A lui è piaciuto di più vederci così

di Alfonso Nannariello

Se erano così, spiriti aspri, ve li immaginate due calitrani di allora, mangiare un’altra cosa, al posto dell’arancia amara, per il pasto della sera?
Se erano come li vide De Sanctis nel suo Viaggio, quasi statue di marmo sotto i portici, in piazza e sulle porte, ve li immaginate due di loro, con quella costituzionale autosufficienza, accanto al Signore durante la cena di Emmaus?
Ve li immaginate uomini così, andare a messa e fare la comunione? Come avrebbero potuto, chiusi in se stessi, simili a Dio, consentire l’inclusione d’altro dentro il loro io? Continua a leggere

47. Un uomo libero

da qui

Signor Leopoldo!
Lui è stufo di essere chiamato. Dall’inizio del romanzo è una altalena ininterrotta di speranze e delusioni e la sua tachicardia comincia a risentirne. In fondo è un tipo schivo e se ne starebbe tranquillo in uno di quei quartieri ricchi dove nessuno ti disturba. Ma è il personaggio di una scrittrice di borgata e, come tale, esposto a tutti i venti.
Mi dica, Calipso.
Come fa a conoscere il mio nome?
Di fronte alle domande difficili, preferisce essere evasivo:
Non so, ha una faccia da Calipso. Continua a leggere

La gnura puisia

Salvatore Camilleri ha fatto convergere nella poesia siciliana, vita, sogni ed interessi trasformandola  in un reale modo di vivere la vita

Catania non è soltanto una città di scontri e di omicidi è essenzialmente una città d’arte che ha dato i natali a personaggi che – tratteggiando i caratteri poetici e culturali della loro terra – sono penetrati nel tessuto ostico del classicismo. Tra di loro Salvatore Camilleri è riuscito a riscattare, nei contenuti e nella forma, la poesia siciliana donando lustro e dignità ad un linguaggio che altrimenti sarebbe rimasto estraneo e relegato ai margini della cultura dominante.
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Il Capitano Mario (XXIII)

di
Maria Frasson

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII)


La Checca


Primo maggio: festa dei lavoratori. Ma era stata abolita nel ventennio e guai a parlarne: peggio, se un fascista avesse visto una bandiera rossa si sarebbe infuriato come un toro nell’arena.

Ed ecco cosa ti inventa quel fantasioso scanzonato di Franco, detto la Checca. Eravamo, sempre nella primavera del ‘44, alla vigilia del I maggio. Riesce a farsi rinchiudere, insieme con la fidanzata, l’Ornella Dentici (la sorella di Jacopo, ucciso più tardi dai nazifascisti, colei che poi divenne la moglie di Franco) nel cortile dell’Università, quell’enorme palazzo neoclassico che è di fronte alla Questura, ricco di loggiati, finestre e balconi. I due sono letteralmente imbottiti di bandiere rosse e, conseguentemente incappottati, entrano nell’Università inavvertiti fra il via-vai degli studenti, vi si nascondono e lavorano tutta la notte con pile, chiodi martelli e altri arnesi, per poi dileguarsi di primo mattino, all’apertura dei portoni, lasciando quello che è il palazzo più centrale della città rivestito tutto di rosso. Stupore dei Pavesi che si chiamano l’un l’altro: “Venite a vedere”, sfilano lungo il Corso (detto Stra noeva), divertiti e compiaciuti, con gli occhi ridenti, furbescamente fissi verso l’alto su tutto quel rosso, davanti ai poliziotti in camicia nera radunati nella piazzetta antistante, con le facce tirate, livide di un’ira contenuta e impotente. Chi era stato? Non lo si seppe mai.
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IN MEMORIA DI UN MEDICO DI CAMPAGNA, di Gianluca Bonazzi

L’articolo che segue è di Gianluca Bonazzi, autore di Pensieri viandanti, edito dalla Libreria Editrice La Memoria del Mondo.

IN MEMORIA DI UN MEDICO DI CAMPAGNA, di Gianluca Bonazzi

Desidero ricordare la figura di un uomo che ho avuto la fortuna di conoscere per un breve istante della mia vita, in una circostanza alquanto bizzarra, poco prima che morisse.
Mentre scrivo di getto, a poche ore dalla tragedia, per raccogliere tutte le intime sensazioni avvertite, mi vengono i brividi al pensare come, una volta di più, ciò che vado sostenendo da tempo sia assolutamente vero, nel bene e, in questo caso, nel male.
La vita per ognuno di noi è come un granello di sabbia, che preso nella sua singolarità sembra il nulla, in balia del vento, del caso, della fortuna e della sfortuna, del destino o di che altro, ma presi insieme agli altri formano il tutto della vita, ciò che è senso e significato, assieme. Continua a leggere

46. Insabbiamenti

da qui

Ciò che succede nella Centraal Station, dopo lo scatenarsi del boato, non sarà oggetto di descrizioni puntuali, più adatte, in questo caso, al genere romanzo dell’orrore. In sintesi, una scavatrice penetra nell’antro e distrugge tutto quanto gli capiti a tiro, preceduta da un fascio di luce che abbaglia senza dare scampo. I cammelli sono travolti dalla furia, mentre biascicano ancora le loro frasi incomprensibili. Geenna, tentando di proteggerli, è sollevato in alto e ricade a corpo morto con la testa su uno zoccolo, naturalmente duro. Continua a leggere

Premio David Maria Turoldo – 9° edizione – anno 2011

 

Premio David Maria Turoldo
9° edizione – anno 2011

Regolamento per la partecipazione

L’Associazione Poiein, al fine di favorire lo sviluppo della cultura sulla rete Internet e per suoi scopi di solidarietà sociale, indice un concorso di poesia a tema libero, con le modalità esposte nei punti riportati di seguito.
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Tal Al-Mallouhi ( Siria, 1991)

 

Tal Al-Mallouhi  ( Siria , 1991) 

You will remain an example

To Gandhi
 
I will walk with all walking people
And no
I will not stand still
Just to watch the passers by

This is my Homeland
In which
I have
A palm tree
A drop in a cloud
And a grave to protect me

This is more beautiful
Than all cities of fog
And cities which
Do not recognise me

My master:
I would like to have power
Even for one day
To build the “republic of feelings” Continua a leggere

Claudio Damiani, il soffio e la durata

 

di Paolo Pegoraro

Strano personaggio, Claudio Damiani. Nonostante sia tra i maggiori poeti italiani viventi, si guarda bene dal darlo a vedere. Qualche anno fa, mentre era impegnato nella ristrutturazione della casa e si vide soffiare per un solo punto il premio Viareggio-Répaci, si limitò a commentare: «Peccato, perché ci avrei pagato le finestre, e la scala». Come non desse peso ai riconoscimenti ufficiali. Eppure, alla presentazione romana della sua prima raccolta antologica (Poesie 1984-2010, Fazi, pp. 168, € 15), il cinema Nuovo Sacher straripava, neanche a calcare il palco ci fosse il più smaliziato mattatore. Continua a leggere

Remo Bassini – Bastardo posto

di Guido Michelone

Giunto al quinto romanzo, Remo Bassini vercellese di origini toscane licenzi forse quello che a tutt’ oggi può ritenersi il capitolo migliore di una pentalogia in itinere – Il quaderno delle voci rubate, Dicono di Clelia, Lo scommettitore, La donna che parlava con i morti – già improntata alle miserie e ai misteri del vissuto quotidiano: fra realtà e noir, naturalismo e ‘ metagenere’ , con un linguaggio essenziale quasi scarnificato, che ricorda magari certa narrativa nordamericana, la fiction di Remo Bassini in Bastardo posto recupera anche lo psicologismo della grande letteratura novecentesca, puntando altresì su modelli affabulatori che di proposito scombinano la sequenza logica di fatti e avvenimenti: l’ obiettivo è forse “ governare il tempo” , come sottolinea Alberto Odone, pensando a questo romanzo costruito su diversi assi cronologici stratificati, in cui l’ Autore svela (o cela) i segreti dei vari argomenti inscenati. Continua a leggere

Elogio del corpo

1.

Il corpo sa tutto o quasi

Il corpo conosce l’acqua perché la beve

conosce l’aria perché la respira

il corpo conosce i baci che dà e riceve.

Molta fatica fa con le parole

che ascolta o dice,

lì si confonde

tra linfa e parassita, tra la chioma

e la radice.

 
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“Il 70% degli italiani fatica a leggere e scrivere” di Marco Lodoli

Lo so: a fare la Cassandra non si raccolgono troppe simpatie. A dire: io vi avevo annunciato la disfatta tanto tempo fa non si diventa certo popolari, e del resto chi anticipa il peggio spera ardentemente di sbagliarsi. Però i dati che ha fornito in questi giorni il professor Tullio De Mauro io me li sentivo in corpo da anni, li percepivo insegnando nella mia scuoletta di periferia e girando nel raggio breve delle mie scorribande metropolitane, e tante volte ho scritto attenzione, il paese sta retrocedendo in un’ignoranza pericolosa, in una inconsapevolezza culturale che mette paura. Intuivo, sospettavo, paventavo, ma i numeri che De Mauro ha snocciolato sono decisamente più cupi di ogni più nera previsione. In breve: il 70% degli italiani fatica a leggere e scrivere. Continua a leggere

STORIA CONTEMPORANEA n.58: Breve la felice vita di…Stefania Nardini, “Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese”

Breve la felice vita di…Stefania Nardini, Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese, Bologna, Alberto Perdisa Editore (PerdisaPop), 2010

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di Giuseppe Panella*

«Marsiglia non è soltanto una mescolanza di razze. Ma di sentimenti. I ragazzi seduti ai caffè a leggere vecchi libri acquistati nelle piccole botteghe dell’usato, un clochard che ti fa ascoltare la sua musica a Notre Dame du Mont, il piatto di minestra se hai avuto un lutto, o il tizio che vuole rifilarti un oggetto tombé du camion, caduto dal camion. Marsiglia è il mare al mattino, le spiagge della Corniche, dove chi passa si stende sull’erba per godersi un raggio di sole. Marsiglia è negli occhi della gente. Perché solo nella gente si può leggere una città dove, a volte, il tempo sembra fermarsi anche quando c’è un ingorgo a Castellane o sulla Canebière. Inizio così la grande avventura della trilogia che farà di Jean-Claude Izzo uno tra i più grandi autori di noir» (pp. 130-131).

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Melissa, il fantasma dell’A4

Era una notte buia e tempestosa… beh, no, non esageriamo. L’appuntamento è alle 17.30 e speriamo sia bel tempo: saremo a Verona, alla Libreria Il Minotauro, per il tradizionale appuntamento di lettura di Ognissanti, domenica 31 ottobre 2010.

Quest’anno assisteremo a Melissa, il fantasma dell’A4 con la presentazione dell’antologia-tributo a Danilo Arona. Letture di David Conati e Elisa Cordioli, per un appuntamento inserito nel cartellone regionale Veneto Spettacoli di Mistero. Insomma, una garanzia di brividi, e mica per via del freddo, eh?

La Libreria Il Minotauro è un posticino davvero accogliente, se questo non bastasse a convincervi, tenete presente che, al termine della manifestazione, verranno distribuiti dolcetti e offerta una degustazione Vini Valpolicella a cura della Cantina Salgari. Il cognome Salgari non è un caso, tenetelo presente! Continua a leggere

Sangue di cane, di Veronica Tomassini

di Ezio Tarantino

Di cosa tratta Sangue di cane, di Veronica Tomassini, primo titolo della neonata casa editrice Laurana, di Milano, libro di cui si parla tanto? (e sarebbe interessante verificare se alla popolarità del libro sulla rete corrisponda un adeguato risultato nelle vendite, ma queste sono curiosità difficilissime da soddisfare, visto che i dati sulle vendite dei libri sono coperti da una coltre di  segretezza che nemmeno Wikileaks riuscirebbe a svelare).
Sangue di cane è un libro sull’amore assoluto. E’ la rappresentazione dell’amore di Dio.

Per il credente Dio è l’amore, e il suo amore per l’uomo è pazzo e indiscutibile (se non amasse, Dio rinnegherebbe se stesso e questo non è possibile: non sarebbe Dio). Dio sfida l’uomo sul terreno della fedeltà. Dio non si cura se l’uomo gli sarà fedele, non si cura della natura e dei modi con cui l’uomo ricambia, se lo ricambia, il suo amore. Dio però garantisce all’uomo la sua fedeltà assoluta.
L’amore raccontato nel libro della Tomassini è la figurazione dell’amore pazzo, indefettibile, contro ogni logica, fedele fino allo stremo e oltre, di Dio.

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Il segreto della memoria

 

biographstudio raccoglie storie di vita e realizza un libro di grande qualità,

rilegato a mano e ricco di immagini, fotografie d’epoca e documenti,

curando nel dettaglio la bellezza della realizzazione grafica.

Inoltre trascrive e impagina diari, memorie, scritti e qualunque altro documento

di tipo autobiografico.

 

Il progetto LE TRAME DELLA MEMORIA nasce nel 1995 grazie ad un piccolo

laboratorio della memoria inserito in una struttura assistenziale dell’hinterland milanese.

Oggi biographstudio allarga il suo servizio anche sul territorio e dà la possibilità a persone in età avanzata e alle loro famiglie di raccontare

la propria storia di vita e di vederla raccolta in un documento esclusivo

realizzato con cura e passione.

 

 

CONTATTI:

333 111 0582 – Dr. Massimo Corazza – Milano

334 878 3471 – Luca Cisternino – Besana in Brianza

 

info@biographstudio.it

http://www.biographstudio.it

Giornata di studi su Giorgio Manganelli

Ricevo dal Centro Studi Giorgio Manganelli e volentieri diffondo, pregando autori e lettori di LPELS di accorrere in massa:


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA
Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta
di autori moderni e contemporanei

Giorgio Manganelli (1922-1990)
La “scommemorazione”
GIORNATA di studi
nel ventennale della scomparsa

Università degli Studi di Pavia, Strada Nuova 65
Aula Foscolo
Giovedì 11 novembre 2010 Continua a leggere

Domani

Aprì gli occhi sul fondo della notte con l’affanno – stava ancora sudando – ma senza ricordarsi di aver avuto alcun sogno.
Voltò lo sguardo verso l’altra metà del letto e la vide che dormiva. Gli occhi chiusi, l’espressione distesa, la testa ad affondare nel cuscino. Non l’ho svegliata pensò.
Sentiva, dalle persiane della finestra socchiusa, una corrente di brezza e odore di felci sollevare la tenda e distendersi tra l’armadio a muro e il letto, qualcosa a cui non era abituato e che non si aspettava. Annusò nuovamente l’aria imbevuta di quell’odore scivolando con tatto fuori dalle lenzuola. Continua a leggere

Charles Dickens, Il mistero di Edwin Drood

Questa non è una “lettura” e nemmeno una recensione. E’ una richiesta d’aiuto, un S.O.S., un appello.
Leggete questo romanzo, leggetelo e ditemi come finisce… Aiutatemi a risolvere il mistero più intrigante della storia della letteratura.
Il romanzo è stato lasciato incompleto da Dickens per il sopraggiungere della morte, ma la storia è così ben congegnata che quando pensiamo di esserci fatta un’idea della soluzione, subito dopo la scartiamo e ripartiamo…

Il mistero più intrigante della storia della letteratura
di Giorgio Morale

Il mistero del titolo riguarda la sorte di Edwin Drood, giovane ingegnere in procinto di partire per l’estero, che vediamo a Cloisterham in visita al tutore, lo zio John Jaspers, maestro del coro della cattedrale Continua a leggere