“IL SAPERE INUIT E I CAMBIAMENTI CLIMATICI”, di Davide Sapienza

IL SAPERE INUIT E I CAMBIAMENTI CLIMATICI: IL PRIMO DOCUMENTARIO INDIGENO LIVE IN STREAMING DA TORONTO IL 23 OTTOBRE 2010. E’ LA “TV CHE PENSA”

di Davide Sapienza

Quando i registi Zacharias Kunuk, nato a Igloolik nello sterminato territorio Inuit del Nunavut in Canada, e Norman Cohn, newyorkese doc, diedero vita alla Isuma Productions (www.isuma.ca), era la metà degli anni ’80. Allora, nel cuore del mondo Inuit, chi avrebbe creduto che il primo film prodotto dopo tanti documentari – Atanarjuat/The Fast Runner – avrebbe spopolato a Cannes nel 2000, facendone la pellicola dai maggiori incassi della stagione cinemtografica canadese? Nessuno, ovviamente.
“Isuma”, nella lingua degli Inuit significa “Pensa”. Un’esortazione che di pensiero in pensiero e tra grandi risultati (The Journals of Knud Rasmussen, film del 2006 è stato il primo film in HD al mondo e in Italia ha vinto l’Alba Film Festival) e mille difficoltà (l’ambiguo atteggiamento del governo canadese nei confronti delle manifestazioni artistiche dei propri popoli indigeni) ha condotto al lancio di Isuma TV (www.isuma.tv) il primo portale al mondo per registi indigeni di tutto il mondo, una TV 24/7, sempre “aperta” e in grado di far conoscere un artista dislocato nei luoghi più remoti del mondo in tutto il globo.
E che globalizzazione, visto che Isuma Tv funziona al punto che sono già centinaia i filmati in streaming e in download da due anni a oggi e che l’impatto di questa “Pensa Tv” è stato talmente forte che in meno di un anno le visite al portale sono state quasi tre milioni!
Norman Cohn ha lanciato eventi dal vivo, performance in diretta dai remoti villaggi Inuit come quello di Igloolik, per catturare “esperienze nelle quali sia possibile convogliare la forza e l’energia collettive della televisione in diretta e creare comunità umane di consapevolezza e rispetto per le realtà indigene del ventunesimo secolo”. E’ un invito chiaro che rispecchia una delle caratteristiche più straordinarie del popolo dei ghiacci: l’adattabilità.
E questa è la caratteristica che ha permesso a Isuma di rispondere con i fatti all’ambigua decisione del National Film Board of Canada di non finanziare il film di Zacharias Kunuk Qapirangajuq: Inuit Knowledge and Climate Change nell’ambito delle grandi spese profuse per l’anno polare internazionale 2007-2009, a favore di discutibili documentari su flora e fauna artica di cui già esistono decine di esempi.
Da un lato ci si premura di comunicare al mondo quanto la popolazione Inuit canadese sia importante per la nazione, dall’altro, quando gli Inuit possono avere una voce così autorevole e artisticamente riconosciuta in tutto il mondo, non la si aiuta. Ma ecco che la Isuma è riuscita a realizzare lo stesso questo documentario, che verrà trasmesso al festival cinematografico “imagineNATIVE 2010”, ma che, per chi non potrà essere a Toronto, verrà anche visto in webcast dal vivo sul sito cliccando
http://www.isuma.tv/hi/en/inuit-knowledge-and-climate-change alle ore 19.00 ora di Toronto (e cioè alle 3 del mattino del 24 ottobre, in Italia). Il nuovo film della Isuma porta lo spettatore “sul terreno” dove anziani, cacciatori e abitanti esplorano gli impatti sociali ed ecologici dell’Artico che si riscalda. E’ un documentario che chiarisce un punto fondamentale, e cioè che il riscaldamento globale è un tema relativo ai diritti umani (e forse è questo che dà fastidio ai governi, impegnati a progettare gli sfruttamenti minerari dell’Artico, già ben avviati).
Alla fine della proiezione di 54 minuti, i due registi Zacharias Kunuk e Ian Mauro risponderanno alle domande del pubblico in sala, ma anche a quello da casa via Skype.

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5 pensieri su ““IL SAPERE INUIT E I CAMBIAMENTI CLIMATICI”, di Davide Sapienza

  1. Ecco, questo è quel che definisco un utilizzo intelligente della TV. Purtroppo mi sto disaffezionando a questo mezzo, per la futilità e idiozia di quel che passa la maggioranza dei conventi. Eppure, a guardare bene, c’è chi propone e dà voce a un pensiero che è “minore” solo per la sufficienza dei molti.

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  2. grazie, solo una cosa non ho capito: dopo il 24 (non credo che sarò lì alle 3 del mattino) sarà possibile rivedere il documentario? Atanarjuat è un film straordinario per bellezza visiva e per contenuto. Gli Inuit è un popolo da cui possiamo imparare molto riguardo a solidarietà, tolleranza (gender e transgender theories, sono parte della vita quotidiana nelle tribù, dove il genere alla nascita non è affatto determinato dal sesso, per dire), consapevolezza dell’ambiente in cui sono/siamo immersi. E anche della sua estrema crudeltà.

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  3. Ciao Francesca. Ancora non lo so. Credo prima o poi si. Tu segui http://www.isuma.ca e http://www.isuma.tv, che prima o poi verrà annunciato cosa faranno del docu. Ho allertato alcuni colleghi televisivi italiani, chissà che non si veda un giorno in Italia. Non certo su NatGeo Wild e cose simili, troppo improntati a sensazionalismi e formattati non certo per dare voce a chi veramente avrebbe diritto di parlare.

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