46. Insabbiamenti

da qui

Ciò che succede nella Centraal Station, dopo lo scatenarsi del boato, non sarà oggetto di descrizioni puntuali, più adatte, in questo caso, al genere romanzo dell’orrore. In sintesi, una scavatrice penetra nell’antro e distrugge tutto quanto gli capiti a tiro, preceduta da un fascio di luce che abbaglia senza dare scampo. I cammelli sono travolti dalla furia, mentre biascicano ancora le loro frasi incomprensibili. Geenna, tentando di proteggerli, è sollevato in alto e ricade a corpo morto con la testa su uno zoccolo, naturalmente duro. Le sue ultime parole, impastate e smozzicate come quelle dei compagni ruminanti, ricordano una formula litanica: yallee, yallee; discendono forse da un antico linguaggio dromedario. La bottega di scrittura attende per anni il suo ritorno, finché la direzione si convince che il collega docente debba considerarsi trapassato; Giulio da Padova pronuncia un’orazione che si classifica seconda al concorso nazionale Funere mersit acerbo per il migliore coccodrillo. La memoria di Geenna diventa culto, nuova religione, e come motto fondante assume il detto: è più facile che un cammello esca dalla Centraal Station che chiuda una bottega di scrittura. Nel frattempo, scoperto il luogo del delitto, s’indaga su chi possa aver compiuto un’azione così inqualificabile. Si convocano i migliori giallisti del momento, ma non cavano un ragno dal buco. Viene ingaggiato il re del thriller religioso, Padre Brown, il quale, calatosi nell’antro devastato, scova tra gli oggetti di ogni tipo un certificato di cui decifra il titolo di testa e quello di coda: Codice Stravinci. Ricco Barocco. Alla fine di un processo logorante, la scuola di Barocco viene assolta per insufficienza di prove (curiosamente, perché le prove scritte sono la sua specialità). Si insabbia tutto, anche i cammelli, che ritornano così nel loro ambiente naturale.

9 pensieri su “46. Insabbiamenti

  1. Dopo la pagina poetica e toccante dell’altro giorno, oggi invece cala la tensione, caro don Fabrizio, e ci fai divertire con una serie di parodie che sembrano dirci “per favore non prendiamoci troppo sul serio!!!”… Perchè è vero, oltre la capacità di andare oltre l’apparenza, è importante anche la capacità di saper dare il giusto peso alle cose, e di saper sorridere serenamente, a volte anche di noi stessi.

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  2. cammello: simbolo di ricchezza e benessere ma anche di resistenza alle condizioni avverse, forse per questo geenna vuole proteggerli, per questo, forse, usciranno dalla sabbia scrollandola via e ricominceranno il loro desertico cammino?

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  3. sì, ti diverti e mi diverto anch’io! della serie “prendiamoli/lo un po’ per il”, più che “non prendiamoci troppo sul serio”. quella di ricco baricco è una scuola di tritura: sassi, come dice l’episodio, metafora di altre triturazioni.
    😀

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  4. E’ uscito il 46…Siamo agli insabbiamenti.
    Il romanzo in fieri di Maria, già improntato alle miserie e ai misteri del vissuto quotidiano di un Leopoldo dal linguaggio essenziale, recupera per fiction modelli che di proposito scombinano la sequenza logica di fatti e avvenimenti.
    Per governare il tempo in questo romanzo costruito su diversi assi cronologici stratificati, che a volte svelano altre celano i segreti di una vicenda corale osservata da un narratore esterno, il cui punto di vista, forse autobiografico, sembra quasi coincidere con quello del protagonista, il testo si snoda per molti versi alla stregua di una confessione o terapia di gruppo, quasi un rito collettivo, ma di tutti contro tutti, tra complessi, stati confusionali e crisi d’identità.
    Con una descrizione attenta di gesti, comportamenti, pensieri delle tante figure principali e secondarie, Maria sta componendo un intreccio di trame e rimandi che riservera’ sicuramente un finale a sorpresa perche’ non vuole l’ happy end scontato, conoscendo tante
    amarissime verità della sua vita e di chi ha accanto.

    Ma questi romanzi, alla fin fine, son tutti uguali, anche se non partoriti in una scuola di scrittura creativa?
    Forse proprio perche’ la vita e’ questa!
    A.A.

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  5. dopo il dossieraggio dei dossiatori, arrivano le distruzioni delle truppe cammellate.
    si è rimandati, com’èchiaro ed iintuibile, a teatri di guerra/conflitti di interessi recenti.
    Di notevole efficacia polemica fu l’espressione truppe mastellate, ricalcata dallo scrittore e giornalista Giampaolo Pansa,che oggi aggioniamo con truppe berluscate (come i cavalieri dell’apocalisse che seminano disordine nel mondo, senza che sia ancora arrivata la fine del mondo, ma anticipandola, come ai tempi di sodoma e gomorra, con orge di carni accavallate)

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  6. Caro Fabry,
    temevo per il tuo silenzio…ma – contro i cammelli -non potevi tornare che con il mitico Kung-fu Panda!
    Sei una fonte inesauribile di sorprese 🙂

    @Alfonso
    le truppe berluscate sono ancora più pericolose, sebbene ridicole, perché guidate dal cavaliere mascarato 😉

    Auguri per domani a tutti i santi che partecipano al blog
    🙂 Titti

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