Los monstruos nuncan mueren (Carlos Marzal, Spagna 1961)

A Felipe Benítez Reyes

Si crees que retroceden, si parece
que han olvidado el rastro de tus días,
tus lugares sagrados, tus rutinas,
el bosque inabarcable de tus sueños;
si sonríes porque ya no recuerdas
la última noche en que te atormentaron,
ten por seguro que darán contigo.

Y entonces pisarán donde tú ya has pisado,

incendiarán tu bosque, tendrás cita
con ellos en su cama, jugarán con tus cartas,
beberás de su copa
y soñarán por ti castigos impensables.
Los monstruos nunca mueren.
Viajan dentro de ti, regresan siempre.
Son los pasos que escuchas
en el destartalado desván de la conciencia,
el ruido del somier de dos que follan
en el cuarto contiguo en que no hay nadie.
Los monstruos son las sombras chinescas que proyecta
un insomne demonio en la pared,
o el salvaje aleteo de un pájaro invisible
en un cofre cerrado; la llamada
en mitad de la noche, sin respuesta,
y es la respiración del monstruo
la que está al otro lado, jadeando.

Son el centro de un ojo
que no puede dormir,
porque no tiene párpado.Pasa el tiempo, se pierde,
la memoria se pudre,
desolladero abajo de nosotros.
El amor se consume por obra de su fuego.
Los secretos terminan traicionándose,
cede la fiebre, el sol declina,
se nos muere la dicha del que fuimos,
el que somos se muere sin saberlo.
Pero los monstruos no.
Los monstruos nunca mueren.

I mostri non dormono mai

Ad Felipe Benítez Reyes

Quando credi che essi retrocedono, quando sembra

che abbiano dimenticato le orme dei tuoi giorni,

e i luoghi sacri, le tue abitudini,

il bosco immenso dei tuoi sogni;

quando sorridi perché non ricordi

la notte passata e i suoi tormenti,

puoi essere sicuro che ti trovano.

E allora metteranno il piede dove tu l’hai messo,

incendieranno il tuo bosco, li incontrerai

a letto, giocheranno con le tue carte,

berranno dal tuo bicchiere

e sogneranno per te castighi impensabili.

I mostri non muoiono mai.

Viaggiano dentro di te, ritornano sempre.

Sono i passi che senti

nella soffitta diroccata della coscienza,

il rumore della rete quando due scopano

nella stanza vicina dove non c’è nessuno.

I mostri sono le ombre cinesi che un demone insonne

proietta sul muro,

o lo svolazzo selvaggio di un uccello invisibile

in un baule chiuso; il richiamo

nel mezzo della notte, senza risposta,

ed è il respiro del mostro

che sta dall’altra parte della parete, ansimando.

Sono il centro di un occhio

che non può dormire,

perché è senza palpebra. Passa il tempo, si perde,

la memoria marcisce,

la fatica ci tira giù.

L’amore si consuma nel bruciare.

Il segreti finiscono nel tradimento,

la febbre torna indietro, il sole tramonta,

Se ci uccide la gioia di quel che fummo

quel che siamo muore senza saperlo.

Ma non i mostri.

I mostri non muoiono mai.

Traduzione di Susanne Detering

4 pensieri su “Los monstruos nuncan mueren (Carlos Marzal, Spagna 1961)

  1. “Son el centro de un ojo
    que no puede dormir,
    porque no tiene párpado.”

    Bellissima.

    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

    Mi piace

  2. Grazie a Susanne che riesce trovare queste bellissime poesie in lingua spagnola!

    Un caro saluto

    Stefanie

    Mi piace

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