50. Ispirazione

da qui

Leopoldo deve decidersi: Maria è sparita e non ha idea di come rintracciarla; la ricerca sul romanzo possibile si sta frastagliando in diramazioni che rischiano di perdersi di vista l’una con l’altra, nonostante le critiche ecclesiastiche di Ruperto il Pievano, che sul Giornale di Vicenza ha parlato di atmosfere facili da Baci Perugina. Non resta che una soluzione radicale: rivolgersi a Faber, padre spirituale di Maria, l’unico che può consentirgli di venire fuori da un ginepraio sempre più intricato. Consulta la guida delle parrocchie diocesane e trova l’indirizzo della periferia sperduta in cui il prete è parroco da qualche anno. Gli è stato riferito che può trovarlo tutti i pomeriggi: riceve la gente in chiesa, con una valigia carica di libri e il Santissimo esposto. Giunto sul luogo, Leopoldo socchiude la porta di legno e vetro che divide il silenzio dello spazio sacro dalla strada piena di rumori e movimenti; la prima cosa che scorge, sulla destra, accanto a una sedia e a un inginocchiatoio da confessione, è una borsa da viaggio bianca e blu, da cui si affaccia una copertina beige con un titolo massiccio di colore bianco: Commentario teologico al Nuovo Testamento. Più in basso, in carattere minore: Il vangelo di Matteo.
Buongiorno!
– Ha un sussulto che non riesce a contenere:
Che spavento!
Non si preoccupi, questa è la casa del Signore.
Ora deve presentarsi: che dirà? Che è un personaggio letterario della sua figlia spirituale prediletta?
Mi chiamo Leopoldo: sono qui per chiederle un consiglio.
Prego, si accomodi.
Non so da dove cominciare: la mia vita è un romanzo senza autore.
– Crede in Dio?
Sì, ma l’autore che cerco è, diciamo, una figura minore, un dipendente.
Basta che sia ispirato.
Sicuramente è in cerca dell’ispirazione: secondo lei esiste ancora qualcosa che corrisponde a questo nome?
Viviamo nell’era del marketing: i libri sono, per la maggior parte, prodotti commerciali.
Come si fa a distinguere un libro autentico da una merce da autogrill?
Non sparerei sugli autogrill: vi si bevono degli ottimi caffè. Comunque la differenza è chiara: nel libro ispirato l’autore si lascia andare perché ha scoperto una fonte all’interno di se stesso.
– Se l’autore si lascia andare, ritrova il personaggio e viceversa?
Esatto.
Leopoldo prende la mano di don Faber e gliela bacia. Lui rimane a bocca aperta; prova a fare una domanda, ma l’altro è già sparito.

10 pensieri su “50. Ispirazione

  1. don faber-faber! mitico! nel senso che dentro ad ogni invenzione si possono vedere più cose stratificate, come nel mito, e perché questo parroco vorrei proprio incontrarlo, che mi parlasse come fa qui, come una pizia, non come una pizza (come sono certi poveri vecchi parroci). l’unica cosa che mi suona strana, in questo parroco che cerca di fare il parroco, è la domanda “crede in dio?”. è l’unica che, se incontrassi un parroco così, mi metterebbe a disagio e non credo che il personaggio, per coerenza, la dovrebbe pronunciare. eh, ma mica tutti i personaggi escono tondi tondi, come le ciambelle! devi lavorare di lima, caro mio: specie sui parroci: mi sa che non li conosci abbastanza. quel ruperto lì, invece, che poi mi è anche comodo di strada, dev’essere uno di quei pievani veneti tutti d’un pezzo, di quei bei pretoni da diocesi vicentina tipica, un vero d.o.c.g. (diocesi d’origine controllata e garantita) come il vino, òstrega, che in veneto mica scherziamo, col vino!

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  2. Sono Ruperto anch’io, quantunque non Pievano, e ho sentito parlare di estasi e di enstasi: due vie difficili e rischiose, per le quali esistono appositi Enti di Certificazione che rilasciano i relativi Bollini Blu.
    Buon viaggio e un abbraccio,
    Ruperto Rossatesta

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  3. Maria è sparita! si sarà ritirata nel deserto, nello stesso luogo in cui lo Spirito spinse il Figlio del Faber prima della sua apocalisse, della sua rivelazione.
    Maria, però, non va ad incontrarsi con il nemico, ma a fuggirlo. va nel deserto a nascondersi. in ogni caso protegge la sua creatura, l’alimenta di un’altra storia, di un’altra esperienza.
    alla fine la darà alla luce. uscirà, nonostante tutte la vie traverse, il suo romanzo

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  4. così il nostro Leo esce dalla carta per entrare in una chiesa di periferia, mi ricorda qualcosa 🙂

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  5. È vero che da questa allagata e melmosa pievanía berica le prediche sono facili da fare, ma, insomma, cercate un po’ di capire. La grammatica dei sentimenti è stata, cpme dire, stirà su un panàro grando da che la letteratura è passata per la crisi dell’engagement, e chi scrive ha, secondo me, il compito di ritrovare l’asciuttezza della vita interiore, e la perspicuità delle parole non usurate. Anche se è difficile, perché tanta parte del discorso pare usurata.
    Trascrivo una citazione da Pamuk: “I libri aggiungono all’infelicità dell’uomo una profondità che scambiamo per consolazione”. Suona male, sarà la traduzione, che ne so io che cosa Pamuk abbia effettivamente detto in turco. All’infelicità aggiungiamo spessore, altezza, estensione, ampiezza, volume, densità, calore, freddo. Misura, in una parola. Cioè limpidezza. Un romanzo sulla scrittura ha a che vedere lo stato attuale della nostra umanità.
    Il Maestro da Acilia è in una buona posizione per farlo.

    Un abbraccione
    R.P. (Non piovàno, che è il parroco di campagna)

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  6. Ma potrebbe valere anche la seguente:
    “I libri danno all’infelicità dell’uomo una consolazione che scambiamo per profondità ”.
    Un saluto,
    Roberto

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  7. Credo sia molto impegnativo per don Faber rimanere in parrocchia, ogni pomeriggio, a disposizione di chiunque abbia bisogno; ma con questa sua sensibilità e disponibilità, offre una bellissima immagine di una Chiesa sempre aperta ed accessibile a tutti.
    Il sapere che lui è lì, pronto ad ascoltare ed a consigliare è, molto egoisticamente, una bella sicurezza: grazie!

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  8. Don Fabrizio, le apparizioni di Leopoldo vanno per la maggiore!
    Si stanno verificando anche in altri tag del blog: pare sia stato avvistato il fantasma di Einaudi nel post su Melissa P. ; e non e’ il solo…vuol dire che la trovata di Maria e’ geniale 😉
    il personaggio Leopoldo deve proprio ritrovare la sua autrice per andare avanti… Coraggio, ce la fara’!

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