Piccoli incidenti nell’ombra – di Nicola Vacca

I

Nei crolli del tempo
non si sfugge all’inevitabile.
Il disordine insedia la mente.
Non fa prigionieri la provvisorietà
di questo nonnulla dove alberga
un frammento di lucida poesia:
attendo l’esito ne espio la pena.

(René Magritte, La traversata difficile, 1926) Continua a leggere

64. Saint Quen

da qui

Maria è al mercato delle pulci di Saint Quen. L’onda umana la sospinge tra i gazebo quasi contro la sua volontà, mentre gli alberi allungano rami sottilissimi come volessero toccarla. Non sa dove dirigere lo sguardo: se sui vestiti a fasce colorate cuciti lì per lì da giovani africani o su file di valigie a carrello tra cui potrebbe scegliere la sostituta del suo cimelio d’altri tempi, o sugli ammennicoli orientali che sembrano dolci siciliani, da lontano, e sono invece monili dalle fogge infinite su cui l’attenzione si frantuma in schegge impossibili da ricomporre; la calca procede a ritmo uguale e lei fa appena in tempo a vedere i giubbotti appesi ai ganci, gli arazzi e i teli pieni di strane geometrie, le cinte, i soprabiti, le scarpe; o i dolciumi, le borse, i portachiavi. Continua a leggere

Intervista a Bruno Coppola

di Giovanni Agnoloni


Bruno Coppola, Professore di Filosofia di origini napoletane, ora vive a Firenze. Ho avuto occasione di conoscerlo a un seminario organizzato dal Gabinetto Vieusseux sul tema della letteratura gialla nel mondo. Da qui mi è venuto lo spunto per leggere il suo ultimo romanzo, pubblicato da Rizzoli: Clotilde e l’estate dei delitti, che segue ai precedenti Clotilde e la donna senza nome, Clotilde sulle tracce del minotauro, Clotilde e il segreto di San Rocco, Clotilde e la maledizione degli Altamura, Clotilde e il passato non passato, editi da Le Lettere. Continua a leggere

Litany (Billy Collins, USA, 1941)


 

Litany

 

You are the bread and the knife

the crystal goblet and the wine.

You are the dew on the morning grass

and the burning wheel of the sun.

You are the white apron of the baker

and the marsh birds suddenly in flight

However, you are not the wind in the orchard,

the plums on the counter,

or the house of cards. Continua a leggere

VIDEORECENSIONE n.1: “Idee di cinema. L’arte del film nel racconto di teorici e cineasti”, a cura di Giovanni Maria Rossi

Le videorecensioni  sono a cura di Giuseppe Panella

Realizzazione tecnica di Fausto Finocchi e Silverio Zanobetti

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[Qui tutte le VIDEORECENSIONI di Giuseppe Panella]

Fukuyama e l’etica senza trattino del capitalismo. Saggio di Antonino Contiliano

di Antonino Contiliano

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Le crisi cicliche del capitalismo non sono cosa inaspettata, né tanto meno insaputa. Oggi, quanti hanno messo da parte le analisi e le conclusioni profetiche di Marx non hanno che ricredersi o morire nella coazione a ripetere i disastri del modello neoliberista. La politica come rapporto costante d’interdipendenza (glocalmente) è governabile direttamente, e l’etica non può non smettere di essere al servizio dell’economia di mercato del laissez faire. La “mano invisibile”, teorizzata e praticata dal profitto privato e dai suoi agenti, stabilisce e amministra le priorità del superfluo (dannoso) e del necessario (utile e produttivo) nell’organizzazione del tempo lavorativo, e sempre sotto l’egida dogmatica del diritto di proprietà e dell’appropriazione individualistica e di classe. E il plusvalore della produzione, che lo alimenta e sostiene, è quello che il sistema, con l’elaborazione e le rielaborazioni della dottrina liberale, espropria e detiene servendosi delle manipolazioni (un apparato collaudato per l’egemonia e il riserbo della ricchezza alle classi elitarie) elettorale-politiche e delle altre regole in uso legali e illegali garantendone il potere.

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Vivalascuola. Eroi fannulloni insegnanti

Proteste in università e scuole d’Italia. E martedì, data del voto alla Camera sul ddl Gelmini, si replica. Contro un governo che umilia studenti, ricercatori, insegnanti.

Alfieri è esplicito nel giudizio: “Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto eluderle, con sicurezza d’impunità. E quindi,… chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno, ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo”. A scuola, come in molti altri luoghi, si tratta ormai di raccontare la verità dei fatti, di pretendere il ritorno ad una dignitosa legalità e di non sopportare più (Giovanna Lo Presti).

Insegnanti, tutti brava gente?
di Marina Boscaino

È tanto tempo che ho smesso di professare la religione “insegnanti, tutta brava gente”. Ho dismesso quella lettura un po’ romantica, un po’ utopica che – nei primi tempi della mia collaborazione su quotidiani (10 anni fa) – mi sembrava il modo più efficace per esigere quel rispetto che sentivo di meritare Continua a leggere

Tolkien a Firenze – “Nuova letteratura fantasy”

Giovedì 2 dicembre, alle ore 17, a Firenze, a Palazzo Strozzi (Sala Ferri, piano terra), si terrà un seminario, organizzato dal Centro Romantico del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, dal titolo Dal fantastico al fantasy – Permanenze tra Ottocento e Novecento, imperniato sul saggio di Giovanni Agnoloni Nuova letteratura fantasy. Uno studio critico”, appena uscito per le Edizioni Sottovoce (Pavia).

Introdurranno il Prof. Giuseppe Panella, critico letterario e docente presso la Scuola Normale di Pisa, e Roberto Arduini, giornalista de “L’Unità” e studioso di J.R.R. Tolkien, che si soffermeranno sulle radici del genere fantasy nel fantastico ottocentesco, con particolare riferimento alle sue origini nella tradizione romantica. Continua a leggere

L’Italia a pezzi.

Antologia dei nuovi poeti italiani in dialetto e in altre lingue

Gentile Autore,

la Redazione della rivista “Argo” (Edizioni Cattedrale, Ancona), in collaborazione con critici letterari ed esperti del settore, sta lavorando alla realizzazione di una Antologia di poesia che faccia riferimento alle lingue e dialetti presenti sul territorio italiano, un’operazione che possa rispecchiare nel modo più completo ed esauriente possibile il panorama della produzione delle “parlate” della poesia contemporanea, diverse dall’italiano.

ll nostro intento è quello di offrire una mappatura degli scrittori che hanno scelto come lingua per i propri versi il dialetto (o il neodialetto) o la lingua della loro area di appartenenza. I testi selezionati e le note critiche verranno pubblicati in una Antologia che uscirà nell’anno 2011, in occasione dei 150 dall’Unità d’Italia.

Le chiediamo la sua disponibilità a partecipare al nostro progetto, che consiste in questo:

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63. Flashback

da qui

Leopoldo è alla ricerca di Andreas: è sicuro d’incontrare anche Maria, dalle sue parti. Si ritrova, nemmeno lui sa come, sul lungosenna, vicino a un ponte dalle arcate pesanti di mattoni bianchi. Guarda l’acqua, le foglie che volano a tratti, spinte da folate di vento. Dallo scalone del ponte, che declina con una curva ampia e leggera, vede scendere un uomo di mezza età, con un impermeabile beige, una sciarpa amaranto e la scoppola che nasconde parzialmente i capelli biondi e spettinati. Ormai sono vicini: l’alito dell’altro lo investe a tradimento, deve aver bevuto:
Dove va fratello? Continua a leggere

Il segreto del mondo

Il segreto del mondo- Messico 2010

un radiodocumentario di Maurizio Braucci


Che cosa accade in Messico? Sono circa 28.000 i morti di mafia degli ultimi 4 anni, da quando il Presidente Felìpe Calderòn ha messo in campo l’esercito e la marina contro lo strapotere dei narcotrafficanti. E’ una guerra per la legalità? Ma intanto i morti innocenti aumentano, le critiche al goveno crescono, il paese è in fiamme. Continua a leggere

Su cosa scriverò e no

Di Marino Magliani

Non ho quasi mai scritto nella tristezza. Nella tristezza solitamente leggo. Devo ammettere che scrivo più di quanto non legga. Non è una dichiarazione di contentezza. Cosa sia non lo so e comunque so che questo del quanto scrivo non sta bene ammetterlo.
Scrivere più di quanto non si legga significa che per poco che uno legga legge almeno un libro al mese e altrettanto, un libro e una vocale o un libro e una consonante al mese per scrivere di più dovrebbe scrivere. E questo è molto anche per uno come me che scrive tanto. Continua a leggere

Il Capitano Mario (XXVII)

di
Maria Frasson

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI)


Mario, quando veniva, incontrava a volte delle donne che aveva conosciuto e curato nella Clinica ostetrico-ginecologica. Gli chiedevano, con umili scuse, qualche consiglio o qualche prescrizione e noi, in cambio, eravamo sempre rifornite dai loro omaggi provenienti dal pollaio o dall’orto, molto apprezzati in quei tempi di carestia.

Mi ero messa in testa di allevare anch’io dei polli, con grande gioia delle bambine che trovavano divertenti i pulcini. Ma fu un disastro: quando cominciavano a crescere, ed erano pollastri, a un certo momento non mangiavano più, facevano uno strano balletto e cadevano stecchiti. Era che si era diffusa in paese un’epidemia e scarseggiavano anche le medicine per i polli. Chiusa l’esperienza di allevatrice di pollame, andavo con le bambine a cercarne nei casolari isolati dei dintorni, dove erano immuni da ogni malattia e raggiungevo spesso un mulino accanto ad una roggia, circondato da un bosco che rendeva il paesaggio molto pittoresco. Sembrava un’antica stampa della campagna nordica: qualche volta è la natura che imita il dipinto. Là comperavo anche la farina e facevo il pane bianco e devo ammettere che come fornarina superavo con successo l’allevatrice di polli.
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62. Persuasione

da qui

Don Faber passeggia con Saulo davanti alla parrocchia. Ogni tanto dà un’occhiata al portico, dove i ragazzi, esaurita la cagnara sul Napoli, s’intrattengono con gli alcolisti in attesa di un aiuto del parroco e dei suoi assistenti. Saulo è nervoso: il conflitto che lo lacera – scuola di scrittura o ribellione – non gli dà più tregua. Continua a leggere

CINA (NATALE DEI POPOLI, ROVERETO 2010)

Trascinava una valigia più pesante di lei. Salì sul treno con fatica mentre Nico la osservava. La ragazza cinese sedette di fronte a lui, tenendo accanto a sé la valigia.

Il treno si mosse. Lei guardò fuori dal finestrino. Gli occhi a mandorla saettavano inseguendo il paesaggio che fuggiva. Era esile e giovane, 18-20 anni, forse: i cinesi sono misteriosi anche nella persona, pare abbiano un’età unica buona per decenni. E saranno anche tutti uguali, ma una carina così Nico non l’aveva mai vista. Qualcosa gli si mosse dal petto allo stomaco, passando per una difficile deglutizione. A 16 anni non si crede ai colpi di fulmine, li si vive.
Il cellulare della cinesina emise una dolce suoneria esotica. Lei parlò nella sua lingua, guardando ancora fuori. Da sotto la frangia rotolarono, senza ostacoli, piccole perle umide. La voce ora tremava.

Nico non sapeva chi ci fosse al di là del telefono, se uomo o donna. Vedeva le lacrime e non le sopportava. Il cuore si spezzò, si ricompose e batté con furia. Nella testa la visione di un Paese inimmaginabile, profumi e colori sconosciuti. Pensò che un piccolo pezzo di quel mondo era nella grande valigia, solitario e irrinunciabile.

Era arrivata, la conversazione finita. Si alzò, riprese il bagaglio, ma prima Nico le porse un fazzoletto e un sorriso; sulla piccola mano scrisse il proprio numero di telefono.
Ciao, le disse.
Lei schiuse le labbra a un sorriso d’oriente.
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Incùo. Di Fabio Franzin


(macchinine)

Incùo

Incùo el mé fiòl pì pìcoeo
l’é ‘rivà daa só camaréta
co’ un pòche de machinete
rote in man, rodhèe e tòchi

de plastica che ghe caschéa
fra ‘e piastrèe del pavimento
– ‘a só voséta prima de lù, là,
drio ‘l coridòio – “papà, se
non riesci a trovare lavoro Continua a leggere

Cose dell’altro mondo. Figli…

…abbandonati a sé stessi e senza mezzi per iniziare o proseguire gli studi, senza opportunità di lavoro né soldi per avviarlo, il lavoro, che quando c’è lo si sfrutta, senza pietà, o lo si elimina con tagli e licenziamenti;

…senza arte né parte, molti, per fragilità loro e delle famiglie spesso inesistenti; che si fanno balordi, a volte, dal fondo della gabbia d’un sistema prono all’ingordigia di pochi pronti a tutto;

…che credendo nello Stato e nelle regole, nella necessità della loro tutela; o nel gioco mai adulto delle armi e della forza o, più semplicemente, per un lavoro sicuro hanno indossato una divisa, accettando gerarchie e ordini senza poterli discutere; pensando o sperando di stare dalla parte giusta;
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