre cantine, dietro le quinte abbiamo un mondo che a noi stessi si deve svelare

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  9. Interessante in questo dipinto ( ma potrei citarne molti altri) è la presenza di un bambino – alla base, a sinistra – di circa due anni maggiore di Gesù. In tutti i dipinti in cui compare la Madonna con due bambini, uno è interpretato come gesù, l’altro come Giovanni. Ma è proprio così…?

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