“Ai giovani va insegnato che le grandi virtù accendono la fantasia, l’energia, i sogni e gli orizzonti” di Marco Lodoli

Natalia Ginzburg, grande scrittrice oggi forse poco ricordata e poco letta, nel libro Le piccole virtù così ragionava: “Per quanto riguarda l’educazione dei figli, penso che si debbano insegnare loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l’indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l’astuzia, ma la schiettezza e l’amore alla verità; non la diplomazia, ma l’amore al prossimo e l’abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e sapere”. Con le piccole virtù si rischia di scivolare in fretta nel cinismo, nella paura di vivere, si rischia di pesare il mondo e la vita sulla bilancia della convenienza. Le grandi virtù accendono la fantasia, l’energia, ci danno sostanza, sogni, orizzonti, ci rendono più forti, più liberi. Questo pensava Natalia Ginzburg, che non disprezzava affatto le piccole virtù, però non credeva che la parsimonia e la cautela, il sospetto e la furbizia fossero sufficienti a formare uomini. Ci pensa il mondo a farci volare bassi, a insegnarci come si tratta al mercato per guadagnare un soldo in più, a farci diffidare persino degli amici, a coltivare i nostri minimi egoismi. La società avanza sulla corrente del compromesso, dell’utilitarismo, dell’edonismo, avanza e si difende dai pensieri più grandi, che potrebbero turbarla.Ma se non immettiamo grandi virtù nella mente dei nostri ragazzi, c’è pericolo che tutto si areni nella grettezza di un egoismo piccino piccino. Senza questa spinta ideale, senza i sogni maiuscoli dei ragazzi, senza una vocazione alla nobiltà, il viaggio si spegne nella sabbia. Forse è questo il problema oggi in Italia: abbiamo abbassato troppo il tiro, nessuno più batte le ali, nessuno combatte a fianco di Achille o piange sul cadavere di Ettore. I nostri figli imparano presto a sfangarla, a tirare a campare, a fingere di avere carattere e personalità, merce che ormai si può comprare nei negozi ’abbigliamento. L’abbronzatura, il tatuaggio, la paghetta, la birretta, la palestra, gli amici, la fidanzatina e l’amica della fidanzatina, il fine settimana da svoltare: questo vale per tanti. Ma non per tutti, per fortuna ci sono ancora ragazzi che pensano in grande, che non si arrendono di fronte al ricatto della mediocrità, che non dimenticano la nobiltà della giovinezza. Le grandi virtù spostano il mondo, le piccole lo accomodano su un sofà sfondato.
11 ottobre 2010

Da Tiscali -Rubriche

10 pensieri su ““Ai giovani va insegnato che le grandi virtù accendono la fantasia, l’energia, i sogni e gli orizzonti” di Marco Lodoli

  1. Che piacere veder citato quel passo, a suo tempo celebre ma ingiustamente caduto nel dimenticatoio, e che bell’articolo ne è stato tratto!
    Grazie e un saluto,
    Roberto

    "Mi piace"

  2. Sì, anche per me questo è sempre stato un testo di riferimento, ed è utile oggi riproporlo.

    Grazie, Giovanni, e un caro saluto.

    "Mi piace"

  3. quel passo di ginzburg io l’ho dato qualche volta negli anni come riflessione scritta: ma non l’hanno capito. in mezzo ad altri testi – il dossier – me lo svilivano dicendo che era buona cosa insegnare il risparmio, la convenienza etc. perché “il mondo di fuori mica ti risparmia niente”. oggi, dopo un po’ di cosette – un mese – sul medioevo, ho affrontato la poesia medievale. ho detto “da oggi, per i prossimi tre anni, vi insegnerò cose del tutto, sempre più, assolutamente inutili”. “eh, no, prof: essere diversi, parlare bene, fa trovare un lavoro migliore”. eccallà: preferivo non mi capissero del tutto. quella del mio alunno è una piccola virtù. io pensavo ad altro. in grande? non lo so: di sicuro ad “altro”.

    "Mi piace"

  4. Nonostante la delusione che si prova quando ci si accorge di parlare di cose “fuori del mondo”, quasi si provenisse davvero da un altro pianeta, le parole di Natalia Ginzburg dovrebbero essere “vangelo” in una società i cui valori sono del tutto diversi, soprattutto meschini.
    Del resto il Vangelo proponeva valori e comportamenti all’opposto di quelli usuali. Si dovrebbe avere il coraggio di proporli tenacemente a costo di essere derisi.
    Giorgina

    "Mi piace"

  5. Per quanto riguarda l’educazione dei figli, penso che si debbano insegnare loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l’indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l’astuzia, ma la schiettezza e l’amore alla verità; non la diplomazia, ma l’amore al prossimo e l’abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e sapere”.

    DEvo dire che è facile spiegare queste cose a chi non ha problemi in famiglia.Il padre senza lavoro la madre casalinga, oppure entrambi in cassa integrazione.Non parlo del figlio del chirurgo plastico, del cardiologo, del politico, del professore universitario, dell’imprenditore o del banchiere.Mi riferisco a chi in casa ha a fatica un pasto decente e poi girare a far quadrare i conti. E niente droghe e nienete sballi, niente bmw,ma nemmeno una panda vecchia, niente niente di niente. A questi i sogni girano nella pancia, prima che nella testa e costa persino venire a scuola, fare un abbonamento per un anno intero al tram, o al treno, pagarsi da mangiare perché anche il rientro, e poi i materiali che costano.Insomma.I grndi sogni li fanno, li fanno sulla carta, ma gli hanno portato via anche quella e gli hanno tolto tanto, ma così tanto che a guardarsi attorno viene solo mal di stomaco. Altro che paghetta,Vanno a fare i camerieri per contribuire con le spese di casa perché magari il padre ha lasciato tutti di punto in bianco e alla madre, magari, le hanno diagnosticato un cancro.Non sto invenatndo tanto.Questo oggi corre a scuola,nel retro terra dei ragazzi.Ditemi se è facile sognare con questi macigni addosso. f

    "Mi piace"

  6. I veri valori indicati dalla Ginzburg valgono sia per i ricchi sia per i poveri. E’ vero, tuttavia, che chi ha gravi problemi da affrontare per la sopravvivenza stenta a far propri e ad attuare tali valori. Però non esistono due morali diverse, in proporzione al censo.
    Giorgina Busca Gernetti

    "Mi piace"

  7. se togliessero anche quello,come hanno fatto con tutto il resto allora sarebbe proprio l’ora di una rivoluzione, e non dovrebbero farla i giovani ma anche i vecchi perché sono loro che astenendosi hanno permesso quanto si vede in giro e se i valori non hanno distinzione di censo non fanno nemmeno distinzione di età e spesso sono gli adulti che vivono di cose spicciole e non di valori

    "Mi piace"

  8. io credo che la mancanza di valori di base, “piccole” cose come l’onestà, il rispetto, di se stessi e degli altri, la mitezza, il lavoro, e la dignità che ne deriva, siano stati spazzati via dal “troppo” che imbottisce di sé ogni spazio, ogni respiro. nella povertà materiale si può incontrare il degrado, certo, ma quasi sempre perché, prima di arrivarci la scuola, la comunità, il senso di appartenenza e di condivisione, sono arrivati i miti televisivi della “vita bassa”, più facili e luccicosi, le scorciat(r)oie, per dirla tutta. anche chi non fa “niente di male” resta molto indietro sulla scala dei valori: e finisce per compiere sordamente, ogni giorno, la sua parte di male. chi ha tutto, e per questo dovrebbe sentire qualche pezzo di gratitudine in più, si muove invece in una palude di egoismo e indifferenza, che viene dall’abitudine a dare tutto per scontato, tutto per dovuto, confortato in ciò da una folta schiera di delinquenti organizzati che reggono le sorti dei paesi. da una parte chi non ha e, se potesse avere, temo assomiglierebbe più volentieri a calciatori e veline, dall’altra chi ha e fomenta con lo spreco, con l’ingordigia del suo vivere, con l’aggressione all’ambiente, modelli negativi, che, a brevissimo andare, ci perderanno tutti. recuperare virtute e canoscenza è oggi più che mai necessario: ma diffusi, allargati e alti, non ristretti ai pochi capaci di pagarsi i collegi dei gesuiti e poi harvard e cambridge. un sapere lontano dalle aziende, vicino all’uomo.

    "Mi piace"

  9. E’ ovvio, Fernirosso, che i valori non fanno distinzione d’età, così come non la fanno di censo. Gettare sempre tutte le colpe sulle spalle dei vecchi (vecchi o adulti?) non mi pare corretto nei confronti di chi non ha più venti o trent’anni.
    Molti “vecchi” non hanno oziato e non si sono astenuti da ciò che ritenevano giusto fare.
    “Quant’è bella giovinezza / che si fugge tuttavia…”
    GBG

    "Mi piace"

  10. Guardi che non sono giovane nemmeno io,dunque il mio bel carico me lo porto sulle spalle e mi metto in riga da sola, scegliendo ongi giorno, buttando dalla mia piccola barchetta ciò che non serve che non è valore e anche tra quelli scarto e butto a mare ciò che può essere solo un’opinione. Di valori su cui poggiare questa inferma vita non ne servono poi molti,anzi, a guardare bene, ne basta uno,gli altri sono rami che conseguono.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.