tredici sei novanta

Per C. (1990)

Un trasalire e via.
Sei scivolata con appena un gemito
e la corrente ti ha portata in grembo.
Io però son rimasto alla tua riva,
non ti ho lasciata, e ti ho chiamata subito:
non eri ancora andata che già io,
per rinsaldare il filo che ci ha uniti
dall’una all’altra nascita,
invocavo il tuo nome, nell’attesa
che sopra l’eco mi tornasse in canto;
o in suo presagio almeno,
come un batter di remi in acqua grigia.
[…]

*
Non un sole soltanto, ma due soli
ad ogni mio risveglio eran già sorti:
occhi dorati, fondi,
che in me fissavi standomi sul cuore
tranquilla, senza muoverti,
ansando appena del respiro lieve
che segna il tempo a cui danzano i mondi.
[…]
*
Da luce ad ombra solamente un passo:
tu l’hai compiuto lieve e in te compresa,
come prima indugiavi sulla soglia
o correvi sfrenata incontro al sole.
Neppure allora domandavi niente:
così che certo adesso non ti aspetti
che giù discenda, o che traghetti, a renderti
quello ch’eri per me, senza saperlo.
[…]
*
Se pure la tua nave non è naufraga;
se non è spoglia o tronca l’alta palma,
nell’oasi già verde
e ora forse inghiottita dalla sabbia:
verso dove è salpata la mia anima,
quali correnti segue, e a quali venti
ancora spanderà polline e suono?
[…]
Chissà se mi ti volgi, se mi chiami:
inaudita e invisibile oltre i fari
con troppe luci e con sirene false
che celano e confondono la via.
Oh almeno mi restasse rintracciabile
nel buio, nel silenzio e nelle lacrime!
*
A che cosa mi serve questa voce,
se non basta a chiamarti
e non mi puoi rispondere?
Soltanto a dire dolcemente: “Va’,
entra nella corrente e in essa pèrditi;
ti lascio andare, è giusto, alla tua pace.
[…]
Così il dolore è appena l’altra faccia
del regno e del sorriso,
traccia e segno preciso dell’origine:
se di continuo, sordo,
ti incalza e ti mantiene dove vivi,
dando la vita a entrambi, e a tutto il mondo”.

da “Eunoè. Poesie 1988-1995”,
Manni 2005

4 pensieri su “tredici sei novanta

  1. Sulla riva, vedo scorrere e bevo questi versi, li pronuncio a fior di labbra e scendono in profondità, halbtief und doch tief, intuisco che tra gli omessi ce ne sono di altrettanto irrinunciabili. Grazie, Roberto.

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  2. Basta citare il verso “Da luce ad ombra solamente un passo”, anche senza porre in rilievo l’ampia valenza semantica dei termini “luce” ed “ombra”, per confermare l’alto valore poetico di questa composizione, che rievoca la morte di una persona amata e i felici momenti del passato con un’espressione ferma e dolente, di classica compostezza.
    Giorgina Busca Gernetti

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  3. Grazie a tutti,
    sono vent’anni oggi,
    acqua passata che macina ancora.
    Un saluto,
    Roberto

    (aarf?)

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