Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. 2 #GIANLUCA MOROZZI

a cura di Franz Krauspenhaar

Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.

Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?

Intanto: non so fare altro. L’unica cosa che so fare bene è scrivere. Per una bizzarra coincidenza, è anche l’unica cosa che ho sempre voluto fare da quando ho capito che non avrei mai giocato nel Bologna in serie A (e l’ho capito a quindici anni). E’ anche la cosa che mi dà da mangiare, mi consente di pagare l’affitto, di svegliarmi quando mi pare, e di divertirmi immensamente. Non mi sembra poco.

Amori e odi letterari. Per favore alla voce odi non citare solo gente defunta.

Amori, tanti. Paolo Nori, Chuck Palahniuk, Philip Roth…. Per quanto riguarda l’odio, diciamo che non è la parola giusta, ma Amelie Nothomb, diciamo, o Paulo Coelho, non sono esattamente i miei scrittori preferiti.

Quanto pensi di valere? Per favore rispondi non in scala da 1 a 10 ma con un discorso articolato.

Onestamente? Penso di valere molto. In prospettiva, magari. Ho moltissime idee, la pagina viene fuori velocemente e senza intoppi, il ritmo è quello giusto… poi ho un miliardo di limiti e di difetti, ma sto lavorando per eliminarli e migliorarmi. Già adesso non sono proprio uno scrittore disprezzabile, ma libro dopo libro diventerò ancora più bravo (e chiedo scusa per il termine da quinta elementare).

Cosa pensi dell’amore? (Rispondi a parole tue.)

L’amore è non avere alcun dubbio. Forse per questo le mie relazioni sono tutte finite. Troppi dubbi.

Pensi che Dio, che tu ci creda o no, è ancora “materiale letterario”?

Senza essere irriverente (per quanto agnostico, ho il massimo rispetto possibile per i credenti): può essere materiale letterario anche una sedia, figurarsi Dio.

Sei invidioso?

Mai stato. Non conosco la noia, non conosco l’invidia. Per fortuna.

Preferisci una notte d’amore stupenda con il partner ideale o una maxirecensione di D’Orrico?

Questo mi costerà molte battute sarcastiche da parte delle mie ex fidanzate, ma datemi la maxirecensione. Notti d’amore stupende ne ho avute parecchie, per fortuna.

Cosa pensi del Nobel della Letteratura a Bob Dylan? Sei favorevole o contrario?

Assolutamente favorevole. Voglio dire, lui è Bob Dylan. Non devo neppure stare a spiegare perché se lo merita. Basta dire: lui è Bob Dylan. Punto.

Da un punto di vista estetico ti sembra giusto che lo Strega l’abbia vinto Pennacchi e non l’Avallone?

Da un punto di vista estetico? Silvia Avallone è una bellissima ragazza, una splendida persona e una cara amica, quindi la risposta è scontata…

Progetti per il futuro?

Il 23 settembre esce il mio nuovo romanzo per Guanda, “Cicatrici”. Tra fine 2010 e inizio 2011 dovrebbero seguire un romanzo scritto a quattro mani e una raccolta di racconti editi e inediti. Ho già consegnato a Guanda il romanzo per l’anno prossimo, e sto scrivendo il romanzo del 2012, quello da consegnare ai Maya con timore, rispetto e ammirazione. Poi ho da scrivere un saggio su Andrea Pazienza e uno (molto più narrativo) su Bob Dylan. E ho varie antologie a cui partecipare. Non prevedo di annoiarmi nei prossimi dieci anni della mia vita.

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. I suoi libri finora pubblicati sono:

Despero (Fernandel 2001; Guanda 2007), Luglio, agosto, settembre nero (Fernandel 2002), Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte (Fernandel 2003), Accecati dalla luce (Fernandel 2004), Blackout (Guanda 2004; TEA, 2007), L’era del porco (Guanda 2005; TEA 2008), Le avventure di zio Savoldi (con Paolo Alberti, Fernandel 2006), L’Emilia o la dura legge della musica (Guanda 2006), L’abisso (Fernandel 2007), Colui che gli dei vogliono distruggere (Guanda 2009, TEA 2010), Il rosso e il blu (Castelvecchi 2009), Nato per rincorrere (Castelvecchi 2010), Cicatrici (Guanda 2010, in uscita).

22 pensieri su “Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. 2 #GIANLUCA MOROZZI

  1. speriamo che questo ragazzotto – che va per gli ‘anta anche lui, che non si creda – che si diverte tanto a fare una cosa in cui è così bravo, si diverta tanto, non si annoi nei prossimi dieci anni, ma non faccia, soprattutto, annoiare il pubblico. ho sempre un po’ di remore nell’accostarmi a scrittori che non conosco e che presentano un curriculum da un libro, anche due, all’anno. un’intervista non è una passerella, qualcuno glielo dica, beota gioventù!

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  2. forse il carisma non ce l’ha ancora, per quello non cala. ma vedrai che cala, o mario, prima o poi calano tutti. intendo dal pulpito. tranne due o tre. il ragazzo promette bene.

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  3. Io posso dire di conoscerlo da quando era ancora sconosciuto: è identico ad allora. Se c’è UNO, nel magico mondo dell’editoria che NON se la mena, quello è Morozzi.
    E poi: avete MAI letto qualcosa di Morozzi?
    Il RITMO delle sue pagine, della sua scrittura (molto simile a quello di Avoledo) sarebbe da studiare nelle Scuole di Scrittura Creativa.
    Da FAN, semmai, dopo una decina di libri decisamente POP, mi aspetto, A BREVE, un romanzo diverso (“Blackout”, il suo migliore, in effetti già lo era).

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  4. no: letto niente. per quanto mi riguarda mi attengo al post, e quest’intervista non mi dà il piacere della precedente, ma mi genera ansia. questo non c’entra niente con la sua bravura – di cui reca abbondante autotestimonianza – che nessuno mette in dubbio.

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  5. Considera che l’offerta è sterminata rispetto alle possibilità di assorbimento, e che si legge queste interviste per trovare elementi di preferenza, non certo per culto della personalità. In questo caso ho trovato elementi di spreferenza, e visto che ti dichiari “fan” depenno anche te.

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  6. Per quel che vale confermo che Morozzi non se la tira, è davvero un ragazzo alla mano, anche se barattare una recensione di d’orrico per una notte d’amore mi fa pensare che
    a) l’hanno lasciato sotto il sole, toglietelo
    b) deve avere avuto davvero tante tante tante super notti. e allora beato lui.

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  7. carissimo franz, spero non te la prenderai se al secondo round siamo in maggioranza per la, come dice elio_c, “spreferenza”. il senso di questa egregia operazione è quella di renderci edotti su autori anche del tutto sconosciuti: e di questo ti ringrazio, perché per me è comunque un vantaggio. buon lavoro!

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  8. ma io lucy non desidero consensi. l’autore puo’ rispondere come gli pare e chi legge puo’ commentare come gli pare. grazie per l’augurio, un caro saluto!

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  9. un giovane autore molto prolifico e assai vitale, a quanto vedo. sarei curiosissimo di sapere quanti libri ha venduto, sinora: a sufficenza per stimolare gli editori a pubblicare e distribuire ancora? O c’è una parte di autofinanziamento, o cos’altro? visto che è in corso da tempo una polemica su coloro che pagano per essere pubblicati. grazie se l’autore o quant’altri mi vorranno rispondere.

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  10. ma no! morozzi pubblica con guanda, che fa parte se non erro del terzo gruppo editoriale italiano.

    l’editoria a pagamento è ben altra cosa, non scherziamo.

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  11. @ LUciano Tarasco.
    Non so quanti libri abbia venduto, ma poiche’ e’ uno dei pochi autori italiani tradotti all’estero, anche negli Stati Uniti, penso non proprio pochi. Qualcuno ha perfino scritto una sua biografia (L’era del Moroz. Tra la vita e la scrittura di Gianluca Morozzi). Solo pensare che pubblichi a pagamento fa troppo ridere.

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  12. e noi ci si informa. però se uno “pare” un po’ pienotto di sé, se non lo conosco, non è che mi fa morire dalla voglia di approfondire: dirlo non è sparare a zero, è una considerazione umanissima.

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  13. è vero.

    anche se cio’ che conta di più è sempre l’opera. ripeto: ogni commento qui è lecito, anche l’insulto feroce.

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  14. Se sono risultato antipatico o supponente me ne scuso con tutti, non sono proprio bravissimo a rilasciare interviste.
    Sulle copie vendute, il bestseller (scusate la parolaccia) è Blackout, con circa 30.000 copie tra Guanda e TEA. L’era del porco (sempre Guanda e TEA) è sulle 20.000, seguono gli altri romanzi.
    ps. autofinanziamento? assolutamente no, sono contrario per principio, peraltro.

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  15. Approfittero’ del fatto che TEA – fino a fine mese- concede il 30×100 di sconto sui suoi titoli, per conoscere da vicino Morozzi e scoprire se e’ piu’ bravo a scrivere che a rilasciare interviste o se e’ proprio antipatico 😉 Scherzi a parte, prima di sparare sulla croce rossa, chi segue il mio esempio?
    (Anche Rizzoli e Feltrinelli per l’estate praticano sconti, ma soltanto il 20×100).
    Un libro Mondadori, se proprio va acquistato…non in libreria, ma al supermercato (tanto e’ carne da macello) pagando il 15×100 in meno! Scusate, a voi scrittori non dovrei dirlo, ma anche dalle mie parti si fatica il doppio per guadagnare un quarto rispetto a due anni fa… quindi si risparmia su tutto!

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