Pro/vocazioni. Interviste a scrittori e poeti. A breve la ripresa della rubrica.

Mi scuso tramite queste righe con i lettori di “Pro/vocazioni”, la rubrica di interviste a scrittori e poeti che a quanto pare riscuote un certo successo.

Negli ultimi mesi sono stato impagnatissimo nello scrivere due libri: uno dovrebbe intitolarsi “La passione del calcio” e uscirà in primavera con la Perdisa di Luigi Bernardi. L’altro l’ho dovuto scrivere a tempo di record (un mese) perchè esce per questo novembre. Inaugura una collana di narrativa “spuria” per la casa editrice barese Caratterimobili. Titolo del mio romanzo “1975”, bollentemente autobiografico. FK a quattordici anni, nella Milano delle Molotov e soprattutto dei giovani mandati al macello – come da “buona, secolare tradizione”.  Sono arrivato a fine stesura con la lingua di fuori, senza aver fatto nemmeno mezza giornata di vacanza, e con un sacco di arretrati, soprattutto le interviste – a cui  tengo molto – di “Pro/vocazioni”, una creatura di Fabrizio Centofanti e mia che mi riempie d’orgoglio, benchè certi soloni qui presenti abbiano paragonato le mie domande a quelle di Marzullo. Beh, meglio Marzullo di uno che quando scrive di un desaparecido come Antonio Pizzuto ti rende la lettura ancora più ostica. Magari non nelle scene di sesso: lì, per farcela un pò più chiara – si fa per dire- avrebbe usato – invece di “fottere una fica”, l’elegante e tranviaria espressione “obliterare una fessura a stampa d’estasi.” Cosa crede questa gente, che qui si dorma, che si legga l’Almanacco di Topolino?  La cultura contemporanea è fatta di alti e bassi, di pop e di Anton Webern. No di certo di un Luigi Nono, che ebbe solo il gran culo di sposare la figlia del genio Schoenberg. La letteratura noi la facciamo nel 2010, con sangue dolore – malore- e lacrime, questo dev’essere chiaro; e per quanto è vero Iddio, e come dice la Philips, “siamo fatti per durare.” Ma si sa, se qualcuno ha voglia di polemizzare la mia porta è sempre aperta. Anzi, spalancata. Non pretendo di convincere nessuno del mio valore: mi accontento di confonderlo.

Per finire (in Unità Coronarica) un bell’infarto. Colpa anche di una vita sregolata.

A breve dunque riprendo la pubblicazione delle interviste, più grintoso di prima; alcune sono assolutamente da non perdere. Devo stabilire le date, comunque riparto col grande Franco Buffoni e raddoppio col mio amico personale – e poeta senza se e senza ma – Martino Baldi.

A presto.

Franz Krauspenhaar

15 pensieri su “Pro/vocazioni. Interviste a scrittori e poeti. A breve la ripresa della rubrica.

  1. Gentile Franz, mi stavo domandando come avesse fatto a scrivere il suo prossimo libro in un solo mese, sapendo che non e’ uno scrittore improvvisato o preconfezionato da scuola di scrittura creativa (ne e’ garanzia la sua presenza in LPELS come redattore).
    Poi ho letto dell’infarto!
    Essere scrittori/poeti ha il suo stress…
    Non ci faccia piu’ “scherzi” del genere e, anche se genio e sregolatezza camminano di pari passo, si dia una regolata e per un po’ stia calmo. Se non per noi o per se stesso, lo faccia per il buon don Fabrizio (gli ci manca pure questa!)
    A.A. amichevolmente anonimo

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  2. che ne sia “lei “Sig Franz,o consapevole o inconsapevole,non importa…
    ma il suo modo di scrivere è dotato di quel bene “non comune” che è l’appartenenza profonda alla specie a cui apparteniamo,la schiettezza ,senza ne eufemismi ne luoghi comuni fanno delle sue Opere un contenuto trascendente la realtà per offricene un’altra più vera e, talvolta, molto più dura di quella che ci inventiamo giorno per giorno con la nostra mania di far finta di vivere…
    messaggi consci ed inconsci che appartengono alla alla vita vera….lei mi piace F.K. e
    complimenti,ma si riguardi da sforzi eccessivi….
    perchè voglio continuare a leggere le sue opere ancora per molto….
    con simpatia….

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  3. ok: non è propriamente un bel periodo. mi spiace per l’infarto “colpa anche” della vita etc. tieniti d’occhio, sig. k., se no con chi ci arrabbiamo?
    un abbraccio.
    lu

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  4. Bene che tu l’abbia ben superato, l’infarto, caro Franz, ma stai attento, ti prego, sono segnali che il fisico dà per farci capire quand’è ora ti tirare un po’ il freno. Auguri, comunque, e tanti, di tutto cuore. Con l’affetto e la stima che sai. Fabio

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  5. mi stai davvero sulle palle franz
    molto.
    ma tieniti bene.

    che ti devo dire un sacco di cose contro e pro.
    cioè, famo a capisse.

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  6. Ho trascorso dei bei momenti con Franz, a firenze e in liguria, ma anche a milano e torino. Noi li chiamiamo grandi momenti, ma di grande non hanno mica nulla. Sono momenti buoni tutto lì, serate o pomeriggi a parlare di libri alla gente, ma anche a ridere, ridere di nulla, come si faceva spesso una volta, perchè con Franz si ride e tante, troppe volte a parlare di libri non si ride mai.
    Mi piace questo spazio, ci scrivo poco, ho deciso di farlo postando qualche cosa sul colonnino
    che si srotola giù sotto il mio nome. Senza veri e propri post, guardare tempi e i more ecc. che sono un inutile per quelle cose lì, ma scrivere qualcosa che ho visto durante il giorno, su queste spiagge, o in questo quartiere che si chiama Zeewijk, o da questa finestra. Come una specie di postazione dal nord.
    E anche per questo, o forse solo per questo, in questo commento, ringrazio Franz, perchè se ora La poesia e lo spirito ha trovato linfa e cura da parte di ottimi redattori, non dimentichiamoci, o sappiate chi non lo sa, che nella sua genesi La poesia e lo spirito erano Fabrizio e Franz e a lungo il blog ha vissuto di rendita per il grande lavoro, di assemblaggio e scouting prima, e di redazione poi, di Franz.

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  7. E’ il caso di dire: dare a Franz quel che e’ di Franz 😉 e…LPELS sfianca: nuoce gravemente alla salute, attenzione Redattori, riguardatevi!

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  8. grazie marino, sei troppo generoso.

    anonima, per un lungo periodo – folle – sono stato sia qui che in nazione indiana.

    mi riguarderò perchè ho voglia di vievere e ridere ancora, con l’amico marino e con altri che amo e stimo.

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  9. ho sempre difeso Franz contro tutto e contro tutti, come lui fece con me quando mi chiamò a scrivere per Nazione Indiana. non lo faccio per ricambiare, ma perché mi viene naturale, dunque non ne ho meriti; come forse, allora, non ne ebbe lui, perché lo fece in quanto si sentiva di farlo. Penso che Franz e io siamo complementari e ci prendiamo come siamo: una cosa abbastanza assurda, perché ci sono cose reciprocamente inaccettabili. eppure la vita è una cosa assurda, sotto certi aspetti. e se non si capisce questo, della vita, non si è capito nulla, a cominciare dall’amicizia.
    bentornato, general.
    fabry

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