Prima della morte

L’uva c’è, ma non riesco a distinguerla: eppure pare sia particolarmente dettagliata. Mi era successo lo stesso col ramarro. La lezione è questa: ciò che conta è nell’ombra, laddove non si vede, o non si vuole vedere. Giovanni Battista ha un’aria vaga, uno sguardo perso nel vuoto. Un momento di riposo, di sogno, quando il futuro è ancora un pampino di vite indecifrabile e invisibile. E’ il momento più bello, da un certo punto di vista: non ci sono limiti a illusioni e utopie, il mondo è come te lo immagini, nulla può vietarti di pensarlo secondo le tue attese. Eppure c’è qualcosa che attira l’attenzione, nella quiete apparente: il capro pronto al sacrificio, il drappo rosso come il sangue, il legno della croce su cui il giovane poggia mollemente il piede. Il futuro è presente: esce dall’ombra come l’uva, disposta a diventare vino sulla tavola dell’ultima cena, prima della morte.

10 pensieri su “Prima della morte

  1. Riflessione bella, come al solito.
    Invece io non riesco a mettere a fuoco il legno della croce… Sara’ freudiano, in questo periodo di crisi in tutti i campi?
    A.A.a. Help

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  2. e io non metto a fuoco l’ossessione di caravaggio per il battista: alla mostra ce n’erano tre esposti.

    concordo sulla bellezza della riflessione su uno dei personaggi del Vangelo che amo di meno (mea culpa!)

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  3. avevo tante cose da fare
    tra le tante che gli altri
    avevano da fare.
    aveva un impegno per il mondo
    per un mondo in cui
    avevi voglia di sgolarti
    che nessuno ti sentiva.
    avevo un agnello da indicare
    ma ancora non sapevo
    nemmeno dove cercarlo.
    avevo tante cose
    che dentro mi passavano
    ancora a me stesso da chiarire.

    datemi tempo. lasciatemi un po’ di spazio
    ho bisogno di stare ancora un po’ da solo

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  4. L’importante è nel buio. Si intravede appena per chi ha gli occhi adatti ad intravedere. Il Mistero lascia qualche traccia! Credere è l’unica via e se per Credere bisogna superare il Golgota ed il lavacro del sangue, tanto meglio.
    Affidiamoci ed osserviamo.
    Ciao Fabrizio, sempre pronto e puntuale.

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  5. “Il futuro è presente: esce dall’ombra come l’uva” .
    Ciò che conta è dove finisce il dito indice della mano sinistra.
    Un abbraccio.

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  6. il battista è colui che annuncia e anche Caravaggio ha avuto una specie di annuncio, un avviso anzi tempo.La testa mozzata, che poi è sempre la testa dell’artista, era la pena che gli avevano inflitto, a causa di uno scontro.E gli è rimasto dentro a tal punto che sempre, poi, lo fa affiorare dalle sue opere,anche quando realmente non c’è, c’è però l’indizio,anche quando è un ante- fatto in cui il futuro è in-visibile.Quanto all0uva, con i suoi connotati dionisiaci e divini allo stesso tempo, non fa che ribadire l’importanza data alla premonizione.f

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