Dilettanti (La conquista dello spazio 14)

da qui

Stamattina mi sono svegliato con disturbi al cuore e problemi di respirazione. Con la vita che faccio dovrebbe essere normale, così mi chiedo come mai sia capitato solo adesso. In realtà è accaduto anche altre volte ma, appena passa, il ricordo si dilegua. Don Mario mi ha insegnato a ignorare certe cose: o meglio, quando toccava a me si preoccupava; di lui, neanche lo diceva. Ce l’ho qui, davanti a me, con il dente superstite, il sorriso commosso, le mani rovinate dalle bruciature e la fisioterapia sbagliata (gli hanno troncato mezzo dito), l’orologio da sei euro che gli comprai all’edicola e portava al collo come una croce episcopale, l’onnipresente blocco per gli appunti e la borsetta verde con i soldi per i poveri. Soffriva di tutto, ma il male non riusciva mai a intaccarlo, tirava avanti sulla sedia a motore come niente fosse, in barba a medici e infermieri. Insomma, mi vergogno del mio mal di cuore, dei miei acciacchi da dilettante allo sbaraglio, da novellino incapace di sorridere quando il respiro gli si spezza in gola.

20 pensieri su “Dilettanti (La conquista dello spazio 14)

  1. Chissà perché ero convinta che questo blog giacesse abbandonato; forse lo è stato per un po’, o forse mi ero semplicemente fatta un’idea sbagliata, chissà perché.
    Poi domenica a Messa ne hai parlato, “accusandoci” di non sapere neanche cosa fosse un blog e me ne sono ricordata 🙂
    E allora eccomi qui a leggere pensieri e parole, ma soprattutto a scoprire dell’esistenza di un romanzo in lavorazione e infine… Il cuore? Va bene il non preoccuparsi, va bene anche “l’aiutati che il ciel t’aiuta”, ma che storia è questa del cuore? Tu sei giovane, meglio consultare un medico. Ecco, adesso sono io ad essere preoccupata!

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  2. è l’estate, è l’ansia, è l’età. tre anni fa mi feci una notte all’ospedale perché mio marito era grigio in faccia e si sentiva stritolare il petto. un mucchio di medici e macchine e prelievi. ansia, semplice ansia, scontento, in un individuo sanissimo ma con l’età adatta all’infarto. “si metta calmo”, cioè, tradotto da me “frégatene!”. ecco. l’età è quella, la mia: che ieri mi ballava tutto, avevo la nausea, e non ho più l’età per essere incinta (fossero gli esami di maturità? la mia maturità…). ho pensato, mentre il candidato blaterava attorno a qualchecosa, “ecco, collasserò, oppure, al contrario, mi scoppierà una venuzza in un posto nobile del cervello”. sono stata sul punto di fermare tutto e far venire un’ambulanza. poi ho lasciato perdere. e naturalmente il mio medico non è stato informato.
    fabri’ abbiamo un’età, che ci vuoi fare?

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  3. le attività cerebrali troppo intense nuocciono agli organi vitali, senz’altro avrai bisogno di una bella vacanza in un luogo di preghiera e di meditazione, tra gli ulivi ed i cipressi, un orto e i contadini, e con un’ottima cucina 🙂

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  4. abbi cura del tuo cuore, se fa male è una conferma che c’è, sia se il dolore è fisico che morale perciò prenditene cura, cuori come il tuo non se ne trovano tutti i giorni;-)
    SM

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  5. da vari giorni,ormai, prego per la tua salute anche fisica; giovedì parto per la Terra Santa e nei luoghi in cui il cuore di Gesù si è spaccato d’amore per tutti noi, la preghiera sarà ancora più intensa. Tu,però,curati, senza drammatizzare più di tanto, ma curati. Abbracci, Dora

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  6. Fabry, se hai bisogno di un consulto scrivimi. E non trascurare niente, meglio un esame i più che in meno, meglio correre per niente che non correre e fermarsi.

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  7. scusami, fabri, della mia praticità. non mi vengono in mente pensieri virtuosi. ti ho detto “frégatene”, ma non mi riferivo al tuo dolore e alla tua nostalgia: di quelli ho un rispetto immenso. ti dico di lasciar andare i parrocchiani e le parrocchiane virtuosi e ispirati che tolgono il respiro. respira. te lo devi. secondo me hai bisogno di gentaglia come me, di brutte pesti: così, tanto per dare un po’ di aria al repertorio. che dici, venezia e dintorni ti farebbero bene?

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  8. Ultimamente, caro don Fabrizio, le avevo chiesto se staccasse mai la spina. Stamattina e’ stato il suo cuore a domandarglielo, facendole sentire l’affanno. Quello che mi chiedo e’ questo: lei e’ da poco rientrato in parrocchia ed immagino che sara’ sguarnita visto che e’ tempo di vacanza… Eppure i pochi non ancora in ferie riescono a farla sentire male?! Devono essere coriacei quelli della sua zona 😉 oppure lei da’ troppo peso alle cose e deve imparare a farsi scivolare addosso le loro cose futili e a essere un muro di gomma per tutto cio’ che risponde alla Verita’ e al Bene.
    Con estrema simpatia,
    A. A. amico anonimo

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  9. Ciao Fabrizio. Non so che dice il medico, ma non è mica tanto normale avere le palpitazioni e il fiato corto di mattina, se non fumi e non tiri tardi la sera e non indulgi in alcol e altre cosette.
    Se Don Mario si preoccupava per te, a maggior ragione dovresti farlo tu stesso, perché la cura di sé è reciproca, la si fa insieme, tra persone che si vogliono bene, e si stringono in social catena, secondo l’auctor del tuo precedente post, che se ne intendeva.
    Da quel che dici, don Mario doveva essere un autentico lottatore.
    Ciao, un grande saluto anche da parte di mia moglie, che sta leggendo il tuo libro e ha letto questo post (mentre tifava Uruguay alla TV, solidarietà tra sudamericani).

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  10. tutte cose da niente.
    cose da niente mi dicevo
    quando sentivo una fitta
    o qualche lampo
    percorrermi il capo.
    tutte cose da niente,infatti,
    sono. due anni fa
    l’ischemia cerebrale e
    lo scorso novembre ricovero
    urgente per il cuore.
    e poi la famiglia, mio figlio
    l’ospitalità di mia sorella
    e la riabilitazione.
    sto perdendo la memoria
    delle cose, ma forse riconquisto
    il sentire del cuore.
    se devi morire, caro Fabrizio,
    fallo come già fai, per dono,
    non per lavoro.

    Grazie sempre, grazie ancora.
    grazie per essere prete

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  11. carissimo Fabrizio, il nostro corpo è il frutto della Creazione, il più alto, il più perfetto e io penso che sia un nostro dovere,tra i più importanti, quello di tenerlo “in ordine”. Oltretutto mens sana in corpore sano è una verità assoluta. Ricorda che tutto sono utili e nessuno è indispensabile, per cui fatti vedere da un medico, riposa se necessario e amati tantissimo che se non ti ami, come fai ad amare gli altri come te stesso? La pelle in certi casi va venduta, ma a caro prezzo, ne deve veramente valer la pena perchè è un DONO che ci è stato fatto e anche per una questione di educazione (eheh), insomma un dono complicato come il nostro corpo va tenuto bene, gli va fatta un po’ di manutenzione……

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  12. Carissimo Fabry,
    Domma non ti rimproverava per il tuo modo di essere, ma si preoccupava per te come tu facevi per lui, mettendovi reciprocamente al riparo dagli agguati della stanchezza. Non rimproverarti, dunque, e non vergognarti del sentirti un dilettante rispetto a lui: ad ognuno il suo carisma e la tua sensibilità – che ti fa soffrire – è quella che poi ti fa scrivere e predicare in modo straordinario.
    A me capitava di arrivare da Domma con un problema fisso in testa e, appena lo vedevo, mi dicevo: Ma allora lui che dovrebbe dire?…così finiva che gli domandavo “come stai?”
    Un grande abbraccio,
    Titti

    P.S.
    Qui tutti TVB!!!

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  13. eh no, Don Fabrizio, cosi’ mi pare che faccia di tutto per sfidare la sorte! Non e’ che inconsciamente cerca il botto (che invece consciamente teme) per togliersi di mezzo e andare a riunirsi al suo Amico nei cieli?
    La sua missione sulla terra non e’ ancora compiuta: ad esempio, io l’ho appena incontrata e vorrei presentarle qualche altra persona 😉
    Amichevolmente,
    A.A.

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  14. Siamo noi che ci dobbiamo vergognare di quanto siamo incape di amare come tu lo hai fatto.
    Bella la canzone è grazie “A TE”
    Guarisce presto.
    Un abbraccio forte.

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